Suore Orsoline e Vescovi scozzesi incassano 30 milioni per la vendita delle sedi: la lettera al Papa e il fondo di Miami. Quello delle Orsoline è un complesso di interesse storico-culturale da 20 mila metri quadrati. Il Ministero della Cultura ha rinunciato al diritto di prelazione.
Le suore Orsoline hanno incassato 20,5 milioni di euro dal fondo Hig Capital di Miami, i Vescovi scozzesi 9,5 milioni dall’italiana Redbrick Advisors. È l’effetto economico, con il timbro ufficiale del Vaticano, di due tra le più importanti compravendite di immobili religiosi a Roma negli ultimi 30 anni. I dettagli ancora non noti delle transazioni, l’ultima chiusa a settembre, emergono dalla documentazione ufficiale che accompagna gli adempimenti amministrativi e legali.
La scuola per ricchi- Le Orsoline dell’Unione romana hanno venduto la loro Casa Generalizia di via Nomentana, un complesso di interesse storico-culturale da 20 mila metri quadrati. L’ex convento diventerà dal 2027 – come già noto – una scuola privata per ricchi (ciclo di studi dai 5 ai 18 anni, rette di 20-25mila euro annuì) con il marchio Brighton College. Ma nel frattempo le mura sono state acquistate dal fondo americano Hig Capital che gestisce asset (anche in Italia tra immobili e medie aziende) per 67 miliardi di dollari e ha una partnership esclusiva con la charity inglese.
Scozzesi in ritirata- Il Pontificio Collegio Scozzese fa capo alla Conferenza dei vescovi di Scozia e ha ceduto la sua sede da oltre 17mila metri quadrati sulla Cassia che dal 1964 ospitava i seminaristi scozzesi nella formazione per diventare sacerdoti.
Autorizzazione papale- «Beatissimo Padre, la Superiora Generale dell’Unione Romana dell’Ordine di S. Orsola, con Casa Generalizia in Roma, implora dalla Santità Vostra l’autorizzazione ad alienare per la somma di 22.000.000 (…) l’immobile sito in Roma, Via Nomentana ….». La lettera, indirizzata a Papa Leone XIV, fa parte del carteggio preliminare alla compravendita della sede delle Orsoline. Il decreto del cardinale Ángel Fernández Artime pro-prefetto del «Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica» prova che la Santa Sede ha concesso nel febbraio 2026 la licenza canonica per la vendita a 22 milioni di euro, richiamando i canoni 1292-1294 del Codice Canonico.
Regole canoniche- Cioè le norme che stabiliscono quando è necessaria l’autorizzazione della Santa Sede in base al valore del bene (e in questo caso lo è visto che si parte da un milione) e le regole da rispettare nella vendita, in particolare sul prezzo (deve esserci una perizia) e sulla destinazione del ricavato che deve essere conforme alle finalità istituzionali e alle regole canoniche.
Lo Stato rinuncia- Ricevuto il via libera, l’ente religioso e “Intellego Italian Properties” si sono dati appuntamento dal notaio romano Michele Misurale e, dopo aver verificato il mancato esercizio della prelazione da parte dello Stato, hanno concluso la transazione a 20,5 milioni, un po’ meno del prezzo indicato al papa. Dunque Hig è l’investitore che ci mette i soldi e controlla Intellego Education, piattaforma di scuole private anglofone che opera con il modello educativo e l’esperienza del marchio Brighton College.
Il guadagno dei broker- Bnp Paribas Real Estate è stato il broker dell’acquirente e ha incassato 276mila euro di mediazione mentre le suore Orsoline hanno dato un compenso di 615mila euro a Stefano Di Sante, un agente immobiliare di Genzano di Roma.
La mossa di Redbrick- Per il Pontificio collegio scozzese di Roma, un ente ecclesiastico giuridicamente riconosciuto, la vendita è stata quasi una necessità. Troppo alti i costi di manutenzione e ristrutturazione per le risorse della Conferenza di Glasgow. L’offerta da 9,5 milioni della Redbrick Advisors, una piccola società privata di sviluppo immobiliare (2 milioni di ricavi) che fa capo a Nicola De Martino e Alexio Pasquazzo, è stata accettata ma c’è voluto un po’ prima di chiudere: preliminare dicembre 2024, chiusura luglio 2026, sempre nell’ufficio del notaio Misurale.
2/Il complesso delle Orsoline di San Fedele ad Albenga ha una storia ultracentenaria legata all’educazione e alla vita religiosa della città. Storia e Origini.
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- Fondazione e Sede: Nato originariamente come Villa Borea Ricci (situata in Via Ambrogio Panero, 4), l’edificio è stato trasformato nel 1903 nel Collegio e Convitto delle Orsoline di Gesù.
- Ampliamenti: Nel 1924 fu realizzato un importante ampliamento speculare rispetto all’antica villa, arricchito da una caratteristica torretta per accogliere le numerose educande.
- Attività Scolastica: Per oltre un secolo il complesso ha ospitato un educandato femminile e un istituto scolastico frequentato anche da cittadine straniere, francesi e svizzere in particolare (dall’infanzia fino alle scuole superiori/magistrali), aprendosi in seguito anche ai ragazzi. La scuola ha chiuso ufficialmente nel 1991.
LA CHIUSURA –
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- Addio alla Città: La casa religiosa delle Suore Orsoline ha chiuso in modo definitivo nell’ottobre del 2017, dopo 114 anni di presenza sul territorio.
- La Messa di Saluto: Domenica 29 ottobre 2017 il vescovo di Albenga-Imperia, Monsignor Guglielmo Borghetti, ha celebrato una messa di ringraziamento nella vicina chiesa parrocchiale di San Fedele per salutare le ultime tre suore rimaste nella struttura, alla presenza di numerosissime ex allieve ed ex alunni.
2 novembre 20217 Fotoservizio di Silvio Fasano- Trucioli.it – Orsoline addio! Hanno segnato la storia di Albenga. La festa col vescovo a San Fedele, presenti ex allieve e il farmacista racconta

ALLORA SCATURI’ UNA RIFLESSIONE – Le suore Orsoline, il super hotel in Sicilia, a San Fedele d’Albenga altra aria
Albenga – Molti avranno seguito in questi anni le vicende legate all’immobile che ospitava il collegio di proprietà delle suore Orsoline a San Fedele d’Albenga. Negli ultimi tempi è stato al centro di polemiche politiche. Sta di fatto che quella proprietà fu messa sul mercato immobiliare. Avrebbe potuto essere trasformata in un albergo, come accade non in Australia, ma in Sicilia e documenta un articolo de Il Sole 24 Ore, nelle pagina 45, vacanze e week-end. Articolo istruttivo, da leggere per come si fa turismo, non ad annunci, a parole.
Ebbene sul “caso Orsoline” di San Fedele d’Albenga anni fa – ma non esiste la certezza che si tratti di materiale autentico, ci limitiamo a segnalarlo – era stata messa in circolazione (riservata, a quanto pare) una lettera che vedeva da una parte la “superiora generale” delle Orsoline stesse e dall’altra un sacerdote, molto interessato a che l’immobile fosse venduto ad una “persona” affidabile e conosciuta alla Curia.
Cosa avvenne e per interessamento di chi, sicuramente c’è chi lo sa e lo ricorda bene. Decessi a parte, ne frattempo.
Ormai non è questo il tema d’attualità, semmai servirebbe a rivelare chi c’era dietro in alcune cessioni di immobili di proprietà di ordini religiosi in questa nostra provincia.
Di certo sappiamo che altri immobili, con terreni, hanno scampato il pericolo della vendita per un soffio e per l’opposizione pregiudiziale dello stesso vescovo, Oliveri.
Per tornare al tema, chissà che dopo l’albergo Acqua Azzurra di Spotorno, il Vescovado di Noli, quelle delle suore di Pietra Ligure (che alla fine hanno venduto agli ‘angeli del cemento’) ed altri ancora, non siano gli ordini religiosi a salvare o rilanciare (se volete) il turismo alberghiero di qualità. Affrontando spese che ai privati mortali non è conveniente. In Sicilia (vedi sotto…) le Orsoline in Sicilia meritano davvero un premio. Un riconoscimento di vera utilità socio-economico.
AI NOSTRI GIORNI – A Loano le Figlie di Nostra Signora della Misericordia hanno venduto all’imprenditore edile di Ceriale (famiglia Pino Fresia) lo storico immobile (adibito a scuole) a ridotto del centro storico. Nell’area, dopo la demolizione, sta sorgendo un grattacielo di 7 piani e 2 piani interrati per box. La vendita nel più ‘cupo’ silenzio. Chi era informato – vedi giunta del sindaco Lettieri – ha taciuto. La notizia rivelata solo da Trucioli.it nell’indifferenza che da decenni caratterizza il decadimento culturale e delle coscienze. Una città, unica in Liguria, che non conosce l’alternanza di chi amministra in Municipio. C’è chi siede nel parlamentino locale? Il sindaco Luca Lettieri, impiegato comunale a Ceriale, Leghista, ex AN, da 29 anni; il vice sindaco, medico di famiglia in pensione, Gianluigi Bocchio da 28, esponente e candidato indipendente dell’area politica del centrodestra; da 29 anni l’assessore G.B. Cepollina, incrollabile fede berlusconiana. Figlio unico di una famiglia di agricoltori, grazie all’edilizia che ha divorato le aree agricole, è il più benestante tra gli eletti in consiglio comunale. Ex agente immobiliare e colonna della Croce Rossa di Loano.
