Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano/ Benvenuti ‘Ai Pozzi Village Spa Resort’. Il sogno De Giovanni si è avverato

Uno straordinario sogno si è avverato. Una bellissima notizia: apre i battenti a Loano il più moderno ed innovativo resort della Liguria. Una cittadella turistica, polivalente, nell’immediata periferia di ponente, su un’area di 36 mila mq. Un salto di qualità nel patrimonio ricettivo. Un motivo di speranza ed una scommessa per il futuro. La storica data è sabato 23 marzo 2013 quando  “Ai Pozzi Village SPA Resort” (4 stelle) faranno il loro ingresso i primi 300 turisti, italiani e stranieri, frutto della collaborazione con l’agenzia Mamberto. 

Piero De Giovanni, in una foto d’archivio di 37 anni fa

Potrebbe essere un giorno di festa per Loano. E’ soprattutto del ringraziamento, dell’ammirazione per l’eccezionale coraggio di una famiglia loanese che nonostante i tempi, ha lanciato il guanto di sfida. Piero De Giovanni, (in una foto del 1976) il capostipe con origini in quel di Ceriana (IM) – lo stesso paese natale del vescovo di Savona- Noli, Vittorio Lupi – , con la moglie e i due figli, ha lottato per anni fino a raggiungere l’agognato traguardo. Ha superato ogni sorte di difficoltà, forte di un’esperienza di vita sempre all’insegna del rinnovamento, della novità, dello stare al passo con i tempi. Dalla parte del progresso. I compianti genitori, Petronilla e Martino,  partiti quasi dal nulla ed approdati a Loano nel secondo dopoguerra, con l’acquisto dello stabilimento balneare Sirena. Il loro infaticabile attivismo e grande spirito di sacrificio, di risparmio, abnegazione.

Il terzongenito, Piero, l’unico maschio, che ha fatto la lunga gavetta, fino ad ereditare la maggiore attività della famiglia e gradualmente, col matrimonio, dare inizio ad un continuo rinnovamento dello stabile del Sirena. Negli anni ’70   fu tra i primi dancing ad inventare i pomeriggi danzanti. Poi trasformato in ristorante e via via ammodernato fino ai nostri giorni, col suo aspetto marinaro caratteristico, accogliente.  Negli anni, il Sirena  diventò anche “Discoclub”.

Raccontava Piero De Giovanni, al cronista, nel novembre 1994: ” Quando abbiamo deciso i cosiddetti tè danzanti pomeridiani c’era molto scetticismo. E’ stato invece un successo molto imitato e durato anni”.

Alla fine degli anni ’80 il ‘vulcanico’ giovane esercente si getta nel grandioso progetto della maxi discoteca Ai Pozzi, 5000 posti, la più grande attrattiva notturna della Liguria. Diventerà uno dei principali locali di ritrovo per i giovani e meno giovani, con decine di posti di lavoro (tre bar, due ristoranti)  e in particolare caratterizzato da grande richiamo promozionale con artisti e cantanti di fama nazionale ed internazionale. Tra i più acclamati (e gran pienone) Beppe Grillo.  Loano, insomma, era diventata la “capitale”  del divertimento in Liguria.  Anche  per “Ai Pozzi”, alla fine, sono arrivati i tempi della crisi, dopo che Piero De Giovanni aveva deciso di darlo in gestione.  Seguirono periodi di chiusura e abbandono. Poi le prime voci, tra incredulità e scetticismo, di un insediamento turistico Doc.

Non è stato un progetto nato a caso, ma il frutto di quanto De Giovanni, quattro lingue parlate, ha raccolto negli anni in cui ha girato l’Europa (e non solo) proprio per rendersi conto di cosa avrebbe voluto realizzare. Un ‘gioiello’ all’avanguardia, sotto ogni aspetto. Andando incontro alle esigenze di turismo in continua e rapida evoluzione. Un’offerta di prodotto capace di competere con l’agguerrita concorrenza.

All’insegna di poche parole, poca esposizione pubblica e riservatezza, Piero De Giovanni ha avuto modo di spiegare che la “cittadella turistica” è stata realizzata “grazie al sostegno della Banca Carige che ha creduto in questo progetto. Ai miei figli (Paola e Martino) – ha aggiunto- affiderò la gestione del complesso. La struttura credo sia davvero all’insegna dell’innovazione, anche tecnologica. Non circolerà denaro; ad esempio con un ‘braccialetto’ il cliente potrà utilizzare tutti i servizi dell’ospitalità-soggiorno fino al giorno della partenza. Puntiamo tutto sulla qualità.”

Basti pensare che il garage interrato può ospitare 160 posti auto.  I posti letto complessivi sono 440. Due soli gli alloggi privati. 80 gli appartamenti del residence. 48 le camere (alcune sono uno spettacolo!) dell’albergo tradizionale.  Tantissimi confort di ultima generazione. Grandi spazi comuni e massima attenzione al relax. Ci sono bar, ristorante con piano bar, persino una trattoria tipica di nuova generazione, un grande salone polivalente (da 500 posti), capace di essere adattato contemporaneamente ad usi diversi. Quindi un centro benessere (600 mq), una palestra (400 mq), con più sale massaggio. Oltre a piscina coperta riscaldata con acqua salata, con raggi UV (senza cloro), whirlpool (6 posti), sauna, bagno turco, docce emozionali,  percorso Kneip, grotta salute. Animali, a richiesta, permessi di piccola taglia.  E ancora, un servizio lavanderia  e minimarket.

Spazi  per il divertimento al chiuso  nelle giornate di pioggia, con sale per bambini, ma anche di svago per adulti. I giardini ricchi di verde. Gli angoli ‘romantici’. Una cornice panoramica.

Loano che negli anni d’oro (’60- ’70’80) contava fino a 115 esercizi alberghi (ovviamente dalla pensioncina all’hotel a 4 stelle) dopo aver toccato il fondo  (sono rimaste 40 le strutture ricettive tradizionali),  si è avviata su quella che appare una concreta rinascita. Se fino ad oggi uno dei maggiori punti di riferimento era rappresentato soprattutto dal residence “Loano due”, tra i maggiori e quotati complessi turistici dell’intera Regione (e non solo), oggi l’avvento di “Ai Pozzi” segna un’ulteriore svolta.  In termini di qualità dell’offerta, ma che significa anche volano di un più vasto comparto, con benefici a raggiera. Dai preziosissimi posti di lavoro, al valore aggiunto che ogni turista in vacanza (in termini di spesa) porta con se stesso sul territorio, nel comprensorio.

Loano è stata ‘miracolata’ con un porto che, pur tra mille difficoltà, pare finito ora in mani davvero solide (GruppoUnipol). C’è un ritardo, dovuto a più concause, nello sviluppo di una struttura-volano. Va molto a rilento, tuttavia non sembra improbabile che alla fine il “supermotore porto” riesca a produrre quei benefici promessi ed attesi. Superare le difficoltà  ed avviarsi verso un futuro solido, portatore di benessere e posti di lavoro.

L’ottimismo della ragione ha premiato Piero De Giovanni ( e prima di lui poche altre famiglie che pur contandosi sulle dita di una mano hanno dato a Loano, fiorenti attività commerciali). Magari non si tratterà dello specchio fedele di una comunità e di chi è stato chiamato negli anni a rappresentarla. Forse, mai come oggi, sarebbe il caso di ricordare che proprio un giovanissimo Piero De Giovanni quando si presentò candidato ad amministrare il Comune non ebbe fortuna (meno di dieci preferenze). Da cittadino ed imprenditore loanese, gli va riservato il riconoscimento pubblico di ‘onore al merito’. Un grazie, un incoraggiamento, un augurio che una comunità ha il dovere di rivolgergli. Ad multos annos!

L.Cor.

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L.Corrado

L.Corrado

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