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Noli, via IV Novembre e park: accordo propedeutico con S.A.I.S.E.F. S.p.A. Ha costruito lo stabilimento Piaggio (Villanova d’Albenga), Mondovicino Park. Un fatturato di 21 mln


Forse è la volta buona, ovvero non siamo a un passo avanti e due indietro. Un primo risultato della giunta Repetto dopo anni di inciampi e mediocriticà amministrativa.

Noli siamo in centro città, a ponente, quando c’erano lavori in corso per realizzare un parcheggio in via IV Novembre

E’ di speranza, augurio e buon auspicio, l’annuncio del Comune di un primo passo concreto per una conquista civile che attende da oltre 20 anni. Certamente non accadeva ai tempi di Noli Repubblica Marinara. Oggi siamo quasi in dirittura d’arrivo per una svolta in una delle aree più degradate (Trucioli.it ha pubblicato 11 articoli con immagini allegate) di una città votata al turismo e poverissima di parcheggi pubblici, a discapito della comunità e della sua economia. Fa inoltre ben sperare che l’attuale ‘interlocutore’ dell’Amministrazione comunale (e forse anche il futuro) sia un’azienda da provate capacità manageriale e solidità economica, con una ‘pagella storica’ a documentare i successi e i progressi. Per Noli sarebbe come ricevere tanta manna dal cielo.

Una buona notizia, dunque, come regalo del nuovo anno ai residenti, ai turisti delle seconde case, a quanti hanno continuato a tifare per una Noli capace di essere al passo con i tempi, dare un futuro di certezze alle generazioni a venire. Che significa anche saper guarire, pure con lunga sofferenza, le laceranti ferite che chi è stato chiamato, col voto popolare al governo della città, non è stato all’altezza di concludere in tempi ragionevoli. E qui proprio non c’entra la bacchetta magica. E ora “per andare avanti e non inciampare, bisogna voltarsi addietro”. (L.C.)

LEGGIAMO DA SAVONANEWS –

Dopo oltre vent’anni di attesa, il percorso per il completamento del parcheggio interrato di via IV Novembre a Noli compie un passo decisivo. Il Comune, al termine di un’articolata procedura di valutazione comparativa nell’ambito della finanza di progetto, avviata ai sensi dell’articolo 193 del nuovo Codice dei contratti pubblici, ha individuato il promotore dell’intervento col quale si intende non solo completare un importante polmone per la sosta, ma anche riqualificare la parte di ponente della cittadina rivierasca.

Pur non equivalendo ancora né all’aggiudicazione né all’affidamento dell’opera, questo atto rappresenta un passaggio propedeutico fondamentale per l’indizione della futura gara di concessione, dopo che nel 2021 l’Anti Corruzione aveva “sbloccato” il cantiere al centro di una vicenda giudiziaria che aveva anche visto il fallimento della vecchia società che avrebbe dovuto costruire i box.

“Con questo atto – spiegano infatti dalla Giunta Repetto – l’Amministrazione comunale avvia concretamente il percorso per completare un’infrastruttura attesa da anni e, al tempo stesso, per realizzare un ampio intervento di riqualificazione urbana e paesaggistica, che restituirà a Noli un comparto strategico profondamente trasformato e pienamente fruibile dalla cittadinanza”.

Sono due gli operatori economici che hanno partecipato alla procedura. Al termine dell’istruttoria tecnica ed economico-finanziaria, la Commissione giudicatrice ha attribuito il punteggio complessivo più elevato alla proposta presentata da S.A.I.S.E.F. S.p.A., ritenuta la più convincente sotto il profilo della qualità progettuale, della sostenibilità economica e della coerenza con l’interesse pubblico. La Giunta comunale ha quindi recepito formalmente l’esito della valutazione, individuando il promotore come passaggio necessario per l’avvio della successiva fase di gara.

Il progetto selezionato non si limita al completamento dell’autorimessa, ma propone “una riprogettazione organica dell’intero comparto ex ferroviario di Via IV Novembre, compreso tra la galleria lato centro storico e il confine con l’area monumentale di San Paragorio”, puntando a superare l’attuale frammentazione e il degrado, trasformando l’area in uno “spazio urbano continuo, accessibile e qualificato dal punto di vista paesaggistico”.

Elemento qualificante della proposta è proprio l’ampio pacchetto di opere pubbliche esterne all’area dell’autorimessa, interamente a carico del soggetto attuatore. L’intervento prevede la riqualificazione completa delle pavimentazioni dell’ex tracciato ferroviario con materiali coerenti con il contesto storico, la realizzazione di nuovi marciapiedi continui e accessibili lungo via IV Novembre fino all’area di San Paragorio e la riorganizzazione delle aree pedonali tra piazza Cesare Battisti, San Paragorio, piazza Vivaldo e San Francesco, con percorsi più sicuri e leggibili.

Sono inoltre previste pavimentazioni di pregio nelle zone di maggiore valore monumentale, nuovi collegamenti pedonali tra l’autorimessa, le piazze e le fermate del trasporto pubblico, la realizzazione di servizi igienici pubblici integrati nel progetto, interventi di sistemazione a verde con nuove piantumazioni e la tutela delle alberature esistenti.

Particolare attenzione è riservata anche ai temi della sicurezza e dell’accessibilità, con la previsione di rampe e percorsi fruibili anche da persone con disabilità. Opere che, sottolinea il Comune, rappresentano un beneficio diretto e immediato per la città, indipendentemente dalla successiva realizzazione dei box privati.

Accanto alla riqualificazione urbana, la proposta del promotore prevede anche il riconoscimento a favore dell’ente di un canone concessorio aggiuntivo complessivo pari a 900 mila euro, che si somma alle condizioni economiche ordinarie della concessione. Il progetto di fattibilità tecnico-economica costituirà la base di riferimento per la futura gara europea, fungendo da parametro oggettivo per la competizione tra operatori nella fase successiva. (Mattia Pastorino)

2/S.A.I.S.E.F. S.p.A.- IMPRESE STRADALI E FORNITURE- VIA VITTORIO VENETO 4 – 12084 – MONDOVI’ (CN).

Ha un fatturato: € 20.948.730,00 (2024). Si occupa di Gestione di cave, costruzione di strade, autostrade, aeroporti, edilizia industriale, acquedotti, fognature.

L’arch. Pier Franco Blengini, presidente Saisef,riceve la targa da Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte

𝗦𝗮𝗶𝘀𝗲𝗳 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮- 1924-2024: 100 anni di impresa per la Saisef SpA che ha festeggiati con istituzioni, amministrazioni locali e la comunità monregalese. A Villanova Mondovì, in scena il saluto dell’architetto Pier Franco Blengini, presidente Saisef, che ha accolto Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte, Luca Robaldo, presidente Provincia di Cuneo e sindaco Città di Mondovì, Pietro Danna, consigliere provincia di Cuneo, Mons. Egidio Miragoli, vescovo Diocesi di Mondovì, Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte, Mariano Costamagna, presidente Confindustria Cuneo, Giuliana Cirio, direttore generale Confindustria Cuneo, Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte Valle D’aosta, Gabriele Gazzano, presidente ANCE Cuneo, Roberto Murizasco, sindaco Villanova Mondovì, Gian Piero Gasco, sindaco Vicoforte, Mauro Bertino, sindaco Bagnasco.

“Le istituzioni – ha dichiarato Alberto Cirio – sono grate a chi ha investito e rischiato nel fare impresa in terra piemontese”

La storia dell’impresa iniziò nel 1924 con l’acquisizione da parte dei tre soci “Ellena – Manassero –Turbiglio” della Ferrovia Economica Villanova – Mondovì – Fossano e dell’annessa cava denominata Rocchetta a Villanova Mondovì. Nello stesso anno, il 1924, venne acquisita da Giuseppe Ellena in società con Pietro Blengini la cava di S. Michele Mondovì. La ferrovia permetteva il trasporto di pietrisco dalla cava di Villanova in gran parte della provincia di Cuneo: iniziava così anche l’attività di costruzione e manutenzione di strade.

L’impresa crebbe rapidamente impiegando centinaia di operai e nel 1932, acquisendo il brevetto dalla Puricelli di Milano, iniziò a produrre il primo conglomerato bituminoso in tutta l’area del sud Piemonte. Negli anni immediatamente antecedenti la Seconda guerra mondiale, oltre alla produzione e fornitura di pietrisco dalle cave, l’azienda si impegnò in importanti opere, come la realizzazione degli aeroporti militari di Villanova d’Albenga, di Cervere presso Fossano e di Lubiana in Jugoslavia.

Nel 1936 acquisì dall’ANAS, allora AA.SS., la sistemazione di tutta la Statale n. 28 da Genola fino al Col di Nava. Nel 1938, avendo raggiunto dimensioni considerevoli, cambiò ragione sociale diventando Società Anonima e assumendo il nome di SAISEF (Società Anonima Imprese Stradali e Ferroviarie). Cessata la gestione della ferrovia Villanova – Fossano nel 1939 la “F” finale divenne iniziale di Forniture (di pietrisco ed altri prodotti delle Cave).

Gli anni del secondo conflitto mondiale furono tragici per tutti: la SAISEF sopravvisse continuando ad operare e, una volta finita la guerra, realizzò i primi grandi lavori di ricostruzione, come il ponte nazionale sull’Ellero a Mondovì. Nel 1947 acquistò la cava di Rocca Incisa a Bagnasco con il relativo raccordo ferroviario interno e produzione di ballast (massicciata) per le ferrovie.

Nel periodo tra il 1945 ed il 1950 la mancanza di lavoro spinse gli allora titolari a cercare sbocchi all’estero che permettessero di mantenere il livello di occupazione e di fatturato che l’azienda aveva raggiunto prima della guerra. In quest’ottica venne intrapresa l’avventura in Brasile. Venne smantellata la cava di S. Michele Mondovì e tutti gli impianti ed attrezzature stradali come i grossi rulli a vapore vennero trasferiti in Brasile via nave dove fu costituita la società SAISEF BRASILEIRA. L’avventura durò circa 4 anni ma non ebbe seguito. Nel frattempo l’attività continuò anche in Italia e grazie al miglioramento economico si presentarono buone opportunità di lavoro sul territorio locale.

Il parco macchine venne rinnovato e modernizzato acquistando i primi mezzi “Caterpillar” residuati bellici americani ed il “Motograder” che sostituì decine di operai nello spandere manualmente il pietrisco sulle strade.

Negli anni ’50 arrivò anche la prima finitrice per la stesa di conglomerato bituminoso, detta “Burber Green”, cingolata, un gioiello della tecnica britannica. L’uso della finitrice meccanica mandò definitivamente in pensione la tecnica della massicciata stradale costituita dalla semi penetrazione a caldo con bitume trasportato in caldaie riscaldate. L’evoluzione tecnica proseguì e nel 1968 venne acquistato l’impianto per il confezionamento del conglomerato bituminoso “Marini” completamente automatico.

Nel 1969 venne acquistata la prima autobetoniera per la preparazione del calcestruzzo. La continua ricerca di nuovi sbocchi e di nuove attività portò nel 1982 all’installazione di un impianto per la produzione di masselli autobloccanti in calcestruzzo, commercializzati con il marchio “BetonPavè”. Tale iniziativa durò un ventennio con discrete soddisfazioni.

In epoche più recenti la società si è impegnata sui cantieri del raddoppio autostradale della Torino – Savona, acquisendo una notevole esperienza anche nel ripristino delle vecchie gallerie e dei viadotti ammalorati. Influenzata delle scarse offerte del mercato dei Lavori Pubblici, l’impresa si è rivolta ai grandi interventi privati, come il “Mondovicino Retail Park” a Mondovì e lo stabilimento Piaggio Aero a Villanova d’Albenga. Un nuovo settore “vivace” si è poi presentato nel campo delle energie rinnovabili: sono state realizzate centraline idroelettriche e parchi eolici, pur continuando nelle consuete opere di urbanizzazione e costruzione e manutenzione di infrastrutture in genere.

 

 


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