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I nuovi confini del voto: titolo di studio ed età spaccano l’elettorato in Germania e Italia (caso Albenga)


I nuovi confini del voto: titolo di studio ed età spaccano l’elettorato in Germania e Italia. Il consenso politico non si divide più solo in base alle tradizionali ideologie del novecento, ma non facciamo di tutta l’erba…un fascio.

di Bruno Robello De Filippis

Bruno Robello De Filippis con il sindaco di Borghetto S. Spirito Giancarlo Canepa (Lega di Salvini) e l’ex sindaco di Albenga Giorgio Cangiano (PD)

I tempi sono cambiati, anche quelli “elettorali”, oggi, dati alla mano, i comportamenti di chi vota sono guidati principalmente da due fattori: il livello di istruzione e l’età anagrafica. È quanto emerge chiaramente dai dati della Sassonia-Anhalt in Germania, che trovano un corrispettivo diretto nelle recenti polemiche politiche in Italia.

L’analisi del voto nello Stato tedesco mostra come il titolo di studio orienti la scelta della scheda elettorale. Per coloro che hanno conseguito la Licenza media e qualifiche: La destra radicale di Alternative für Deutschland (AfD) ottiene la maggioranza assoluta con il 57% tra chi ha la licenza media e il 53% tra chi possiede una qualifica professionale. La CDU resta staccata (19% e 16%). Per coloro che hanno conseguito la Maturità: AfD guida la classifica al 37%, seguita da CDU (16%), Verdi (13%) e SPD (10%). Per coloro che hanno conseguito il titolo di Laurea: Tra i laureati l’AfD scende al 23%, superata dalla CDU (24%) e affiancata dai Verdi (20%).

Analizzando il cosiddetto “scontro generazionale”, si può notare come i giovani scelgano la destra radicale, inoltre i dati smentiscono l’idea che la destra raccolga consensi solo tra gli anziani: AfD domina nella fascia 35-59 anni (oltre il 52%) e conquista il 42% dei voti tra i giovanissimi (18-24 anni). Il dato più basso lo registra tra gli over 70 (31%). CDU ha un profilo opposto: quasi irrilevante tra i giovani (5-6%), cresce fino al 31% tra gli over 70. SPD e Verdi faticano: la SPD supera il 10% solo tra i senior, mentre i Verdi raggiungono il picco (16%) tra i 25 e i 34 anni.

Questa spaccatura rispecchia la polemica esplosa in Italia dopo le dichiarazioni ad Albenga del presidente del PD Stefano Bonaccini: “Il voto a Trump, alla destra in Germania e a Meloni vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato e vive nelle periferie.”

Le sue parole hanno innescato la reazione del centrodestra, che ha accusato la sinistra di snobismo ed elitismo. Il confronto mette in luce il vero nodo politico attuale: per la sociologia si tratta del distacco tra la sinistra e le classi popolari, mentre per la destra è la conferma dell’arroganza con cui le élite giudicano il voto di chi chiede un cambiamento.

Sono solo dati in percentuale “maggioritaria”, non facciamo di tutta l’erba…un fascio.

Bruno Robello De Filippis

2/I tedeschi che votano Afd 

Alle urne chi da anni non si recava ai seggi elettorali

La Germania si è risvegliata sotto shock. E’ il primi titolo dei telegiornali nazionali e dei quotidiani. Una valanga blu – colore dell’Afd – ha travolto la Sassonia-Anhalt.  La meno popolosa 2,1 milioni di abitanti dei Lander (Regioni) della Germania. Poco meno di 3 mila sono gli italiani residenti.

Il 43,8% ha votato l’ultradestra, la Cdu è precipitata di venti punti rispetto a cinque anni fa, al 17,2%. La Spd è riuscita a recuperare rispetto ai pessimi sondaggi della campagna elettorale ed è il terzo partito, al 9,3%, i Verdi sono quarti e raggiungono l’8,9% mentre la Linke scivola all’8,6%. Dopo settimane di incertezza, il partito di Sahra Wagenknecht è riuscito a superare la soglia si sbarramento ed è al 5,3%.

Tradotto in seggi: l’Afd ne conquista 39 ed è dunque a tre scranni dalla maggioranza assoluta. Il partito di Wagenknecht ha già detto che è pronto a fare da stampella all’ultradestra con i suoi cinque seggi. Viene definito come una forza di sinistra conservatrice, populista o spesso etichettato come “rosso-bruno” per la commistione di temi tradizionali della sinistra e istanze tipiche della destra. Ma stando alle dichiarazioni dei big, l’Afd spera piuttosto nei possibili transfughi della Cdu.

I cristianodemocratici si assicurano 15 seggi, la Spd, i Verdi e la Linke 8 ciascuno – il che significa che insieme non raggiungerebbero la maggioranza assoluta neanche se il pallino dovesse andare ai cristianodemocratici per tentare di formare un governo. Solo se si aggiungessero i cinque deputati di Wagenknecht si supererebbe quota 42, dunque la maggioranza assoluta.

Dai primi dati sui flussi elettorali emergono molti dati interessanti. A parte a Halle, i mandati diretti sono stati conquistati tutti dall’Afd. E la stragrande maggioranza delle preferenze che sono andate all’ultradestra viene da persone che non votavano: 170mila.

La Sassonia (Sachsen) era considerata la regione (Land) più fortemente industrializzata, a forte tradizione operaia e un pilastro centrale del regime  comunista della Germania Est (DDR). Al suo interno, la città di Chemnitz fu ribattezzata Karl-Marx-Stadt (Città di Karl Marx) dal 1953 al 1990 proprio per simboleggiare il modello ideale della società operaia comunista.

3/ NOTA DI TRUCIOLI.IT – Per motivi famigliari da 60 anni frequento la Germania, da Sud a Nord, almeno una-due volte all’anno. Ho parenti imprenditori agricoli, nipoti insegnanti, amici di varia estrazione sociale. Leggo  il quotidiano tedesco più diffuso e seguo la Tv di stato negli approfondimenti. Capita di seguire certi social quando scrivono della Liguria e in particolare del ponente (turisti in vacanza). Da almeno tre anni, proprio su Trucioli.it, abbiamo dato conto della forte avanzata della AFD, non solo nel Nord (ex comunista della DDR) come pareva scontato. Sono le regioni più industrializzate. La classe operaia, delle grandi e medie fabbriche, le classi sociali meno abbienti, e soprattutto gli studenti che hanno lasciato gli studi, lasciavano prevedere la prima strepitosa vittoria dei nostri giorni.

E ne seguiranno altre seppure in misura minore, in particolare nei tre Land (regioni) più agricoli. I vigneti, unica fonte di reddito per centinaia di migliaia di imprenditori, sono precipitati in una crisi che non ha precedenti. Chi aveva comprato un terreno per trasformarlo in vigneto (l’imprenditore medio ha tra 15-20 ettari di vigne con attrezzature in cantina di ultima generazione) l’ha pagato 30 euro al mq, ora si aggira sui 3 euro.

Milioni di ettari di vigneti vengono tagliati. Le cantine svendono e nonostante ciò la rimanenza ha aspetti da non credere al punto da cedere il prodotto a cantine sociali per pochi centesimi. Una diffuso malcontento attribuito alla politica del governo di centro sinistra e all’Europa. E a cascare il malessere delle classi meno abbienti si ripercuote, dalle aziende agricole, alle altre attività commerciali. Da ultimo non era un barzelletta quando abbiamo dato conto della lettura di post ad opera di ‘navigatori del web di quel Paese, che invitavano i concittadini, nella scelta di destinazione vacanziera a privilegiare alcune città (Riviera ligure inclusa) dove sono al governo in Regione e nei comuni anche i “camerati’ (sic): “Lass uns dort Urlaub machen, wo die Bürgermeister Kameraden sind.”

Nel Land dove ha vinto l’estrema destra c’è una presenza di stranieri con la percentuale più bassa della Germania. I media italiani non hanno ancora rivelato cosa sta accadendo a proposito di forza lavoro straniera. A parte chi ha attività commerciali (Italiani, Turchi, Greci) tutto il resto è manodopera, a cominciare dai raccolti nelle campagne, nelle imprese di pulizie. Il grande dramma è che centinaia di migliaia di famiglie della classe medio alta con uno o due anziani se vogliono trovare ‘badanti’ devono rivolgersi ad agenzie specializzate. E le uniche straniere arrivano dall’Estonia e dalla Lettonia, con un permesso di tre mesi, ma spesso non parlano e non capiscono la lingua tedesca. Sono giovani, ma soprattutto madri di famiglie con figli e nipoti. Il costo complessivo è di 3.800 euro al mese, oltre alle spese di viaggio in pullman.

Ebbene una forza lavoro che sta, a sua volta, venendo meno. A quel punto non resta che l’Altersheim (casa di riposo o ospizio per anziani) ottimamente gestiti, in crisi di personale (negli ospedali e in queste strutture la cena è  solo fredda). Le camere sono a doppio letto, chi vuole la singola paga mediamente un supplemento di 200 euro al mese.

Il costo totale medio mensile complessivo varia sensibilmente in base al Land e al livello di non autosufficienza (Pflegegrad). Nel primo anno di permanenza, la spesa media nazionale supera i 3.300 euro mensili al netto dei contributi coperti dall’assicurazione sanitaria obbligatoria (Pflegekasse).  (L.C.)


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Bruno Robello De Filippis

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