All’Istituto Italiano di Cultura le mostre “La Grande Opera Ceramica” e “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”.
di Federico Marzinot

A Madrid presso il Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura è in corso, dal 13 ottobre al 14 novembre 2026, la mostra “La Grande Opera della Ceramica”, curatore e direttore artistico Enzo Biffi Gentili, assistente curatore Daniele Panucci, realizzata con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. A corollario della stessa l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita nella propria sede la mostra “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”, promossa dalla AICC – Associazione Italiana Città della Ceramica, curata da Viola Emaldi, con la direzione artistica di Enzo Biffi Gentili. In entrambe le mostre la ceramica ligure ha, come si vedrà, un ruolo di rilievo.
“La Grande Opera Ceramica”- “La Grande Opera Ceramica” é una esposizione espressamente dedicata alla proposta di artieri contemporanei italiani con la quale l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio creativo italiano, promuovendo il dialogo tra arte, artigianato, innovazione e produzione. “La scelta di Madrid per ospitare questa mostra ha un significato particolare. Italia e Spagna sono unite da una lunga storia comune e da una profonda amicizia, alimentata da solidi rapporti economici e culturali.
La Grande opera Ceramica restituisce così l’immaginedi un Paese che sa trasformare la propria storia ininnovazione e la propria creatività in crescita” ha dichiarato, in occasione della inaugurazione della mostra, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale dell’Italia, on. Antonio Tajani. L’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha, a sua volta, evidenziato come il progetto de “La Grande Opera Ceramica” offra “una visione contemporanea dell’arte ceramica italiana, in dialogo con la tradizione artigianale celebrata in Ambasciata nell’ambito della Giornata del Made in Italy 2026 con un evento dedicato alle ceramiche della costa amalfitana”.
Elena Fontanella, nuova Direttrice dell’Istituto di Madrid, ha sottolineato come “la terracotta sia, per sua stessa natura, un linguaggio universale, che supera ogni confine. Sulla scorta di questa secolare contaminazione, la mostra é una necessaria dichiarazione di indipendenza disciplinare e spirituale dell’arte ceramica, un invito a riscoprire l’essenza di un’espressione artistica troppo a lungo relegata a un ruolo marginale”. Elena Fontanella ha in programma di dedicare attenzione alle arti applicate – iniziando appunto dall’arte ceramica – viste come tratto distintivo del profilo culturale dell’Italia, e non certo come “arti minori”.
Il curatore Enzo Biffi Gentili ha evidenziato che “nel suo titolo la locuzione Grande opera in italiano, come del resto Gran Obra in spagnolo, deriva dal latino Magnum Opus che é anche una definizione del’Alchimia. La connessione ceramica-alchimia appare ovvia: si tratta di due arti del fuoco combinatorie dei quattro elementi Terra, Acqua, Fuoco, Aria”. “Ogni pezzo in mostra testimonia che il capolavoro ceramico non é un semplice oggetto esteticamente compiuto, ma il mezzo attraverso cui l’autore perfeziona se stesso e tocca quello che Joseph Joubert, nei suoi “Pensieri”, definiva una bellezza celeste” aggiunge Biffi Gentili.

“La Grande Opera Ceramica” viene proposta in tre “Sale” del seicentesco Palacio Abrantes, con l’esposizione dell’opera di diciotto artieri ceramici, tra cui i savonesi Sandro Lorenzini e Rinaldo Rossello e l’albisolese Tullio Mazzotti, e dell’artiere del tratto Giorgio Calcara. Nella “Sala della Figulina”, dedicata all’arte vascolare, vengono esposte due opere di Sandro Lorenzini, entrambe intitolate “Composizioni sospese”, poste in dialogo con due sculture di Edgardo Abbozzo, di Deruta (1937-2004). Una delle opere di Lorenzini è formata da un bastone scuro ondulato, che sopra sorregge due mani, ciascuna con l’indice rivolto verso l’alto, e sotto sorregge un grande vaso dorato. ”Lorenzini” scrive Biffi Gentili “ha sempre amato far pendere le sue ceramiche, come enormi burattini, strutture maturali come gli alberi o artificiali. Le sue più recenti composizioni sono invece leggere, levitanti, lievemente ruotanti e i vasi, quando presenti, si manifestano ormai solo come simulacri, sui quali sono applicati preziosi smalti orientali”.
Nella “Sala della Luccicanza”, dedicata all’ornamento a lustri o a riflessi, viene esposta l’opera di Tullio Mazzotti, intitolata “Vaso 3D”. “Mazzotti realizza con la modellazione 3D cerimoniali calici lustrati. A Madrid espone ceramiche a lustro realizzate con tecnologie sofisticate ed é anche fautore di una ricostituzione di responsabilità diretta del ceramista (insomma, basta con la delega esclusiva al designer ed all’artista)” scrive Biffi Gentili a proposito dell’opere e della figura di Tullio Mazzotti.

Nella “Sala della Statuaria” sono esposti due “Omini Spaziali”, del savonese Rinaldo Rossello (1925-1971), forse l’unico non figurativo fra gli artisti che vi sono presenti. “La famiglia Mazzotti divide nel 1959 le sue sorti commerciali, facendo nascere due manifatture” scrive Biffi Gentili. “Una fa capo a Torido Mazzotti (1895-1988), nonno di Tullio, l’altra a Tullio d’Albisola (1899-1971) ed a sua sorella Vittoria (1907-1985). In questa seconda il marito della figlia di Vittoria, Esa (1932-2005), Rinaldo Rossello è un altro esempio di imprenditore artiere affascinato da nuovi linguaggi. Poco conosciuto dai non specialisti lo si presenta a Madrid grazie al figlio Giovanni Rossello e a Luca Bochicchio e Daniele Panucci, della Fondazione Museo della Ceramica di Savona, con i suoi “Omini Spaziali”, piccoli alieni, certo debitori dell’Arte Nucleare e dei suoi vivacissimi esponenti come Enrico Baj e Piero Manzoni, anch’essi interessati a mostriciattoli e marziani”.
Il catalogo della mostra, con la grafica di Elena Borneto, é edito da “Vanilla Edizioni”, di Albissola Marina.
“Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”- Al piano nobile del Palacio de Abrantes, dal 13 ottobre al 14 novembre 2026, stesse date e orari de “La Grande Opera Ceramica”, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita nello Spazio Dante l’esposizione “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”, progetto espositivo promosso dalla AICC-Associazione Italiana Città della Ceramica. Curato da Viola Emaldi, é dedicato alle origini della ceramica italiana e alle forme più umili che hanno contribuito a costruirne l’identità: brocche e recipienti per l’acqua e per la conservazione e la preparazione del cibo, che raccontano una cultura materiale fatta di ingegno, trasmissione dei saperi e identità territoriali.
A proposito dei contenuti e degli obiettivi dell’iniziativa, il presidente di AICC Massimo Isola dichiara che “la mostra parte dalle forme primarie della ceramica d’uso per compiere un’operazione profondamente contemporanea: mostrare come un archetipo non appartenga soltanto al passato, ma continui a essere interrogato , trasformato e reinventato. E’ uno degli aspetti più affascinanti della ceramica: una materia antichissima che non ha mai smesso di produrre nuovi linguaggi. E’ una prospettiva in cui AICC crede molto: le nostre città non sono soltato custodi di una storia, ma luoghi nei quali quella storia continua a essere riscritta. Portare questo racconto in un contesto internazionale significa restituire alla ceramica italiana tutta la sua forza culturale e la sua sorprendente contemporaneità”.

La direttrice di AICC Nadia Carboni a sua volta, circa il significato dell’iniziativa afferma che “portare Grand Tour nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid rappresenta un importante passo nel percorso di valorizzazione e internazionalizzazione della ceramica italiana, attraverso una nuova chiave curatoriale: non più soltanto una geografia delle diverse ecellenze territoriali, ma un racconto culturale unitario, che mette in relazione identità, saper fare e capacità di innovare, mostrando come la tradizione possa continuare a generare nuovi linguaggi e reinterpretazioni contemporanee. Presentare il progetto in questa veste, in dialogo con “La Grande opera Ceramica”, é un investimento culturale e strategico per riaffermare la ceramica come espressione autentica delle radici italiane e della loro capacità di rinnovarsi”.
Con riferimento alle linee guida della mostra la sua curatrice Viola Emaldi sottolinea che “come ha intuito Harold Rosenberg, anche il Nuovo, quando nasce da una ricerca libera e da una moralità intellettuale indipendente, finisce per costruire una propria tradizione. “Grand Tour” nasce da questa stessa convinzione: gli artieri contemporanei, quelli del secolo scorso e quelli del nostro tempo presenti in mostra, non sono stati soltanto custodi di forme e saperi ereditati, ma autori di una tradizione che si rinnova attraverso la ricerca. Anfore, brocche, fiasche, olle e recipienti della cultura popolare italiana diventano così archetipi aperti, forme elementari attraverso le quali il contemporaneo può ancora interrogarsi, sperimentare e inventare. E’ in questa tensione tra memoria e libertà, tra forma ricevuta e nuova interpretazione che la ceramica artigianale italiana rivela tutta la sua contemporaneità”.
Anche in “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana” si registra una significativa presenza della ceramica della Liguria. Vi sono infatti esposte:
“Le pentole riflessate” di Tullio Mazzotti, della “Manifattura Ceramiche Giuseppe Mazzotti 1903”, di Albissola Marina.

la “IDRIA MMXX” di Gabriele Resmini e Luca Pellegrino, di “mCLp studio”, di Albisola Superiore.
i “Vasi-manici improbabili” delle “Ceramiche Il Tondo” di Andrea e Marcello Mannuzza, di Celle Ligure.
il “Tris di pentole in “ermocotto ernan”, design Ernesto Canepa, studio ERNAN, di Albisola Superiore.
la “Scultura vaso pesce” , di Ernesto Canepa, studo ERNAN, di Albisola Superiore.
Federico Marzinot

Tullio Mazzotti, “Vaso 3D”, 2017, progettato al computer e modello realizzato con stampante 3D, decorazione con aerografo con smalti e riflessi metallici ottenuti in ambiente con ossigeno riducente, Manifattura giuseppe Mazzotti 1903, cm. 32×11
Rinaldo Rossello, “Omino Spaziale”, 1966, ceramica riflessata, Manifattura VMA – Vittoria Mazzotti Albisola, cm. 33
