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Liguria e Basso Piemonte

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Savona, passerella scempio (e non solo) sotto alla Fortezza. Chi ha “pagato” errori, omissioni, responsabilità? Implacabile dossier che non lascia scampo


Da oltre tre mesi è chiusa e non percorribile la passerella sul lato-mare della Fortezza di Savona e non vi sono previsioni su quando (e se) potrà essere riaperta.

di Rinaldo Massucco

Fortemente voluta negli anni 2014-2015 dagli allora sindaco Federico Berruti e vice-sindaco Livio Di Tullio, tale manufatto era stato ritenuto eccessivamente impattante e pericoloso per l’incolumità di chi l’avesse percorsa, troppo aderente alle mura della Fortezza, vecchie di oltre 600 anni : aveva ricevuto ripetutamente parere contrario dalla “Consulta Comunale per il Priamàr” . L’organo tecnico i cui esperti forniscono gratuitamente al Comune “in via permanente un’attività consultiva e di supporto atta ad assicurare il recupero ed il riuso del Priamar su basi scientifiche e culturali”. Ha un Regolamento approvato dal Consiglio comunale; è una delle tre Consulte operative del Comune, come prevede lo statuto comunale: le altre due sono la “Consulta per la Casa” e la “Consulta per lo Sport”). Nei verbali del 18 e 24 febbraio 2014 e del 20 maggio 2014 sono riportate le dettagliate motivazioni con le quali gli esperti della Consulta cercarono invano di far ragionare gli Amministratori di allora.

Non si doveva tra l’altro rovinare con una struttura metallica il punto più significativo del Priamàr, fino ad allora ancora a picco sul mare (nonostante il piazzale), dov’era (ed è ancora !) l’abside dell’antica cattedrale di Nostra Signora di Castello-

Più volte si pronunciò assolutamente contraria alla progettazione e realizzazione di tale passerella anche la “Consulta Culturale Savonese” (organo di coordinamento e di comune politica culturale delle quattro associazioni: “A Campanassa”, “Italia Nostra”, Istituto Internazionale di Studi Liguri e Società Savonese di Storia Patria).

La Consulta Culturale e Italia Nostra scrissero anche alla Regione Liguria, ma tutto fu vano…

Già dodici anni or sono, dalla semplice attenta analisi del progetto, risultava evidente a qualunque persona dotata di buon senso che sarebbe stato fortemente a rischio il percorso adiacente alla falesia dirupata del Priamàr e alle antiche mura, tanto per la conservazione del manufatto, quando per le persone che l’avrebbero percorsa.

Era facile prevedere che prima o poi si sarebbe verificato un disastro: per 12 anni è andata bene, ma a metà aprile di quest’anno pietre e mattoni si sono staccati dalle mura e sono piombati sulla passerella (fortunatamente il disastro è avvenuto di notte, quando la Fortezza e la passerella sono chiuse, e non vi sono quindi state state persone infortunate).

Il crollo si è verificato proprio nel punto in cui il 29 giugno 2018 la passerella fu inaugurata dall’Amministrazione Caprioglio (ma tutto quanto era stato deciso dalla Giunta Berruti).

Va rilevato che nel biennio 2016-2017 la “Consulta Culturale Savonese” propose all’Assessore ai Lavori Pubblici, Piero Santi, di non dare seguito alla pericolosa e orrenda passerella sotto alla Fortezza, ma di usare i materiali già deliberati e le Ditte incaricate della costruzione per ripristinare la passerella tra corso Colombo e la passeggiata Lungomare “Tobagi”, da anni priva di un collegamento pedonale (lo è tuttora), dopo che era stata dichiarata pericolante la struttura in tubi Innocenti utilizzata per qualche anno. L’assessore parve sensibile all’argomento, ma la sindaca Caprioglio preferì dare seguito all’installazione della passerella, per “continuità amministrativa” (nell’errore evidentemente), più che per convinzione.

Quanto noi avevamo visto e criticata aspramente sui progetti, fu presto sotto gli occhi di tutti, quando i lavori furono a buon punto ! E i commenti fortemente negativi non mancarono-

La Giunta Berruti-Di Tullio approvò il progetto definitivo della passerella con delibera n. 32 del 2 marzo 2015, alla quale, violando il regolamento comunale, non furono allegati i verbali della “Consulta Priamàr” (che aveva dato pareri sempre contrari, sia pure solo consultivi); la “Consulta Culturale Savonese” scrisse al sindaco una vibrante lettera di protesta. Purtroppo, però, l’assurdo progetto della passerella era stato approvato anche dalla Soprintendenza Architettonica della Liguria (per questo il deputato savonese M5S Simone Valente presentò un’interrogazione al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo).

Nella delibera di Giunta 32/2015 fu riportata tutta la “travagliata” storia del brutto progetto della passerella e vi si lesse anche la brutta sorpresa che non sarebbe stata finanziata solo coi fondi regionali-europei del ”POR-FESR”, ma anche con i 400.000 euro che erano nelle casse comunali da quando l’Amministrazione Berruti aveva convertito l’area ex-industriale Metalmetron-Mammuth-Servettaz nel Centro Commerciale “Le Officine”, ricavandone il solito “compenso pubblico” (piatto di lenticchie ?), destinando prima l’importo al recupero dell’Ostello “De Franceschini” della Conca Verde (nel 2008), poi, nel 2011, all’Ostello del Priamàr (Delibera di Giunta n. 331 del 20-12-2011) e infine, nel 2013, al “calderone” dei progetti che si stavano impostando per il Priamàr (alla fine furono proprio quelli i soldi utilizzati per la passerella. Chi ne vuole sapere di più si può leggere tutto il contenuto della DGC 32/2015).

Vi fu a tale riguardo anche un’interpellanza fortemente critica, presentata il 10 febbraio 2016 dai consiglieri comunali Giampiero Aschiero e Daniela Pongiglione.

I due consiglieri evidenziarono tra l’altro che l’Amministrazione comunale Berruti-Di Tullio non aveva concluso i lavori POR-FESR della passerella entro la data che fin dal 2009 era prevista e conosciuta (il 31 dicembre 2015) e che pertanto non solo aveva perso centinaia di migliaia di euro (che la Regione Liguria avrebbe dovuto restituire alla Comunità europea), ma sarebbe stata costretta ad utilizzare fondi propri del Comune (frutto della conversione da area  industriale a commerciale, “Le Officine”) che erano stati previsti a favore dei due Ostelli savonesi. La nostra città subì così anche la beffa, oltre alla perdita del cospicuo finanziamento europeo, e i due Ostelli dal 2013 a tutt’oggi sono rimasti in rovina (anche se quello del Priamàr verrà presto recuperato come “Casa dello Studente”, con nuovi finanziamenti statali).

Di tutti i finanziamenti già ottenuti per la passerella dallo Stato e dall’Unione Europea venne utilizzata una minima parte, l’altra fu persa (si spesero solo i 258.000 euro usati per ristrutturare la “galleria degli ascensori”, DGC n. 11 del 4-02-2014, e 150.000 euro coi quali fu consolidato il muro absidale dell’antica cattedrale, sovrastante la passerella, ma non le mura del Maschio della Fortezza, come risulta dalla Determina del Dirigente del Settore “Qualità e Dotazioni Urbane”, n. 1205 del 23-12-2015 ).

I quotidiani locali diedero grande risalto a questi gravi danni economici: la passerella sotto alla Fortezza costò quindi molto cara (realizzata solo in minima parte con finanziamenti statali ed europei, non essendo stata rispettata la scadenza del 31-12-2015 nota fin dal 2009); non costituì solo uno scempio e un evidente manufatto pericoloso per chi lo percorre !

La cosa più assurda di tutta questa vicenda della passerella del Priamàr fu che negli anni 2013-2014-2015 l’Amministrazione comunale Berruti-Di Tullio si ostinò a portare avanti il progetto che fu poi realizzato quando invece poco prima la Giunta dello stesso Sindaco Berruti, sempre nel suo secondo mandato, aveva approvato il 2 maggio 2012  un precedente progetto tutto sommato valido (delibera n. 110 del 2 maggio 2012, “passerella ciclo pedonale di collegamento tra la città e il porto, a mare della fortezza”), anche se mai sottoposto alla “Consulta Comunale Priamàr”, …ma nel 2012 il vicesindaco era ancora Paolo Gaggero, in Giunta non c’era ancora Di Tullio, che saltò fuori, nominato, solo nel 2013…

E’ probabile che l’ostinazione di quell’Amministratore fosse una conseguenza di un’altra ostinazione, quella dell’Autorità Portuale di Savona, che nel febbraio 2014 dichiarò che non avrebbe concesso al Comune di Savona la miseria di mille dei 36.000 metri quadrati del piazzale compreso tra la Fortezza e il mare, necessari per farvi passare la passerella progettata nel 2012, ben distante dal pericolo di antiche mura sovrastanti…ma a quel punto un Amministratore che avesse a cuore il bene della Città e dei Cittadini avrebbe rinunciato a voler realizzare a tutti i costi un progetto orrendo e pericoloso, oppure avrebbe battuto un bel pugno sul tavolo e avrebbe evidenziato con forza che lo stesso Piano Regolatore Portuale prescrive che quel piazzale fa parte della Costa Urbana di Savona e che è destinato ad area per spettacoli, sport, turismo e tempo libero e non al porto logistico e commerciale !

Certo che quella degli anni 2013-2014 fu una vicenda squallida…i giornali quotidiani di quel periodo riportarono quello che si sostenne…certo che noi esperti del Priamàr ed esponenti delle istituzioni culturali savonesi non eravamo né “sabotatori” né attori di “terrorismo psicologico”, come fummo accusati di essere dal pervicace vice-sindaco di quegli anni…eravamo solo persone di buon senso e facili previsori di quanto prima o poi sarebbe accaduto.

Dopo dodici anni è accaduto…meno male che nessuna persona ha subito tragiche conseguenze dalle pietre e mattoni caduti ! Noi l’avevamo detto…

Rinaldo Massucco

NOTA DI TRUCIOLI.IT – Per motivi tecnici rinviamo a stasera la mole di allegati. La documentazione, passo dopo passo, anno dopo anno di quanto abbiamo scritto. Atti ufficiali e non lettere anonime. Delibere e determine ufficiali e non bozze.  I loro protagonisti, non solo a Palazzo Sisto. E ancora una rassegna stampa che fino a prova contraria ‘non ha ricevuto querele’.Chi sono stati i principali mattatori?  La ‘passerella story’ riporta alla ribalta fatti, circostanze, decisioni che vanno per oltre una singola realtà. Documenti che è utile rendere pubblici. E non si possa dire “tanto i cittadini dimenticano”. L’abbiamo fatta franca in barba ai meticolosi ?  Finora è andata così. E domani?

 

 


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