Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Lettera 3/ ‘Il trionfo di Toti. Come si distrugge la Sanità Pubblica’. Asl 1: primo esempio in Italia a Bordighera


Riceviamo e pubblichiamo da ‘Fronte Comune Ligure. Insieme per la Sanità Pubblica’. LA MARCIA INARRESTABILE DI TOTI PER ANNIENTARE LA SANITA’ PUBBLICA.

Il 6 marzo è stato inaugurato trionfalmente da Toti, dalla Direttrice Sanitaria di Asl 1 e da autorità varie il primo esempio in Italia di partnership pubblico privato. L’ospedale Saint Charles di Bordighera, ospedale pubblico affidato a gestione privata è una nuova medaglia che il Presidente Toti si appunta sul petto per riuscire a raggiungere il suo obiettivo: aumentare la percentuale di privatizzazione della sanità pubblica in Liguria, a suo avviso troppo bassa.

Un precedente che potrebbe estendersi, considerato l’aggravarsi di una grave carenza di organico risalente a ben prima della pandemia. Infatti dichiara che “la tendenza, già quest’anno, va verso la crescita, anche grazie ai 35 milioni di euro di gare che sono in procinto di uscire per settori come la cardiologia, la cardiochirurgia, l’ortopedia protesica”.
Il Presidente Toti invece di spianare la strada ai privati dovrebbe preoccuparsi di garantire il personale, la qualità e l’efficienza del Servizio Sanitario Pubblico in modo che tutti i cittadini – senza discriminazioni di reddito, classe sociale e genere – abbiano una sanità di qualità, pari possibilità di accesso alle cure e pari dignità di trattamento.
L’ospedale Saint Charles introduce un doppio binario nella stessa struttura: pazienti in parte della sanità pubblica, in parte provenienti da assicurazioni, fondi, o paganti in prima persona, così da … “essere attrattivo per tutti i livelli sociali “ con la prospettiva di diventare un polo d’attrazione per turismo sanitario, chirurgia plastica, riabilitazione, settori indubbiamente assai remunerativi e non certo diffusi tra i ceti popolari.
Viste le caratteristiche del nuovo ospedale, la provenienza dei pazienti rischia di determinare tempi e standard di trattamento differenziati in quanto potrebbero essere favoriti i settori più profittevoli per il gestore privato, a meno che la convenzione non indichi chiaramente percentuali, tempi, criteri e modalità certe di risposta ai bisogni sanitari dei pazienti del Servizio Pubblico senza predeterminare le prestazioni a vincoli di spesa.

La gestione pubblica, non pagando tasse e non dovendo produrre profitto a parità di standard, costa meno del privato, gli eventuali utili vengono reinvestiti nel servizio sanitario producendo miglioramento continuo; nel privato – che non entra per beneficenza, ma per profitto-
diventano dividendi per gli azionisti.

Non è questa la sanità che vogliamo ed esprimiamo grande contrarietà a questa operazione.
Toti per dovere d’informazione e trasparenza dovrebbe rendere pubblica la convenzione e dire:
se l’accordo prevede vincoli certi affinchè la priorità sia garantire la risposta ai bisogni di salute del territorio per evitare il rischio che il settore più remunerativo fagociti i pazienti del pubblico; se sono previsti criteri e vincoli certi per il reclutamento del personale: obbligo di contrattualizzare gli operatori sanitari e con che contratto, in modo da poter garantire continuità e affidabilità evitando la deleteria pratica del personale a chiamata.
La salute non è una merce La sanità non è il Far West.

2/6 MARZO 2024- CHIARA CERRI SULL’OSPEDALE DI TAGGIA: “CHI DICE CHE È IMPOSSIBILE NON DOVREBBE DISTURBARE CHI CE LA STA FACENDO”

“Basterebbe citare Einstein per rispondere al consigliere Ioculano e al collega Quesada sulla tempistica della costruzione del nuovo ospedale di Taggia: chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo. Ma il loro riferimento sembra piuttosto essere il mondo delle favole e come per l’abito di Cerentola, pensano si possa utilizzare la bacchetta magica. Pur avendo a cuore progetto e salute dei cittadini e cercando quindi di dare soluzioni concrete, regole e procedure constano di tempi burocratici, da seguire con attenzione e superare, come si sta facendo, uno dopo l’altra. Certo, molto più facile sarebbe aggirare l’ostacolo e non fare nulla, cosa che a loro riesce sempre bene, ma che noi non concepiamo, rivolti ad una politica del fare e migliorare, non del temporeggiare ed evitare. Sapevamo sarebbe stato un compito arduo, ma abbiamo comunque perseguito l’obiettivo. Nel 2025 avremo il piano di fattibilità e l’iter potrà proseguire. Di questo andiamo orgogliosi e il presidente Toti potrà così ancora una volta dimostrare come l’impegno paghi e la volontà sia più forte di ogni visione negativa e catastrofica che da nessuna parte conduce”.

Così Chiara Cerri, consigliere regionale della lista Toti in risposta alle affermazioni dei colleghi Iaculano e Quesada.

3/13 marzo 2024- COMUNICATO STAMPA – GENOVA. “Come annunciato, abbiamo iniziato a caricare le prestazioni aggiuntive nel sistema di prenotazione regionale: si tratta complessivamente di 120mila prestazioni di diagnostica per immagini che, acquistate tramite gara di Alisa, entro venerdì saranno tutte a disposizione dei cittadini liguri, con effetti positivi sulle liste d’attesa già riscontrabili”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, sul tema degli interventi in corso per ridurre le liste d’attesa.
“La settimana prossima uscirà anche la prima delle gare da 35 milioni di euro complessivi relativa invece alle prestazioni sanitarie come la cardiochirurgia e la cardiologia interventistica – aggiunge Toti -. Seguirà la gara sulla chirurgia protesica e poi via via anche quella sull’oculistica seguendo il programma che abbiamo approntato per le settimane dopo Pasqua in modo che queste prestazioni siano disponibili entro il primo semestre dell’anno su tutti gli erogatori di sanità privata convenzionata, a carico del sistema sanitario regionale senza alcun costo aggiuntivo per i cittadini”.
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