Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Monesi, la strada promessa: 205 imprese interessate, 20 sorteggiate, una ammessa. Ponte sul Bevera: lavori iniziati, a Piaggia demoliti 8 alloggi franati. Municipio a Ormea


Per i proprietari di seconde case di Monesi di Mendatica (oltre una novantina i paganti) Imu ridotta del 50 % causa ordinanza sindacale per divieto di dimora. E la sconsolante attesa di inizio lavori della ‘variante’, annunciati per giugno da giornali e web imperiesi e presumibilmente si andrà a settembre. L’emergenza non si sposa con la burocrazia, a sua volta alle prese con un solo geometra part -time del Comune di Mendatica, Christian Cha, responsabile unico del procedimento. Un progetto (VEDI….) a firma degli ingegneri Fulvio Fusini, Luca Cordeglio e del geologo Roberto Macciò.  Leggi anche le iniziative di luglio al Rifugio Pian dell’Arma di Caprauna ed il festival più grande d’Europa dedicato alle borgate alpine.Le frane, i lavori. Due lotti dell’importo complessivo di 1,4 milioni di €.  Centrale Unica di Committenza dell’Unione Comuni della Valli Argentina Armea. Ben 205 imprese hanno presentato ‘manifestazione di interesse’, 20 sorteggiate, una si aggiudicherà i lavori. Poi 30 giorni per eventuali ricorsi, quindi ‘primo cantiere’ (a fine agosto ?) per la variante all’abitato di ‘Monesino’. Notizie più rosee invece da Briga Alta (CN). Ultimati i sondaggi diagnostici per stabilizzare il ponte sul Rio Bevera (le mandrie di mucche hanno comunque potuto raggiungere l’alpeggio), prevista la riapertura definitiva  ai rimi di ottobre. Intanto, a Piaggia, completata la demolizione degli edifici (8 alloggi) interessati dal movimento franoso molto limitato. Il paese (enclave nell’imperiese) può già essere abitato, ma soffre la deviazione obbligatoria da Viozene – Upega, stessa discorso per le ‘frazioni’ Valcona e Salse di Mendatica. Il paese che ha subito le conseguenze più devastanti in termini economici e sociali e che aveva nell’abitato delle due Monesi un ‘polmone’, un ‘motore’ capace di dare quantomeno ossigeno.

La ‘chiusura’ definitiva prima dell’albergo Campagnola, poi dell’annesso bar, da ultimo il trasferimento dell’attività a Nava dell’unica pizzeria, ha dato una sorta di colpo di grazia, come non bastasse pochi mesi prima aveva chiuso i battenti anche la storica macelleria aperta nei fine settimana. Restano due agriturismi (uno con caseificio artigianale), il negozio di alimentari, il ristorante Settimia a San Bernardo (da anni in ginocchio tra frane, chiusure, neve precaria), il rifugio Ca’ Cardella, l’adesione al progetto Lavanda Riviera dei Fiori, il parco delle Canalette dove non è difficile trovare  anche famiglie della comunità mussulmana dell’imperiese.

Una mazzata per Mendatica che ha colpito appartamenti ammobiliati ad uso turistico, il crollo del già claudicante mercato immobiliare (con supremazia di case disabitate), un crescente malessere di cui rischia di pagarne le conseguenze, in termini di consenso e coesione, il sindaco Piero Pelassa, la sua giunta. In un contesto dove non mancano, purtroppo, le divisioni e di chi si è fatto da parte. Un Municipio con un’unica lista elettorale di per se di buon auspicio e con i limiti della realtà mendaighina, ovvero l’assenza di concrete prospettive di sviluppo, rilancio, possibilità di lavoro per i giovani, le famiglie. Mentre il fronte degli ‘illusionisti’ per tutte le stagioni ha continuato a suonare e stonare, si annida in particolare nei giullari del giornalismo senza memoria e ignari dell’archivio stampa. Per non parlare del  velo pietoso sulle ‘sponsorizzazioni’ pagate sui media e Tv locale in occasione di eventi, un paio resistono.  Non è la manifestazione che rilancia un’economia malata. Almeno lo Stato, la Regione, investissero in opere pubbliche, a partire dalla rete stradale, da incentivi agli investimenti produttivi, mentre è finito alla deriva, nel silenzio grottesco, il progetto dell’ex sindaco di Ormea,  Gianfranco Benzo, per lo sfruttamento della risorsa dei boschi.

Anche questa settimana trucioli.it ospita la  ‘nota stampa’, ma è qualcosa di più, che Rinaldo Sartore, sanremasco con seconda casa a Monesi, è solito inviare agli organi di informazione imperiesi,  con l’aggiornamento – analisi – constatazione dello stato delle cose. Sartore che fa chiaramente parte di una minoranza – non ossequiosa e senza mai eccedere –  tifosa di Monesi non solo a parole. Come ignorare che all’unica assemblea pubblica, post mega frana, tenutasi a Pieve di Teco, la sala fosse affollata, con residenti e proprietari di seconde case anche di Piaggia accorsi in massa. Un clima di fervore, di partecipazione civile, di emancipazione della democrazia, con chi spronava (sindaco di Pieve di Teco e presidente dell’Unione dei Comuni, Alessandro Alessandri) ad essere vigili, soprattutto combattivi per non essere dimenticati, per stimolare la politica e la burocrazia lentocratica.

Come dimenticare che alle varie iniziative – appuntamenti di cui Sartore si è fatto promotore, gli aderenti, i partecipanti si contavano sulle mani. Un dispetto, un disinteresse a danno di chi ? Non vogliamo parlare di ‘menefreghismo’, certamente la mancanza di coesione e forza partecipativa non è di aiuto e la politica con i suoi attori e professionisti hanno antenne formidabili. Al punto che, alla resa dei conti, il ‘povero’ ufficio tecnico di Mendatica è rimasto sulle spalle di un geometra nonostante la gravissima emergenza Monesi, frane, progetti, iter da rispettare.  E se si cerca un tecnico  incaricato bisogna fare il giro da un comune all’altro della valle.

In Riviera fanno a gara ai fuochi d’artificio più spettacolari, ai mega eventi musicali, agli intrattenimenti festaioli giornalieri. Sulla montagna imperiese (aggiungiamo quella savonese) o così o pomì ! La ribellione, la protesta plateale, l’unione, non sono, a quanto pare, nel Dna delle generazioni di ieri e di oggi. Il mugugno resta tale, alla stregua della rassegnazione, con isolate bandiere di coscienza critica (e costruttiva) alla Rinaldo Sartore che non è più un ragazzino, né un esagitato talebano. Perchè ci sia pure chi lo considera un ‘rompiscatole’. Non è il tipo da demordere e scoraggiarsi. Il cupo silenzio e il dietro le quinte giovano solo a chi non ha nulla da perdere. (l.c.)

L’ARTICOLO DI SARTORE INVIATO AI WEB IMPERIESI

Anche se in molti attendono fiduciosi, annuncio dopo annuncio, che inizino i lavori, è innegabile che dopo 17 mesi – pari a 510 giorni dalla frana- si sentono ripetere sempre le stesse promesse senza che nel frattempo sia stata posata la fatidica prima pietra. Eppure i motivi per interrompere il totale isolamento delle due Monesi, e la inagibilità di tutti i fabbricati di Monesi di Mendatica, i motivi dicevo, sono evidenti e urgenti.
La famigerata ordinanza del 26/11/2016, mai aggiornata, è ormai utile solo agli sciacalli; in spregio al diritto dei proprietari di edifici intatti o non a rischio, di riprendere possesso delle loro case e svolgere quegli interventi di ordinaria o straordinaria manutenzione dei quali gli edifici di montagna necessitano annualmente.  Il chilometro di deviazione, per ricollegare Monesi di Triora al mondo, passando a monte dell’abitato di Monesi di Mendatica, è un intervento, scelto dagli amministratori pubblici due mesi dopo il disastro, allo scopo di scongiurare a “breve termine” dissero, la chiusura delle poche strutture turistiche superstiti.

Oggi sappiamo che le manifestazioni di interesse relative all’appalto per il ripristino della s.p. 100 di Monesi sono gestite dalla Unione dei Comuni delle Valli Argentina e Armea; che il termine per la presentazione delle “Manifestazione di Interesse” è scaduto il 27/04/2018 e l’eventuale sorteggio doveva avvenire alle ore 11,00 del 2/05/18 nella sede della Centrale Unica di Committenza c/o il Comune di Ceriana (VEDI…….). Al di là delle considerazioni che si possono esporre sull’iter della pratica e sulla bontà della scelta di infliggere una ferita trasversale sull’area corrispondente alla paleofrana, assistiamo impotenti ad un atteggiamento paradossale, da parte degli amministratori pubblici locali, i quali alla auspicabile tempestività hanno imposto, ai sudditi, tempi che oggi non esito a definire biblici. A proposito di Bibbia, la strada promessa è per i nostri discendenti ?

Rinaldo Sartore 

MONESI BENVENUTO SOLSTIZIO D’ESTATE CON LA BENEMERITA E APPUNTAMENTO AL 24 GIUGNO 2019 FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA CHE I NOSTRI VECCHI PREGAVANO:….ERA UN UOMO DEVOTO E SANTO CHE PER IL MONDO SE NE ANDAVA E TUTTI QUELLI CHE INCONTRAVA BENEDIVA D’ACQUA SANTA, UN BEL GIORNO INCONTRO’ IL GRANDE ERODO CHE LO FECE ARRESTARE….

I partecipanti (pochini) al solstizio d’estate a Monesi di Mendatica con la gentile visita del comandante la stazione carabinieri di Nava, in qualità di ‘angeli custodi’

Il tradizionale pranzo per festeggiare il solstizio d’estate si è svolto domenica 24 giugno ed è iniziato, al momento dell’aperitivo, con la gradita visita della pattuglia dei Carabinieri di Nava. La partecipazione è stata molto condizionata, in negativo, dalla prevista pioggia; tuttavia un nutrito gruppo di irriducibili e mai arrendevoli frequentatori di Monesi, hanno avuto tutto il tempo di condividere le abbondanti pietanze e assolvere l’impegnativa valutazione mediante l’assaggio dei diversi vini, bianchi fermi, rossi corposi, fino agli spumanti con dolce e frutta. Arrivati al caffè, puntuale come l’arrivo di un treno giapponese alle 13,30 si è dovuto concedere la parola al previsto intervento, durato circa venti minuti, del solito Giove Pluvio. Quindi al riparo del gazebo che l’avveduta regia aveva predisposto nel piazzale di Monesi di Mendatica, pochi metri prima della barriera che blocca l’accesso – dopo la marmorea ordinanza del Sindaco di Mendatica immutata dal 26/11/2016 – i convenuti hanno mitigato l’effetto dei 12 gradi con caffè bollente.

La partecipazione sarebbe stata ben più numerosa se il Comune di Mendatica avesse concesso di consumare il pranzo al sacco sul sagrato della chiesa di Monesi, ma tale deroga è stata negata anche se la chiesa e gli immobili adiacenti sono tra quelli che non hanno fatto registrare alcun minimo movimento e sono certamente integri.

Concludo segnalando che i soliti spregevoli sciacalli, durante gli ultimi dieci giorni, sono nuovamente entrati forzando porte e finestre di diverse case inagibili e seriamente danneggiate; inutile dire che per questi gentiluomini l’ordinanza non vale; anzi è a loro favore in quanto se la frazione fosse presidiata da qualcuno, gli stessi non potrebbero agire indisturbati e impuniti. Manifesto inoltre l’auspicio che le forze dell’ordine presidino la sfortunata frazione di Monesi con maggiore frequenza.  L’appuntamento è per domenica 23 giugno 2019 sul sagrato della chiesa di Monesi di Mendatica.

Rinaldo Sartore

FESTIVAL DELLE ALPI E DELLE MONTAGNE ITALIANE

Sabato 7 e domenica 8 luglio il rifugio aderisce al progetto “Festival delle Alpi e delle montagne italiane”, che promuove un calendario di iniziative organizzate in contemporanea in diverse località montane italiane. Il Festival promosso dall’ Associazione Montagna Italia, insieme al Club Alpino Italiano, ha come intento quello di promuovere la stagione estiva montana raccogliendo in un unico calendario gli eventi che si svolgono in tutta Italia in data 7 e 8 luglio 2018. L’evento diventa così una potente cartolina comunicativa a livello nazionale.

Nell’ambito di questa iniziativa il Rifugio Pian dell’Arma propone una due giorni di cammino per tutti sui sentieri dei Saraceni la cui presenza nelle valli è documentata sin dalla fine del primo millennio, per scoprire la natura e la cucina tipica della Valle Pennavaire.
Infine una novità in calendario, non prevista ma inserita a seguito della grande richiesta, soprattutto femminile, per promuovere un’oasi di benessere  dove regna l’armonia ed il relax tutto “rosa”: venerdì 6 luglio “Benessere in Cammino” ovvero una giornata all’insegna della ginnastica posturale accompagnati da Manuela Marchesi.

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R. Sartore

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