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Borgio Verezzi alle prese con PFAS. Assemblea alle Opere Parrocchiali. “La Regione? Tace sui dati, sul sangue dei cittadini. Tace da mesi. Perché?”


Riceviamo – PFAS. Assemblea pubblica a Borgio Verezzi. Venerdì 13 novembre 2026, ore 20.45. Opere parrocchiali della Chiesa di Gesù Redentore, via 4 Novembre 45.

ULTIMA ORA – PFAS a Borgio Verezzi e Pietra Ligure: i filtri arrivano a marzo, ma la salute dei cittadini non può aspettare.Rete Liguria Bene Comune, Rete Zero PFAS Liguria, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Medicina Democratica e Attac Savona: “I dati ufficiali ci sono arrivati dopo un mese. Abbiamo fatto analizzare privatamente i nostri campioni e terremo aggiornati i cittadini sugli esiti.”

Noi, Rete Liguria Bene Comune, Rete Zero PFAS Liguria, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Medicina Democratica e Attac Savona, prendiamo atto della decisione dei sindaci dei Comuni soci di Servizi Ambientali, che nell’incontro di Borghetto Santo Spirito hanno approvato all’unanimità l’investimento per un sistema di filtrazione a carboni attivi al servizio dei quattro pozzi che alimentano Borgio Verezzi e Pietra Ligure. È un passo nella direzione giusta, ma tardivo e insufficiente: l’impianto è previsto per l’inizio di marzo, salvo imprevisti, e restano quattro mesi di autobotti e ordinanze di non potabilità per una popolazione che da settimane convive con l’incertezza su ciò che esce dal rubinetto.
I dati su cui ci siamo basati non sono analisi effettuate direttamente da noi, ma i risultati contenuti nei rapporti di prova di Servizi Ambientali, che abbiamo ricevuto dopo circa un mese dalla loro esecuzione. Questo ritardo, in una situazione di emergenza sanitaria e ambientale, è di per sé un problema: i cittadini hanno diritto a conoscere tempestivamente la qualità dell’acqua che bevono e utilizzano E PAGANO.
Abbiamo inoltre fatto eseguire privatamente le analisi su campioni prelevati autonomamente nei due Comuni e siamo in attesa del report degli esperti della Rete Zero PFAS Italia, che li esamineranno nel dettaglio. Terremo aggiornati cittadini, associazioni e attività economiche sugli esiti di queste analisi, appena disponibili.
Nell’attesa, ne diamo una prima lettura che è e resta un nostro parere, non una valutazione scientifica, e che andrà confermata o corretta dagli esperti. Confrontando i valori riportati nei rapporti di prova con i limiti ivi indicati, il quadro che ne ricaviamo è questo: a Pietra Ligure quasi tutti i punti di prelievo superano il limite di 0,02 microgrammi per litro per la somma dei quattro PFAS principali, con valori intorno a 23-25 volte il limite nella rete e di circa 112 volte al pozzo di Caltavituro, mentre a Frazione Ranzi i valori risultano sotto i limiti di quantificazione.
A Borgio Verezzi tutti i punti superano i limiti: la rete è intorno a 92-96 volte il limite, mentre i pozzi arrivano fino a circa 380 volte. Precisiamo che i pozzi sono acqua grezza e che i limiti valgono al rubinetto, e che per lo stesso pozzo due laboratori diversi hanno restituito valori diversi, differenza che potrebbe dipendere dal metodo di analisi. Nei campioni fuori limite la quasi totalità della somma è dovuta al PFOA. Sono numeri che, se confermati, meritano risposte immediate; ma l’ultima parola spetta a chi ha le competenze per darla.
Per questo chiediamo la pubblicazione completa e tempestiva dei risultati ufficiali, con i valori dei singoli composti e non il solo giudizio di conformità, garanzie concrete su approvvigionamento sostitutivo, monitoraggio e informazione durante i quattro mesi di transizione, un biomonitoraggio sul sangue della popolazione esposta, e l’individuazione delle fonti di contaminazione e delle responsabilità. I filtri sono una risposta necessaria, ma non cancellano quattro mesi di incertezza né l’esposizione già avvenuta. A Roccavignale, intanto, l’ordinanza del 28 ottobre viene revocata perché i valori sono rientrati, ma la sorgente Palaviere, da cui è partita la contaminazione, resta chiusa: il problema esiste ed è tutt’altro che risolto.
Finora, né dal gestore idrico né dalle amministrazioni abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. Per noi l’acqua è un bene comune e conoscerne la qualità è un diritto, non una concessione. Appena avremo il report degli esperti e gli esiti delle analisi sui nostri campioni, daremo aggiornamenti pubblici e trasparenti.
Per informare i cittadini sul componente chimico PFAS, abbiamo convocato un’assemblea pubblica con diversi esperti, promossa da Rete Liguria Bene Comune e Rete Zero PFAS Italia: venerdì 13 novembre 2026, ore 20:45, opere parrocchiali della chiesa di Gesù Redentore, Borgio Verezzi. Seguirà, il 19 novembre, l’incontro presso la sede della Regione Liguria tra Servizi Ambientali e le associazioni dei consumatori, sul quale chiediamo un canale di ascolto diretto per cittadini e attività economiche. _Rete Liguria – Bene Comune, Rete Zero PFAS Liguria, Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Medicina Democratica, Attac Savona_

Pfas. Ripetetelo, questo nome. Pfas. Perché entrano nel nostro corpo con il cibo e con l’acqua e lì si accumulano. Si accumulano nei vostri figli, che sono i più esposti e li incontrano già in gravidanza e con l’allattamento. Colesterolo alto, tiroide, sistema immunitario indebolito, vaccini meno efficaci. Non è un’opinione. Sono gli studi.
E la Regione? Tace. Tace sui dati, tace sul sangue dei cittadini, tace sulle comunità. Tace da mesi. Voi potete tacere con lei, oppure potete venire.
Venite. Ascolterete Roberto Melone (Comitato Savonese Acqua Bene Comune), Michela Piccoli (Mamme “No Pfas”), il dottor Francesco Bertola sui danni alla salute, Alessandro Dighero (Rete Liguria Bene Comune e Rete Zero PFAS Liguria) sulle mancanze delle istituzioni. Ci saranno medici, geologi, chimici, avvocati e chi in Veneto ha già attraversato questo inferno e ne è uscito a testa alta.
Loro tacciono. Noi parliamo.
Loro rinviano. Noi ci organizziamo.
Loro vi dicono di stare tranquilli. Noi vi diciamo di sapere.

Comitato Savonese Acqua Bene Comune, Attac Savona, Medicina Democratica, Meteo della Nostra Acqua Comitato Ligure, Rete Liguria – Bene Comune, Rete Zero PFAS Ligura

 

 

 


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