“Mcs” (Gruppo Svizzero di Gian Luigi Aponte che è anche editore del Secolo XIX) ha ordinato 5 aerei cargo “Boeing 777-8F”. Con questo investimento la società migliora le capacità e la portata della sua rete aerea globale. Msc è già primo operatore al mondo nel trasporto marittimo di container, superando il colosso danese Maersk. La flotta conta oltre 960 navi e una capacità superiore ai 7 milioni di TEU.
DA SHIPPINGITALY – Boeing e Msc Air Cargo hanno annunciato che il gruppo logistico fondato da Gianluigi Aponte ha acquistato cinque Boeing 777-8 Freighter con consegne a partire dei primi anni 2030. L’ordine, precedentemente non specificato, è il primo per Msc Air Cargo con il 777-8 Freighter.
“Con questo ordine di grandi aerei cargo a fusoliera larga, Msc Air Cargo sta investendo nel suo futuro, migliorando ulteriormente le capacità e la portata della sua rete aerea globale” ha dichiarato Brad McMullen, vicepresidente senior di Boeing per le vendite e il marketing commerciale. “Il 777-8 Freighter sarà l’aereo più efficiente della sua categoria e collegherà gli hub di MSC Air Cargo ai principali mercati internazionali”.
Boeing ha già ricevuto oltre 80 ordini per il 777-8 Freighter e Msc Air Cargo è il terzo operatore di trasporto aereo merci con sede in Europa ad aver ordinato questo velivolo. Dal lancio delle operazioni, alla fine del 2022, la compagnia aerea del gruppo Msc ha costruito una flotta di sette Boeing 777-200 Freighter che operano attraverso gateway strategici in Europa, Asia e Americhe. L’aggiunta di cinque Boeing 777-8 Freighter rafforzerà la capacità sulle rotte a lungo raggio e sosterrà il continuo sviluppo del network nel prossimo decennio.
Nuovo membro della famiglia Boeing 777X, il 777-8 Freighter è progettato per essere uno dei velivoli cargo bimotore più grandi, con la maggiore autonomia e tra i più performanti del settore. Equipaggiato con motori GE9X di nuova generazione e dotato di una nuova ala in materiale composito in fibra di carbonio, è progettato per garantire un significativo miglioramento dell’efficienza nei consumi, una riduzione delle emissioni e dei costi operativi, offrendo alla flotta di Msc Air Cargo maggiore flessibilità operativa, sostenibilità e capacità avanzate.
I nuovi aeromobili andranno a rafforzare una flotta dedicata al trasporto di merci specializzate che richiedono una gestione estremamente accurata, dai prodotti farmaceutici termosensibili e dalle merci deperibili fino ai carichi ad alto valore aggiunto dei settori tecnologico, automobilistico e aerospaziale. In una nota si legge che, grazie alla sua capacità di carico e alla lunga autonomia, il 777-8 Freighter è particolarmente adatto a operare sulle rotte intercontinentali con un numero ridotto di scali tecnici, consentendo a Msc Air Cargo di offrire ai propri clienti un servizio affidabile ed efficiente.
HA TITOLATO ‘AFFARI ITALIANI’ – Il Secolo XIX, Brambilla verso l’addio: Sechi in pole per la direzione. Prima di convergere su Sechi, la proprietà avrebbe sondato anche Andrea Malaguti.
Aria di rivoluzione al Secolo XIX. Secondo insistenti indiscrezioni riportate da Dagospia, Mario Sechi sarebbe in pole position per assumere la direzione dello storico quotidiano genovese, fondato nel 1886 e dal settembre 2024 di proprietà di Blue Media, la società interamente controllata dal gruppo Mediterranean Shipping Company (MSC) della famiglia Italo-Svizzera Aponte.
Il cambio al vertice comporterebbe la chiusura anticipata dell’esperienza di Michele Brambilla, arrivato alla guida del “Decimonono” nel settembre 2024, in concomitanza con il passaggio di proprietà dal gruppo GEDI (Elkann-Agnelli) all’armatore. Una staffetta che maturerebbe anche sotto le pressioni del governatore della Liguria, Marco Bucci, che avrebbe spinto per una discontinuità alla direzione del principale quotidiano della regione.
Dietro la scelta del successore si consumerebbe però una frattura tutta interna alla galassia Aponte. Da un lato il patron di MSC, che secondo le indiscrezioni sarebbe schierato con Bucci e auspicherebbe proprio la nomina di Sechi. Dall’altro il genero, Pierfrancesco Vago, che non condividerebbe la scelta. Una divergenza che riflette, sullo sfondo, il diverso posizionamento dei due rispetto agli equilibri politici liguri.
Per Mario Sechi (nella foto), 58 anni, sardo di Cabras, si tratterebbe di un ritorno nel capoluogo ligure: negli anni Novanta il giornalista ha infatti guidato per qualche tempo la redazione genovese del Giornale (famiglia Berlusconi), prima di proseguire la carriera a Milano e a Roma. Un curriculum, il suo, che conta le direzioni dell’Unione Sarda, del Tempo, dell’agenzia AGI e, da ultimo, di Libero, incarico concluso nel maggio scorso per contrasti con l’editore Antonio Angelucci (imprenditore della Sanità privata e senatore della Lega di Salvini). In mezzo, anche una parentesi a Palazzo Chigi come capo dell’ufficio stampa della presidenza del Consiglio guidata da Giorgia Meloni.
RIFLESSIONI DI UN DECANO E PENSIONATO CRONISTA DEL SECOLO XIX – La cosa che mi dispiace e infastidisce è che nessuno, dico nessuno in questi ultimi mesi, pare abbia sollevato il problema della mancanza di un piano di rilancio e di un qualsivoglia progetto editoriale, salvo l’attenzione sui temi di casa MSC, sulla portualità e i traffici marittimi. Tutto è lasciato alla deriva, parola chiave nel lessico dell’editore-armatore, a cominciare dalle redazioni (?) distaccate le più sacrificate e demotivate sotto ogni aspetto, Ma anche su questo dovrebbero intervenire non gli ex, ma chi ancora sta nel giornale con una voce qualificata e autorevole. Magari un direttore coraggioso. Perché spetta a lui difendere il suo giornale, chiedere conto dei piani editoriali, se ci sono, anche a costo di dare l’aut aut: o mi ascolti o me ne vado. (l.c.)
