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Il tunnel di Capo Noli? Colpo mortale e funzionale alla piattaforma Maersk

Connessioni, impatto e prospettive. L’approvazione del finanziamento per il tunnel di Capo Noli da parte della Regione, sancisce l’inizio virtuale di un grande progetto di cementificazione non più futuribile del promontorio di Capo Noli, da tempo oggetto di mire speculative, sostenuto dalla sinergia tra la legge ‘Sblocca Italia’ e il piano Regionale sulla Casa, che la riforma della Costituzione rende possibile.

Un piano coordinato di costruzione di due grandi opere di straordinario impatto ambientale ma di utilità inconsistente, apre di fatto la strada per edificare territori pregiati finora protetti da normative Costituzionali di tutela, ora bay-passate dalla riforma in atto. Questa tesi è basata sull’evidente sincronismo tra la definitiva approvazione del tunnel Nolese e la modifica tipologica della piattaforma Maersk, operazioni ricche di connessioni foriere di implicazioni ecologiche e di una ulteriore alterazione paesaggistica.

La grave rilevanza di questo evento multiforme, emerge da una attenta valutazione dei fatti.

La piattaforma Maersk viene modificata eliminando la prevista serie di pilastri di sostegno ora sostituiti da un riempimento totale, variante che causerà il degrado maleodorante del tratto di mare adiacente al porto dei traghetti, per mancanza delle correnti circolanti.  Per realizzare la base occorre molto materiale roccioso, proprio quello opportunamente fornito dallo scavo del tunnel, che altrimenti sarebbe difficilmente smaltibile a pari costo.

Peccato che questi apprezzabili intenti di economia realizzativa siano finalizzati a due mega progetti non prioritari e di ampio e negativo impatto.

Per giunta rispetto al risparmio emergetico è rilevamte che la piattaforma sarà servita da mezzi su gomma ben 5 volte più energivori e inquinanti rispetto a quelli ferroviari qui non previsti.

Inoltre questa, insieme al conseguente maggior costo di funzionamento e alla diminuita competitività, è ritenuta una grave pecca progettuale di uno scalo già considerato poco utile da molti, in conseguenza del calo dei volumi delle merci trasportate globalmente, dovuto anche all’utilizzo di nuove vie alternative.

Venendo al tunnel, esso evoca il caso della galleria paramassi realizzata a levante di Noli nel ’70 che è costata la demolizione della medioevale Porta dello Scino.

Si tratta di un’opera che rientra nella consolidata tradizione di risolvere i problemi ambientali mediante maxi progetti invasivi e impattanti anche quando è possibile un’alternativa più economica, meglio rispondente alle esigenze sociali e ambientali.

Si spendono almeno 40 milioni, salvo le inesorabili maggiorazioni necessarie in quasi tutti i casi simili, per evitare il pericolo della caduta massi che si può ovviare con la manutenzione geologica programmata, insieme con piccole strutture di contenimento di normale impiego, nei pochissimi punti ben individuati a Capo Noli. Inoltre è risaputo che il tunnel progettato non by-passa tutto il tratto insicuro, e comunque gli interventi per la sicurezza citati devono essere effettuati anche se per proteggere “solo” l’attuale Aurelia, declassata a pista ciclo-pedonale. Quindi siamo al paradosso di realizzare entrambe le soluzioni, quando il problema si risolve effettuando solo quella enormemente più economica.

Mentre per la volorizzazione turistica del pregiato promontorio, esiste almeno un’alternativa più efficace alla pista prevista.

Senza dimenticare poi i danni collaterali connessi al cantiere e al relativo traffico pesante, per almeno 2 anni, con disagi e difficoltà tali da infliggere secondo gli operatori turistici e non solo loro, un colpo mortale al turismo di Noli già dimezzato.

Sul piano teorico appare saggia e oppotuna la richiesta da parte del sindaco, dr.  Pino Niccoli, di garanzie rispetto al posizionamento del cantiere sul versante di Finale Ligure affinchè i camion non attraversino il borgo, oltre alla assicurazione che Noli non sia gravata da costi futuri connessi al tratto stradale dismesso.

Tuttavia dato l’enorme quantità e qualità di rischi incombenti, l’antico e sano criterio di precauzione consiglierebbe il Sindaco ad opporsi decisamente alla intera operazione.

Peraltro è bene ricordare che nell’interesse turistico della Liguria e nazionale, è fondamentale e prioritario il raddoppio dei 40 kilometri di ferrovia di ponente, ancora a binario unico, su cui dovrebbero confluire molto più utilmente questi e altri fondi disponibili,

Infine il terzo obiettivo dell’intera operazione tunnel, attualmente non ancora palese, diviene assai probabile e logico, se si considerano gli effetti e le opportunità offerte dalla dismissione del tratto di Aurelia di Capo Noli, accostandole alle numerose ipotesi di generale liberalizzazione dell’edificazione ora consentita anche nei parchi e nei territori protetti, che il Nuovo Piano Casa Regionale consente. Infatti riaffiorano ipotesi di cementificazione quali moli, sentieri, seggiovie, altri impianti di risalita e quant’altro al servizio di futuri ma già pensati insediamenti sul Capo e sull’altopiano delle Manie.

Di conseguenza i cittadini non solo Nolesi, in base alla consapevolezza di essere soggetti sostanzialmente esclusi da tutte le positive ricadute di questa milionaria operazione, avrebbero un deciso interesse a difendere il loro territorio.

Considerando soprattutto che, se la Riforma Costituzionale sarà approvata con il Referendum di ottobre, non vi saranno più norme come il virtuoso articolo 117, a tutelare i nostri beni piu preziosi quali l’ambiente e la salute.

Giovanni Maina

LETTERA DEL SINDACO DI NOLI INVIATA ALLA REGIONE DOPO LA PUBBLICAZIONE DELL’ARTICOLO 

“Mi risulta che il progetto abbia già avuto un parere negativo del Comitato VIA nell’ottobre 2012 – interviene il sindaco nella lettera – In merito al progetto della variante voglio porre un chiarimento. Il Comune e la sua cittadinanza ritengono che la strada di Capo Noli rappresenta un valore naturale-storico-turistico-ambientale qualificante della nostra città e delle nostra Regione, che deve essere salvaguardato e mantenuto in condizioni di piena sicurezza e percorribilità. Pertanto deve essere chiaro che qualsiasi progetto che non rispetti questi aspetti, troverà una decisa opposizione da parte del Comune di Noli. Ritengo opportuno ricordare le conclusioni essenziali del Parere n. V332 del 21/10/2014 da parte del Comitato Tecnico Regionale – sezione VIA che dice: “Il progetto … lascia irrisolte le criticità geomorfologiche sia lungo la viabilità che prosegue verso Finale Ligure all’uscita dalla prevista galleria sia lungo il tracciato che verrebbe dismesso e destinato ad altre funzioni (?) SI segnala che il tratto di Aurelia attuale risulta a rischio e che si rende necessario procedere preventivamente ad interventi di messa in sicurezza”. Alla luce di quanto sopra, riscontro la nota regionale del 12/1/16 che prevedeva “Opzione zero”. “Utilizzo della galleria ferroviaria esistente”, “Tracciato alternativo alla galleria”. Premessa la difficoltà di individuare la compatibilità del processo formale previsto dalle norme regionali e nazionali in materia di VIA con l’informalità e la mancata pubblicità del processo che ha portato dalla bocciatura del Comitato Tecnico Regionale – Sezione VIA del 21/10/14 alla consegna dei documenti integrativi circa 18 mesi dopo e la difficoltà di fare osservazioni in base ad una procedura normata, segnalo però, in via del tutto sommaria, con riserva di una più specifica puntualizzazione, una serie si problematiche presenti nei documenti integrativi ed in particolare nel n.1 “Studio di impatto ambientale” n. 332 del 21/10/14 documento ANAS del 23 marzo 2016 e nel n.2 “Possibile rivisitazione della cantierizzazione dell’intervento” documento di IRE spa del 23 marzo 2016:

- Non sono forniti elementi di novità in merito al progetto già consegnato ed oggetto del Parere negativo del Comitato Tecnico Regionale sezione VIA;

- Il documento n.1 è del tutto privo di riscontri numerici e deduttivi, che in particolare tengano anche conto di avvenimenti recenti e dell’attuale situazione molto critica del transito stradale come peraltro già indicato da ANAS;

- Il documento n.1 conferma le note grandi incertezze del progetto in relazione a fattibilità tecnica globale, a tempistica di realizzazione e ai futuri costi globali consuntivi rispetto alle previsioni/preventivi di spese iniziali;

- Il documento n.1 cita interlocuzioni dell’ANAS con il Comune di Noli per chiarire aspetti progettuali critici, ma di tali interlocuzioni il Comune non ha traccia;

- Il documento n.2 individua alcune soluzioni alternative di cantierizzazione ma non fornisce alcuna valutazione numerica sugli impatti delle stesse.

Alla luce di quanto prima affermato è quindi chiaro come la valutazione sul progetto di variante del Comune di Noli e della sua cittadinanza permanga negativa, in quanto le considerazioni aggiunte, dal punto di vista del merito non possono essere accettate, in quanto generiche e non dimostrative. Inoltre, dal punto di vista formale, ho perplessità sulla procedura, modalità e tempistiche eseguite. Mi sembra quindi di poter concludere che la documentazione “integrativa” finalizzata alla prossima riunione del Comitato Tecnico Regionale, di cui ricorso, sono venuto in possesso informalmente, non aggiunge aspetti di rilevanza tali da poter mutare il precedente parere del Comitato. Evidenzio da parte del Comune di Noli come la decisione su un qualsiasi progetto debba tenere in considerazione la massima razionalità nell’investimento delle risorse pubbliche, la effettiva capacità di risolverei problemi potenziati dalla viabilità di Capo Noli e l’impatto sulla vita e sull’economia del Comune. Credo, inoltre, che la decisione finale debba essere molto ben ponderata anche in sede di regione Liguria e non solo di Comuni di Noli e Finale Ligure, in quanto non appare evidente ad oggi, come invece dovrebbe essere, un corretto e completo confronto economico – tecnico tra le varie alternative. Ribadisco che il progetto di messa in sicurezza del tracciato dell’Aurelia di Capo Noli (Opzione 0), deve essere realizzato comunque, urgentemente e a prescindere da ogni altra considerazione o altro progetto a lungo e incerto termine, perché i rischi sull’incolumità dei transitanti e sull’affidabilità della percorrenza sono reali ed immediati con relative conseguenze civili/penali dei responsabili. Sollecito pertanto, un’urgente realizzazione del progetto di “messa in sicurezza” perché non assoggettabile ad altri ritardi, peraltro è imprescindibile perché ogni futura potenziale fruizione del tracciato non potrà mai realizzarsi senza la preventiva messa in sicurezza e ristrutturazione. Evidenzio infine, come la nostra riviera abbia noti drammatici problemi di viabilità e, quindi, progetti a maggior respiro strategico per l’alleggerimento del traffico locale, anche in galleria, sarebbero importanti e, se ben pianificati, potrebbero forse avvalersi del riorientamento degli attuali finanziamenti”.

Il sindaco di Noli, Giuseppe Niccoli

 

 


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