Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli. Osservazioni tecniche e modifiche proposte dal WWF Savona al Puc. 108 pagine con grafici ed immagini. Una documentata ‘guida’ storica del territorio tra passato, presente e futuro


La sorpresa? Il territorio di Noli può vantare 90 specie di uccelli di interesse comunitario, sia stanziali sia migratori. La critica? Troppi insediamenti sparsi in aree agricole. Noli quale futuro urbanistico previsto dal Puc proposto dall’Amministrazione Repetto e che dovrà passare l’esame della VAS (Valutazione Ambientale Strategica). “Il paesaggio rappresenta un bene primario ed assoluto prevalente rispetto a qualunque altro interesse” ricorda il WWF Savona.

Come viene articolata la gestione del territorio tenendo conto che “la speculazione edilizia moderna si manifesta con modifiche, trasformando aree agricole in edificabili, talvolta strumentalizzando il concetto di “pubblico interesse” della convenzione“. Tenendo conto che il 50% del territorio è già sottoposto a vincolo paesaggistico.

Che significa vincolo su tutta la fascia costiera, il Centro Storico e l’immediata fascia collinare, per poi estendersi da Capo Noli alla fascia montana che raggiunge Bric dei Monti e Pian di Verne (sovrapponendosi con la zona di Conservazione Speciale – rete Natura 2000). E come valutare le nuove edificazioni  in un’area già ampiamente urbanizzata. Come proteggere le risorse idriche di fronte ad un grave rischio non tutelato dal Puc. 

Il WWF Savona, a firma di Marco Piombo, fa presente che:L’urbanizzazione selvaggia, ha già indebolito gli ambienti naturali ed agricolo-silvopastorali esistenti, conseguentemente alterando la naturale dinamica eco sistemica nonché paesaggistico-ambientale”. 

Tra gli esempi contenuti nelle osservazioni la tutela dell’area boscata sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale. “La proposta del Puc risulta in palese contrasto con le norme di tutela ambientale e paesaggistica”. E ancora: Si rileva in alcuni ambiti quali ad esempio gli edifici ed i ruderi nella località ex cava
Fornaci o Capo Noli, possano essere previsti demolizioni e trasferimenti di cubature aumentate fino al 50% in altri ambiti del PUC !”
Conseguenza? “Un eccessivo utilizzo di consumo di suolo”.

Chiamiamole curiosità poco note ai cittadini comuni- Il WWF cita: Tra le specie di maggiore interesse si segnalano endemismi di elevato valore scientifico e naturalistico: la campanula di Savona (Campanula sabatia), di interesse prioritario, la campanula del Finalese (Campanula isophylla), esclusiva di quest’area, il convolvolo di Savona (Convolvulus sabatius), relitto paleomediterraneo gravemente minacciato di estinzione allo stato spontaneo.
Numerose altre sono le specie di interesse fitogeografico: si citano l’afillante di Montpellier (Aphyllanthes monspeliensis), la barba di Giove (Anthyllis barba-jovis) e il fiordaliso ovoide (Leuzea conifera).
Anche nella fauna si manifesta un elevato livello di diversità determinata dalla varietà degli ambienti e dalla presen  punctatus), la luscengola striata (Chalcides striatus), il colubro lacertino (Malpolon monspessulanum), la raganella mediterranea (Hyla meridionalis). Oltre ai chirotteri di grande interesse ospitati nelle grotte, sono ancora da citare circa novanta specie di uccelli di interesse comunitario, sia stanziali sia migratori. Anche a livello di invertebrati sono numerose le specie endemiche, rare o di valore biogeografico.

LA CRITICITA’ MAGGIORE PER IL WWF? Le previsioni del piano propongono una normativa che, se come obiettivo si prefigge
”la riqualificazione delle stesse con la conferma delle caratteristiche agricole” di fatto per le densità edificatorie proposte e per le destinazioni d’uso ivi ammesse configurano più scelte di espansione residenziale rada, che non la conferma della struttura agraria locale. !!!!!!
Tale edificabilità e le destinazioni d’uso ammesse, da un lato, determinano
 potenzialità edificatorie che non appaiono compatibili con il regime di mantenimento IS-MA e dall’altro determinano una trasformazione delle aree agricole di cui si intendono correttamente preservare le caratteristiche.
Pertanto appare necessario che la disciplina di tali ambiti venga integrata e modificata al fine di garantire il mantenimento delle attuali caratteristiche quali riconosciute dal PTCP e l’uso agricolo produttivo quale riconosciuto dal PUC, posto che una edificazione che ecceda i caratteri del mantenimento oltre che a porsi in contrasto con il PTCP, verrebbe a sottrarre aree già coltivate o potenzialmente
coltivabili, in contraddizione con le finalità riconosciute dallo stesso PUC.

VEDI IL TESTO INTEGRALE……

 

PROPONIAMO QUALCHE BREVE STRALCIO – 

CONCLUSIONI SULLA PROCEDURA DI V.A.S.- Le presenti osservazioni evidenziano alcune criticità attinenti principalmente gli impatti sulle
matrici suolo, aree agricole inedificate, sulle aree naturali, sulle componenti ambientali e paesaggistiche, sulle problematiche di tipo idrogeologico ed alluvionale ed infine sulla pianificazione di settore.

Gestione del Territorio- La speculazione edilizia moderna si manifesta con modifiche, trasformando aree agricole in edificabili, talvolta strumentalizzando il concetto di “pubblico interesse” della convenzione.
Pertanto è opportuno una attenta valutazione dei rischi connessi a tali previsioni in quanto se l’edilizia convenzionata è uno strumento valido per l’housing sociale, la sua efficacia nel contrastare la speculazione dipende strettamente dalla rigidità delle convenzioni comunali e dalla vigilanza sul rispetto dei vincoli nel lungo periodo.

A tal riguardo le previsioni di ERC (Edilizia Residenziale Convenzionata) previste nel PUC vanno rivalutate.

Osservazioni. Considerato che Il territorio del comune di Noli oltre a presentare notevoli pregi storico-ambientali, archeologici ed antropologici, rivela anche caratteristiche geologiche, floristiche e faunistiche tali da meritare la tutela e la valorizzazione, nonchè particolari attenzioni per le problematiche di natura idrogeologica associata alla presenza di numerosi acquiferi carsici. L’eccessivo utilizzo delle risorse territoriali da parte delle attività umane, attraverso
una urbanizzazione selvaggia, ha indebolito gli ambienti naturali ed agricolo-silvopastorali esistenti, conseguentemente alterando la naturale dinamica eco sistemica nonché paesaggistico-ambientale.
In campo ambientale le problematiche relative alla frammentazione degli habitat e delle specie nonchè alla perdita di qualità ambientale e paesaggistica, non possono essere anche solo in parte mitigate, con ripristini ambientali o semplici compensazioni. La stessa scelta strategica nell’individuazione di conferma od individuazione di nuove scelte localizzative /cumulative edilizie, devono essere puntualmente oggetto di verifiche a larga scala partendo dall’opzione zero.
In considerazione della presenza di numerosi vincoli paesaggistico-ambientali di notevole interesse pubblico all’interno del territorio comunale di Noli e della presenza di ampie aree della Rete Natura 2000, nonché di porzioni di territorio carsico di seguito elencate, impongono, particolari e specifiche attenzioni e conformità delle nuove previsioni edificatorie e/o di modifica delle norme pianificatorie; come indicate e citate nel nuovo piano :
“….-“Vincolo paesaggistico: bellezze di insieme” che comprende circa il 50% della superficie territoriale del Comune. Il vincolo è stato posto su tutta la fascia costiera, il Centro Storico e l’immediata fascia collinare, per poi estendersi da Capo Noli alla fascia montana che raggiunge Bric dei Monti e Pian di Verne (sovrapponendosi con la zona di Conservazione Speciale – rete Natura 2000).

Osservazioni- Il presidio ambientale in ambito agricolo e selvicolturale nelle zone AGRICOLE si intende realizzato quando vengono messe in atto dal richiedente (previa convenzione per chi possiede determinati requisiti), all’interno del territorio considerato, in combinazione con le attività agriselvi-colturali, una serie di interventi così definibili:
– manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità interna pubblica e privata, con particolare riferimento alle opere connesse con lo smaltimento e regimazione delle acque;
– manutenzione ordinaria e straordinaria di muretti a secco, poggi e gradoni;
– protezione e cura della flora esistente, anche di tipo spontaneo, attraverso interventi finalizzati di difesa fitosanitaria, o quant’altro in relazione alla loro conservazione.
– su presentazione di un piano di miglioramento agricolo/ambientale esteso all’intera proprietà che definisca e precisi gli interventi di presidio ambientale;
– la quantità e le modalità per lo svolgimento dell’attività agricola ( anche part time ) previo una relazione agronomica corredata da adeguata documentazione, anche fotografica, dello stato di fatto delle colture e del loro grado di manutenzione.

Esaminando l’area comunale ortofotograficamente si rileva come una eventuale previsione di cambiamento di destinazione in materia di nuove volumetrie edilizie, rischierebbe di alterare nonchè di compromettere le aree agricole inedificate, le quali rischiano fortemente di alterare, nonchè di compromettere l’esistenza di un equilibrato r pporto tra l’insediamento e l’ambiente naturale o agricolo e nei quali si ritiene peraltro compatibile con la tutela dei valori paesistico-ambientali.
Tra l’atro non si osservano i caratteri prevalenti rispetto ai quali si intenda omogeneizzare l’insieme urbanistico dell’ambito con nuove edificazioni, come già osservato in un’area già ampiamente urbanizzata.
RICHIESTA- A tal riguardo ai fini di evitare consumo di suolo agricolo ed inedificato si chiede un regime di Mantenimento .
Si chiede: come Destinazioni ammissibili:
– bosco, aree naturali in fase di rinaturalizzazione, colture silvicole, uliveti, vigneti, mantenimento dell’ambiente naturale;
– residenza, attività turistico ricettive ed ogni forma di insediamento produttivo sono ammessi solo all’interno degli edifici esistenti;
– mantenimento della situazione attuale per quanto riguarda gli aspetti insediativi;
– mantenimento della situazione attuale per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali;
Sono consentiti :
– le modeste modifiche del suolo connesse con la coltivazione;
– la recinzione dei fondi a salvaguardia delle colture esistenti e/o per l’inibizione
dell’esercizio venatorio. Sono espressamente escluse recinzioni con strutture in conglomerato cementizio e cancellate di qualsiasi tipo;
– gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo (di cui al DPR 380 del 2001 e s.m.e i.) del patrimonio edilizio esistente.
Sono espressamente esclusi ampliamenti volumetrici e/o di superficie coperta e interventi che modifichino le caratteristiche tipologiche e/o strutturali degli edifici esistenti.
E’ vietata qualsiasi alterazione dell’assetto vegetazionale dell’area, l’abbattimento di superfici boscate e la piantumazione di qualsiasi essenza non autoctona.
Non sono ammessi locali o autorimesse interrati.
Non é consentito costruire serre, aprire nuove strade e modificare le caratteristiche tipologiche dimensionali e di tracciato di quelle esistenti, nonché eseguire opere che alterino in misura percepibile la morfologia dei luoghi. E’ consentito l’ampliamento delle strade esistenti solo a scopo antincendio, il cui fondo dovrà essere realizzato con la compattazione di materiale ghiaioso e/o terroso, o altro trattamento superficiale antipolvere, terra stabilizzata naturale, con esclusione di materiali asfaltici e/o cementizi. Inoltre il tracciato stradale dovrà essere il più possibile aderente alla morfologia originaria dell’attuale stato dei luoghi, risulta caratterizzato dalla presenza di fondi agricoli ed abitazioni e manufatti edilizi sparsi.
E’ evidente che la conversione di aree agricole o ex agricole ad aree con destinazione d’uso residenziale anche a fini agricoli potrebbe determinare una riduzione della risorsa “suolo” e con conseguente diminuzione della percentuale di territorio comunale a carattere “naturale” o “seminaturale”. Per quanto riguarda gli impatti sulle acque sotterranee anche in questo caso non vengono valutate nel dettaglio le ripercussioni che la nuova urbanizzazione avrà sul sistema.
Per quanto riguarda le nuove previsioni a carattere urbanistico e di cambi di destinazioni d’uso, considerato che buona parte delle aree non edificate agricole
ricadono nel regime IS-MA, o IS-MA-CPA, o ANI-MA; Considerato che la proposta permetterebbe ulteriori modifiche dell’uso del suolo – edificazioni in un contesto urbano di utilizzo del suolo già notevolmente compromesso;
si rileva che lo stato dei luoghi non presenta condizioni tali per poter condurre aree agricole in regime di edificazione sparso.


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