Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona, ex primario denuncia: “Il piano sanità regionale favorisce Genova e il ponente a danno di pazienti e di chi lavora al San Paolo e Santa Corona”. Una lettrice: “A Imperia c’è il padrino”


Riceviamo da un lettore il post scritto da Rodolfo Tassara già primario al San Paolo e ad Albenga – Sto pensando che è in atto un depotenziamento dell’ospedale di Savona e del territorio savonese con accorpamenti tra ex ASL 2 ( la nostra ) e ASL 1 a favore di Imperia e Sanremo.2/Asl2, Prioli smentisce tutti: “Nessuna riduzione dei servizi sociosanitari e dei posti letto”

NOTA DI TRUCIOLI.IT – “Bisogna impedire certe scelte che penalizzano Savona”. Noi aggiungiamo. Bisogna impedire certe scelte che penalizzano Imperia. La denuncia di un ‘addetto ai lavori‘, ora libero dal vincolo del silenzio che colpisce il personale delle Asl, degli enti pubblici, non è intrisa di polemica pro o contro qualcuno. Sono fatti, sono scelte decise o in corso a danno di qualcuno e a beneficio di un altro. Non è parlando bene o parlando male del centro sinistra o del centro destra, o di chi governava prima che si percorre la via maestra del superiore bene comune. La salute è il primo bene comune perché protegge la vita di tutti. Senza la salute, le persone non possono lavorare, studiare o vivere in pace. Questo rende il sistema sanitario un pilastro fondamentale per l’uguaglianza di ogni comunità. Quando si citano prove inoppugnabili, come emerge nella lucida denuncia di Rodolfo Tassara, è fuorviante tacciare, sminuire la coraggiosa presa di posizione, additandola alla stregua di chi è prevenuto. Si risponda nel merito. E solo nel merito, senza divagazioni in salsa politichese. Senza negare ciò che è bianco o nero. Ovvero la verità.

Renato Giusto medico e consigliere comunale di FdI

E RENATO GIUSTO, veterano consigliere comunale, ora di Fratelli d’Italia, il medico di famiglia più popolare e libero pensatore a Savona, che ha ricoperto ruoli apicali nell’associazione di categoria, scrive su uomini liberi: “Il Presidente della Conferenza provinciale dei Sindaci sulla Sanità (Marco Russo sindaco) ha perfettamente ragione nel considerare le novità in campo di Sanità Pubblica Savonese ovvero novità per l’Ospedale San Paolo in modo assolutamente negativo. Togliere posti letto allontanare di centinaia di chilometri alcuni servizi essenziali come Malattie infettive, Anatomia patologica, isto patologia, Oncologia, ecc ecc è sicuramente per il nostro Ospedale di Savona una tragedia, se ci aggiungiamo la chiusura della centrale operativa del 118 di Savona siamo veramente al massimo della retrocessione della funzionalità della Sanità Pubblica Provinciale.
Quindi il sindaco Marco Russo ha perfettamente ragione insieme a tutti ripeto TUTTI gli altri Sindaci!

Il dott. Rodolfo Tassara durante l’intervista  a Elena Romanato di SavonaNews. Tassara non risulta iscritto, affiliato o associato a nessun partito politico 

L’INTERVENTO DI RODOLFO TASSARA- È impensabile che il nostro Ospedale che opera e gestisce molti più pazienti oncologici del ponente rischi di vedersi privato della Anatomia Patologica e di altri reparti a sostegno del paziente oncologico

Inoltre è impensabile che Savona e Santa Corona perdano il reparto di Malattie Infettive e che Savona perda un reparto di Medicina.
Ma il Covid non ha insegnato proprio nulla. A certi che ci governano certo no, ma loro nelle corsie nel 2020 non c’erano.
Il grande sacrificio che, con passione e dedizione, tutti coloro che lavorano in sanità hanno fatto è stato scordato? L’importanza dei reparti di malattie infettive e delle Medicine Interne è stato scordato ?
Vabbè che se arriva un’altra pandemia con le cose che si sentono dire al governo centrale, con le cose che non si fanno per essere pronti e le nomine fasulle di gente incompetente per gestire una eventuale pandemia stiamo freschi.
Ma ho divagato un po troppo. Scusate
Concentriamoci su ciò che stiamo rischiando di perdere nella cura del paziente oncologico. E ripeto che i numeri maggiori di pazienti oncologici operati e seguiti dagli oncologi li abbiamo a Savona.
Ricordo anche che abbiamo già perso il 118.
Inoltre tutte le strutture dipartimentali in Liguria che si occupano di determinate patologie sono coordinate da una Struttura Complessa con sede a Genova, guarda un po’.
Inoltre una SC di Medicina Interna è stata sostituita da una SC “Degenza breve “ che è una dizione di struttura del Pronto Soccorso ( forse è un errore formale e questo mi spaventa ancora di più perché se dopo mesi che si aspetta questo piano sanitario , il  POA , esce con tali errori è grave ).
E’ stato stilato un piano sanità regionale che favorisce Genova ed il ponente nell’ottica di una razionalizzazione e di un risparmio che non razionalizza nulla e non fa risparmiare ma che ricade ancora una volta solo sulle spalle dei pazienti e di chi lavora in Sanità che rischia di essere spostato da un ospedale ad un altro a seconda delle esigenze.
Tutti i cittadini devono sapere queste cose in particolare quelli che hanno votato questa giunta regionale , che sicuramente ha vinto per i voti del ponente , ma anche della Provincia di Savona purtroppo , che ci governa e purtroppo ci governerà per altri 3 anni e più.
Approfitto di questo momento per dire anche che l’insediamento di una università privata a pagamento di Medicina a Santa Corona non serviva. Tra 5/6 anni avremo nuovamente più medici di quelli che serviranno.
Meditiamo.  Meditate.  Bisogna impedire certe scelte che penalizzano Savona
Buona serata a tutti.
Vedi il post a imperia c’è un noto politico che sta lavorando do per la sanità pubblica della sua città  e si vede…
Rodolfo Tassara
Isabella Murialdo pensionata dell’Asl 2

Commenti social- Isabella Murialdo: A Imperia c’è un noto politico che sta lavorando alla riorganizzazione della sanità pubblica nella sua città…a pensar male si fa peccato.

Franca Rainise (agriturismo)

Franca Ranise (Pietrabruna già candidato sindaco)- È inutile prendersela con Imperia e Sanremo che sono da terzo mondo e per prenotare qualcosa andiamo a distanza di 6/8 mesi se non oltre un anno…e spesso andiamo a santa corona Albenga Savona…non facciamo la lotta tra poveri

È inutile prendersela con Imperia e Sanremo che sono da terzo mondo e per prenotare qualcosa andiamo a distanza di 6/8 mesi se non oltre un anno…e spesso andiamo a santa corona Albenga Savona…non facciamo la lotta tra poveri.
Daniela Mattioli (ASL1)

Daniela Mattioli- Mi dispiace ma devo dissentire ti assicuro che non a favore di Imperia e Sanremo .. purtroppo stiamo perdendo tutto e tutti  questo accentramento a noi ci ha distrutto completamente

Nadia Ghigliotto ex infermiera

Nadia Ghigliotto- Condivido pienamente. Purtroppo da questa Giunta regionale e dalla sua idea di sanità non mi aspettavo nulla di diverso, ma vedere certe scelte concretizzarsi fa comunque rabbia. Mi sono sentita talmente lontana da questa idea di sanità sia per valori, priorità e visione del servizio pubblico, che dopo tanti anni ho scelto di lasciarla e di cambiare completamente lavoro.

Carlo Cerva ex dirigente regionale Dc

Carlo Cerva (Savona ex vice segretario regionale Dc)- Condivido pienamente

Cinzia Battaglino

Cinzia Battaglino: Un disastro

Giovanni Levratto Savona)

Giovanni Levratto- Caro Rodolfo, sono figlio di un’infermiera che faceva con grande passione il proprio lavoro, ma non solo allora i medici e tutto il personale erano dei professionisti. Ma purtroppo già allora certe persone occupavano posti di responsabilità senza competenza e ne’ merito. Ora addirittura a mio parere è peggio e tanti occupano posizioni di responsabilità con aiuti di politici. senza conoscere assolutamente le problematiche esistenti nell’ ambito.

Roberto Ulivi ex consigliere comunale a Savona e presidente della Prima Circoscrizione (Lavagnola-Santuario), distinguendosi nel tempo per varie battaglie

Roberto Ulivi- Analisi perfetta del Dott.Rodolfo Tassara.I cittadini di Savona,unitamente alle istituzioni locali devono reagire in maniera forte.Basta subire dai Genovesi tutte le angherie che ci sono state da secoli.

Massimo Vecchietti ex battagliero primario di Rianimazione al San Paolo

Massimo Vecchietti-…. posso convenire, ma non dimentichiano che la sanità del ponente è stata distrutta dalla giunta Burlando /Montaldo !!!….da li in poi sempre peggio !!!

Massimo Rosso (Finale Ligure)

Massimo Rosso- Ho vissuto e vivo le realtà che appartengono sia al San Paolo che al Santa Corona e sono attonito davanti a scelte, soltanto politiche perché non vi è nulla di razionale, che fanno intravvedere un disastro organizzativo senza precedenti che si aggiunge alle già gravi difficoltà di una sanità rovinata negli anni da parte degli incompetenti che si sono susseguiti.

Silvia Longagna 

Silvia Longagna (professionista Asl 2)- La contraddico poiché non è solo questa amministrazione di destra che ha sfasciato la nostra sanità savonese, ma anche le precedenti di sinistra. Il COVID non ha insegnato anzi ci sono stati reparti che hanno rifatto gli studi nuovi durante la pandemia, coordinatori e direttori che si sono riempiti le tasche. Guardacaso al palacrociere i pensionati sia medici(60 euro all’ora) e coordinatori paraculati (30 euro all’ora) anche lì uscivano a tasche piene e erano tutti di sinistra..quindi di cosa stiamo parlando? Quando si fa i ladroni in casa propria prima o poi il tetto cade sulla testa.

Marotab Zana (Savona)- Quando si scelgono persone care a qualche spartizione politica e non alla professionalità e competenza in qualsiasi campo sì avranno sempre sprechi finanziari e niente organizzazione positiva.buttiamo soldi pubblici della cittadinanza finche c’è ne saranno.
Angelo Omassi (Cengio)

Angelo Omassi- Come trasformare problemi legati alla sanità con propaganda politica ! Le supposizioni non sono fatti ! In ogni regione e provincia italiane si sta riorganizzando il sistema sanità ,, che non è iniziato con questa giunta e questo governo ! La spending review in Liguria è iniziata con il governatore Burlando ed in provincia sia destra che sinistra , Vaccarezza e Giuliano ,,, Centralizzare i servizi significa avere meno sprechi, meno costi e più efficienza specifica. Si può non essere d’accordo, e certamente può creare disagi per trasferimenti o visite non proprio sotto casa ! Attribuire volontà politiche come se certi politici avessero vantaggi per il rinnovo del sistema è mera propaganda elettorale ! Se da Savona si sposta qualcosa a Imperia è perché c’è quel sindaco ,, se si spostano verso Genova il sindaco non centra niente ,,,,

Il reparto infettivi del san Paolo c’è e rimane a Savona, così come l’oncologia, che è il centro di riferimento della provincia ! A riguardo delle pandemie ,, colpe , demeriti , incompetenze di quelle future sono già state assegnate a questo governo ,, Mentre per la passata pandemia covid è andato tutto bene !! C’era un governo che ha saputo gestire al meglio l’emergenza sociale e sanitaria ,,,,La sanità è una cosa seria, non deve passare per le beghe politiche ,, qualsiasi decisione sarà avversata da chi non l’ha presa , e tra le polemiche a rimetterci sono i cittadini ,, italiani , quelli che pagano con soldi veri !
Dante Prioli

2/ Il direttore generale di ATS Liguria, Marco Damonte Prioli:Il POA non è semplicemente una riorganizzazione delle strutture, ma uno strumento attraverso il quale vogliamo rendere il sistema più efficiente e funzionale. Le modifiche degli assetti organizzativi e degli incarichi dirigenziali non significano una riduzione o uno spostamento dei servizi. Tutte le attività rivolte ai cittadini continueranno a essere garantite. L’obiettivo è migliorare l’integrazione tra le diverse componenti del sistema e utilizzare nel modo più efficace le professionalità e le risorse disponibiliprecisa che non esiste alcun disimpegno sul presidio savonese e non c’è alcuna volontà di ridurre l’offerta assistenziale. “Il percorso di riorganizzazione si inserisce in una visione più ampia che considera ospedale, territorio e servizi sociosanitari come parti integrate di un unico sistema di presa in carico. La Conferenza dei Sindaci è l’occasione utile per condividere informazioni, raccogliere osservazioni e proseguire un confronto che riteniamo indispensabile per consolidare la rete dei servizi, rafforzare l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali e accompagnare l’evoluzione della sanità savonese attraverso modelli organizzativi più moderni ed efficienti”. “La Conferenza dei Sindaci è anche l’occasione per chiarire un equivoco: riorganizzare non significa sottrarre servizi. ATSL è a lavoro per potenziare i servizi per i cittadini, potenziare le strutture, potenziare le capacità del sistema sociosanitario di rispondere alle molteplici esigenze della comunità. Il confronto dei dati delle attività in ASL2 tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 rileva un incremento significativo del numero di prestazioni rese ai cittadini. Numeri che dimostrano un rafforzamento del sistema sociosanitario sul territorio e che dimostrano l’impatto positivo del percorso che abbiamo avviato”.

Monica Cirone

“Il territorio deve essere protagonista della costruzione del proprio sistema sociosanitario e il nostro impegno è continuare a lavorare insieme alle istituzioni locali per garantire ai cittadini servizi accessibili, qualificati e capaci di rispondere ai bisogni di salute di oggi e di domani” dichiara infine Monica Cirone, direttore dell’Area Sociosanitaria Locale 2.

3/ARTICOLO DEL 18 DICEMBRE 2023 DI SAVONANEWS
Il primario di Medicina1 del San Paolo Tassara va in pensione:
“Lascio una struttura ben avviata e personale preparato”

Rodolfo Tassara, 69 anni e direttore della struttura complessa di Medicina 1 del san Paolo e a capo del Dipartimento medico dell’Asl2 a fine anno andrà in pensione.

Studente del liceo Grassi e laureato a Genova, con specializzazione in Medicina interna e Ematologia e in Asl da circa 40 anni, dal 2004 è direttore della Struttura complessa di medicina interna 1 Ponente. Dal 2000 è stato primario ad Albenga fino al 2004 quando è rientrato al San Paolo come direttore della struttura di cure intermedie e direttore struttura complessa di medicina interna P. Levante.

Le cure intermedie sono poi state aggregate dalla Medicina seconda dove poi è diventato primario il dottor Parodi, ora in pensione, e di cui è ora responsabile la dottoressa Gnerre.

Quando ho iniziato – afferma Tassara – sono stato assunto proprio per un’area critica di medicina interna che chiamavamo terapia intensiva medica. Allora non c’era ancora la rianimazione. Nell’ambito della nostra divisione ci sono 8 letti monitorizzati che sono quelli che siamo riusciti a mantenere in questi 40 anni. Erano stati creati al vecchio San Paolo nell’84 e si affiancavano alla post intensiva cardiologica. In quel periodo era necessario farli perché dal San Paolo erano stati spostati tutti i reparti in Valloria e non c’erano più letti disponibili quando i pazienti arrivavano al pronto soccorso”.

Si trattava della prima area critica in Liguria, primo in Liguria quando era ancora primario il dottor Viglierchio. “Ma anche in questi ultimi venti anni in cui sono stato direttore di struttura complessa le cose sono decisamente cambiate. A fianco di questa struttura c’è una grossa importanza della corsia degenza normale, poi etichettato come Dimi – degenza medicina interna e c’è una rotazione di letti e pazienti molto maggiore perchè i pazienti ricoverati in ambito medico sono tanti”.

Facciamo circa 2000 ricoveri all’anno, cercando sempre di tenere le degenze sotto controllo perché aumentando l’età dei pazienti e la comorbidità è sempre più difficile riuscire a dimettere questi pazienti”.

Nell’ambito della Medicina interna c’è anche l’Ematologia. “In questi ultimi 20 anni ha avuto uno sviluppo enorme. E’ qualcosa che era già nell’aria nel 2000. Il dottor Bonanni era un ematologo e ha mosso i primi passi assumendo medici più dedicati all’ematologia che facevano e fanno anche attività non ematologica che piano piano ha assunto sempre più importanza. Questa struttura permette ai pazienti di essere curati qui invece di dover andare al San Martino dove si fanno i trapianti di midollo. Per l’ematologia ci sono 5 medici ed è una struttura semplice guidata dalla dottoressa Cavaliere”.

Il reparto di Medicina è stato uno di quelli trasformati in area Covid durante la pandemia. “I momenti difficili sono stati tanti – spiega Tassarama l’emergenza pazzesca del Covid è stata una batosta quasi inaspettata”.

L’Italia era il primo Paese europeo che si confrontava con il virus e c’erano ancora poche conoscenze e non c’erano ancora i vaccini.

Era la prima volta che ci si trovava in quella situazione, subito non sapevamo cosa fare – prosegue TassaraIl personale medico e non medico dell’azienda, tutto insieme, ha reagito e ha collaborato. Sono stati rivoluzionati dei reparti, io e il dottor Anselmo direttore della struttura complessa Malattie infettive siamo stati 60 giorni in ospedale. Il dottor Anselmo agli Infettivi ha guidato questa lotta con tutto il personale che ha risposto. Anche altri specialisti, come gli otorini, oculisti, chirurghi hanno collaborato mettendosi a disposizione e tutto il personale non medico, compresi gli amministrativi. Sono morte anche delle persone che ci erano care e che conoscevamo”.

Con il Covid sono emerse le criticità e le carenze della sanità, come quelle del personale.

I problemi nella sanità ci sono – spiega Tassara – ma dopo il Covid, per decreto è stato possibile assumere anche gli specializzandi. Spero che la riforma della sanità avvenga perché, come diciamo tutti da anni, la sfida è il territorio. La sanità sul territorio deve essere potenziata per occuparsi dei pazienti post acuti e quelli che escono dall’ospedale”.

L’incarico di Tassara, che con la pensione continuerà nella libera professione, verrà momentaneamente coperto dalla dottoressa Rebella come facente funzioni mentre per Medicina 1, che era rimasta scoperta dopo il pensionamento di Lionello Parodi è arrivata la dottoressa Gnerre.

Vado in pensione lasciando una struttura ben avviata, con personale preparato – conclude Tassarama la gente deve sapere dove rivolgersi e fare ricorso al pronto soccorso solo quando necessario. Per questo è importante la medicina territoriale e il ruolo dei medici di famiglia. La popolazione deve soprattutto capire che la medicina non è solo cura ma deve diventare prevenzione, facendo tutte le attività adeguate, dallo stile di vita sano, all’attenzione all’alimentazione, al peso. Non ultimo il discorso della vaccinazione: restano delle resistenze anche da parte di qualche medico. Io ho fatto cinque vaccini anti Covid, l’antinfluenzale ed altre vaccinazioni e sto bene”.

Elena Romanato


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