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Liguria e Basso Piemonte

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Lettera 2 / Il vescovo Suetta è un conservatore moderato, illuminato o eccede negli scivoloni? Gli ori della Confraternita della Buona Morte


Ai giornalisti di Trucioli.it don Tonino è un vero e proprio estremista o una conservatore moderato?! Dico subito che ho condiviso i suoi provvedimenti nei confronti dei due sacerdoti che hanno presenziato alla consacrazione, in Svizzera, di 4 nuovi vescovi seguaci di monsignor Marcel Lefebvre, noti come lefebvriani.

Di conseguenza, la Santa Sede ha formalmente dichiarato la scomunica per gli ordinanti e i consacrati, aggravando lo scisma con i cattolici ultra-tradizionalisti.

L’incontro tra Papa Leone XIV e il vescovo di Sanremo-Ventimiglia Antonio Suetta

Non solo una lettore del vostro blog, seppure sia imperiese d’origine, da anni mi sono trasferito nella Svizzera Italiana.  I cittadini svizzeri hanno una diffusa cultura dell’informazione. I referendum si fanno spesso perché sono un pilastro fondamentale e istituzionalizzato della democrazia diretta. La costituzione svizzera garantisce ai cittadini il potere di esercitare un vero e proprio diritto di veto sulle leggi del Parlamento o di proporre modifiche costituzionali tramite le raccolte di firme, costringendo i partiti a una costante ricerca del compromesso.

Per indire un referendum facoltativo contro una legge approvata dal Parlamento bastano 50.000 firme raccolte in 100 giorni. Per un’iniziativa popolare che propone una modifica costituzionale ne servono 100.000 in 18 mesi.

La comunità cattolica non subisce passivamente l’autorità del vescovo, ma gode di una forte corresponsabilità amministrativa e finanziaria. Il vescovo gode dell’autorità spirituale, ma deve costantemente dialogare con organismi laicali dotati di potere economico e riconoscimento pubblico. I cattolici svizzeri vivono immersi nella cultura della democrazia diretta e del federalismo. Di conseguenza, tendono a mal tollerare stili di leadership marcatamente autoritari o verticistici.  Il vescovo si trova spesso a svolgere un delicatissimo ruolo di mediatore di opposte fazioni, senza mai essere, ma anche apparire. E la convivenza diventa molto difficile se esercita il proprio potere pastorale in modo rigido e intollerante.

Ho trascorso, come è mia abitudine dal molti anni, un  periodo di vacanza nelle terre degli avi. Raggiungo volentieri i paesi montani. Mi sento fortunato quando ho la possibilità di incontrare e parlare con le ultime memorie storiche che non sono più alla verde età. Nei giorni precedenti mi è capitato di leggere sulla carta stampa e giornali on line imperiesi di quelle che definirei più che latenti tensioni tra monsignor Suetta e non pochi parrocchiani è riduttivo. Ho letto delle ultime vicende delle due Confraternite ‘calcellate’.
Navigando su intenet ho trovato diversi articoli del blog Trucioli.it e molti di più sui web imperiesi, in archivio di La Stampa e Il Secolo XIX quasi tutti abbastanza severi nel giudicare diverse iniziative del prelato, con prese di pozione da parte di sindaci  Mi sono reso conto che non si si parli a priori male della Chiesa e di un suo vescovo.
Accadeva il 30 aprile 2016 nel Seminario Vescovile di Albenga. Scoppiò una violenta lite a colpi di sedie e accuse reciproche di furto tra il rettore don Ettore Barbieri e don Giordano De Luigi

Anzi, ripercorrendo parecchi anni addietro mi sono imbattuto in molti più articoli, scandalistici (?) che avevano coinvolto ‘la diocesi di Albenga-Imperia‘. Alla ribalta perchè  era la più chiacchierata  d’Italia per via del sua vescovo ora emerito. Emerge, tra l’altro, anche un elenco di 12 sacerdoti, provenienti da altri diocesi. Riportava il Corriere della Sera del 2 novembre 2014: Nella diocesi di Albenga, tra preti nudi su Facebook e …

Sul Fatto Quotidiano del 19 ottobre 2016:“Il vescovo chiedeva sesso a chi aveva bisogno di soldi. E ...
O altri titolo: L’invasione di preti gay sta sconvolgendo la diocesi di Albenga-Imperia. Sono una trentina, coalizzati. Drammatiche conseguenze sul clero e sui fedeli. Oppure qualche anno dopo con l’arrivo dell’attuale Vescovo Borghetti:Nella casse della Curia una voragine di oltre 6 milioni. Rischio di portare i libri in tribunale“. Chi era stato l’economo diocesano in quel periodo? Il vescovo Oliveri ebbe a dichirare ai media: “Non mi sono mai interessato dei conti e dei bilanci...” . Si potrebbe chiedere, aggiungo, la testimonianza  proprio all’allora sacerdote semplice, don Suetta.
Altri articoli, altri titoli citavano un’indagine giudiziaria per i fondi rubati che erano destinati a beneficenza e ancora una seconda indagine giudiziaria per i fondi Caritas.

Space essermi dilungato, ma la memoria corta o i senza memoria trovano molti alleati. E’ vero ho l’abitudine di essere pignolo. La pensione e le mie origini mi spingono a leggere, approfondire, mai a giudicare.Credo che non renderei un buon servizio ai lettori di Trucioli.it senza citare quando ho ascoltato durante una mia gita a Triora da un paio di persone anziane alle quali mi sono rivolto, con una domanda curiosa. Semplice, semplice. Cosa ne pensate del vostro vescovo Suetta?

A loro dire, ma è tutto da verificare e dovreste provvedere voi come giornalisti,  il vescovo ha cercato – PIU’ CORRETTO E FORSE VERITIERO DIRE AVREBBE-  di ottenere gli ori della Confraternita della Buona Morte, l’unica sopravvissuta nel borgo, ma opportunamente, o dietro suggerimento, l’associazione si è costituita legalmente (proprio nel mese di febbraio 2026) ottenendo perciò personalità giuridica. Ho ascoltato che si tratta di gioielli d’ogni genere (anelli, orecchini, medagliette, ecc.) che gli anziani lasciavano alla Madonna della Misericordia. Ogni anno il presidente o un altro confratello li mettono sul gruppo statuario in occasione della processione del Monte e della Festa della Misericordia.

Personalmente mi sta bene che un ministro della Chiesa sia un conservatore, una tradizionalista, uno con il ‘pugno di ferro’. Nella vita, nella professione e nel proprio ministero ci sono però punti di non ritorno, irreversibili. Sarà la Santa Sede a pronunciare l’ultima parola?
Grazie per l’ospitalità Giuliano Rivotta

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