Il direttore di IVG.it Andrea Chiovenni: “…Il gatto della Polizia Locale di Loano supera i 650 voti in tre giorni e mezzo…”. Il sindaco Luca Lettieri: ” Anch’io imparo da un gatto, un prezioso alleato nel promuovere il rispetto delle regole e l’amore per la nostra città..”.

Il gatto battezzato PIELLE da ‘Loano che legge’, dal primo gruppo editoriale indipendente della provincia di Savona, ha fatto finalmente il suo ingresso ufficiale al cospetto del Primo Cittadino. Una sorpresa per la fedele comunità loanese che, oltre a PIELE, ha potuto festeggiare il 23° anno di guida a Palazzo Doria. Sarà dunque la mascotte PIELLE, adottata con un voto plebiscitario della Polizia Locale (non è previsto dal regolamento comunale, il consenso della RSU) a svolgere il ruolo di influencer anche per conto del sindaco Lettieri.
La formidabile squadra di promozione dell’immagine di Loano, in Italia e all’estero, può contare sul portavoce (Edinet Srl/ IVG di Pietra Ligure) del Comune regolarmente pagato. Sulla forza di comunicazione del sindaco che ha affinato linguaggio promozionale persuasivo ed elegante nei lunghi anni di esperienza all’Ufficio Turistico del Comune di Ceriale. La sua assenza per la carica pubblica elettiva (sindaco) ha creato nello staff del settore turismo di Ceriale una perdita di competenze difficilmente colmabile come riconoscono colleghi ed ex colleghi d’ufficio. E a beneficiarne è la città di Loano che attraverso ‘Loano che legge‘ si è affinata intelligenza e la proprietà di linguaggio. Infatti se altri sindaci ricorrono, nei comunicati o post della loro pagina Facebook, al supporto dell’ufficio stampa, il rag. Lettieri fa a meno del bravo e preparato giornalista Luca Berto.
Non è il cittadino comune bensì ‘Loano che legge’ a disegnare Lettieri ‘il miglior sindaco della storia cittadina‘. Senza togliere meriti e pregi per tutti gli altri, si precisa. Un valente storiografo sta completando un libro dal quale emerge che l’operato socio-politico-culturale di Lettieri, prima con Alleanza Nazionale (erede del Movimento Sociale Italiano), poi sulle ali degli ideali della Lega versione Salvini premier, ha superato per incisività, concretezza e strategia, esperienza personaggi passati alla storia. Pensiamo al primo podestà di Loano in epoca fascista (quando la carica fu reintrodotta dal regime al posto del sindaco): Ottavio Borsarelli, che ha retto l’amministrazione comunale della città a partire dal 1928 fino al 1934 (iscritto al Partito Nazionale Fascista). Gli è succeduto il professor Giuseppe Rinonapoli.
Nella nostra modesta libreria, nel reparto Loano, abbiamo invano sfogliato libri alla ricerca di approfondimenti sul podestà Borsarelli. C’è tuttavia qualche raro riferimento, indicandolo come una figura di rilievo dell’amministrazione locale di Loano durante il ventennio fascista, avendo ricoperto la carica di Podestà della città a partire dal 1928 fino al 1934.
- L’attività amministrativa: Ha retto le sorti del comune loanese in una fase cruciale di trasformazione urbanistica e amministrativa degli anni ’20 e ’30 del Novecento. Nelle memorie storiche locali viene menzionato, ad esempio, insieme alla moglie (donna Luce), la quale nel 1934 donò una pregevole statua di San Sebastiano in pietra posta in una nicchia cittadina.
- Il ruolo successivo: Negli anni della Repubblica Sociale Italiana (RSI), il suo nome riemerge nelle cronache regionali: viene infatti citato come ingegnere (operante presso la Ital Lux) e nominato vicepodestà a supporto della gestione commissariale/sindacale di quel periodo turbolento (come nel caso della nomina a Savona/vicende legate a Michele Fassio).
Per il secondo podestà, il professor Rinonapoli gli unici riferimenti sono stati pubblicati da Trucioli.it (vedi……)
Molto di più si sa della sua professione. Oltre all’impegno politico-amministrativo dell’epoca, il Prof. Giuseppe Rinonapoli, nato a Pescina, in provincia dell’Aquilanel 1895 (da un medico condotto di origini napoletane). Era noto nell’ambito della storia sanitaria ligure come un rinomato medico e luminare, operando come primario ortopedico ed essendo ricordato tra i grandi medici che – a partire dagli anni ’50 – fecero grande il prestigioso Ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure (all’epoca punto di riferimento d’eccellenza per le patologie ossee e respiratorie in stretta collaborazione con l’Università di Torino)


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