Salute della donna Lucia Oggianu -Dalla crescita alla maturità, l’Iss indica le scelte quotidiane che fanno la differenza.
Prendersi cura della propria salute non è un gesto statico, ma un percorso che evolve nel tempo. A ricordarlo è l’Istituto superiore di sanità (Iss) che, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna del 22 aprile, propone una serie di indicazioni mirate per accompagnare bambine, ragazze e donne adulte nelle diverse fasi della vita.
Le basi che valgono sempre
Al di là delle differenze legate all’età, alcune abitudini rappresentano il fondamento della salute femminile lungo tutto l’arco della vita. L’Iss richiama l’importanza di un’alimentazione ricca di vegetali, con almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura, di un adeguato apporto di calcio – garantito da due o tre porzioni quotidiane di latte o yogurt – e di una regolare attività fisica. Il movimento, spiegano gli esperti, dovrebbe essere quotidiano e durare almeno 60 minuti, adattando intensità e modalità alle condizioni individuali.
Infanzia e adolescenza: investire sullo scheletro
Durante la crescita, il corpo femminile costruisce le proprie riserve per il futuro. In questa fase il fabbisogno di calcio e vitamina D è particolarmente elevato, perché si consolida la massa ossea. Da qui le raccomandazioni dell’Iss: consumo quotidiano di latte e yogurt, utilizzo di acque ricche di calcio, introduzione di pesce di piccola taglia da consumare con la lisca. Fondamentale anche l’esposizione alla luce solare, in modo sicuro, per favorire la sintesi di vitamina D, insieme a un’attività fisica regolare all’aria aperta. Allo stesso tempo, va limitato il consumo di bevande zuccherate e snack ultra-processati, che possono compromettere l’equilibrio nutrizionale.
Pubertà e ciclo mestruale: più ferro e acido folico
Con l’arrivo del menarca cambiano anche le esigenze nutrizionali. Le perdite ematiche mensili comportano un aumento del fabbisogno di ferro e acido folico. “Con l’inizio del ciclo mestruale è importante prestare attenzione a questi micronutrienti”, ricordano gli esperti del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Iss. Nella dieta dovrebbero trovare spazio carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali e verdure a foglia verde come broccoli e cavoli. L’associazione con alimenti ricchi di vitamina C – agrumi e kiwi in primis – migliora l’assorbimento del ferro. Anche in questa fase, mantenere una pratica sportiva costante resta un elemento protettivo.
Gravidanza e allattamento: fabbisogni che aumentano
La gravidanza e l’allattamento rappresentano momenti di profondo cambiamento fisiologico, che richiedono un’attenzione nutrizionale ancora maggiore. L’Iss sottolinea la necessità di garantire un adeguato apporto di acido folico, attraverso il consumo regolare di verdure come broccoli, cavoli e altre brassicacee. Allo stesso tempo, vanno assicurati ferro, calcio, iodio e magnesio, insieme a una corretta idratazione. Quando possibile, è consigliata un’attività fisica moderata e regolare, adattata allo stato di salute e sotto controllo medico.
Menopausa: proteggere ossa e muscoli
Con la menopausa il calo degli estrogeni segna una nuova svolta. “Dopo i 50 anni aumenta il rischio di perdita ossea e di riduzione della massa muscolare”, avverte l’Iss. Per contrastare questi effetti è necessario incrementare l’apporto di calcio e vitamina D, scegliere acque ricche di calcio e privilegiare alimenti contenenti magnesio e potassio. Sul fronte dell’attività fisica, diventano particolarmente utili gli esercizi di resistenza e le attività con carico, che aiutano a preservare forza e densità ossea. Non meno importante il controllo del peso corporeo, insieme alla riduzione di sale e alcol.
Informazione e prevenzione: il supporto dell’Iss
Accanto alle raccomandazioni nutrizionali e di stile di vita, l’Iss rafforza anche l’impegno sull’informazione. In occasione della Giornata nazionale della salute della donna, il Telefono Verde Aids e Ist (800 861061) estenderà l’orario di apertura dalle 9 alle 19, per offrire un accesso più ampio a informazioni scientificamente validate sulla prevenzione dell’Hiv e delle infezioni sessualmente trasmissibili. Un tassello in più di un percorso che, come ricordano gli esperti, accompagna la donna “età per età”, mettendo la prevenzione al centro.
2/Salute mentale: 845mila pazienti, 56% donne. Depressione quasi doppia rispetto a uomini
di Viviana Franzellitti- La salute mentale in Italia mostra segnali di crescente pressione. Nel 2024 sono state 845.516 le persone assistite dai servizi specialistici, con una prevalenza femminile significativa e una domanda sempre più strutturale. I dati mettono in luce differenze marcate tra uomini e donne nei disturbi trattati, in particolare per la depressione, e confermano criticità legate all’organizzazione dei servizi. Parallelamente, si avvia una nuova fase di programmazione con il Piano nazionale 2025-2030.
Donne più colpite: il divario più lampante nella depressione
Il dato più evidente riguarda la distribuzione per genere: le donne rappresentano il 55,9% degli assistiti. Il divario emerge con forza nei disturbi depressivi: 46,5 casi ogni 10mila abitanti tra le donne contro 27 tra gli uomini. Una differenza che riflette dinamiche complesse, legate a fattori biologici, sociali e culturali. Al contrario, risultano più frequenti tra gli uomini i disturbi schizofrenici, le dipendenze e le disabilità intellettive, mentre nelle donne prevalgono anche disturbi affettivi e d’ansia.
Un’utenza sempre più adulta
La composizione per età segue l’andamento demografico del Paese: il 66,3% degli assistiti ha più di 45 anni. Le fasce centrali (45-64 anni) concentrano circa il 45% dei pazienti, mentre giovani e anziani oltre i 75 anni risultano meno rappresentati. Tuttavia, tra gli over 75 si osserva una maggiore presenza femminile (10% contro 6,4% negli uomini).
Accessi e prestazioni: numeri in crescita
Nel corso del 2024 272.497 persone hanno avuto un primo contatto con i servizi e nella grande maggioranza dei casi si trattava del primo accesso nella vita. Le prestazioni erogate superano i 10 milioni, con una media di 13,6 interventi per paziente. La maggior parte delle attività si svolge nelle strutture, ma resta rilevante anche l’assistenza sul territorio e a domicilio. Gli interventi sono garantiti soprattutto da infermieri (44,1%) e medici (28,9%), con un forte peso dell’assistenza territoriale.
Servizi sotto pressione e disuguaglianze territoriali
Il sistema regge, ma mostra limiti evidenti. La domanda di salute mentale è ormai strutturale, mentre la capacità di risposta resta disomogenea. Secondo la Società Italiana di Psichiatria, uno dei problemi principali è la variabilità territoriale: non solo tra Nord e Sud, ma anche tra singole aree, con differenze nell’accesso e nella continuità delle cure. Questo si traduce in percorsi assistenziali frammentati e qualità dei servizi non uniforme.
Diagnosi precoce e giovani: il nodo irrisolto
Un punto critico riguarda l’intervento precoce. Il disagio nelle fasce più giovani viene spesso intercettato tardi, quando la situazione è già complessa. Questo ritardo aumenta il rischio di cronicità e rende più difficile il recupero. La salute mentale richiede invece continuità assistenziale e integrazione tra servizi sanitari e sociali, non interventi episodici.
Il Piano 2025-2030: nuove risorse e riorganizzazione
Il nuovo Piano nazionale, promosso dal ministro Orazio Schillaci, introduce un rafforzamento significativo del sistema. Sono previsti finanziamenti progressivi: 80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028, e 30 milioni annui dal 2029, con una quota stabile destinata al personale. Tra le priorità:
- diagnosi precoce;
- potenziamento della neuropsichiatria infantile;
- équipe multidisciplinari sul territorio;
- maggiore integrazione con scuole e famiglie.
Equità e futuro del sistema
La sfida principale resta garantire equità di accesso e uniformità dei servizi. Le differenze territoriali incidono direttamente sulla qualità delle cure e sulla vita delle persone. Per questo, la salute mentale si conferma uno degli indicatori più sensibili dello stato di salute della società e una priorità strategica per il sistema sanitario.
