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Pieve di Teco con il concerto delle 5 campane in Sol Maggiore ha celebrato la festa patronale. La vestizione dei neo membri della Confraternita di San Giovanni che risale al Medioevo


Il 24 giugno 2026, durante la celebrazione della festa patronale di San Giovanni Battista, con il rito celebrato prima della Processione, sono entrati a far parte del Confraternita di Pieve di Teco 4 quattro nuovi confratelli: Davide Rosso, Augusto Ferrari, Italo….., Renzo Brunengo.

I membri della Confraternita di San Giovanni Battista e il parroco don Enrico Giovannini. Vicario foraneo Vicariato di Pieve di Teco, Parroco a Acquetico, Amministratore parrocchiale Nirasca

La Confraternita di San Giovanni Battista di Pieve di Teco ha origini medioevali, costituita nel XIV secolo con sede nell’oratorio omonimo, in via Luigi Eula, il più antico edificio sacro del luogo. Nelle processioni i Confratelli, tutti maschi, indossano una divisa composta da una cappa bianca di canapa, stretta ai fianchi da un cingolo.

Una curiosità storica del 1859, ampiamente documentata, ci ricorda una contesa tra due Confratelli che ambivano alla carica di Priore. Per risolvere la  questione se ne dovette occupare il Vescovo Raffaele Biale che, con un decreto, effettuò d’ufficio la nomina del Priore e dette indicazioni per evitare in futuro altri inconvenienti.

Attualmente il Priore Angelo Casella che rappresenta 24 Confratelli.

Durante la celebrazione della festa patronale di S. Giovanni, con il rito celebrato prima della Processione, sono entrati a far parte del Sodalizio quattro nuovi confratelli: Davide Rosso, Augusto Ferrari, Italo….. Renzo Brunengo.

La  cerimonia ha avuto il suo momento solenne con la vestizione dei neo Confratelli, é seguita la tradizionale processione lungo le vie del Paese. Portata spalle la preziosa e pesante Statua di San Giovanni Battista, portata in spalla dai membri della Confraternita, opera del celebre scultore ligure Anton Maria Maragliano.

La chiesa parrocchiale è neoclassica, fu edificata dal 1782 al 1806 su progetto di Gaetano Cantoni, con un’ampia cupola e un’unica navata. Originariamente la parrocchiale, in stile gotico, venne eretta attorno al 1460 e fu progettata a tre navate, e solo successivamente furono aggiunte la quarta navata e le cappelle laterali. Nel 1785, a causa della forte rovina dell’edificio, si dovette procedere al completo abbattimento della chiesa scatenando, come prevedibile, ampie proteste tra la popolazione locale. Del vecchio edificio, tuttavia, rimangono ancora oggi tracce – specie la parte absidale – nella canonica, sita nella parte destra della nuova struttura. La massiccia torre campanaria centrale ospita un concerto di 5 campane in Sol maggiore, tra cui due realizzate da fonditori locali: Brizio di Montegrazie (1922) e Cascione di Borgomaro (1755). Conserva al suo interno tele e sculture quali una statua in marmo raffigurante la Madonna del Rosario e un crocifisso in legno, entrambe dello scultore Bernardo Schiaffino; inoltre sono presenti altre statue in legno – la Madonna del Carmine e dell’Assunta – del XVII secolo e attribuite allo scultore Anton Maria Maragliano.

Tra le opere pittoriche conservate le tele del pittore pievese Giulio Benso quali la Tentazione di sant’Antonio, il Martirio di san Sebastiano e due tavole raffiguranti i Santi Crispino e Crispiniano e di San Rocco; inoltre è conservato un dipinto della Via Crucis di Giovan Battista Bruschi e un quadro di pittore ignoto raffigurante San Francesco da Paola. La Chiesa è Collegiata Insigne dal 1586



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