“Buon compleanno raddoppio”: sabato 31 ottobre una festa ad Albenga per i 90 anni del secondo binario.
RICEVIAMO – Il raddoppio ferroviario nel ponente savonese c’è già. E proprio nel 2026 compie 90 anni. Cittadini e sostenitori della ferrovia costiera hanno deciso di festeggiare il novantesimo compleanno del secondo binario con una vera festa in piazza del Popolo ad Albenga, in programma sabato 31 ottobre alle 17,30.
Dal 1936, la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia viaggia su due binari tra Albenga e Loano. Era già prevista la posa del secondo binario tra Loano e Finale Ligure, ma la guerra interruppe la realizzazione dell’opera. Adesso chiediamo che quel progetto sia rivalutato e portato a compimento, per eliminare il “tappo” sulla circolazione ferroviaria che si crea tra Loano e Finale Ligure.
È sempre utile ricordare gli enormi vantaggi che la linea costiera ha portato e continua a portare al territorio rivierasco. Le attuali stazioni tra Finale Ligure e Andora, situate nei centri cittadini, hanno contribuito a togliere dall’isolamento paesi difficilmente raggiungibili, rendendo rapidi i collegamenti con Genova, Milano e Torino. Per un paese costiero, avere una stazione comoda da raggiungere a piedi rappresenta un valore aggiunto e costituisce un beneficio per lavoratori, studenti, anziani e turisti. In pratica, è un caposaldo contro lo spopolamento e la svalutazione immobiliare.
La massicciata ferroviaria, soprattutto tra Albenga e Ceriale, ha rappresentato e rappresenta un’opera di difesa dall’avanzata del mare, che ha consentito la bonifica della Piana e la difende ancora oggi dalle mareggiate. La manutenzione della massicciata ha costi esorbitanti che, in caso di spostamento a monte della ferrovia, ricadrebbero interamente sui comuni, già alle prese con bilanci risicati per effettuare i lavori più basilari.
Va infine ricordato il rischio per le falde acquifere rappresentato dai 25 chilometri di gallerie che perforeranno il ponente tra Finale Ligure e Andora in caso di spostamento a monte della ferrovia. Una parte della risorsa idrica andrà persa per le perforazioni dei tunnel: una perdita che il ponente savonese non si può permettere, anche alla luce dell’emergenza legata alla contaminazione di PFAS emersa nelle ultime settimane. Un inquinamento che rischia di aumentare con le sostanze usate per la costruzione delle gallerie del nuovo tracciato a monte.
Per questi motivi, e per molte altre buone ragioni, abbiamo deciso di festeggiare il novantesimo compleanno del raddoppio ferroviario tra Loano e Albenga. Ci saranno tutti gli ingredienti di una festa in piena regola. Con tanto di torta e candeline per celebrare un anniversario così importante per il ponente savonese.
Il Direttivo
RICEVIAMO – 2/Spostamento a monte Finale Ligure – Andora (32 km, 2,7 miliardi di euro), basato su norme del secolo scorso e con il rischio PFAS nelle falde Aree carsiche e la minaccia PFAS.
Sul fronte italiano, l’impatto ambientale si concentra sui 25 km di gallerie. L’opera rischia di violare l’Articolo 6 della Legge Regionale Liguria n. 39/2009, che vieta interventi alteranti l’assetto idro-geomorfologico nelle aree carsiche protette. Durante le operazioni di perforazione e consolidamento dei tunnel, i PFAS possono essere introdotti nel sottosuolo attraverso i fluidi lubrificanti delle frese meccaniche (TBM), le schiume antincendio che vengono usate per le polveri e soprattutto gli additivi chimici utilizzati nel calcestruzzo proiettato (spritz beton) per impermeabilizzare le pareti. Precedenti clamorosi, come l’inquinamento da PFBA riscontrato dall’ARPAV nei cantieri delle gallerie della Pedemontana Veneta o la contaminazione dei pozzi idrici della Galleria di Base del Ceneri in Svizzera, dimostrano che il rischio di avvelenare le falde acquifere è concreto. Nel Ponente Ligure, dove le montagne alle spalle della costa custodiscono i bacini idrici strategici che alimentano gli acquedotti di interi Comuni, si rischia di compromettere in modo irreversibile le riserve di acqua potabile.
Il nodo transfrontaliero Nizza-Ventimiglia, (corridoio Mediterraneo). La linea Nizza-Ventimiglia è una tratta di circa 40 km lenta e tortuosa (velocità massima 80-90 km/h, percorsi in circa 60 minuti). Gli attuali lavori di modernizzazione di SNCF Réseau, che comporteranno chiusure notturne fino a dicembre 2026, non trasformeranno la linea in Alta Velocità, ma puntano solo a implementare il sistema ad “Alta Performance” (HPMV) per aumentarne la frequenza portandola fino a 6 treni all’ora per direzione dando un ottimo servizio di mobilità sostenibile.
Il paradosso della VIA del 1996 Il cortocircuito giuridico risiede nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del 1996, considerata ancora valida dopo trent’anni nonostante l’evoluzione delle leggi europee e l’introduzione dei limiti restrittivi sui PFAS nelle acque (D.Lgs. 102/2025). Quella VIA è ritenuta totalmente anacronistica perché: è antecedente alla Direttiva Habitat e non prevede alcuna Valutazione di Incidenza Ambientale (V.I.N.C.A.), introdotta solo nel 1997 col D.P.R. n. 357. Ignora l’esistenza di 16 zone protette istituite successivamente sul territorio, tra cui la Riserva Naturale Regionale Rio Torsero e diverse Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Il Comitato territoriale si interroga sul reale prezzo da pagare: un’infrastruttura legittimata da autorizzazioni figlie di un’altra epoca legislativa, che lascia il territorio senza stazioni nei centri abitati e rischia di contaminare le riserve idriche.
Il direttivo
