La Messa funebre, per Renzo, si è svolta nella cattedrale San Michele di Albenga. La salma è stata tumulata nella tomba di famiglia a Peagna di Ceriale dove hanno vissuto per 60 anni i nonni Francesca (Cichetta) Porro e Pietro (Peantugnin) Pelassa il cui figlio (morto giovane) aveva sposato Emilia, mamma di Renzo.
A Peagna con i nonni, sepolti a Mendatica con figlia e il genero, ha vissuto nella ‘casa Girardenghi‘, la famiglia di Armando Corrado: la moglie Pierina Pelassa, i figli Pier Luigi e Luciano. L’edificio, mai abitato dalla famiglia genovese di cui prende il nome, poi ereditata da un ramo dei Lertora di Genova, era stato acquistato dall’impresario edile Franco Murialdo, inventore delle parco acquatico Le Caravelle e del Villaggio Turistico Il Paese Di Ciribi, a Ceriale. Con la morte del capostipite, della moglie e della primogenita Marina (era succeduta alla guida del piccolo impero), è seguita la vendita di tutto il patrimonio che comprendeva inizialmente anche l’approdo turistico di Borghetto S.Spirito (finito all’asta del tribunale).
Casa Girardenghi ristrutturata (gran parte in alloggi) anche al piano terra – dove c’erano un frantoio, le stalle, la cantina, il fienile- da anni ospita la ‘Rassegna dei libri di Liguria’. Inizialmente c’era un rapporto di collaborazione con la fondazione Alte Vie di Genova, finalizzata a sviluppare, nel campo della ricerca scientifica e nelle esperienze formative di livello universitario, temi di recupero e riqualificazione ambientale, architettonica e urbanistica di reciproco interesse con particolare riferimento.

Alle esequie funebri di Renzo, oltre ai parenti che, a loro volta, sono diventati cittadini ingauni, erano presenti gli ultimi due colleghi che hanno prestato servizio nel distaccamento della Polstrada di Albenga che negli anni è stato più che depotenziato. Tutti si sono stretti al dolore dell’unico figlio rimasto in vita, Marco Pelassa, ingegnere civile, con studio nella città delle torri.
Papà Renzo che, nel corso della sua esistenza terrena, ha affrontato e superato, con una grande forza d’animo, tre disgrazie quasi in successione. La morte del primogenito Massimo travolto ed ucciso da un’auto in via Dalmazia, ad Albenga. La venuta al mondo del terzogenito Marco ha alleviato la sofferenza, riacceso il lumicino delle speranza e del calore famigliare. Ma la sorte crudele si è presentata un’altra volta con la morte, dopo una combattuta malattia, della moglie Mariangela, donna e madre che più ‘santa’ di così non si poteva essere. Per Renzo e l’adorato figlio Marco, all’epoca universitario, si è poi presentata un’altra disgrazia. La morte del secondogenito, Alberto, sottufficiale della Guardia di Finanza in servizio a Loano.
Alla notizia della scomparsa di Renzo hanno suonato, come tradizione, con i rintocchi a morte le campane di Mendatica; sei mendaighini erano presenti al funerale.
Renzo che entrava di diritto nella storia di quello che un tempo era considerato il ‘borgo estivo dei pastori‘, prima ancora di Monesi. Una piccola ‘reggia’ per le famiglie più ‘agiate’. Infatti è l’unico cittadino di Mendatica ad essere nato a Poilarocca. Oggi descritta nell’itinerario circolare a piedi nell’alta Valle Arroscia. A Poilarocca si andava nella bella stagione, per tenere gli animali da stalla e coltivare segale e patate. Però era un paese vero. Con la chiesa, le case in pietra, i tetti in chiappe, le stradine, i vicoli e la fontana, le stalle, il forno per il pane. Già perché lassù, a 1400 metri d’altezza, fra le montagne che guardano il Mar Ligure, ma hanno l’aspetto di veri colossi, si stava per mesi, tutti insieme. Ora Poilarocca è quasi un cumulo di rovine, ma il sentiero per arrivarci, che sale da Mendatica, è bellissimo. E’ un tratto della vecchia mulattiera che conduceva sul crinale più alto delle Alpi Liguri, dove transitava la mitica Via Marenca, la strada del sale e dei mercanti, diretta dal Piemonte alla Riviera di Ponente.
Il blog Trucioli.it che ha come editore e coordinatore Luciano Corrado – tra gli ultimi viventi ad essere nato a Mendatica proprio nel giorno in cui i militari tedeschi abbandonavano il paese- ha dedicato diversi servizi a Poilarocca. Il 13 luglio 2023 un straordinario reportage (vedi…….) E prima ancora, il 23 marzo 2017, con la morte a 104 anni di Maria Cordeglio Grasso, ‘regina di Poilarocca’ (vedi……)
Ancora a Mendatica dove, sabato scorso, hanno nuovamente suonato le campane per la morte di un mendaighino acquisito molto affezionato al paese e alle sue tradizioni: Luciano Ceccarelli, albenganese, marito di Milena Roggio, sorella Gianni Roggio (non più in vita) e Giorgio. Una storica famiglia che si era trasferita ad Imperia avviando una fiorente attività come falegnameria. Gianni aveva eredito il locale dove venne aperta la prima pizzeria dell’alta valle, da alcuni anni chiusa dopo diverse gestioni. I muri sono stati ora acquistati dal Comune e la speranza è trovare chi è disposto ad avviare l’attività di bar e ristorazione in un paese dove è rimasto solo un negozio di alimentari.
Dai ceppi antichi dei cognomi, per distinguere le varie ramificazioni sono sorti i soprannomi. Ebbene i Roggio si dividevano in Ruggi, Meloi, Ciavarin, Verandi, Lepò, Cersu, Fraggi.
2/ PORNASSIO- IL COMUNE ACQUISISCE DAL DEMANIO IL FORTE CENTRALE-
COMUNICATO STAMPA – “L’obbiettivo è di poter procedere attraverso i bandi di finanziamento necessari alla messa in sicurezza dell’imponente struttura, per poter poi valorizzarla attraverso la creazione di un museo e di visite guidate.
“Siamo molto soddisfatti”, commenta il Sindaco Adolfo, “poiché questo Forte è molto rappresentativo per l’alta Valle Arroscia con la possibilità di significativi risultati a livello turistico e culturale grazie ad una valorizzazione dell’intero territorio, in quanto sito sulla SS28 che collega la Liguria al Piemonte”.
