Le prime righe del comunicato stampa del Comune di Albenga potrebbero sobbalzare i lettori. Possibile che persino Upega (CN), già terra di pastori, ora a forte richiamo turistico con seconde case, valorizzazione del’antico patrimonio immobiliare sia alle prese con la legalità che si distingue da ordine pubblico?
In realtà proseguendo nella lettura la missione della Polizia locale ingauna, tra l’altro, la più impegnata nel Ponente (Ventimiglia esclusa) in problematiche di vero ordine pubblico (e legalità) anche per la presenza di un nutrito numero di nord africani (alcuni irregolari) emerge il racconto “Sotto il cielo d’Europa” . La storia e il patrimonio delle comunità brigasche, lingua e tradizioni seppure con accenti diversi tra zone e zone al di qua e al di la dei confini italo-francesi. Se i dialetti liguri per chi non li parla possono non essere ostici al 100 per cento, risulta totalmente incomprensibile la parlata brigasca che con la morte degli anziani si assottiglia sempre più.
Le terre brigasche, inoltre, non hanno le problematiche di Albenga dove vivono anche elementi ridotti ad oziare, che si dedicano al piccolo spaccio di droghe (cocaina e hascisc in particolare) destinato agli acquirenti della Riviera. Oltre alla microcriminalità: furtarelli e risse tra bande di immigrati allo sbando. C’è poi il disturbo notturno, senza distinzione di colori, in parte per la movida priva di un regolamento comunale –come Trucioli in solitario ha denunciato-.E ancora facinorosi che provocano danni al bene pubblico e privato.
C’è infine un secondo aspetto di cui poco si legge o si conosce. E’ Trucioli.it blog montanaro e di soli volontari – gran parte pensionati e tutti con laurea- a ripetere il divario malauguratamente tra il Comune cuneese (Piaggia sede del Municipio è addirittura un’enclave in provincia di Imperia) e i confinanti dell’Alta Valle Arroscia. La lunga agonia di Monesi che rappresentava il vero business dei paesi, ha provocato un quasi un deserto. Vecchi edifici disabitati, fatiscenti, senza un mercato immobiliare, fuga dei giovani verso per le città per un lavoro stabile. Abbandono pressoché totale dei terreni un tempo coltivati, stessa sorte per boschi e castagneti. Paesi dove si sono ‘svuotate’ anche le seconde case con mini presenze nei picchi della stagione estiva.
Ben diverso lo scenario di Piaggia, Upega e Carnino. E’ difficile trovare case sul mercato immobiliare. Il 90 per cento, pur di fronte allo spopolamento di residenti, è stato acquistato da foresti e cittadini con origini familiari nei tre paesi che hanno ristrutturato la dimora degli avi pastori. Un piccolo miracolo economico, sempre sul fronte immobiliare di seconde case, emerge anche nella frazione Viozene di Ormea.
Sarebbe interessante conoscere la genesi di tanto divario. Dipende da quella che si chiama ‘mano pubblica’ o dall’iniziativa privata? O da entrambi? Quali sarebbero i punti di forza che distingue le aree imperiesi e cuneesi? Una certa dose di concausa lo svolge anche l’informazione ai cittadini, ai lettori. Sempre attenta a non calcare troppo la mano al potere di turno e ai partiti. Non approfondire, non dare ad ognuno le responsabilità. Evitare di immedesimarsi, ascoltare soprattutto, gli ultimi resilienti, anziani e giovani. (L.C.)
L’ufficio Educazione alla legalità del Comando di Polizia Locale di Albenga
in visita a Upega, Terra Brigasca
COMUNICATO STAMPA – Nel corso dell’anno scolastico 2024/2025, l’Ufficio Educazione alla legalità del Comando di Polizia Locale di Albenga ha portato nelle scuole un percorso di educazione civica dedicato alla storia della popolazione brigasca, divisa al termine della II Guerra Mondiale tra Italia e Francia, tra le province di Imperia e Cuneo e il Dipartimento delle Alpi Marittime. Da questo lavoro è nato il racconto “Sotto il cielo d’Europa”, successivamente pubblicato anche sulla rivista “A Vaštéra – Šcartari de Gènte Brigašche” semestrale dell’omonima associazione culturale nata nel 1984 “per valorizzare e tutelare la cultura, la lingua (il brigasco) e il patrimonio delle comunità brigasche”.
Domenica 28 giugno 2026, la comunità brigasca ha invitato una delegazione del Comando a Upega, dove il filmato è stato proiettato e il racconto condiviso con i partecipanti e la popolazione locale. Per il Comando di Polizia Locale di Albenga erano presenti il Commissario Superiore Gianluca Dagnino, il Sovrintendente Barbara Dell’Olio e l’Ispettore Raffaele Olmi.
Hanno partecipato inoltre alcuni bambini autori dei disegni realizzati nell’ambito del progetto e il sindaco di Briga Alta, Federica Lanteri.
Prima della proiezione, una guida forestale ha accompagnato i bambini in un’escursione nel bosco, durante la quale hanno potuto conoscere e riconoscere gli animali che lo popolano, con particolare attenzione alle numerose specie di insetti presenti nell’area. Per tutti i partecipanti, bambini e adulti, si è trattato di un’esperienza particolarmente significativa e formativa.
Il professor Carlo Lanteri, direttore della rivista A Vaštéra, ha donato ai componenti del Corpo un volume di poesie e filastrocche in lingua brigasca, corredato dalla traduzione in italiano e in francese.
Commenta l’assessore delegato alla Polizia Locale Mauro Vannucci avvocato: “L’attività di educazione alla legalità svolta dalla Polizia Locale rappresenta un importante strumento di crescita civica per le nuove generazioni. Il progetto dedicato alla comunità brigasca ha saputo unire memoria, identità e conoscenza del territorio, offrendo ai ragazzi un’occasione preziosa di riflessione sulla storia e sui valori europei. La partecipazione all’iniziativa di Upega conferma il valore di un percorso che ha saputo coinvolgere scuole, famiglie e comunità locali, creando un significativo ponte tra passato e presente”.
