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Liguria e Basso Piemonte

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Riva Faraldi: quando le feste patronali non sono uno spettacolo. 2/Ranzo ‘Le Notti del Vino’: l’enogastronomia strategica al rilancio turistico-economico. 10 produttori e 5 ristoratori


Centro pastorale della Divina Misericordia: “Ci sono feste patronali che puntano sullo splendore delle funzioni religiose, sulla partecipazione di monsignori e autorità e sulla solennità delle processioni”. 2/Le Notti del Vino: a Ranzo un grande successo tra musica, gastronomia e scoperta del territorio

Ce ne sono altre, poi, dove il trionfo sta nella semplicità di una comunità riunita, la quale partecipa alla Messa per poi passare il tempo in piazza a condividere chiacchiere, gli aggiornamenti sugli “acciacchi quotidiani”, una fetta di torta e un bicchiere di vino.
Così è avvenuto, il 6 agosto, a Riva Faraldi, 175 abitanti, frazione di Villa Faraldi, dove i fedeli, anche quelli solitamente un po’ “lontani dalla pratica”, si sono riuniti per la festa della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, guidati dal Sindaco e dai due “pastori”, ovvero don Renato e il vescovo diocesano, monsignor Guglielmo Borghetti, che ha presieduto la celebrazione.
Nell’omelia il prelato ha sottolineato come la “Trasfigurazione sia un episodio della vita di Gesù poco considerato dai cattolici, pur rappresentando un evento straordinario, poiché in esso non solo è mostrata la profondità di Cristo, la cui venuta è annunciata dalla Legge e dalla tradizione profetica (rappresentate rispettivamente da Mosè ed Elia, presenti durante l’avvenimento), ma si individua un aspetto che ci tocca da vicino”.
«Davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, i suoi discepoli preferiti», ha spiegato il vescovo Guglielmo, «Gesù sceglie di trasfigurarsi, ovvero di cambiare aspetto, per manifestare la profondità del proprio essere, per mostrare la sua divinità. Perché il fatto che fosse “vero uomo” era chiaro, essendo le sue capacità umane sotto gli occhi di tutti, e serviva un segno che mostrasse il suo essere anche “vero Dio”».
A questa divinità «ognuno di noi partecipa attraverso il Battesimo, ricevendo qualcosa che diventa parte profonda della nostra identità e che si manifesta non certo nella capacità di trasfigurare, bensì nella scelta quotidiana del bene e nella volontà di seguire costantemente Gesù».
Un altro fatto ha reso la festa un giorno da ricordare. Si sono conclusi i restauri, curati da Raffaella Devalle, dei dipinti del presbiterio della chiesa parrocchiale, che hanno riportato integrità e vividezza alla raffigurazione della Trasfigurazione (assieme alle altre decorazioni) realizzata nei primi anni dell’Ottocento da un anonimo artista. Il recupero è stato possibile grazie alla generosità della professoressa Stefania Martini, nipote di don Giovanni Battista Calzia che per cinquant’anni, dal 1930 al 1980, fu parroco di Riva e delle altre comunità dei Faraldi. «Ringraziamo sentitamente la professoressa Martini», ha detto don Renato a conclusione della celebrazione, «per la sua generosità e attenzione a questo luogo, a cui è legata attraverso la memoria del servizio pastorale dello zio e da preziosi ricordi personali di gioventù. Grazie a lei la nostra chiesa, quindi tutta la comunità, ritrova qualcosa di bello ed è giusto che ciò avvenga in modo ufficiale proprio il giorno della Trasfigurazione, festa della vera bellezza delle nostre vite che è Gesù Cristo».
Il vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia mons. Borghetti e il sindaco Stefano Damonte, in carica dal 14 ottobre 2021.
ENCICLOPEDIA DELLA LIGURIA- DALL’A ALLA Z-  edita dal SECOLO XIX anno duemila.
La Fondazione culturale svizzera Pro Helvetia nacque  il Festival di Villa Faraldi dedicato ad arte, musica, teatro. Era il 1986. E ancora la rassegna di pittura e sculturale  ideata dalla scultore norvegese Fritz Roed. E ancora musicisti e compositori svizzeri Heildi Saxer,  Gerhard Holzer, il regista Lionello Gennero. L’adesione di artisti svizzeri, tedeschi, italiani, norvegesi. Nel 1999 Villa Faraldi contava 456 residenti, oggi 442. Le frazioni sono Riva, Tovo, Deaglio.

I RISULTATI ELETTORALI ALLE COMUNALI DEL 2021

Stefano Damonte, 42 anni, ingegnere, candidato Sindaco (vicesindaco uscente).Ha ottenuto 192 voti su un totale di 201 votanti con 8 schede nulle e una scheda bianca. Affluenza al 54,92% contro il 65,57% del 2016.

Candidati consiglieri Lista “Costruire Insieme”

    • Elisa Rui, 38 anni, imprenditrice agricola
    • Federica Tortello, 33 anni, amministratrice di condominio
    • Marlene Grosso, 50 anni, impiegata comunale settore turismo e manifestazioni
    • Simona Porro, 42 anni, cassiera
    • Stefania Marinella Martini, 34 anni, segretaria
    • Antonio Balestra, 37 anni, artigiano edile
    • Fabio Girimondi, 44 anni, meccanico
    • Giancarlo Martini, 42 anni, geometra
    • Massimo Ardoino, 52 anni, libero professionista
    • Matteo Pasquale Gaglione, 45 anni, imprenditore agricolo

ELEZIONI REGIONALI 2024-

Marco Bucci (Centrodestra): 64,10% delle preferenze.

Andrea Orlando (Centrosinistra): 28,21% delle preferenze.

Il primo partito Forza Italia – 25 voti pari al 21,9%- La Lega di Salvini ha ottenuto 15 voti.

Al PD23 voti pari al 20,2%. Seguito da 4 voti di Allenza Verdi Sinistra

2/Le Notti del Vino: a Ranzo un grande successo tra musica, gastronomia e scoperta del territorio

La manifestazione della Pro Loco, tra le dieci cantine del borgo, la notte di San Lorenzo e il debutto dei cocktail al Pigato, conferma Ranzo porta d’accesso all’Alta Valle Arroscia

Ranzo, 11 agosto 2026 — Sotto un cielo che la notte di San Lorenzo ha reso ancora più complice, il borgo di Ranzo si è acceso, lunedì 10 agosto, di calici levati, profumi di cucina del territorio e note di musica dal vivo. «Le Notti del Vino», organizzata dalla Pro Loco in stretta collaborazione con il Comune di Ranzo, ha richiamato nella “città del vino” un pubblico numeroso di turisti e appassionati, confermandosi un’autentica wine e food experience capace di far vivere la vera Liguria enogastronomica.

Protagonisti della serata i dieci produttori vitivinicoli del territorio — Michele Alessandri, A Maccia, Bruna, Daniele Ronco, Davide Guido, Guidi Fiorenzo, La Casetta, Massimo Alessandri, Paolo Deperi e U Mattà di Luca Deperi — che ai banchi d’assaggio, affiancati dai sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier), hanno raccontato e versato il Pigato, il “principe” dei bianchi della “terra di Colombo”.

A completare l’itinerario del gusto, una proposta gastronomica capace di spaziare dall’agriturismo alla trattoria, dal ristorante fino a quello segnalato dalla Guida Michelin: l’Agriturismo La Fattoria, la Trattoria da Nadia, il Ristorante Moisello e il Ristorante Il Gallo della Checca, presente nella Guida Michelin da oltre vent’anni.

La colonna sonora della serata è stata affidata ai Folken Rouge. Dalle 22:00, con i telescopi del G.A.V.I. (Gruppo Astrofili Volontari Ingauni) puntati sul cielo, il pubblico ha potuto ammirare la luna e le stelle cadenti; a chiudere la notte, dalle 23:00 all’1:00, la “Wine Night” con il DJ set di Dj Sabio e il debutto assoluto dei cocktail a base di Pigato di Ranzo.

«Il successo de “Le Notti del Vino” non è un episodio isolato, ma il tassello più recente di un progetto di destinazione che negli ultimi anni ha messo la valorizzazione enogastronomica al centro della strategia di rilancio turistico ed economico di Ranzo. Città del Vino e Città dell’Olio, il piccolo comune dell’entroterra imperiese ha scelto di raccontarsi come Porta dell’Alta Valle Arroscia: un territorio in cui il Pigato e l’olio extravergine di olive taggiasche diventano leva di attrattività, capace di portare un pubblico che altrimenti si fermerebbe sulla costa. I numeri nazionali ci danno ragione: secondo il Rapporto di Roberta Garibaldi con Ascovilo e The Data Appeal Company, nel 2026 saranno 18 milioni gli italiani coinvolti in esperienze enoturistiche, con un enoturismo che secondo Nomisma Wine Monitor vale oggi oltre 3 miliardi di euro. E sono proprio le aree interne a beneficiarne di più: le ricerche della stessa Garibaldi indicano che il 58% degli italiani sceglie l’enogastronomia come motivazione di viaggio, un dato che spiega perché puntare sui piccoli borghi come Ranzo sia oggi una scelta strategica e non più di nicchia» — spiega Franco Laureri, responsabile del progetto «Ranzo Is Wine».

«Il vino non è soltanto un prodotto: è cultura, identità, paesaggio, il risultato di un equilibrio tra uomo e natura che va custodito e valorizzato. Il Pigato di Ranzo racconta un territorio unico, capace di distinguersi ben oltre i confini regionali, ma soprattutto racconta una comunità che ha saputo credere nelle proprie potenzialità e fare squadra. Il mio ringraziamento va alla Pro Loco di Ranzo, ai consiglieri comunali, ai dieci produttori vitivinicoli, ai ristoratori, ai sommelier AIS, ai Folken Rouge, al G.A.V.I. e a tutti i volontari che hanno reso possibile una serata capace di tenere insieme vino, cibo, musica e cielo stellato: la sintesi più autentica dell’accoglienza dell’Alta Valle Arroscia» — sottolinea il sindaco di Ranzo, Giancarlo Cacció.


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