Si può con cludere che c’è chi, in alta montagna, con la collaborazione di residenti e ‘foresti’, riesce ad attrarre ospiti e fare ‘turismo sano’ (madre natura incontaminata) almeno 8 mesi all’anno. Non accade neppure in molte località rivierasche. Appuntamenti ed eventi sempre più apprezzati, con una scendo di paretecipazione che meriterebbe di essere studiato o meglio indagato. Possiamo certamente concludere che a fronte di un turismo balneare e da wek end che caratterizza ed affolla- anche col caos stradale- la Riviera, cresce il ‘turismo culturale’ o se volente ‘lento’ con più dinamiche, buona cucina, onesta, occasione di socilità e svago senza eccessi.
2/ 𝙏𝙤𝙧𝙣𝙖 𝙡𝙖 𝙛𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙙’𝙖𝙪𝙩𝙪𝙣𝙣𝙤 𝙖 𝙋𝙞𝙖𝙜𝙜𝙞𝙖 🍂🌰
Domenica 25 ottobre la vita d’autunno si raccogli a Piaggia per una giornata di festa, profumo di legna e sapore di terra brigasca. Dalle prime ore del mattino il borgo si animerà con il mercatino, le caldarroste sulla brace, la torta di mele casalinga e il vin brulé caldo della castagnata, accompagnati dai panini BBQ di Alessandro Oddone.
Per chi vuole scoprire i nostri boschi, nella sala comunale ci sarà la proiezione speciale dedicata alla fauna delle Alpi Liguri a cura della guida naturalistica Gabriele Cristiani (due appuntamenti: alle 10:30 e alle 15:30).
A pranzo, l’autentica cucina della Terra Brigasca: presso la sala della Pro Loco, pranzo tipico con il tradizionale Bernardun di Piaggia, polenta e salsiccia, dolce (15,00 € con posti limitati, prenotazione via WhatsApp al 380 3137706). All’Osteria La Briga, invece, menù speciale interamente dedicato alle castagne!
Una domenica di sapori autentici, aria buona e comunità prima dei primi geli invernali: vi aspettiamo!
NOTA DI TRUCIOLI.IT – Sono 14 anni che questo blog, purtroppo caso unico, denuncia, fa informazione, ricordando che ormai le sagre, dalle città ai paesi, dal mare alla montagna, offrono di tutto, dai panini con la salamella congelata, alla paella, alla carne d’asino, una lista gastronomica da ‘mangia e bevi’ cancellando le specificità locali. I prodotti del territorio che sbandierati come vaolizzazione, quando di produzione locale o km 0 c’è poco o nulla. Al mare la salciccia, nell’entroterra le vongole. I laboratori artigianali, a volte perfino industriali, i prodotti dei supermercati, hanno preso il posto dei ‘fai da te’ che provvede ormai solo alla cottura. Siamo nell’era dell’antisagra, dove il marketing gastronomico ha sostituito la vera identità del territorio. Non siamo condottieri, ma l’unico blog di volontari che non ha bisogno di ricorrere agli introiti pubblicitari. Tutto lecito e frutto delle fonti di introito dell’editoria. Ci mancherebbe altro. Forse essere liberi di condizionamenti aiuta a scrivere, a volte rivelare, ciò che molti ignoraro o si accontentato del nome. La sagra è sempre una sagra, oggi più popolari di ieri, poco importano i contenuti e se gli scopi dichiarati -incassi a parte a sostegno di attività sportive, Pro Loco, associazioni umanitarie – non sono proprio sulla strada che dovrebbe produrre incentivi alle specialità del territorio. Fare il pienone, con il blasone della sagra, non significa affatto ricreare le condizioni di una vera economia locale. Rilanciare l’autentica cucina della Terra Brigasca, speriamo sia una lontana parente degli ‘Eventi autentici della Regione Liguria’. Trucioli.it ha spesso documentato che molto i ‘prodotti locali del territorio’ vengono acquistati persino in altre province liguri e non. Cosa è rimasto di autoctono o endemico?