Bella la ”Storia di Navalia … Naulum Noli” di Giovanni Toso. L’Autore è un ingegnere, e a mio avviso lo stile del libro è perfettamente aderente alla sua formazione e alla sua professione nel senso più alto.
di Massimo Germano
Chiaro, stringato, essenziale anche l`a dove la materia diventa pi`u complicata, vedi quell’oscuro periodo romano-bizantino-longobardo di cui si parla nel Capitolo Quarto e le nuove recenti interessanti scoperte archeologiche fatte in Noli negli anni 2005-2007 cos`ı ben tracciate dall’Autore nel Capitolo Quinto del suo libro.
Perché un nuovo libro sulla storia millenaria di Noli, questa piccola repubblica che per tanti anni seppe preservare la sua indipendenza in un’Italia lacerata da guerre interne ed esterne, spesso rassegnata ad una servitù perenne?
”Viva Francia, viva Spagna, basta solo che si magna”, era spesso lo sconsolato commento di mio nonno quando rievocava tante tristezze del passato.
Di Storie di Noli ce ne sono tante, a partire da quella monumentale del Gandoglia, quella del Vivaldo, quella del Descalzi, come ben documentato nei preziosi riferimenti bibliografici posti al termine del libro.
La risposta si trova nelle Note Introduttive, una a nome della Fondazione Culturale S. Antonio di Noli e l’altra firmata dall’attuale Sindaco, Ambrogio Repetto. Cito dalla prima: ”La fase di cambiamento generazionale e socioeconomica in corso pone a rischio la continuità della memoria storica e l’attenzione alle antiche radici….”, e quindi ”si è evidenziata la necessita di un nuovo testo che raccontasse la Storia di Noli in modo divulgativo, ma aggiornato e completo, con metodologia corretta e oggettiva, che integrasse i molti testi.”
E il libro risponde esattamente a queste esigenze, ci mette al corrente in maniera piana e completa sui tanti problemi e i tanti quesiti che la storia millenaria di Noli propone. L’Autore sa rispondere alla domanda in modo ottimale. Verifica ed integra con puntualit`a e precisione ”le testimonianze storiche disponibili: testi di specialisti, bibliografia classica, cartografia antica…..” Bella la copertina! Quanto sanno parlare le carte geografiche, una delle mie prime passioni giovanili!
Ma il libro non `e solo questo. Da leggere la documentata e appassionata relazione esposta nel Capitolo Terzo del libro, riguardante un annoso problema, l’origine del nome Noli: da Navalia o da Neapolis? Inoltre Giovanni Toso `e anche l’Autore di un altro bel libro, intitolato ”Dante, Noli e il Purgatorio”, vincitore del premio Anthia, ”Libro Ligure dell’anno”, un avvincente e documentato saggio storico-letterario sul ”bel soggiorno” del nostro Sommo Poeta nella piccola repubblica guelfa. ”Vassi in San Leo e discendesi in Noli….”, se ne parla in due pagine del libro, corredate da un bellissimo ritratto di ”Dante giovane, prima dell’esilio, in abito porpora”.
Perch`e oggi anche la scelta delle immagini conta, oggi un libro di storia non `e pi`u come quelli di una volta, tutte parole, pochissime illustrazioni.

Oggi si può pescare in un mare di dati, di disegni e di fotografie, e c’`e chi giustamente teme che tra poco l’Artificial Intelligence ci sostituir`a e la far`a da padrona. Bisogna saper scegliere, dare alle cose il giusto peso, selezionarle, estrarne l’essenza, le immagini devono ”parlare” e Giovanni Toso sa farlo nel suo libro con grande abilit`a. Tutto allo scopo non solo di fare ”chiarezza sulle
origini e sulle epoche pi`u antiche della storia di Noli”, ma anche di tramandare ai posteri la memoria di ”una comunità di uomini e donne coraggiosi e orgogliosi…. aperta al contatto con mondi nuovi e lontani.”
E così arrivo al perchè foresto come me `e tanto appassionato e tanto apprezza un mondo che in fondo non `e suo, in cui non ha radici profonde come quelle dell’Autore. Sono un foresto, e non basta l’affettuosa dedica del caro amico Giovanni a consolarmi: ”All’amico Massimo Germano, ormai Nolese riconosciuto, con stima e simpatia…..”. Certo, Noli `e anche il posto dove ho conosciuto mia moglie, dove le figlie e poi i nipoti hanno imparato a nuotare, dove si sono coltivate tante amicizie, ma ormai sono vecchio ed associo sempre
pi`u Noli all’idea di un rifugio, quello che ancora non riesco a realizzare, schiavo ancora di una citt`a che mi lega con gli ultimi impegni. Io appartengo alla Noli dei foresti, come il sommo poeta Dante, e Giordano Bruno, e i miei nonni e tanti altri che oggi riposano in pace nel piccolo cimitero sotto al Castello, tra gli ulivi e con davanti il mare. Per me Noli resta associata alla mia infanzia, al focolare con le pigne che ardono allegre, al mercato del pesce, alla torta Pierina…. un punto fermo. Come m’immagino sia stato nel lontano settimo secolo, all’epoca delle invasioni Longobarde, per la Domina Lidoria, immortalata dalla bella lapide oggi esposta nel Palazzo Comunale.
Commoventi le sue parole, vedi pagina 138 del libro: ”Nel nome del Signore qui riposa in pace in buona memoria donna Lidoria.….Scongiuro nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo che questo sepolcro non sia violato.…”
Ma queste sono fantasie di un povero vecchio e le dovete perdonare. Un’ultima importante nota: l’incasso del libro `e devoluto alla benemerita Fondazione Culturale S. Antonio. Si avvicinano le feste, `e una bella strenna per gli amici di Noli, foresti e non.
Massimo Germano
