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Liguria e Basso Piemonte

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Badalucco, Stoccafisso promozione storica! Tra le migliaia di ospiti una comitiva di 50 norvegesi. Esemplare collaborazione della Confraternita. La ricetta “segreta” degli ingredienti


Una sagra che dovrebbe essere portata ad esempio nell’esplosione di sagre dal mare, all’entroterra, ai borghi montani. Badalucco ha scelto il  ‘Festival’, senza fare concorrenza a Sanremo, semmai sfidando il mondo dei palati, dei buongustai, rispettando nella 54° edizione la ricetta: ‘La stocca alla Baücôgna’. Trucioli.it rivela la ricetta secolare.

Un epilogo, un consuntivo, da 10 e lode. Solo le scuse a chi si è trovato  con il tutto esaurito in cucina. Il paese rivive un momento importante della sua storia, quando durante un assedio dei Saraceni, gli abitanti riuscirono a sopravvivere proprio grazie alle sprovviste di stoccafisso. Quella di settembre, dunque, è una festa di ringraziamento, anche se i tempi l’hanno resa motivo di attrazione turistica e di promozione del territorio. Lo stoccafisso fece la sua comparsa in Liguria, riportata l’enciclopedia del Secolo XIX, alla fine del Cinquecento.

Trucioli.it unico blog montanaro della Liguria non si stanca di ripeterlo. Le sagre devono valorizzare la tradizione culinaria e non trasformarsi in un mega ristorante commerciale per fare cassa, “commercializzata”, “svuotata di senso”, operazione acchiappafolla”, “festa acchiappaturisti”,”evento a caccia di presenze”. Si dirà che ormai bisogna adeguarsi ai tempi moderni.  Anzichè puntare sulla qualità di ciò che madre natura può ancora offrire in loco. Si blatera il km 0. Mentre di  materia prima locale, dell’antica cucina è rimasto poco o nulla.

Leggiamo che nei paesi si fa la sagra delle pesche dove  di produttore ne è rimasto solo uno, la sagra delle ciliege dove di alberi si contano poco più di due decine e spesso non si trovano neppure nel negozio di vicinato. Sagre per tutti i gusti. Cosa rimane? Quale reale utilità per l’economia del territorio che significano posti di lavoro?

Si dirà lo stoccafisso non si pesca in Italia, ma viene importato principalmente dalle isole Lofoten, in Norvegia e fatto essiccare all’aperto sfruttando il clima freddo e ventilato di quelle zone. L’Italia è uno dei maggiori acquirenti al mondo di stoccafisso norvegese e vanta una forte tradizione gastronomica legata a questo ingrediente in diverse regioni, in particolare c’è la Liguria, con Badalucco ‘capitale’ della specialità culinaria grazie alla sua ricetta. C’è poi una distinzione. La differenza principale tra baccalà e stoccafisso sta nel metodo di conservazione: lo stoccafisso è merluzzo essiccato all’aria, mentre il baccalà è merluzzo sotto sale. Entrambi derivano dallo stesso pesce (il merluzzo bianco o Gadus morhua), ma subiscono trattamenti diversi. Lo stoccafisso è generalmente il più pregiato e il più caro rispetto al baccalà. 

COMUNICATO STAMPA – Badalucco. Circa 6.000 presenze stimate dagli organizzatori e 3.000 porzioni di stoccafisso a Baücôgna, esaurite prima del previsto: sono i numeri della 54ª edizione del Festival dello Stoccafisso di Badalucco, che si è chiusa domenica 20 settembre. Paioli vuoti nel primissimo pomeriggio. La novità di quest’anno è stato il quarto punto di distribuzione, lungo la Passeggiata Fiume, che si è aggiunto a piazza Marconi, piazza Umberto Eco e piazza Gaetano Rodi.

«È un risultato che arriva in un anno partito con molte incognite, una su tutte quella legata al prezzo della porzione. — commentano il presidente della Pro Loco Mauro Panizzi e la segretaria Antonella Brezzo — Abbiamo esaurito le porzioni in meno tempo rispetto alle edizioni passate. Poi c’era il quarto punto, alla prima esperienza e meno conosciuto delle piazze tradizionali: va fatto crescere insieme alla Sagra, e ci ragioneremo per il prossimo anno. Oggi è il giorno dei ringraziamenti, a partire dai volontari che ancora una volta si sono spesi per la riuscita del Festival. Tutto questo non sarebbe possibile senza l’impegno costante di ognuno di loro, dal più giovane al più anziano.»

Il Festival si era aperto sabato sera in piazza Duomo con la tradizionale cena di gala su invito. Poco più di un centinaio i presenti tra istituzioni, imprenditori e sostenitori della manifestazione, fra cui il senatore Gianni Berrino, gli assessori regionali Luca Lombardi e Marco Scajola, il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola e numerosi sindaci del territorio, tra i quali quello di Sanremo, Alessandro Mager. In apertura il sindaco Matteo Orengo ha espresso il cordoglio di Badalucco al popolo norvegese per la scomparsa di Re Harald V e della sorella, la principessa Astrid. Nel corso della serata la Confraternita dello Stoccafisso alla Badalucchese ha accolto come membro onorario Sergio Carminati, e la Pro Loco ha consegnato un riconoscimento a Franco Boeri Roi per il sostegno dato negli anni alla manifestazione.

«La comunità di Badalucco fa grande la sua Sagra. — commenta il sindaco Matteo Orengo — I volontari della Pro Loco hanno fatto un lavoro encomiabile per le migliaia di persone che sono venute a trovarci. Accanto a loro ci sono imprenditori e istituzioni amiche che sostengono uno sforzo economico e organizzativo che un borgo di mille abitanti da solo non reggerebbe. Quest’anno la presenza norvegese è stata importante: con Ballstad e le Lofoten ci lega un patto di amicizia, e partner preziosi sono stati il Norwegian Seafood Council, Tørrfisk fra Lofoten e Agenzia In Liguria. E non dimentico gli amici delle confraternite del Bacalà alla Vicentina e di Fermo

«Il costo della materia prima è salito in modo significativo, e non solo quello dello stoccafisso: anche olio, acciughe, pinoli e funghi secchi. — prosegue Orengo — Abbiamo tenuto il prezzo della porzione calmierato e in linea con gli anni scorsi, perché le famiglie hanno difficoltà concrete e il Festival deve restare di tutti. Il risultato di domenica è un riconoscimento alla qualità del prodotto, alla maestria in cucina e a una formula conviviale che piace.»

Tra le curiosità di questa edizione, per la prima volta è arrivata a Badalucco una comitiva di cinquanta persone da Bergen, in Norvegia, venuta apposta per il Festival. Il sindaco si è fatto fotografare con il gruppo. «Anche in Norvegia arriva forte l’eco dello stoccafisso a Baücôgna», ha commentato Orengo.

Lo sguardo è già ai prossimi anni. «Puntiamo alla crescita del nostro evento, portandolo fuori dai confini locali, grazie anche all’azione della Confraternita — spiega il sindaco —. Penso ci siano ottime possibilità per fare rete con altre realtà che, come noi, hanno una storia e un’identità legate allo stoccafisso. E mi piacerebbe vedere dei corsi per insegnare la ricetta che ci ha resi così famosi. La formula è vincente, e Badalucco con il suo Festival si conferma il paese del buon vivere. Arrivederci al 2027.»

2/ENCICLOPEDIA DELLA LIGURIA DALL’A ALLA ZETA edita dal Secolo XIX nel 2000.

A BADALUCCO AVEVA FISSATO LA SUA RESIDENTE IL CONTE OBERTO DI VENTIMIGLIA- Secondo la leggenda di un prete descritta da un prete il conte Oberto pretendeva che ogni sposa doveva trascorrere con lui la prima notte di matrimonio. E’ storia vera invece che era solito taglieggiare i contadini ed era avido di denaro al punto che la popolazione si rivoltò.

 


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