Prima Puntata- Che la situazione della percorribilità di alcune strade e piazze del centro storico più antico, a Pietra Ligure, fosse caduta in una sorta di “anarchia”, dove ogni esercente poteva fare quello che voleva, mettendo a proprio piacimento sedie e tavolini in mezzo alla strada pur di ampliare più che si potesse la propria capacità ricettiva della clientela, era un fatto che preoccupava molto diversi residenti.
di Mario Carrara*


L’invasione spropositata dei dehor sulle strade impediva, infatti, il passaggio di tutti quei mezzi d’emergenza, come autoambulanze, auto mediche, vigili del fuoco e forze dell’ordine che, chiamati ad intervenire d’urgenza, si sarebbero trovati l’impedimento a proseguire coi loro mezzi. Era una situazione sostenibile? Era una situazione tollerabile? Per quei cittadini residenti, giustamente preoccupati, no; come pure per altri ristoratori che vedevano raddoppiare, da un momento all’altro, la capacità ricettiva dei loro colleghi con un’ingiusta concorrenza. Tuttavia, per l’amministrazione del Sindaco De Vincenzi, a quanto pare, sì; perché non aveva fatto fare i controlli e le ispezioni che la normativa impone.
Non era tanto, quindi, un fatto di “occupazione abusiva di suolo pubblico“ (che, pure, avrebbe potuto sussistere), quanto un fatto “primario” di sicurezza e di ordine pubblico: garantire la percorribilità delle strade dei mezzi d’emergenza in ogni momento. Specie nelle sere d’Estate, quando il centro storico si riempie di tanta gente.
Poiché l’Amministrazione comunale sembrava proprio che “chiudesse un occhio” su una tale situazione di gravità e non facesse nulla, i cittadini si sono rivolti a noi dell’opposizione affinché sollevassimo formalmente il caso in Consiglio comunale.
E noi, ritenendo fondata la questione, abbiamo depositato il 24 Luglio scorso un’apposita Mozione consiliare.
A fronte dei due interessi: quello di un maggior guadagno anche a scapito della sicurezza e quello di garantire la stessa sicurezza, abbiamo ritenuto che fosse quest’ultimo ad essere prevalente e meritevole di una piena tutela.
La Mozione è stata discussa durante il Consiglio comunale, richiesto appositamente dall’opposizione, il 21 Agosto scorso. Ed è stata regolarmente …respinta.
Essa verteva esclusivamente sulla necessità di garantire la sicurezza per quanto riguarda il passaggio dei mezzi di pronto intervento nelle strade e sulla richiesta di un limite orario alle performances musicali e di intrattenimento nei vicoli; avevamo proposto le ore 23; abbiamo dichiarato la disponibilità per un compromesso alle 23,30. La maggioranza voleva una dicitura blanda, senza un’indicazione d’orario, ma soltanto con la frase: “sia garantita la quiete pubblica“. Cosa che, ovviamente, era inaccettabile perché ad interpretazione soggettiva e fonte di arbitrii.
Così De Vincenzi & Co. ne hanno approfittato per avere un pretesto per bocciare la Mozione. C’è da presumere che, nonostante le parole iniziali di ambigua disponibilità, volessero proprio questo risultato fin dal principio.
Tuttavia, è quanto è avvenuto dopo la data del deposito della Mozione stessa, il 24 Luglio, e prima del Consiglio del 21 Agosto, che ha dell’inverosimile se non del “clamoroso“.
Infatti, la sera inoltrata di venerdì 31 Luglio riceviamo varie telefonate che ci informano del fatto che agenti della Polizia Locale stiano passando da tutti gli esercenti dell’intero centro storico, concessionari di dehor, avvisandoli di controlli che verranno fatti dal successivo lunedì 3 Agosto, invitandoli, per evitare multe, a rientrare nei limiti delle loro concessioni.
Gli agenti, per questa “missione“, sarebbero stati inviati dal Sindaco.
Ciò, a conferma che, fino a quel momento, di controlli sulla regolarità dei dehor non ne erano stati fatti, dando luogo alla deregulation, nella quale ognuno faceva quello che voleva.
Tuttavia, non è finita qui.
Perché, successivamente, mi viene recapitato da diverse persone un messaggio proveniente da una chat, presumibilmente di ristoratori, non so inviato da chi, nel quale vengo esplicitamente citato per nome (cosa che mi autorizza, a maggior ragione, a renderlo pubblico) per cui viene scritto che, a seguito del deposito della mia Mozione consiliare, il Comune si trova costretto a fare i controlli previsti dal Regolamento vigente. Ed è costretto a farli SUO MALGRADO!
Ciò vuol dire che se non ci fosse stata la mia mozione, i controlli stessi non sarebbero mai stati fatti! Come, in effetti, fino a quel momento, non lo erano stati.
Ma non basta ancora, perché poi il messaggio prosegue citando il Sindaco stesso, il quale per non far pagare le multe ai contravventori, si è preoccupato di mandare i vigili ad avvisarli.
In questa situazione ci sono due persone e due posizioni: da una parte, un consigliere di opposizione “cattivo“, che chiede sia fatto rispettare il regolamento che c’è già affinché sia garantita la sicurezza di tutti i cittadini. Dall’altra, un Sindaco “buono” che finora, ha “abbassato gli occhi” per non vedere abusi e garantire maggiori guadagni a certi ristoratori, non facendo fare nessun controllo; ma ora si trova costretto, suo malgrado, quindi, anche se non vorrebbe, a farli fare perché “tallonato” dalla mozione del consigliere di opposizione; mozione che espone il Sindaco stesso a sue personali responsabilità in caso succeda qualsiasi cosa.
Se le cose stanno così, poverino! Come dev’essere duro far rispettare le norme quando, in certi casi lo si fa “controvoglia“. O per qualche elettore in più.
Ma una situazione del genere non avrebbe mai dovuto neanche sussistere, perché il Sindaco ha proprio nelle sue funzioni specifiche quale “Ufficiale di Governo” quella del rispetto “dell’ordine e della sicurezza pubblici“, nonché di far rispettare la legge e quelle norme, come i Regolamenti, che il Comune stesso si è dato. Sennò che ci sta a fare?
E c’è da chiedersi se sia regolare e legale, come ci veniva riferito e come dice il messaggio della chat, mandare la Polizia locale ad avvisare che sarebbero stati fatti, di lì a poco, i controlli previsti dal regolamento per evitare di infliggere delle multe?
È un dato di fatto inequivocabile che gli agenti siano passati dai ristoratori nella sera del 31 Luglio.
Fatte le debite proporzioni, sarebbe come se il questore mandasse la Polizia ad avvisare determinati soggetti o categorie di persone che in un determinato giorno essa stessa farà dei controlli e potrà prendere provvedimenti ed elevare sanzioni. Non è una cosa assurda, inverosimile e, soprattutto, illegale?
Chi scrive ha condiviso ed ha risposto ad un’esigenza di ripristino della sicurezza, paventata da diversi cittadini. Com’è stato scritto a chiare lettere nella mozione, pur essendo ben favorevole ad incrementare il lavoro nelle attività turistiche di ristorazione, ma a patto che la sicurezza generale, cioè di tutti, non fosse compromessa, ma garantita.
Come Consigliere di opposizione, non ha fatto altro che fare il proprio “mestiere“, o meglio: svolgere il ruolo che la legge gli assegna: né più né meno.
Ma che dire dell’atteggiamento del Sindaco (e del vicesindaco)?
La vicenda di Crans Montana in Svizzera non ha insegnato niente? Là, per favorire maggiori incrementi di guadagni privati, quel Comune non ha fatto fare i controlli cui era tenuto. È successo quello che è successo ed i risultati si sono visti.

In Consiglio comunale la relazione per la Giunta l’ha svolta il vice sindaco Daniele Rembado, che ha così dimostrato di avere anch’egli responsabilità di gestione, o di non gestione, della vicenda.
Non sappiamo perché l’amministrazione De Vincenzi abbia tenuto questo sconcertante atteggiamento fatto di non rispetto delle norme: quello di non far fare i controlli prima della Mozione, quello di mandare i vigili a preavvisare dei controlli per non far fare le multe, quello di giustificare questi ultimi affermando di esser costretta a farli “a proprio malgrado“; quello, sostanzialmente, di gettare “la colpa” dei controlli sul consigliere Carrara: se non ci fosse stato lui, tutto sarebbe andato avanti liscio fino alla fine dell’Estate. Successivamente al deposito della Mozione, i controlli, spinti unicamente dalle conseguenti responsabilità incombenti per gli Amministratori comunali, sono stati fatti.
Ma i “fatti accaduti” restano. Questo atteggiamento è stato dettato solo da quello che una volta era definito: “clientelismo“?
Mario Carrara*
(capogruppo consiliare della Lista Indipendente per Pietra)
Ecco il testo integrale del messaggio. Per adesso abbiamo citato solo questo e preferiamo pubblicarlo trascritto. Ma di tutti, il presente compreso, abbiamo gli screenshot.
“Buonasera a tutti, immagino che saranno già passati i vigili ad avvisarvi, comunque ci teniamo a darvi un chiarimento. A seguito di una mozione presentata in comune da Carrara in cui si lamenta una situazione “selvaggia” (passatemi il termine🤣) di occupazione del suolo pubblico, il comune stesso si trova costretto
suo malgrado ad effettuare i controlli previsti dal regolamento.
Onde evitare di farci pagare multe il sindaco ha incaricato i vigili di avvisarci .
Pertanto da lunedì saranno effettuati controlli e tutti i tavoli al di fuori dei bollini regolari saranno multati.”
Da google: “Suo malgrado” significa contro la sua volontà, o a dispetto di ciò che quella persona desidera o gradisce.
Significato e Uso: Si usa quando una persona compie un’azione o subisce una situazione non per scelta, ma perché costretta dalle circostanze.
