Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Incendi, l’assessore di Loano: “La Liguria non brucia sempre di più” ma sbaglia. La Regione: “In 7 mesi 167 roghi su 611 ha rispetto ai 112 e 78 ha del 2015”


Verrebbe da dire che in Liguria c’è qualcuno, un assessore comunale, che “da i numeri’. Ovvero quelli degli incendi di bosco. L’aspetto curioso è che lo ‘smentire’ un cittadino ligure, ma l’amministratore loanese forse non legge i comunicati stampa della Regione e fa autogol. ULTIMA ORA – Leggi a fondo pagina la risposta dell’assessore Cepollina. Scrive che lui ha citato i dati del 2025 e Trucioli inganna i lettori  pubblicando i dati del 2026. Vale a dire allegria!? Un anno prima la Liguria non bruciava, appena un anno dopo la Liguria brucia. Anzichè distinguere da un anno all’altro- l’assessore mette i punti sulle i – si rifletta sui risultati finali. Ovvero la Liguria, con la provincia di Savona più boscosa d’Italia, brucia di più o di meno? Per l’assessore brucia di meno perchè nel 2025 l’Ispra documenta meno incendi.  Il pubblico amministratore loanese poteva non essere aggiornato, dunque ha ragione.

L’assessore regionale Raul Giampedrone

12 LUGLIO 2026- INCENDI BOSCHIVI, IN LIGURIA 167 ROGHI NEI PRIMI 7 MESI DEL 2026: 611 ETTARI DI SUPERFICIE BOSCATA INTERESSATA. A LUGLIO 101 ORE DI VOLO DEGLI ELICOTTERI REGIONALI. GIAMPEDRONE: “SISTEMA REGIONALE ANTINCENDIO MOBILITATO PER PROTEGGERE IL NOSTRO PATRIMONIO BOSCHIVO”
COMUNICATO STAMPA – GENOVA. Sono 167 gli incendi boschivi che si sono verificati in Liguria dall’inizio dell’anno fino al mese di luglio compreso, di cui 42 nella provincia di Imperia, 46 nella città metropolitana di Genova, 45 nella provincia di Savona e 34 in quella della Spezia, per una superficie boscata complessivamente interessata di 611 ettari.
Numeri che, già nei primi sette mesi dell’anno, superano quelli registrati nell’intero 2025, quando gli incendi erano stati complessivamente 112, con 78 ettari di superficie boscata interessata.
Inoltre, nel solo mese di luglio 2026, gli elicotteri regionali hanno effettuato complessivamente 101 ore di volo per le attività di antincendio boschivo, contribuendo alle operazioni di spegnimento e alla gestione delle emergenze sul territorio.
La situazione conferma l’importanza di una struttura regionale Antincendio boschivo articolata, che opera attraverso la programmazione e il coordinamento della Regione, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il volontariato antincendio boschivo e i mezzi aerei regionali.
Regione Liguria dedica ogni anno circa 880mila euro alle attività di previsione, prevenzione e lotta agli incendi boschivi e stanzia inoltre circa 1 milione di euro annuo per il servizio degli elicotteri Antincendio boschivi, dislocati nelle basi operative di Genova, Imperia e Borghetto Vara, in provincia della Spezia.
La Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) è attiva 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, per il coordinamento regionale delle attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.
A questo si aggiunge l’impegno del volontariato ligure anche fuori dai confini regionali. Dal 22 luglio al 5 agosto, infatti, 40 volontari liguri sono stati impegnati in Calabria nell’ambito del gemellaggio tra le due Regioni, mettendo a disposizione esperienza e competenze maturate nel sistema regionale di Protezione civile.
“Quella degli incendi boschivi è una sfida che richiede attenzione costante, soprattutto in una stagione caratterizzata da condizioni di particolare secchezza del territorio – dichiara l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Raul Giampedrone –. I numeri ci restituiscono un quadro impegnativo, ma allo stesso tempo dimostrano quanto sia importante poter contare su un sistema Antincendio boschivo strutturato e pronto a intervenire: dai Vigili del Fuoco al volontariato, dal personale regionale agli equipaggi degli elicotteri. A tutti loro va il nostro ringraziamento per il lavoro che svolgono ogni giorno, spesso in condizioni difficili e su territori complessi. Il nostro impegno è continuare a investire nella prevenzione, nella capacità di intervento e nella formazione, perché la tutela del patrimonio boschivo ligure passa innanzitutto dalla tempestività e dalla qualità della risposta”.
Attualmente in Liguria è in vigore lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, scattato il 4 luglio su tutto il territorio regionale. Il provvedimento prevede specifici divieti e prescrizioni finalizzati a ridurre il rischio di innesco e propagazione degli incendi.

L’ASSESSORE DI LOANO CHE SMENTISCE CHI?

L’assessore a Loano GB. Cepollina

GB. CEPOLLINA– Proprio i numeri smentiscono la tua ricostruzione. La Liguria non è una regione che “brucia sempre di più”. I dati ISPRA-EFFIS mostrano che nel 2025 le superfici percorse dal fuoco si sono concentrate soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. La Liguria, nello stesso periodo analizzato, registra appena 9 ettari di superficie percorsa da incendio.

Inoltre la Liguria è la regione più boscosa d’Italia: i boschi coprono il 74,2% del territorio, un primato nazionale. Più boschi significa anche un territorio immensamente più difficile e costoso da gestire rispetto ad altre regioni.

Quindi usare dati europei per sostenere che “la Liguria non governa e subisce” è un’operazione politica, non scientifica. I dati parlano d’altro: la nostra regione non è tra quelle maggiormente colpite dagli incendi e non presenta il trend di crescita che descrivi.
La prevenzione va sempre migliorata. Ma piegare le statistiche per costruire una polemica contro la Liguria significa fare propaganda, non informazione.
Alessandro Dighero di Europa Verde Liguria

Alessandro Dighero a Giovanni Battista Cepollina-  Grazie per la lezione sui numeri: nel 2025 la Liguria non è in cima alla classifica degli ettari bruciati e i dati ISPRA/EFFIS lo confermano. Applausi. Peccato però che un singolo anno non basti a chiudere il discorso: la gestione del rischio si giudica sul medio-lungo periodo, sulla frequenza degli episodi e sulla ripetitività delle aree colpite, non sul podio di un’annata favorevole.

E poi il nostro orgoglio regionale, 74,2% di boschi, è una medaglia che pesa: più foreste significano più combustibile, più difficoltà logistiche e costi di manutenzione molto superiori rispetto ad altre realtà. Dire “i numeri parlano d’altro” va bene, ma solo se si leggono tutti i numeri, non quelli comodi.
Chiamare ogni critica “propaganda” è il modo più rapido per evitare il confronto. Se i dati 2025 sono una bandiera, allora vanno esibiti i bilanci: quanto è stato speso, cosa è stato fatto e quali misure strutturali impediscono che la prossima estate riveli le stesse fragilità. Oppure continuiamo con gli applausi e i selfie fino al prossimo incendio.
VEDI RISPOSTA DELL’ASSESSORE: I MIEI DATI SONO RIFERITI AL 2025 E NON AL 2026

Questo articolo riesce nell’impresa di proclamare che «sbaglio» senza smentire neppure uno dei dati che ho citato.

Io ho riportato correttamente i dati ISPRA-EFFIS relativi al 2025: nel periodo considerato la Liguria registrava appena 9 ettari percorsi dal fuoco ed era lontanissima dalle regioni maggiormente colpite. Trucioli, per contestarmi, cita invece dati regionali riferiti al 2026. Complimenti: confrontare anni, periodi e rilevazioni differenti non è fact-checking, è confusione.

Che nei primi sette mesi del 2026 siano aumentati gli incendi e gli ettari bruciati rispetto al 2025 non dimostra affatto che la Liguria «bruci sempre di più». Per sostenere l’esistenza di un andamento crescente servirebbe una serie storica pluriennale, costruita con dati omogenei, non il confronto opportunistico tra un anno particolarmente favorevole e alcuni mesi di quello successivo.

L’articolo confonde inoltre la “superficie percorsa dal fuoco” rilevata da ISPRA-EFFIS con la “superficie boscata interessata” comunicata dalla Regione, senza verificare periodo, metodo e perimetro delle rilevazioni. È l’equivalente statistico di sommare mele e pere e poi accusare gli altri di non conoscere la matematica.

Il titolo «l’assessore sbaglia» è quindi falso e viene smentito dallo stesso contenuto dell’articolo: i miei dati sono corretti, mentre è chi scrive a non essere stato capace di leggerli e interpretarli.

La prevenzione antincendio deve certamente essere rafforzata e nessuno ha mai sostenuto il contrario. Ma attribuirmi un errore inesistente per costruire una polemica politica non è informazione: è propaganda confezionata con un titolo ad effetto.

Pertanto, con la presente, ingiungo formalmente alla direzione di Trucioli di rettificare il titolo e le affermazioni non veritiere che mi attribuiscono un errore mai commesso, nonché di pubblicare integralmente e con adeguata evidenza questa mia smentita. In mancanza, mi riservo di tutelare la mia reputazione e la correttezza dell’informazione nelle sedi competenti.

Prima di scrivere che qualcuno “dà i numeri”, sarebbe opportuno imparare almeno a confrontarli.

Giovanni Battista Cepollina 

 

 


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