Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, mancava il Reparto Mobile. Carabinieri, Polizia, Digos, Guardia di Finanza, Polizia locale. La beffa del “procurato allarme”. Il sindaco: “Eccezionale la nostra gestione”


Cari studenti del ‘Falcone’: viviamo nella città dei ‘pacifisti’ amici degli amici di Bibi. Il ‘criminale’ che semina odio e morte. Il presidente della commissione consiliare sulla Polizia Locale Matteo Pesce, legista: “Si è trattato solo di un procurato allarme.”

Loano, ore 11, marciapiede a 50 metri dall’ingresso dell’Istituto Falcone: il presidio delle forse dell’ordine è scemato
Loano ore 11 ingresso principale all’Istituto Falcone. Nel parcheggio a pochi metri sono ancora presenti un’auto della Polizia e una dei carabinieri. Pochi minuti prima presente anche la Guardia di Finanza

Già, ma allora siamo in presenza di un reato previsto dall’articolo 658 del Codice Penale. Punito con l’arresto fino a 6 mesi. Oppure ammenda da 10 a 516 euro. Ora, dopo l’alert di Pesce, bisognerà individuare i responsabili, i mandanti e le motivazioni? Magari affidandoci  all’influencer più votato dai lettori di IVG, ovvero il gatto Pielle. Pochi giorni fa, di fronte ad un micio smarrito,⁰ Pielle si è mobilitato sui social con centinaia di post da tutta Italia. Una mobilitazione che crea coscienze più sensibili al bene comune. Speriamo che grazie a Pielle anche a Loano fiorisca il coraggio di urlare ‘basta morte e mutilazioni, atroci sofferenze, la fame, l’assenza di cure e medicine, tra gli indifesi bambini della Palestina’. Almeno 5 mila sono rimasti orfani.  La speranza è di leggere che tanti loanesi si prodighino anche per inviare aiuti  attraverso una rete strutturata di canali ecclesiali ufficiali, agenzie umanitarie cattoliche e parrocchie locali.

Per la ricca storia-cronaca di Loano sarebbe la prima volta nella storia. A meno che gli storici non conoscano altri eventi in cui la città è piombata nella paura di ignoti cospiratori capaci di seminare, tra i giovani del Falcone, odio di classe, violenza, teppismo, fino ai tafferugli con le forze dell’ordine e l’ombra di devastazioni. Non a caso i media autorevoli hanno dato conto che numerosi commercianti ed esercenti della zona delle Olivette hanno chiuso i battenti dopo aver letto giornali e social. Persino nella non lontana farmacia sull’Aurelia, all’inizio di Borghetto S. Spirito, dove erano prenotate vaccinazioni anti covid c’è chi non si è presentato. Ha telefonato: “Abbiamo paura a scendere in strada pare che vogliano mettere a ferro e fuoco la pacifica Loano”.

La psicosi delle violenze studentesche e di minorenni scalmanati  a Milano, Torino, Bologna, non ha risparmiati commercianti ed esercenti a ponente della città dove ha sede l’Istituto Falcone. E messi in allarme dai media locali. Meglio non farsi cogliere impreparati e con la città ‘presidiata’

Altro che pacifica. Una città che può sfoggiare indifferenza (ovvero non manifestare) di fronte alla strage dei 23-25 mila bambini palestinesi inermi uccisi dall’esercito democratico del governo democratico di Israele. Loano unica città in Liguria che grazie agli ‘amici di Israele” del criminale Bibi ha mobilitato le istituzioni locali e regionali per la piantumazione di un albero di Melograno nei giardini in memoria di 3 bambini ebrei barbaramente morti ad opera dei criminali terroristi di Hamas.  La città rappresentata con la fascia tricolore dal primo cittadino eletto Luca Lettieri, già della destra missina, ora della destra destra di Matteo Salvini, tifoso di Putin, sostenitore della ‘remigrazione’ del generale Vannacci. Gli estracomunitari? “Tutti a casa loro e guai a chi tocco i crocifissi dalle aule scolastiche”. Il buon esempio di Salvini che tieni un comizio con il rosario in mano. “Dio, Patria e Famiglia”, in tandem con la presidente Meloni.  Il Matteo è legato sentimentalmente alla compagna Francesca Verdini dal 2019, con cui convive a Roma, ma i due non sono sposati, lui ha un matrimonio alle spalle. Lei, la presidente, non è coniugata. Ha avuto una relazione durata circa dieci anni con il giornalista televisivo del gruppo Berlusconi Andrea Giambruno. La separazione è di ottobre 2023. Anche a Loano non mancano i coerenti seguaci di “Dio, Patria e Famiglia”.

Ci siamo permessi questa opportuna o meno divagazione perchè probabilmente eravamo gli unici a scommettere che Loano pacifica (per alcuni aspetti fin troppo) non avrebbe mai ospitato studenti violenti e loro amici facinorosi. Qui non ha mai trovato terreno fertile il disagio sociale, le disuguaglianze. Forse perchè qui non c’è traccia del malanno sociale che emerge dalle classifiche Istat e senza andare lontano dalla Caritas diocesana. Abbiamo sindaci da 5 mila euro al mese, consiglieri regionali da 8 mila euro al mese, oltre agli extra. Abbiamo assessori regionali che denunciavano un reddito annuo di 11.760 euro e ora, dopo essere sduti su una comoda poltrana, potranno esibire 124 mila euro l’anno, poco più di 11 mila euro al mese. Almeno pagano le tasse che altri cittadini con redditi maggiori non pagano. Anche in questo caso ci sono i dati Istat.

Concludiamo, ancora Pesce: ““La nostra Polizia Locale non si è fatta trovare impreparata. Due pattuglie e una quindicina di agenti erano pronti ad intervenire per garantire la sicurezza dei manifestanti e per la sicurezza della circolazione stradale. Il mio ringraziamento, come sempre, va ai nostri ragazzi in divisa che ogni giorno mantengono Loano sicura per cittadini, commercianti e turisti”. Che volete ascoltare di più e di meglio ?

2/IVG DEL  23 OTTOBRE 2026 – FLOP- Manifestazione studentesca a Loano: forze dell’ordine spiegate, ma davanti al Falcone nessuna traccia dei ragazzi  fotogallery… Sembra non aver ottenuto il successo sperato la manifestazione studentesca annunciata per questa mattina.

….Il sindaco di Loano, Luca Lettieri, dichiara: “Questa mattina è andato tutto bene perché l’istituzione scolastica, le forze dell’ordine e l’amministrazione insieme hanno gestito in maniera eccezionale questo evento che poteva diventare un problema di ordine pubblico. Lunedì appena abbiamo ricevuto comunicazione da parte del dirigente scolastico Laurenzano ci siamo immediatamente attivati per metterci in contatto con la Questura e le forze dell’ordine. Quest’oggi abbiamo garantito la massima tranquillità e serenità all’istituzione scolastica ma anche alla cittadinanza, che era molto preoccupata. Un evento che poteva essere un problema di ordine pubblico si è trasformato invece in una bolla di sapone”.

……Il capogruppo di maggioranza di Loano e presidente della Provincia facente funzioni Demis Aghittino: “La presenza delle forze dell’ordine, che sono ancora qui fuori a fare presidio, è servita come disincentivo. Ma quello che ha funzionato sono stati i progetti che ha portato avanti il dirigente scolastico Laurenzano. Qui sono stati messi in campo diversi eventi per sensibilizzare i ragazzi contro la violenza. E’ giusto il dissenso, è giusto esprimere i propri pensieri, se ci sono problemi, ma la violenza non è mai giustificata in alcun caso. Purtroppo ho letto alcuni di questi messaggi e ‘schifo’ è l’unica parola che trovo per definirli. Quindi è giusto continuare con la prevenzione, prendiamo esempio da persone come Laurenzano, che insegna fin dall’inizio ai ragazzi qual è la giusta strada. A tutti i ragazzi del Falcone e di tutte le scuole che non hanno aderito a questa manifestazione dico che sono orgoglioso di loro”.

…..La presidente del consiglio comunale di Loano Monica Caccia: “L’istituto Falcone lavora da sempre su importanti tematiche, tra le quali la violenza giovanile. Come psicologo forense faccio parte del team scientifico della Fondazione Uniti per Paolo e con il dirigente Laurenzano stiamo lavorando su progetti di prevenzione rispetto a questo fenomeno. Oggi siamo voluti essere qui in segno di solidarietà, di forza, coraggio. Non abbiamo paura, non ci facciamo intimorire da questi atti di violenza. Il messaggio è stato forte e chiaro: oggi abbiamo detto no alla violenza. Siamo uniti per protestare e parlare dei nostri diritti e del nostro futuro, ma sempre in maniera costruttiva”.

…..Il consigliere comunale e presidente della commissione consiliare sulla Polizia Locale Matteo Pesce aggiunge: “Oggi abbiamo assistito ad un procurato allarme. Niente di più. Tra i commercianti e cittadini della zona del Falcone era ben visibile paura e preoccupazione, ma le istituzioni non hanno piegato la testa. Da più giovane membro dell’amministrazione Lettieri voglio dire grazie a chi oggi si è presentato a scuola e con buon senso e civiltà ha espresso le proprie idee in aula magna”.

3/da IVG- di Nicola Seppone- PREOCCUPAZIONE- Loano, messaggio tra gli studenti: “Il 23 ottobre manifestazione davanti al Falcone”. Il dirigente: “In chat anche adulti, annunciate possibili violenze”

Circolare del preside ai genitori: “Non è organizzata dai nostri studenti, dietro l’iniziativa soggetti esterni all’istituto. Proteggiamo la nostra scuola”. La replica in chat: “Siamo pacifici, lo dimostreremo”.

Loano. Striscioni, bandiere, slogan, cartelloni con frasi e “qualsiasi altra cosa vi venga in mente, anche un pezzo di cartone o un foglio con una frase scritta sopra” per “far sentire la nostra voce, per far capire che ci siamo e che abbiamo qualcosa da dire”, ad esempio su temi quali il carovita, la situazione delle scuole, la qualità dell’insegnamento ed i trasporti. E’ questo l’appello lanciato a tutti gli studenti in una chat WhatsApp che ha l’obiettivo di organizzare una manifestazione studentesca per venerdì 23 ottobre alle 8 davanti ai cancelli (lato Aurelia) dell’istituto Falcone di Loano.

“Partecipare non è un obbligo, ma avere risposte ed esprimere la propria opinione è un nostro diritto – spiegano i promotori dell’iniziativa, la cui identità al momento non è nota – Quello che sta succedendo in Italia e nel mondo ci riguarda tutti, perché siamo noi giovani quelli che dovranno vivere il futuro che si sta costruendo oggi. E noi un futuro lo vogliamo, un futuro in cui possiamo essere ascoltati e presi sul serio. Per questo chiediamo di esserci e di partecipare insieme a noi. Non lasciamo che siano sempre gli altri a parlare al posto nostro. Se abbiamo delle idee, delle preoccupazioni e delle richieste, è arrivato il momento di farle sentire”.

Il “caso” della chat di Whatsapp

Di questa manifestazione si è parlato in un gruppo WhatsApp con circa 800 partecipanti, nella quale sono apparsi messaggi che evocherebbero “comportamenti fortemente violenti” e il timore di danneggiamenti o di blocchi agli ingressi della scuola. Alla luce di questo scenario Mosè Laurenzano, dirigente scolastico del Falcone, ha inviato una lunga comunicazione a studenti e famiglie in vista della manifestazione annunciata per venerdì 23 ottobre.

A far scattare l’allarme sono i contenuti che circolano nella chat, dove, stando a quanto appreso, si farebbe riferimento anche ad azioni violente, all’utilizzo di materiali pericolosi e a possibili atti vandalici. Un quadro che, ovviamente, preoccupa, e che Laurenzano ha deciso di non sottovalutare.

In queste ore, l’obiettivo del dirigente scolastico è quello di “disinnescare la mobilitazione” e mettere in guardia i ragazzi – e i genitori – dai possibili rischi legati ad una eventuale partecipazione.

L’iniziativa non è organizzata dai rappresentanti degli studenti del Falcone. La mobilitazione, secondo quanto ricostruito nella comunicazione, sarebbe partita dall’esterno dell’istituto. E nella chat sarebbero presenti anche i messaggi di alcuni adulti, che starebbero alimentando il clima di tensione, spingendo gli studenti verso comportamenti potenzialmente pericolosi.

Insomma, la situazione è seria e le forze dell’ordine, debitamente informate, sono già al lavoro per adottare le misure necessarie.

“Ci sono elementi oggettivi di preoccupazione – spiega Laurenzano a IVG -. La circolare è stata mandata con lo scopo di depotenziare tutto questo. Se i nostri ragazzi non partecipano, restano solo i soggetti esterni, che non hanno niente a che vedere con la nostra scuola”.

Nella circolare, il dirigente scolastico richiama anche le famiglie sulle “possibili conseguenze giuridiche dei comportamenti individuali”, comprese quelle sul piano penale.

Un avvertimento che arriva a poche ore dal via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto sicurezza voluto dalla premier Giorgia Meloni. Tra le misure previste figurano la presunzione della capacità di intendere e di volere per i minori tra i 14 e i 18 anni, salvo prova contraria, l’estensione dell’arresto in flagranza differita per determinate fattispecie di reato e nuove disposizioni sul fermo preventivo, applicabile a determinate condizioni anche ai minorenni dai 16 anni in su.

Aggiunge il dirigente Laurenzano nella circolare: “Chiedo ai genitori di parlare con i propri figli, di ascoltarli e di confrontarsi con loro sull’eventuale appartenenza a questo gruppo e sul significato dei messaggi che vi vengono diffusi. È importante aiutarli a riflettere su ciò che leggono, sulle reazioni che esprimono e sulle conseguenze delle iniziative alle quali vengono invitati a partecipare, incoraggiandoli a scegliere con la propria testa, senza lasciarsi trascinare dalle pressioni del gruppo, e a prendere chiaramente le distanze da ogni forma di violenza, intimidazione o danneggiamento”.

In mattinata Laurenzano ha riunito i candidati alla rappresentanza d’istituto per fare il punto della situazione in vista della possibile manifestazione. L’obiettivo è scongiurare la partecipazione degli studenti del Falcone ad un’iniziativa che, alla luce dei messaggi circolati sulla chat, desta preoccupazione per i possibili risvolti violenti: “Il contributo di ogni studente e di ogni famiglia è decisivo per proteggere le persone e la nostra scuola”, conclude il dirigente scolastico.

La controreplica dei ragazzi

Alla luce della circolare, nella chat in questione ha iniziato a circolare una nuova comunicazione: “Non lasciate che la paura vi faccia dimenticare i vostri diritti – dicono – Manifestare pacificamente è un nostro diritto, tutelato dalla Costituzione italiana. L’articolo 17 riconosce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi, mentre l’articolo 21 tutela la libertà di espressione e il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Loro stanno applicando la repressione con la paura. Non stiamo chiedendo un privilegio: stiamo esercitando un diritto”.

“Ma ricordiamoci anche una cosa fondamentale: manifestare pacificamente è una cosa, ricorrere alla violenza è un’altra. La violenza non è la nostra strada e non deve diventarlo. Anche l’occupazione dell’istituto è una questione distinta, con possibili conseguenze legali: non confondiamo il diritto di protestare con qualsiasi forma di protesta. Non confondetevi: noi siamo pacifici. E dimostriamolo venerdì. Dimostriamo che si può far sentire la propria voce senza distruggere, senza aggredire e senza odiare. Dimostriamo che la forza delle nostre idee è più grande della rabbia e che la nostra determinazione non ha bisogno della violenza per essere ascoltata. La vita è una sola. E allora perché sprecarla lasciando che sia la paura a decidere per noi e viverla da codardi?”.

“’La guerra è quando lo Stato ti dice chi è il tuo nemico; la protesta è quando lo scopri da solo’ diceva Napoleone Bonaparte. Il suo significato ci invita comunque a riflettere: non dobbiamo accettare passivamente tutto ciò che ci viene detto, ma imparare a pensare con la nostra testa, a informarci e a formarci un’opinione. Ragazzi, non trasformate la paura in odio. La paura può essere superata, mentre l’odio può lasciare ferite difficili da rimarginare. Non permettiamo che la rabbia ci porti a fare proprio ciò che diciamo di combattere”.

“Protestiamo oggi con la testa, con il coraggio e con la pace. Non perché siamo deboli, ma perché abbiamo abbastanza forza da non farci governare dalla rabbia. Venerdì facciamo vedere chi siamo. Facciamo sentire la nostra voce, restiamo uniti e dimostriamo che si può lottare per ciò in cui si crede senza rinunciare al rispetto degli altri”.

Il dirigente: “Non partecipate, sarà testimonianza concreta di legalità, rispetto e gentilezza”

Una tesi a cui il dirigente Laurenzano tiene a replicare: “Se nessuno studente del Falcone aderirà a questa iniziativa che prospetta violenza, intimidazioni o danneggiamenti, daremo insieme una testimonianza concreta dei nostri valori di legalità, rispetto e gentilezza. Una scelta condivisa e responsabile impedirà inoltre che i soggetti esterni possano utilizzare la presenza dei nostri ragazzi per presentare le proprie azioni come espressione della comunità scolastica. Il contributo di ogni studente e di ogni famiglia è decisivo per proteggere le persone e la nostra scuola. Infine, ricordo che l’iniziativa non è organizzata dai rappresentanti degli studenti della nostra scuola“.

 


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