Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pietra Ligure. Mario Carrara da 47 anni a Palazzo Golli: perché ho scelto di aderire al partito del “generale” Vannacci?


La risposta è semplice: perché condivido le sue posizioni. Quali posizioni e su quali temi? Esaminiamoli.

di Mario Carrara

Da sinistra l’avv. Luciano Chiarenza ‘portavoce provinciale’ del partito, Mario Carrara alla destra dell’on. Vannacci. Ricco di 500 mila voti alle ultime elezioni europee, correndo per la Lega di Salvini dala quale ha presto divorziato, non consesualmente. Ultimi sondaggi. L’ex generale ora sospeso dal ministero della Difesa è al è al 7,1%, preceduto da Forza Italia (7,9).  Si mette male per i salviniani: 5,1%. 

Se quattro anni fa la maggioranza degli italiani ha votato per il centrodestra ed ha reso come primo partito dell’attuale coalizione di governo, quello della Presidente del Consiglio, è per le posizioni decise che essa aveva su determinati argomenti. Tra cui, tanto per citarne uno, ricordate? “L’unico mezzo per fermare il flusso degli sbarchi clandestini, è impedirli prima che partano con i loro barconi: con un blocco navale! Ebbene, non solo il blocco navale non è mai stato fatto, ma le partenze degli immigrati non si sono mai fermate. Il fatto poi, che in questi ultimi anni non siano stati presi provvedimenti vigorosi contro la delinquenza, ha fatto sì che la percezione della criminalità non sia stata mai così elevata e preoccupante come nei nostri giorni. Possibile una cosa del genere proprio con un Governo conservatore? Possibile che una coalizione di centrodestra e conservatrice sia “colta in fallo” come “inadempiente” proprio sulle questioni più caratterizzanti i governi di destra come l’ordine pubblico e la sicurezza? Tanto da portare a pensare che, anziché essere risolte, questioni come quelle citate, si siano nel corso di questi quattro anni, addirittura, aggravate? Sembra, nella sostanza politica, che le posizioni dei partiti al Governo si siano gradatamente ammorbidite se non proprio annacquate! Perché? Forse per compiacere e rassicurare i potenti dell’Unione Europea che vedevano con sospetto la prima premier italiana dichiaratamente di destra? O forse per essere accettati da certi ambienti culturali ed economici italiani per sfatare o allontanare una possibile attribuzione dell’epiteto di “fascisti“? Fatto sta che per andare alla ricerca di un’aurea rassicurante, si è lasciata degenerare la situazione generale e si sono “disamorati” quei cittadini elettori che con convinzione avevano dato fiducia a quei partiti nelle ultime elezioni politiche. Il risultato finale quale sarebbe stato se le cose fossero continuate così senza alternative, vista la latente insoddisfazione generale? Probabilmente, con il continuare a votare per gli stessi partiti per evitare guai peggiori all’Italia con il ritorno della sinistra al potere; oppure, con l’accrescimento della percentuale enorme di chi non va più a votare “perché intanto non cambia niente; intanto sono tutti uguali!”

Ma in politica “il vuoto” non esiste!
Ed “il vuoto“, in questo caso, è quello rappresentato dalle posizioni di “destra” che, per lo spostamento progressivo verso il centro (e l’annacquamento) delle posizioni dei partiti governativi, non sono sentite più come tutelate e, men che meno, rappresentate.

A colmare “il vuoto” politico ci ha pensato il Generale Roberto Vannacci, che, prima, ha avuto il coraggio con il suo libro “‘Il mondo al contrario” di descrivere schiettamente la “deriva” cui sta andando incontro la nostra società, poi, fondando il partito “Futuro Nazionale“.

Un partito che riconoscendosi in pieno nei valori della democrazia, oggi è la sola forza politica di destra. Non una destra “estrema“, come qualcuno vorrebbe considerare, cercando di distorcerne il significato, ma soltanto: una “destra” vera ed autentica. Che, in democrazia, ha pieno titolo di “stare“, propugnando i propri valori.

Fascismo ed Antifascismo.

L’on. Vannacci e Mario Carrara capogruppo consiliare a Pietra Ligure

Tuttavia, per alcuni, e specialmente per tutta la sinistra, sostenere posizioni di destra è equivalente ad essere Fascisti“. Ma non è mica così! Chi si riconosce nel sistema democratico e nelle sue regole (e ne vuole il rispetto anche da parte degli altri) non ha niente a che fare con il Fascismo.

Vannacci ha avuto il coraggio di prendere posizione circa la trappola dell’imposizione del patentino di autenticità democratica (una specie di certificazione D.O.C.G., che viene rilasciata dalla sinistra e da certe organizzazioni ad essa collaterali nel pretendere l’autodichiarazione di “antifascismo” per ogni soggetto politico italiano) riposizionando e riducendo il “Fascismo” nella sua giusta dimensione, che è solo quella storica e non quella politica.

Il “Fascismo” è finito 83 anni fa (25 Luglio 1943) ed il “nazifascismo” (quello della Repubblica di Salò) è finito il 25 Aprile 1945, dopo una sanguinosa guerra civile; pressoché tutti i suoi partecipanti, da una parte e dall’altra, per ragioni anagrafiche, sono morti.

Che senso ha ancora parlare, oggi, di “Fascismo” ed “Antifascismo” come se fossero ancora un problema politico attuale? Come se fossero ancora “realtà” con le quali dover fare i conti? Come se si volesse ostinatamente perpetuare un clima, sempre latente, di postumi mai sopiti di guerra civile? Nonostante i suoi protagonisti ormai non ci siano più?

Dopo quanti anni dal suo accadimento, un evento può o deve essere consegnato alla Storia ed essere considerato un evento “chiuso“, un evento appartenente al passato?

Tanto per fare un esempio calzante: chi scrive è nato nel 1957, un anno distante solo 39 anni
dal 1918. Orbene, se a distanza di più di 80 anni oggi, si considera ancora un fatto attuale “l’Antifascismo“, non avrebbe dovuto considerarsi, a maggior ragione esistente, un sentimento “Antiaustriaco” dopo soli 39 anni dalla fine della prima guerra mondiale? Eppure, a questa stregua, noi italiani ne avremmo avute di ragioni per avere un sentimento “Antiaustriaco“, dopo quasi un secolo intero (dal 1820 al 1918) in cui ci sono state ben quattro guerre con l’Austria (due vinte e due perse) e morti ed insurrezioni varie nazionali represse nel sangue. Eppure, di quel sentimento “Antiaustriaco” dopo soli 39 anni, non ne esisteva traccia. Perché era un evento “concluso“, “finito“, consegnato alla Storia.

La stessa cosa, ma dopo quasi un secolo, deve essere per “Fascismo” ed “Antifascismo“: eventi conclusi che appartengono alla Storia e non alla società italiana contemporanea. A meno che non si voglia artatamente “tenerli in vita” per convenienze politiche.

Se una definizione ci può essere attribuita è quella corretta di “patrioti“.

Tra tutti gli argomenti rilevanti del programma del generale Vannacci ne affrontiamo due: 1) la sicurezza, la legittima difesa e l’ordine pubblico; 2) la Remigrazione.

Sicurezza, Legittima difesa, Ordine pubblico.

Perché oggi nel caso di un crimine, in gran parte dei casi, chi ci guadagna è solo il criminale?

Guardiamo il caso più eclatante: quello del ladro che, alle tre di notte, penetra in casa furtivamente per rubare. Se il proprietario gli spara, perché aveva una pistole (denunciata) sotto al cuscino, avendo visto un’ombra aggirarsi nel buio, magari a rovistare nella camera dei bambini, “Apriti cielo!”: se quello era un ladro disarmato, è “omicidio volontario“; se, invece, aveva un coltello, è “eccesso colposo di legittima difesa“, perché non c’era la proporzione nella reazione del proprietario tra le armi dei due. Se il proprietario prende semplicemente il ladro a bastonate e gli causa delle invalidità, quest’ultimo e la sua famiglia (specie se come spesso avviene, si tratta, ad esempio, di famiglie Rom con molti figli) intentano una causa civile per danni e chiedono un risarcimento commisurato alle dimensioni del nucleo familiare. Il risarcimento economico richiesto dai familiari dei rapinatori del gioielliere Roggero è superiore agli 800.000 euro; già sono partite le istanze di pignoramenti.

Se il proprietario decide di non reagire e si chiude in uno sgabuzzino, il ladro se ne può scappare con il frutto del suo saccheggio.

Quindi, è, gran parte delle volte, sempre il criminale (o la sua famiglia) a guadagnarci: o con i risarcimenti danni o con la refurtiva.

Questi sono solo alcuni esempi eclatanti di come è degenerata la situazione di alcuni aspetti della sicurezza. Il cittadino deve solo, sperando nella buona sorte, che non gli capitino mai situazioni del genere.

Il Generale Vannacci dice: basta. Nei casi descritti sopra, come nei casi delle rapine a mano armata in negozi o pubblici esercizi deve superarsi il criterio della proporzionalità tra
chi delinque, chi commette un crimine e chi è
costretto a difendersi
dal criminale.

Se anziché entrare in una casa di notte per rubare o impugnare una finta pistola per rapinare un negozio, il criminale se ne fosse stato a casa, non sarebbe morto. Compiendo il crimine ne ha accettato le conseguenze: anche quella di lasciarci la pelle.

Il cittadino non dev’essere considerato responsabile in ogni caso, anche in sede civile, se ha agito per difendere se stesso, i suoi familiari, i suoi beni.

Come si fa a non essere d’accordo con questi concetti?

Pure, come si può non essere solidali con quei carabinieri o poliziotti che, in condizioni sempre più difficili, devono far fronte a scalmanati solitari o bande di guerriglieri organizzati come i NO TAV, che compiono atti di devastazione su tutto e provocano volutamente decine di feriti tra le forze dell’ordine? Ma chi pensa “a quei giovani ragazzi che hanno diritto di manifestare per le loro idee (con spranghe e bottiglie Molotov), non pensa anche ai giovani delle forze dell’ordine (uno dei due poliziotti del caso di Bologna ha 23 anni) che lavorano per tutelare la convivenza civile ed anch’essi hanno delle famiglie? Loro non hanno diritto ad una maggior tutela nei confronti dei delinquenti, contro i quali combattono per difendere noi e la nostra società?

E come non accennare alla necessità di stroncare la delinquenza dei minori che imperversano in bande nelle città, i maranza, che in quanto “minori” si ritengono liberi di agire impuniti in atti delinquenziali? Non dovrebbero, ad esempio, esser puniti per le loro malefatte impiegandoli ed obbligandoli a lavori sociali per riparare ai loro crimini?

La Remigrazione.

Nessuno vuole mandar via dall’Italia TUTTI gli immigrati.

Chi viene in Italia per lavorare e, comunque, comportarsi onestamente, accettando e rispettando i nostri valori ed i nostri principi di convivenza è ben accetto è benvenuto. Poi, può liberamente tornarsene al proprio paese d’origine, oppure rimanere, integrandosi nei valori espressi dalla nostra società.

Non è benvenuto chi non lavora, vive di espedienti, è entrato da clandestino in Italia, non ha un permesso di soggiorno e, peggio ancora, vive facendo il delinquente. Il 50% dei reati predatori (furti e rapine) è fatto da stranieri. Il 35% della popolazione carceraria italiana è composto da stranieri. Queste sono le persone che devono essere mandate a casa loro, in una parola: remigrate.

Solo queste?

No. Anche coloro che pur in possesso di permesso di soggiorno e regolarmente in Italia, quindi, godendo dei nostri servizi sociali, del nostro sistema scolastico, dei nostri ospedali e medici, dell’accesso alle case popolari (che molto spesso per il numero dei loro figli vengono assegnate a loro, rispetto alle famiglie italiane), eppure dimostrano di avere in odio i nostri valori, la nostra religione per cui pretendono che non si festeggino più come da tradizione, le nostre feste più care, come il Natale, la nostra Storia, le nostre tradizioni e, invece, pretendono di importare le loro o, addirittura, di imporre i loro sistemi giuridici come la Sharia,
che è assolutamente incompatibile con la nostra civiltà, ebbene queste persone devono essere riportate da dove sono venute: quindi, al loro paese d’origine. Volontariamente o coattivamente. “Volontariamente“, togliendo loro le numerose agevolazioni del nostro welfare, “Coattivamente” tramite l’espulsione operata dalle forze dell’ordine.

E, se del caso, se immigrati di seconda o terza generazione muniti della doppia cittadinanza, con la revoca di quella italiana.

D’altronde, che “qualcosa” si debba fare prima che sia troppo tardi, prima che l’Italia perda la sua identità, prima che gli Italiani debbano rinunciare alla loro religione e civiltà, diventando ospiti in casa propria, è un fatto ineludibile.

L’immigrazione irregolare va avanti in ogni caso. L’invasione in Spagna da Ceuta e Melilla, in corso proprio ora, dimostra che è in atto un salto di qualità di dimensioni terrificanti cui dover far fronte con ogni mezzo.

In Italia, finora, i governi, anche quelli di centrodestra, non hanno saputo porvi freno.


Questa foto non è stata presa da google ma scattata da chi sta scrivendo il 14 Luglio scorso nel mercato di piazza Benedetto Marcello a Milano; non una piazza di periferia, ma prossima al centro urbano: 70/80% di venditori stranieri; 75% di acquirenti stranieri.

Andando avanti così, se vorremo fare un viaggio all’estero, “l’estero” ce lo troveremo direttamente in casa e noi saremo, probabilmente, i nuovi stranieri.

Vogliamo fare quella fine lì?

Penso di no. Servono regole certe e severe per preservare la nostra società, la nostra civiltà, la nostra religione, le nostre tradizioni, la nostra Storia, la nostra identità di italiani. È per questo che ho aderito, dopo tanti anni di “indipendenza” dai partiti politici, a Futuro Nazionale del Generale Vannacci: questa è, ormai, la sola, forse ultima, opportunità che ha l’Italia di conservare il suo patrimonio di civiltà, così come l’abbiamo ereditato e conosciuto fai nostri avi e come vorremmo tramandarlo alle generazioni future.

Nella vita viene il momento che bisogna fare delle scelte: io l’ho fatta e penso, in coscienza, di aver fatto quella giusta, da “Patriota”, da Patria, la terra dei padri.

Mario Carrara, referente F.N. di Pietra Ligure

Ps. In relazione a quanto apparso in un articolo su Trucioli la scorsa settimana, è più che opportuno precisare che il Generale Roberto Vannacci e il partito Futuro Nazionale non pare proprio che abbiano MAI preso posizione in merito alle questioni ecclesiali relative al travaglio che sta attraversando attualmente la Chiesa cattolica e che hanno portato a recenti scomuniche, né circa il Magistero dei suoi Vescovi. Men che meno, in particolare, riguardo al Magistero esercitato dall’Ecc.mo Vescovo di Sanremo Ventimiglia
Antonio Suetta, la cui azione pastorale, improntata sempre alla propagazione ed alla difesa della Fede, al rigore, alla correttezza ed alla giusta attenzione per la Tradizione, deve essere considerata con rispetto e deferenza.

Eventuali posizioni contrarie in merito devono essere considerate espressione di singole sensibilità individuali che non coinvolgono, in alcun modo, il partito di Futuro Nazionale in quanto tale.

M.C.

31/7/2026

 


M.Carrara

M.Carrara

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