L’Olocausto fu il genocidio di circa 6 milioni di ebrei tra il 1941 ed il 1945, di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista, i loro alleati e i collaborazionisti. Gli ebrei furono le principali vittime tra i gruppi ritenuti dai nazisti “indesiderabili” o “inferiori” per motivi politici o razziali.
Trucioli.it propone ai lettori che hanno interesse a conoscere, storia ed attualità, descritta nel dialogo con due storici ebrei, Anna Foa e Omer Bartov. Ci pare interessante per capire il Sionismo e quante responsabilità ha questo movimento razzista e colonialista dell’attuale situazione in Israele-Palestina. Ascolta il video……

Anna Foa è una storica e saggista italiana, autrice di numerosi studi di storia culturale della prima età moderna e di opere sulla storia degli ebrei in Italia e più in generale in Europa. E’nata a Torino il 23 dicembre 1944. È figlia di Vittorio Foa, noto politico, sindacalista ebreo e antifascista, e di Lisa Giua (Lisetta), partigiana, storica e saggista. L
Omer Bartov (nato a Ein HaHoresh, 17 aprile 1954) è uno storico accademico israeliano, tra i maggiori studiosi dell’Olocausto con particolare riguardo nei confronti del coinvolgimento della Wehrmacht nel genocidio messo in atto dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Bartov ha sfidato l’opinione popolare secondo cui l’esercito tedesco era una forza apolitica poco coinvolta in crimini di guerra o crimini contro l’umanità durante la seconda guerra mondiale. Bartov ha invece dimostrato come la Wehrmacht fu in tutto e per tutto un’istituzione profondamente nazista, che ha svolto un ruolo chiave durante l’Olocausto nelle aree occupate dell’Unione Sovietica.
Omer Bartov insegna alla Brown University, negli Stati Uniti, dove ricopre il ruolo di professore di studi sull’Olocausto e sul genocidio
Leggi le sue dichiarazioni sulla mancata pubblicazione di un suo libro in Istraele…..
Non è stato pubblicato in Israele è Israel: What Went Wrong? (pubblicato in Italia da Laterza con il titolo Nell’abisso. Dal sionismo al genocidio: la sconfitta morale di Israele. Nel saggio e nei suoi interventi pubblici, Bartov sostiene apertamente che l’operazione militare israeliana a Gaza configura il crimine di genocidio, rompendo un tabù fortissimo nel dibattito pubblico. Secondo Bartov, l’Israele contemporaneo — profondamente segnato dai traumi e immerso in una fase di degradazione morale e politica — non è attualmente disposto a tollerare o ad affrontare apertamente una critica così radicale sulla propria condotta e sulla propria trasformazione interna. Gli editori locali non hanno quindi offerto spazi o trovato le condizioni per la pubblicazione di un’analisi ritenuta “inaccettabile” o troppo scomoda per il mainstream israeliano.
