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Conferenza: la Resistenza con Fabio Minazzi a Savona. L’Anpi:intitolare a Pertini tratto di corso Italia e non via Stalingrado

Venerdi 22 marzo nella Sala Rossa, alle 17, conferenza di Fabio Minazzi. Intanto l’Anpi provinciale interveniene con un comunicato in merito alla proposta (decennale) di intitolare una strada a Sandro Pertini.   E fa una sua precisa proposta, motivandola.  , professore di filosofia teorica, sul tema “la Resistenza, guerra di liberazione, guerra civile o guerra di classe?”.

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

(Ente morale Decreto Legge del 5 Aprile 1945)

Comitato provinciale di Savona

(Città Medaglia d’Oro alla Resistenza)

COMUNICATO STAMPA

Che l’assenza di una via dedicata a Sandro Pertini a Savona sia una mancanza grave non si scopre adesso: già da alcuni anni si avanzano all’amministrazione comunale, anche da parte dell’ANPI ma non solo, proposte in merito. La recente proposta del PSI savonese di intitolare a Pertini via Stalingrado, entusiasticamente condivisa dal Centro Pannunzio diretto dal prof. Quaglieni, lascia però perplessi.

Tralasciamo i problemi pratici (dovrebbero cambiare indirizzo moltissimi residenti e attività commerciali; sarebbe meglio, allora, intitolare a Pertini un tratto di Corso Italia, dove si trovano pochi residenti e qualche attività commerciale, come già proposto dal Comitato Cittadino per la Resistenza Antifascista); ciò che non convince è la volontà di rimuovere dalla toponomastica cittadina la memoria della battaglia di Stalingrado, «pietra miliare» della storia, decisiva per la sconfitta nazifascista nella seconda guerra mondiale.

Questo evento, non Stalin, è ricordato dal nome della via, come correttamente scrive il prof. Quaglieni, che tuttavia prosegue il suo ragionamento senza tenerne conto ed evocando «terrore, purghe, Gulag, stragi».

Eppure ci fu chi, senza essere stalinista né comunista, associò alla parola “Stalingrado” questa riflessione: «Signori, voi tutti ricorderete le ore angosciose che abbiamo vissuto quando la valanga nazista si rovesciò sull’Unione Sovietica. Le armate naziste già scorgevano le torri del Cremlino e le vette del Caucaso. Ebbene, noi sentivamo che se, per dannata ipotesi, fosse crollata l’Unione Sovietica, con l’Unione Sovietica – non dimenticatelo voi che mi ascoltate – sarebbero crollate tutte le speranze di un trionfo della libertà sulla dittatura nazifascista. In quel momento sentivamo che uomini di tutti i credi politici trattenevano il respiro consapevoli che la loro sorte era legata alla sorte di Stalingrado. E Stalingrado diventò la Valmy della Rivoluzione d’Ottobre e al mondo attonito offrì il miracolo di una strepitosa vittoria, sotto la guida di Stalin. Allora comprendemmo che da Stalingrado aveva inizio la vittoria delle armi democratiche contro le armi della barbarie!».

Queste parole, come la definizione succitata di Stalingrado come «pietra miliare», sono di Sandro Pertini (intervento al Senato del 6 marzo 1953).

Chi ha a cuore la sua memoria farebbe bene a tenerne conto e a continuare a lottare perché Savona la celebri, senza per questo cancellare il ricordo, che dovrebbe essere condiviso da tutti gli antifascisti, di ogni parte politica, della resistenza e del sacrificio compiuti allora dal popolo sovietico anche per la libertà di quello italiano.

Savona, 21/03/2013 LA PRESIDENZA PROVINCIALE

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