Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Loano: lo spettro di sanzioni Europee e rischio di perdere finanziamenti. Priva del piano di rinaturalizzazione. Cemento, concessioni balneari abusive, spazi verdi


Loano e la legge europea sulla natura: un Comune a rischio sanzioni. Cemento, concessioni balneari ‘abusive’, spazi verdi insufficienti: il Comune ligure non ha ancora avviato alcun progetto di rinaturalizzazione. E la scadenza europea del 2030 si avvicina.

di Alessandro Dighero

 

La cara Loano ieri e Loano dei nostri giorni. Mancano le ultime costruzioni (ex colonia La Quiete e a meta collina sopra l’Ospizio Marino) per il quale il sindaco Lettieri aveva annunciato, via IVG.it, che dopo l’ultima asta andata a vuoto era in corso una trattativa che lasciava ben sperare. L’ex Ospizio Marino (Ospedale Marino Piemontese) è andato all’asta  6 volte a partire dal 2015. Tutti i tentativi sono costantemente andati deserti. Non è andata meglio nelle aree di levante destinate dal Piano Regolatore ad insediamenti ricettivi. Inizialmente hotel e poi si sperava nei residence. Le aree sono rimaste tali e in abbandono. I proprietari preferiscono pagare l’IMU piuttosto che investire il alberghi. Nel caso della CONAD quantomeno è in grado di assordire una sessantina di posti di lavoro soprattutto per loanesi. Peccato soltanto che la popolosa frazione di Verzi sia rimasto senza un’attività quantomeno di alimentari. Non poco disagio per le persone anziane e per chi non può ricorrere ad un automezzo proprio

 

A Loano non esiste alcun piano di rinaturalizzazione. Non un progetto, non una delibera, non uno studio preliminare. Eppure la Nature Restoration Law — il regolamento europeo approvato nel 2024 che impone obiettivi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi degradati — non aspetta. E il Comune ligure, con il suo carico di cementificazione costiera, concessioni balneari irregolari e spazi verdi sotto i minimi, rischia di diventare un caso emblematico di infrazione alla normativa comunitaria.
Un’inchiesta sui documenti ufficiali del Comune e della Regione Liguria non lascia margini di interpretazione: nessuno degli enti locali ha programmato interventi concreti di ripristino ecologico sul territorio. I due grandi cantieri in corso — il rifacimento del lungomare di ponente (5,73 milioni di euro) e la nuova barriera sommersa (2,49 milioni) — sono opere di riqualificazione urbana, non certo di rinaturalizzazione. La differenza, agli occhi di Bruxelles, non è di poco conto.
Quattro criticità che pesano come macigni. La situazione ambientale di Loano presenta quattro aree di vulnerabilità strutturale, tutte direttamente rilevanti ai fini della NRL.
La prima è la cementificazione. La fascia costiera del Comune presenta un tasso di urbanizzazione intensiva che ha eroso habitat naturali, zone umide e spazi verdi, interrompendo le connessioni ecologiche che permettono a un territorio di “rescuperarsi” in modo naturale. Dove c’è asfalto e cemento, la natura non si riprende da sola.
La seconda riguarda le concessioni balneari. Strutture fisse non regolamentate proliferano lungo la costa, compromettendo habitat di duna e zone costiere, bloccando la connessione ecologica tra ambiente marino e terrestre. Un problema che non è solo ambientale, ma
anche giuridico, visto che il fronte delle concessioni balneari è già sotto la lente dell’Unione Europea per via della Direttiva Bolkestein.
La terza zona grigia è quella delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). A oggi non risultano CER costituite o cantieri fotovoltaici avviati sul territorio comunale — una verifica presso il GSE e il sito del Comune non ha restituito alcun progetto registrato. Questo però non esaurisce il rischio: qualora il Comune dovesse aderire in futuro a iniziative CER — come sta avvenendo in molti altri comuni del Ponente Ligure — senza preventiva
Valutazione di incidenza per le aree protette e i siti della Rete Natura 2000, si esporrebbe a contestazioni per danneggiamento di habitat protetti. Un’omissione che, in assenza di una procedura chiara, è già costata sanzioni ad altri enti locali liguri. Questo giornale ha inviato
una richiesta di chiarimento al Comune di Loano: al momento della pubblicazione non è pervenuta risposta.
Infine, gli spazi verdi urbani. I dati disponibili indicano che il Comune non raggiunge i livelli minimi richiesti dalla normativa UE in termini di superficie verde, densità arborea e habitat per gli impollinatori. Un deficit che, se non colmato entro il 2030, si trasformerà automaticamente in una violazione.
Cosa dice la legge europea — e quando scadono i termini La Nature Restoration Law (Regolamento UE 2024/1991) non lascia spazio a interpretazioni creative. Entro il 31 dicembre 2030, gli Stati membri non devono registrare “alcuna perdita netta della superficie totale degli spazi verdi urbani”. Dal 1° gennaio 2031, deve manifestarsi una “tendenza all’aumento” rispetto ai valori del 2024. Gli obiettivi poi si estendono: 30% degli habitat in buono stato entro il 2030, 60% entro il 2040, 90% entro il 2050.
C’è anche una scadenza ravvicinata che riguarda direttamente l’Italia: il Piano Nazionale di Ripristino deve essere trasmesso alla  Commissione Europea entro il 1° settembre 2026, corredato di misure dettagliate fino al 2032. Un documento nel quale dovrebbero trovare spazio anche le situazioni critiche dei Comuni costieri liguri come Loano.
Le sanzioni: da 300 euro a milioni. Il quadro sanzionatorio è articolato su più livelli. La Regione Liguria ha già stabilito sanzioni
specifiche per le violazioni in materia ambientale: da 300 a 3.000 euro per violazioni generali (come le concessioni balneari abusive), da 1.000 a 10.000 euro per i progetti avviati senza Valutazione di incidenza, fino a 20.000 euro per il danneggiamento di habitat naturali protetti.
Ma le sanzioni regionali sono solo il primo livello. Se l’Italia non rispetta gli obiettivi della Nature Restoration Law, l’Unione Europea può avviare procedimenti di infrazione nei confronti dello Stato membro, con sanzioni che possono raggiungere cifre nell’ordine dei milioni di euro. In quel caso, è il bilancio nazionale a pagare — ma è facile immaginare che i riflettori si accendano sui territori più critici. Cosa dovrebbe fare il Comune quanto prima.
Gli interventi necessari sono concreti e identificabili. De-impermeabilizzazione delle superfici, con rimozione di asfalto e pavimentazioni e ripristino di suolo naturale con copertura vegetale superiore al 90%. Piantumazione di specie autoctone, con densità arborea di almeno il 50%. Creazione di orti urbani. Sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche.
Sul fronte normativo: revoca delle concessioni balneari abusive, avvio delle procedure di Valutazione ambientale per tutti i progetti CER in aree protette, stop a nuove costruzioni in aree verdi. E soprattutto, adesione al Piano Nazionale di Ripristino, l’unico strumento che
permette di accedere ai finanziamenti europei dedicati.
La Regione Liguria dovrebbe inoltre pubblicare bandi specifici per il finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione delle aree urbane degradate. Verificare la disponibilità di questi fondi è uno dei primi passi che il Comune potrebbe compiere senza attendere oltre.
Il tempo stringe.  Il quadro che emerge dall’analisi dei documenti ufficiali è quello di un Comune che non ha ancora compreso — o non ha ancora voluto affrontare — la portata degli obblighi imposti dalla normativa europea. La cementificazione esistente, il consumo di suolo continuo, le concessioni balneari irregolari, le CER senza valutazione e gli spazi verdi sotto soglia non sono criticità astratte: sono cause di infrazione concrete se non risolte entro le scadenze UE.
Loano ha davanti a sé meno di quattro anni per invertire la rotta. La Nature Restoration Law non prevede deroghe per i Comuni che “non sapevano”. Prevede risultati.

Pare ovvio che la prossima amministrazione comunale (si vota probabilmente la prossima primavera) dovrà affrontare quanto fino ad oggi non si è fatto. Se sia un bene o un male, se sia un merito o un demerito – al di là degli obblighi europei- sarà anche un dovere dei cittadini giudicarlo purché correttamente informati. Cosa che non è scontata con i tempi che corrono di diffusa disinformazione.

Alessandro Dighero

2/TRUCIOLI.IT aveva annunciato in anteprima data e luogo del matrimonio civile del loanese  GB  Cepollina, tra i personaggi della politica, vita amministrativa e sociale (Croce Rossa) più popolari della città. Orgoglioso nel suo sapere essere persona semplice, cordiale. Un amministratore che si fa subito parte diligente quando un cittadino segnala una problematica specifica. Accadeva solo con il prof. Pietro Oliva. E’ stato vice sindaco. Ha ricoperto questa carica per diversi mandati, distinguendosi anche come Assessore (con deleghe, ad esempio, ai Lavori pubblici). È stato eletto e ha servito come Consigliere Regionale della Liguria (in quota Forza Italia), occupandosi attivamente di tematiche territoriali, urbanistica e trasporti. Ha dovuto lasciare l’incarico per l’impugnazione di un altro candidato della Valbormida. Da ultimo la salute non è stata ‘benevola’.

Il secondo è stato Remo Zaccaria (assessore e vicesindaco), apparteneva all’area politica del centrodestra. A livello locale ha sempre militato nelle liste civiche di coalizione a sostegno dei sindaci succedutisi negli anni. Per motivi di lavoro si è dimesso e ha lasciato Palazzo Doria.

Alle comunali del 15-16 maggio 2021  Remo Zaccaria è stato il candidato che incassa più preferenze nel centrodestra. L’assessore allo Sport dell’era Vaccarezza si fa forte di 506 voti. Dopo di lui, un altro assessore, Luca Lettieri, con 340 “sì”. Ecco le preferenze del centrodestra: Bernardino Tassara (186), Vittorio Burastero (165), Pietro Oliva (160), Gianluigi Bocchio (141), Mauro Averame (139), Enrica Rocca (131), Agostino delfino (131), Francesca Galati (129), Giovanni Battista Cepollina (108), Martina De Bernardis (90), Antonio Vassallo (62), Simone Delmonte (32), Maria Giuliana Amelotti (29), Lara Catanese (18).


Avatar

Trucioli

Torna in alto