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Ferrania, la “Città della Pellicola” dove la pellicola non si può proiettare. Manca la sede e si trasferisce a Cengio nella serata del Festival dedicata a Pasolini


Un paradosso all’italiana. Ferrania, la “Città della Pellicola” dove il Festival della pellicola non si può proiettare, in assenza della sede che il Comune di Cairo ha assegnato per altro evento e nonostante fosse stato informato sette mesi prima.

Comunicato stampa – Ferrania è un nome che ha attraversato la storia della fotografia e del cinema ben oltre i confini della Val Bormida. Proprio su questa eredità negli ultimi anni è stata costruita una parte importante della narrazione culturale del territorio. La città che ha fatto della pellicola la propria storia non riesce ad accogliere una proiezione in pellicola pensata proprio per valorizzare quella storia.  La pellicola non si può proiettare, in assenza della sede. Il Festival si sposta a Cengio nella serata dedicata a Pasolini.

La proiezione in 35 mm di Uccellacci e uccellini, realizzata nell’ambito del Ferrania Film Festival in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma, lascia Ferrania e trova ospitalità a Palazzo Rosso di Cengio. Ferrania Film APS: «Un paradosso difficile da comprendere proprio nel luogo che ha fatto della pellicola la propria identità».

Doveva essere uno degli appuntamenti più simbolici del Ferrania Film Festival: riportare una vera pellicola cinematografica 35 mm a Ferrania, nel luogo che per decenni ha legato il proprio nome alla storia della fotografia e del cinema italiano e internazionale.
Sabato 12 settembre 2026 il pubblico avrebbe dovuto assistere a Ferrania alla proiezione di Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, in pellicola 35 mm, nell’ambito di un’iniziativa realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma.
La proiezione si farà. Ma non a Ferrania.
A pochi giorni dall’appuntamento, Ferrania Film APS ha dovuto individuare una nuova sede. Ad accogliere la serata sarà Palazzo Rosso a Cengio, dove sabato 12 settembre alle ore 21 il proiettore 35 mm si accenderà regolarmente.
Una soluzione che permette di salvare un appuntamento costruito attraverso mesi di lavoro e collaborazioni, ma che rende evidente un paradosso: proprio Ferrania, la “Città della Pellicola”, non ospiterà una proiezione cinematografica in pellicola pensata per valorizzarne la storia e l’identità.
Un cambio di sede arrivato a pochi giorni dal Festival- Il Ferrania Film Festival e le date della manifestazione, previste dall’11 al 13 settembre 2026, erano stati comunicati all’Amministrazione comunale già nel febbraio scorso. Il Festival è stato successivamente organizzato in autonomia da Ferrania Film APS, senza patrocinio e senza l’utilizzo degli spazi comunali inizialmente richiesti.
A pochi giorni dall’inizio della manifestazione, nell’ambito dell’istruttoria relativa alla proiezione, è stata comunicata all’Associazione la presenza, nella stessa data, di un altro evento già inserito nel calendario comunale e la conseguente necessità di individuare una data alternativa.
Pur prendendo atto degli adempimenti tecnici e amministrativi necessari per il pubblico spettacolo, Ferrania Film APS sottolinea come le date del Festival fossero note da circa sette mesi. Una segnalazione anticipata della sovrapposizione avrebbe permesso di trovare per tempo una soluzione, evitando di dover trasferire, a pochi giorni dall’evento, una complessa proiezione cinematografica in 35 mm.
Non un film qualsiasi e, soprattutto, non un luogo qualsiasi
È proprio la natura dell’iniziativa a rendere particolarmente amaro il cambio di sede.
Organizzare oggi una proiezione cinematografica in 35 mm non significa semplicemente mettere un film in programma. Significa reperire e movimentare una copia in pellicola, predisporre un vero proiettore cinematografico, coinvolgere personale con competenze specifiche e affrontare esigenze tecniche e organizzative ormai molto diverse da quelle di una normale proiezione digitale.
Ma era precisamente questo il senso dell’iniziativa: riportare fisicamente la pellicola a Ferrania.
Far tornare una pellicola a scorrere attraverso un proiettore, davanti a un pubblico, nel luogo in cui per generazioni la pellicola è stata prodotta, non rappresentava soltanto un omaggio alla storia industriale. Era un modo per rendere quella storia nuovamente viva e metterla in relazione con il presente.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento erano la scelta di un autore come Pier Paolo Pasolini, la proiezione di Uccellacci e uccellini e la collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, una delle principali istituzioni italiane dedicate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio cinematografico.
Il paradosso della “Città della Pellicola”- È difficile, quindi, non vedere nella vicenda una contraddizione che va oltre il semplice cambio di location.
La città che ha fatto della pellicola la propria storia e una parte importante della propria identità culturale non riesce ad accogliere una proiezione in pellicola pensata proprio per valorizzare quella storia.
«Il nostro obiettivo non era semplicemente proiettare un film – sottolinea Ferrania Film APS –. Volevamo riportare fisicamente la pellicola a Ferrania, farla passare nuovamente attraverso un proiettore davanti a un pubblico, nel luogo che per generazioni l’ha prodotta. Per questo è difficile non provare amarezza davanti al paradosso: la Città della Pellicola non ospiterà una proiezione in pellicola».
Ferrania è un nome che ha attraversato la storia della fotografia e del cinema ben oltre i confini della Val Bormida. Proprio su questa eredità negli ultimi anni è stata costruita una parte importante della narrazione culturale del territorio.
Ma la memoria industriale, per continuare ad avere un significato, non può essere soltanto conservata o raccontata. Deve anche poter diventare occasione per produrre nuova cultura, creare relazioni, attirare studiosi e professionisti e costruire collaborazioni con realtà cinematografiche nazionali e internazionali.
Ed è questa l’ambizione del Ferrania Film Festival: partire dalla storia straordinaria di questo territorio non per trasformarla in nostalgia, ma per farne il punto di partenza di un progetto contemporaneo dedicato alla cultura della pellicola, alla conservazione del patrimonio cinematografico e al dialogo tra cinema, archivi, industria e territorio.
Un’occasione che si sposta altrove- Per Ferrania Film APS, quindi, il trasferimento della serata non rappresenta soltanto un problema logistico. È soprattutto un’occasione culturale che Ferrania perde e che un altro Comune ha scelto di accogliere.
Grazie alla disponibilità trovata a Cengio, infatti, la proiezione non verrà cancellata. Palazzo Rosso ospiterà la serata e permetterà al Festival di mantenere l’impegno preso con il pubblico e con le istituzioni coinvolte.
Il Ferrania Film Festival continuerà a perseguire il proprio obiettivo: costruire attorno alla storia della pellicola un progetto capace di avere un respiro non soltanto locale, ma nazionale e internazionale, sviluppando collaborazioni con cineteche, archivi, musei, studiosi e professionisti del settore.
Sabato il 35 mm girerà comunque- L’appuntamento è quindi confermato per sabato 12 settembre alle ore 21 a Palazzo Rosso, Cengio. In programma Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini, in pellicola 35 mm, con introduzione di Giancarlo Giraud del Club Amici del Cinema di Genova.
L’ingresso è gratuito. Il Ferrania Film Festival prosegue quindi il proprio percorso e la pellicola tornerà comunque a girare in Val Bormida. Resta però un’immagine che sintetizza meglio di molte parole quanto accaduto: sabato sera una pellicola 35 mm tornerà a scorrere davanti a un pubblico. Ma, per poterlo fare, dovrà uscire dalla “Città della Pellicola”.
Ferrania Film APS
Ferrania Film Festival

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