A Cervo eccellente performance del violinista cinese Aozhe Zhang, in tandem con la pianista Valentina Messa. Il grande violoncellista Mario Brunello premiato nell’ex Repubblica marinara e protagonista di un indimenticabile concerto.
di Angelo Magnano

Ore di grande musica e di eccellenti interpreti nelle notti di Cervo e di Noli. Il Festival internazionale di musica da camera di Cervo, giunto alla sua 63° edizione ispirata dal tema “L’arte del dialogo”, dopo la serata inaugurale di jazz, è tornata alla sua vocazione originaria. I riflettori, venerdì 17 luglio, erano infatti puntati soprattutto sul giovane violinista cinese Aozhe Zhang, primo premio al concorso internazionale “Paganini” del 2025, e sulla pianista Valentina Messa, protagonisti di un “dialogo” musicale che ha spaziato dalla sonata K 305 in la maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, alla celebre sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Ludwig van Beethoven, dalla sonata op. 94 bis in re maggiore di Sergej Prokof’ev all’introduzione e variazioni sull’aria “Di tanti palpiti” (dal rossiniano Tancredi) di Niccolò Paganini.
Aozhe Zhang ha confermato il proprio talento esibendo tecnica impeccabile, eleganza di fraseggio e una ricca tavolozza di accenti. Valentina Messa, sia pure più monocorde nell’interpretazione, è stata una valida partner, dialogando alla pari in pagine complesse come la sonata di Prokof’ev – meno esplorata rispetto alle pagine di Mozart e Beethoven – e facendo da supporto al virtuosismo del violinista nelle variazioni paganiniane. Il “dialogo” fra i due strumenti si è dipanato nella diversità dei linguaggi musicali dei quattro autori e ha trovato, soprattutto in Beethoven e Prokof’ev, i momenti più ispirati e convincenti.
Dopo un’altra serata cameristica, che ha avuto come protagonista il giovane pianista Filippo Gamba, i prossimi tre appuntamenti del mese vedranno Paolo Jannacci, figlio di Enzo, che, accompagnato da Marco Ricci al basso, da Daniele Moretto alla tromba e da Stefano Bagnoli alla batteria, presenterà, cantando e suonando il pianoforte, il recital “Jannacci arrenditi! La città ascolta”, venerdì 24 luglio alle ore 21,30 in piazza dei Corallini; la stessa magica piazza ospiterà, martedì 28 luglio alle ore 21,30, il concerto del Trio Concept (Edoardo Grieco al violino, Francesco Massimino al violoncello e Lorenzo Nguyen al pianoforte) che affiancherà pagine di Ravel, Mendelssohn e Casella alla prima assoluta di una pagina di Michele Deiana, commissionata dal Festival di Cervo. Venerdì 31 luglio, alle ore 21,30 sempre nella piazza dei Corallini, il celebre violoncellista e compositore Giovanni Sollima, in coppia con la pianista Carlotta Maestrini, proporrà un impaginato che, partendo da Beethoven e passando attraverso composizioni dello stesso Sollima, approderà ai Led Zeppelin. Maggiori informazioni sul sito www.cervofestival.com


Il NoliMusicaFestival, ideato dal vulcanico Matteo Peirone nella cittadina rivierasca, ha iniziato col botto – pure in senso meteorologico, con violento temporale e poetico arcobaleno – ospitando, nella serata inaugurale il grande violoncellista Mario Brunello, insignito dal direttore artistico Piero Stettini e dal sindaco Ambrogio Repetto del premio “Città di Noli – Una vita per la musica”. La serata, complice forse anche la contemporanea semifinale dei mondiali di calcio, non ha visto l’ex chiesa di san Francesco gremita come avrebbe meritato il maestro Brunello, ma il pubblico presente ha goduto di un’impagabile, raffinata e coinvolgente esecuzione di due celebri suite di Johann Sebastian Bach, la n. 1 in sol maggiore e la n. 3 in do maggiore, e ha potuto scoprire il talento di un autore ingiustamente negletto come Moisé Weinberg, ebreo-polacco perseguitato dal regime staliniano e marginalizzato dal panorama musicale sovietico (tanto da essere noto soprattutto per le colonne sonore di film e di cartoni animati).
Amico e discepolo di Shostakovich, Weinberg compose anche alcune sonate per violoncello solo, e Brunello ha proposto la prima (op.72) restituendone, con un’intensa interpretazione, la magistrale fattura che, soprattutto nel lancinante e doloroso Adagio, rivela il debito di Weinberg verso il suo mentore, al quale dedicò il ventunesimo dei suoi preludi, proposto come bis da Brunello insieme ad una trascrizione dell’Allemande dalla Partita per flauto solo di Bach.

Il successivo appuntamento si è avuto, il 18 luglio nella chiesa con cattedrale di Noli, con la ripresa dell’opera di Benjamin Britten “L’arca di Noé” (Noye’s Fludde), prodotta dal Teatro dell’Opera Giocosa e già andata in scena al teatro Chiabrera; con alcune inevitabili differenze, dovute in parte alle ferie estive, che hanno causato una riduzione dell’organico orchestrale e corale, e in parte allo spazio più ridotto a disposizione, che ha impedito di usare il suggestivo allestimento scenografico ideato dagli allievi dei liceo “Bruno” di Albenga. Poco male: si è assistito ad un’Arca di Noé in forma semiscenica, quasi a mo’ di oratorio, e nel contesto chiesastico che Britten aveva pensato per quest’opera, nata nel 1957 ed ispirata alla Bibbia, nella rilettura però del Chester Miracle Play, fantasiosa, popolare ed anacronistica rappresentazione medievale del celebre racconto della Genesi.
Malgrado il caldo torrido e l’umidità che si tagliava col coltello, l’Arca di Noè ha navigato egregiamente nella concattedrale di Noli, sfruttandone con sagacia gli spazi (come il pulpito) nella regia di Jacopo Marchisio. Merito dell’accurata preparazione dell’orchestra, che mescolava professionisti della Sinfonica di Savona con giovani allievi delle scuole ed accademie musicali della provincia e che è stata diretta con piglio sicuro da Massimiliano Piccioli. Merito dei giovanissimi coristi – vale a dire gli animali salvati nell’Arca – sostenuti dalle voci più mature ed impostate di Sara Ilic, Alice De Giovanna e Denise Colla (i figli di Noè), Beatrice Ballo, Debora Trenasini e Valerie Laino (le nuore di Noé), Nicoletta Storace e Johanna Mosquera (le “ciattelle”).
E merito, come sempre, di Matteo Peirone e Linda Campanella, gli unici cantanti professionisti dell’allestimento – come voleva Britten per le parti di Noè e della moglie – che hanno interpretato con convinzione i ruoli dei protagonisti, la Campanella cantando nel registro (a lei non consueto) di contralto. L’attore Carlo Deprati ha completato il cast, dando autorevole voce al Dio biblico. L’ultimo, ma non meno importante, aspetto meritorio è dell’Opera Giocosa e del suo presidente Giovanni Di Stefano per aver creduto nella riproposizione – in lingua italiana – di questo gioiello poco conosciuto di Benjamin Britten, che era sempre grande e geniale, pure quando componeva opere a scopo didattico come l’Arca di Noé.
Il prossimo passo del Festival consisterà nell’omaggio al grande soprano savonese Renata Scotto. Il terzo gran Galà vedrà, il 24 luglio alle ore 21 in piazza Chiappella, il coro del teatro Carlo Felice di Genova, il soprano Alessia Panza e il pianista Paolo Spadaro eseguire pagine di Donizetti, Verdi, Bellini, Puccini e Cilea. Non solo: fino al 25 luglio, nella sala consiliare del palazzo comunale di Noli, sarà visitabile la mostra di costumi indossati dalla grande diva al Metropolitan Opera House di New York. Il programma proseguirà poi il 6 agosto alle ore 21 in piazza Chiappella con il gruppo barese Radicanto nello spettacolo Trapunto di stelle, il 10 agosto, alle ore 21 in piazza Stettini, con il Trio Hérmes, tutto al femminile, che esplorerà il repertorio di Fanny Mendelssohn, sorella di Felix, e si concluderà il 18 e 19 agosto alle ore 20,45 nel castello di Monte Ursino, con l’omaggio alle musiche dei film disneyani “I sogni son desideri”.
Angelo Magnano

