E venne il giorno che anche Ceriale rinuncia ufficialmente alla sua stazione ferroviaria. Sì ai binari a monte. Nessuna certezza sulla salvaguardi dei pozzi che riforniscono Le Caravella il più grande parco acquatico della Liguria con una forte valenza turistica nazionale e internazionale. A rischio l’integrità della Riserva Regionale del Torsero e della sorgente del Cuore che rifornisce la popolazione residente.
di Luciano Corrado


Ormai restano contrari al nuovo progetto la Coldiretti provinciale e regionale, il Comitato Territoriale, la Sinistra ingauna da non confondere col Pd, Futuro Nazionale di Vannacci (con la defezione del neo iscritto e assessore a Ceriale Eugenio Maineri), Verdi e Sinistra a livello regionale e nazionale, M5S provinciale e regionale, il Partito Comunista regionale. Una trasversalità che invece non coinvolge i partiti del governo Meloni. Merita di essere citato a completezza di informazione il comportamento della CIA (agricoltori) che con il precedente presidente era contraria a sacrificare 2.749.785 di terreni, in gran parte coltivati di cui un milione e 400 nella fertile pianura di Albenga, la città più danneggiata e che avrà la nuova stazione a Bastia, a 6 km dal centro cittadino. A pilotare la svolta della CIA, seconda per iscritti dopo Coldiretti, il controverso personaggio della sinistra Osvaldo Geddo tre mandati da sindaco di Ortovero con diversi altri incarichi a livello provinciale e regionale. La ‘mente’ capace di navigare anche con passeggeri della destra e che per alcuni è un pregio del buon politico.
Trucioli.it con i suoi 14 anni di vita, senza pubblicità, solo collaboratori volontari, secondo una regola del buon giornalismo di un tempo, si è schierato. E prima ancora lo aveva fatto con le cronache del Secolo XIX e della Gazzetta del Lunedi. No all’attuale progetto, si a modifiche che salvaguardino l’ambiente, potenziamento delle attuali stazioni, no a privare turisti e pendolari di un servizio strategico quale è il treno. A Loano, come confermano tecnici a livello nazionale ed internazionale, si può eliminare i 6 passaggi a livello, con un tracciato in sotterranea invocato da Assoutenti e dal suo presidente Gianluigi Taboga.
Invece grazie a Claudio Scajola e Angelo Vaccarezza è stato cancellato il progetto in superficie, unica zona, da Finale ad Andora, dove i binari sono interrati. La città beneficia anche dei doppi binari fino ad Albenga. L’attuale sindaco della Lega, Luca Lettieri, ex AN, impiegato all’Ufficio turistico di Ceriale e in aspettativa, parla di una benedizione per l’aumento di valore di tutti i palazzi che sono stati realizzati a fianco della Ferrovia. Tra l’altro essendo scaduto il vincolo sulle aree del primo progetto, ne hanno già beneficiato i proprietari in quanto diventate edificabili. Altre colate di ‘seconde case‘ di cui la Riviera ha ancora grande bisogno per rafforzare il ‘turismo di qualità‘. Anche senza più strutture alberghiere tradizionali. Ceriale, da parte sua, può esibire due alberghi di poche decine di camere, uno ristrutturato. Forse essendo solo strutture da 3 stelle non attirano un turismo di lusso che caratterizzerebbe Ceriale dopo la cura espatriata da Borghetto S.Spirito che ha azzerato gli hotel tradizionali. Capitale delle case al mare, almeno l’Amministrazione Canepa ha recuperato una serie di aree destinate a parcheggio pubblico. In tutte le altre città costiere (Andora esclusa e dove non esistono stalli pubblici a pagamento) è assurto a prima priorità. Causa divario abissale tra abitazioni e posti. Si aggiunga che i centri storici si sono svuotati dal residenti. Le ristrutturazioni hanno moltiplicato i vani abitabili che da qualche anno vengono affittati a posti letto.
Trucioli.it il 27 novembre 2025 aveva già pubblicato le due pagine di osservazioni che l’ufficio tecnico (arch. Diego Rubagotti) ha predisposto a nome dell’Amministrazione comunale e che ora sono anche allegate alla nota del ‘Comitato Territoriale’.
La giunta comunale di centro destra-destra è composta da uno schieramento eterogeneo: Piercarlo Nervo a vicesindaco con Bilancio e Ambiente; Eugenio Maineri Polizia locale e Lavori pubblici; Barbara De Stefano Servizi sociali; Daniele Gaglioti allo Sport, mentre Gianbenedetto Calcagno è presidente del Consiglio comunale, con delega alle Manifestazioni.
Un governo della città e una maggioranza con l’immancabile ribaltone che caratterizza politica, partiti, coerenza dei candidati. Eugenio Maineri, vecchia volpe dell’estrema destra savonese e delle maggioranze che negli ultimi anni hanno governato Ceriale (e i risultati li ha documentati più volte Trucioli.it). Si pensi ai continui rinvii del Puc, al gran pasticcio della T1 (7 palazzi) dove non si era tenuto conto del rischio idraulico oggi al vaglio della Regione. Si pensi al quasi rudere del palazzone ex Pesce in pieno centro storico. Si pensi al fatiscente edificio delle scuole in centro, a 15o metri dalla spiaggia.
Si pensi al debacle dei terreni agricoli!. Si pensi alla mancata valorizzazione della strada di cornice a monte. Si pensi alla mostruosa carenza di parcheggi pubblici nel centro urbano (i park sotterranei in attesa?). Si pensi che al posto di un hotel (Torelli) ed una pensione famigliare (Villa Jolanda) sul mare, pur se chiuse da anni, è stato consentito un unico palazzone (una parte minore poteva essere trasformata almeno in residence) con una mostruosità tenuta ben nascosta da tutti gli eletti in consiglio e manca a dirlo dai media locali e da rè IVG.it. Forse è un caso unico in Liguria, diciamo forse.
Ebbene in applicazione della legge regionale n. 49/2009 (Piano Casa) è stato realizzato un piano interrato adibito a box e 5 piani fuori terra, 36 alloggi (bilocali e trilocali per ‘seconde case). Una pratica edilizia che inizio ai tempi dell’ing. Paliotto (sindaco Fazio) e proseguita con l’amministrazione di Luigi Romano e del vice sindaco Luigi Giordano.
L’assurdità – la stessa minoranza preferì tacere e ne faceva parte un geometra di lunga esperienza, oggi vice sindaco (Nervo)- sta nel fatto che il Permesso a costruire ha concesso che i posti auto mancanti (e obbligatori, 15) siano stati acquisiti a poche centinaia di metri dal Parco le Caravelle, a 2,3 chilometri dalla stazione ferroviaria di Ceriale. A piedi il percorso richiede circa 30 minuti. Un cupo silenzio, un’incongruenza in una città che sa mobilitarsi (i giovani soprattutto) per la morte assurda di una giovane innocente. Ma tutti o quasi indifferenti al bene della comunità e ai soprusi. Ve lo immaginate un turista che dopo aver speso 360-380 mila euro deve raggiungere la zona delle Caravelle e a piedi ritornare nell’abitazione? Chi ci andrà mai ad occupare quei parcheggi o forse sì, ma resta l’illogicità. Poco conto che tutti facciano scena muta e che da giornalisti siamo sempre più in solitudine.
Trucioli.it il 4 gennaio 2018 (vedi……) titolava: Ceriale ex hotel Torelli, ieri turisti e posti di lavoro, commercio, domani tanto cemento.
Per chi soffre di memoria corta e disinformazione galoppante dei media locali è utile ricordare che la nostra ‘avventura’ professionale iniziò da cittadini di montagna emigrati a Peagna). Ci siamo battuti affinchè fosse sostanzialmente modificato il primo Piano Casa Regionale, varato approvata dalla Giunta dall’allora Presidente Claudio Burlando (centrosinistra), con l’assessore alla Pianificazione territoriale Carlo Ruggeri (entrambi PD). Promossi tra gli ‘sponsor’ del “Partito del Cemento” in sintonia con il potente Claudio Scajola, dalla DC a cofondatore di Forza Italia. Un partito che il più volte ministro genovese Paolo Emilio Taviani in una riunione ristretta di esponenti provinciali DC, tenutati in una saletta riservata dell‘Hotel Garden Lido (e Trucioli.it ha già scritto negli anni) disse: “…Sono preoccupato per le sorti dell’Italia, per la sua democrazia, per certi legami tra Nord e Sud e non mi sarei mai aspettato che Claudio Scajola del quale sono stato anche testimone di nozze lasciasse la Dc per Forza Italia, per me una grande amarezza”.
Paolo Emilio Taviani non parlava a caso: è stato uno dei principali architetti e fondatori di Gladio (la rete segreta di “Stay Behind“). Più che un semplice esecutore, ha rappresentato la mente politica e il garante istituzionale dell’organizzazione- emanazione della CIA- creata nei primi anni della Guerra Fredda per organizzare la resistenza in caso di invasione sovietica. Gladio includeva i vertici dei nostri servizi segreti. Taviani aveva confermato, in sedi istituzionali, che Aldo Moro fosse pienamente a conoscenza dell’esistenza della struttura paramilitare anticomunista.
Il cosiddetto secondo Piano Casa della Liguria, che ha introdotto modifiche strutturali alla normativa regionale, è stato approvato dal Consiglio Regionale il 17 dicembre 2015, con la Legge Regionale n. 22, ed è entrato in vigore il 7 gennaio 2016. All’epoca il governo della Regione era ancora guidato dalla giunta di centrosinistra presieduta da Claudio Burlando.
Nel dicembre 2015 la Regione Liguria ha poi approvato un nuovo e differente Piano Casa (Legge Regionale n. 32/2015), in quel caso sotto il governo di centrodestra guidato dal presidente Giovanni Toti. L’assessore all’Urbanistica della Regione Liguria durante la giunta Toti è stato Marco Scajola (Forza Italia) che ha seguito in prima persona la redazione, l’approvazione e i successivi aggiornamenti della normativa.
Ceriale che con la complicità iniziale di tutto il consiglio comunale (poi la defezione per dimissionamento di Luigi Liordano, vice sindaco e due fedelissimi oggi contrari al progetto binari a monte) si cercò di proseguire sulla strada del ‘silenzio istituzionale’. Come dire la gente meno informate è va benissimo. Mancanza di trasparenza? Poco conta che tra i più felici, del progetto a monte, ci siano i proprietari dei palazzi realizzati negli anni, fronte mare, lungo la ferrovia, nella zona di levante. Gli alloggi, in buona parte seconde case, accrescono del 30 per cento di valore (fonte agenzie immobiliari). Poco importa che la ferrovia c’era prima e i palazzi molto tempo dopo e non si parlava ancora di trasferimento della doppia linea ferroviaria.
Non poteva mancare nella laboriosa Ceriale (con la chiusura di attività commerciali per molti acquisti si deve raggiungere Loano o Albenga) chi si è accasato, nel mese di giugno, nello schieramento del generale Vannacci e alla sue posizioni politiche. Il caso vuole che il primo aderente e coerente con la sua cultura a destra destra è stata Fabrizio Marabello, già referente principale, in provincia di Savona,è di “Indipendenza” di Gianni Alemanno è confluito nel nuovo soggetto politico “Futuro Nazionale”. Marabello, con innegabile impegno, ha portato avanti il ‘no ai binari a monte”. Cosa accadrà ora che il neo ‘camerata’ Maineri si è schierato per il ‘sì’? Marabello era l’ultimo arrivato. E’ stato Coordinatore provinciale di Savona e, in precedenza, membro della direzione nazionale del movimento.
I fans di Maineri, al bar, ripetono che con ‘Futuro Nazionale’, con molte presenze anche in provincia di Savona, Marabello si ritrova a fanalino di coda e che per il suo impegno passato non meriterebbe. Il comitato savonese del partito è guidato dall’avvocato Luciano Chiarenza, ex presidente della Camera Penale di Savona ed ex ufficiale dei Carabinieri.
Trucioli.it il 25 febbraio 2016 aveva dato conto che Il Comune di Ceriale, come è prassi, si era costituito parte civile, affidando l’incarico all’avvocato penalista Luciano Chiarenza, già consigliere provinciale e segretario della Destra. Nelle conclusioni il legale aveva invocato, con la condanna, un risarcimento di 3 milioni 298 mila euro, a favore del Comune, quali oneri di urbanizzazione evasi, oltre a 2 milioni per i danni di immagine e provvisionale di 1 milione. Il giudice di merito ha rimandato ad un giudizio in sede civile, in conseguenza delle due condanne (reati edilizi) ad Andrea Nucera e Giuseppa Parrinello. Ma seguì un colpo di scena e il blog titolava: “Sentenza Nucera e C. Solo abusi edilizi e 4 assolti (il sindaco Fazio). No alla confisca dei palazzi. Melgrati spara a zero….”
Luciano Corrado
COMUNICATO STAMPA DEL DIRETTIVO DEL ‘COMITATO TERRITORIALE’ (ma per l’assessore G.B Cepollina, tra i veterani in carica del consiglio comunale di Loano, si tratta solo di un “Sedicente Comitato” (vedi Trucioli.it del 6 novembre 2025)

“Il Comune ammette i rischi per Ceriale, per l’agricoltura e per il turismo, ma la maggioranza vota per lo spostamento a monte della ferrovia”
“La soppressione della fermata rischia gravemente di isolare Ceriale dai flussi turistici che utilizzano il treno: settore balneare, ristorazione, commercio. L’eliminazione del collegamento ferroviario non solo incide sulla mobilità sostenibile di residenti e pendolari, ma aumenta la vulnerabilità e il rischio di isolamento territoriale”
Lo scorso ottobre, il Comune di Ceriale utilizzava queste parole per definire i gravi rischi legati allo spostamento a monte della ferrovia. Le osservazioni, inviate dall’amministrazione cerialese al Ministero e rimaste completamente inascoltate, si soffermavano su diversi aspetti del progetto del nuovo tracciato ferroviario.
In particolare, il Comune ravvisava il pericolo di pesanti ripercussioni sull’agricoltura, ipotizzando lo svuotamento dei pozzi per la perforazione della falda, e sul turismo, mettendo in guardia dal rischio di prosciugamento dei pozzi al servizio del Parco acquatico Le Caravelle, una struttura di rilievo internazionale che potrebbe addirittura chiudere per colpa dello spostamento a monte della ferrovia.
Un altro problema rilevante, sempre sollevato dal Comune, è il danno potenziale alla Riserva naturale del rio Torsero.
Nello stesso documento di otto mesi fa, l’amministrazione cerialese chiedeva una modifica al progetto e la realizzazione di una fermata ferroviaria a Ceriale per evitare l’isolamento del paese.
A fronte di tutte queste criticità, nell’ultima seduta del Consiglio comunale, la maggioranza ha votato a favore del progetto per lo spostamento a monte. Una scelta bizzarra, perché la stessa amministrazione cerialese aveva riconosciuto i gravi pericoli del nuovo tracciato per il paese rivierasco (come si può leggere nei documenti allegati).
Tra l’altro, la tratta Loano-Albenga, che attraversa Ceriale, non ha bisogno di raddoppio perché c’è già il doppio binario, risalente agli anni Trenta del secolo scorso.
Alla luce di queste contraddizioni, ci chiediamo con quale logica di interesse pubblico, il Comune di Ceriale abbia votato a favore di un progetto che ne danneggerà i trasporti e l’economia.
Il direttivo del Comitato Territoriale


