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Il mio Ferragosto delude? Solidarietà e sussidiarietà. La ricchezza selvaggia e l’egoismo. I valori culturali, etici e religiosi che ci distinguono


Trucioli.it come ogni anno osserva una pausa e riprende le pubblicazioni giovedì 3 settembre 2026. Offriamo ai  lettori le riflessioni di un saggio ‘maestro vita’. Osservatore in altri tempi come ai nostri giorni. Oggi più di ieri c’è bisogno di confronto, dialogo, moderazione, lealtà.  Il decano Gianni Taboga ci aiuta a fare un passo avanti. Ci ricorda la solidarietà e sussidiarietà come metro di confronto.

di Gian Luigi Taboga*

I nostri politici, gli amministratori locali, regionali e governativi, nonché i cittadini stessi esprimono forti incertezze sul tipo di Società che vogliamo essere. L’Europa infine deve ancora individuare quali mediazioni compiere perché si traducano in regole e valori delle istituzioni partendo dalla solidarietà e dalla sussidiarietà.
L’identità dell’Italia e di tutta l’Europa si gioca sulla capacità di farsi “ società”.
Noi tutti saremo ciò che sarà la nostra “società” con ricadute importanti e decisive su industria, turismo, agricoltura, ambiente, tecnologia e informazione.
Le grandi trasformazioni sociali hanno messo in crisi il sistema e se vogliamo salvare la nostra identità (anche culturale) dobbiamo andare oltre la crisi e crescere insieme integrazione sociale, integrazione economica, integrazione culturale ed istituzionale secondo un processo tipico delle democrazie.
In questa costruzione, anche ai semplici cittadini, si pone una grandissima responsabilità: una mediazione intelligente dei propri valori, siano essi culturali, etici e religiosi che ci distinguono e di cui ha bisogno la nostra “società” per la costruzione di istituzioni , anche di volontariato, orientate verso la solidarietà.
Per radicare una cittadinanza sociale occorre che la responsabilità individuale e comunitaria possano agire nel solco di una raggiunta e garantita sussidiarietà.
Ma in fondo, in fondo, cosa é questa crisi? In primo luogo dobbiamo essere consapevoli che stiamo vivendo in una epoca cruciale, dove alcuni processi sono giunti alla loro inesorabile fine e costringono a ripensare un diverso patto sociale.
La fine della crescita demografica, che viene letta in termini economici (mancanza di mano d’opera, costo delle pensioni con minori contributi) e il rapporto tra le generazioni e tra i sessi richiederanno aggiustamenti istituzionali e un nuovo contratto sociale tra le parti.
Purtroppo anziché diminuire le differenze tra i componenti della nostra “società” si accrescono e sul piano economico. Basta pensare ai processi di accumulazione finanziaria selvaggia per avere una eloquente immagine di come sta sfuggendo di mano una efficace politica di responsabilità collettiva orientata verso un ampliamento dei diritti di cittadinanza ordinaria, non discriminante.
Occorre trovare, pur conservando una concezione liberalistica, l’attenuazione dei contrasti tra le politiche sociali e la logica dell’accumulazioni senza limiti che possono condizionare il futuro della stessa democrazia.
IL dibattito sociale indirizzato alla solidarietà si é fermato e pare prevalere il lasciateci in pace a vivere la nostra solitudine e il nostro egoismoper esorcizzare il pericolo di far prevalerel’essere sull’avere“.
La solidarietà non può essere garantita solo dalle leggi riducendo i cittadini in clienti assistiti; lo Stato deve essere il mediatore di una comune responsabilità verso un bene comune diffuso e frutto di una sussidiarietà diffusa che coinvolge la “società” intera anche nelle sue realtà più periferiche, sia esse pubbliche o del volontariato.
Per ASSOUTENTI Savona Gian Luigi Taboga


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