Un argomento molto dibattuto nel savonese è la creazione di un unico 118 in Liguria per le chiamate di soccorso di emergenza.
di Marco Genta
Un unico centralino a Genova che riceverà le chiamate per il servizio di soccorso sanitario di tutto il territorio ligure, con il ridimensionamento dei 118 che ora sono presenti nei capoluoghi di Provincia. L’entrata in vigore “graduale” di questa riforma ha già interessato la Provincia di Imperia.
Questo argomento, perché è una riforma decisa ed “imposta” dall’attuale maggioranza del centrodestra (anche se a dire il vero è da parecchi anni che se ne discute), è stato subito preso a pretesto dalle opposizioni per fare “campagna elettorale” e criticare le scelte della maggioranza. Uno dei più attivi è sicuramente è il Consigliere Regionale del PD Roberto Arboscello che ha subito raccolto delle firme e poi partecipato ad un incontro che si è tenuto a Savona il 16 luglio.
Prima di fare critiche occorre conoscere bene il contenuto della riforma e, bisogna sottolinearlo, questa riforma non è stata affatto ben spiegata ed illustrata e questo almeno sino all’8 luglio u.s. quando, presso la SMS Fornaci – Giardino Serenella a Savona, si è tenuto un interessante incontro. Infatti, erano stato invitati ed erano presenti come relatori i due “artefici” di questa riforma: il Dott. Fabrizio Polverini ed il Dott. Angelo Giuppone
Io ho assistito a questo incontro ed è stato molto interessante; i due progettisti hanno dato tante spiegazioni di come funzionerà il nuovo 118, delle motivazioni di questo cambiamento e di quali risultati si aspettano. A dire il vero chi avrebbe dovuto fare delle critiche a questa riforma (il dott. Salvatore Esposito ex responsabile del 118 a Savona ed il dott. Franco Bermano ex responsabile del 118 a Genova) più che mettere in risalto eventuali criticità, hanno illustrato di come il 118 a Savona quando c’erano loro funzionasse bene e che, pertanto, non fosse necessario fare questo accorpamento.
I due progettisti hanno sicuramente la capacità e l’esperienza per dare vita ad un unico 118 in Liguria, in quanto entrambi hanno contribuito a fare la stessa operazione di unificazione nella loro Regione di provenienza e cioè la Lombardia: loro dicono, lì funziona bene con tempi di intervento migliori di quando vi erano più 118 e, pertanto, deve funzionare bene anche in Liguria.
Non voglio incentrare questo mio intervento su questioni politiche ma su un aspetto che, a mio parere, è stato trattato solo marginalmente e, cioè, il ruolo della Pubbliche Assistenze. Di questo ne hanno parlato il Presidente della Croce Bianca di Savona Nanni Carlevarino ed il Dott. Luca Corti entrambi sottolineando l’importanza della presenza sul territorio delle Croci e dei loro volontari. Più che corretti e condivisibili i loro interventi, io però vorrei approfondirli.
Tutte le critiche si sono incentrate sul fatto che gli operatori dell’unico 118 “genovese” non possono conoscere bene tutto il territorio ligure, non potranno garantire una copertura con rischi di ritardare i tempi di intervento. Questo nuovo sistema, però, come ben spiegato dai due progettisti, è basato sull’informatica, sulla geolocalizzazione, sull’Intelligenza Artificiale, e, pertanto, sui tempi di intervento ci potrebbero essere effettivamente delle riduzioni. Ho contatti con la Croce d’Oro di Milano e più volte ho parlato con i loro militi su questo sistema che da loro è da anni rodato e funziona bene.
A mio parere, però, non si è parlato a sufficienza del fatto che è importante anche chi chiamerà il 118 per andare a prestare soccorso! L’operatore del 118 chiama la Pubblica assistenza più vicino al luogo dell’intervento ma se la sede in quel momento è scoperta allora il tempo di intervento, inevitabilmente si allungherà.
Il Dott. Corti, nel suo intervento registrato dell’8 luglio, ha introdotto l’argomento dell’importanza dei militi volontari, dell’importanza che questi abbiano la formazione e che siano dotati della strumentazione per la geolocalizzazione.
Nella mia esperienza di Presidente della Croce Bianca di Noli ho sempre avuto modo di confrontarmi con tutte le realtà sul problema dei militi, della carenza dei volontari che sono il motore di tutte le pubbliche assistenze. Confrontarmi prima di tutto con ANPAS (l’Associazione nazionale che raggruppa tutte le Pubbliche Assistenze), ma anche con il Comune; occorre fare campagne di sensibilizzazione per incentivare questo volontariato, spiegare quale ne sia l’importanza e quanto può essere anche gratificante donare del tempo per aiutare chi ha bisogno.
Sono i militi che ricevono la telefonata dal 118 che intervengono (e questo non cambia ove sia ubicato il 118 se a Savona o a Genova), sono loro che conoscono il territorio, se la via dove devono intervenire è stretta e permette l’intervento con il Ducato o con il Volkswagen, sono loro che sanno che in quell’appartamento c’è l’ascensore o devono portare anche una barella di un tipo piuttosto di un altro, se ci sono dei lavori in corso ed una strada è momentaneamente chiusa.
Tutto il sistema può essere all’avanguardia del punto di vista tecnologico, informatico, può essere tutto perfettamente funzionante ma se manca il milite che copre la sede più vicina al luogo della chiamata, i tempi di intervento non saranno i più celeri.
Nel corso della serata dell’8 luglio, a proposito di strumentazione e formazione, è emerso che i dispositivi che dovranno essere consegnati alle Pubbliche Assistenze per la geolocalizzazione, sono stati ordinati ma la loro consegna è in ritardo; poi dovranno essere distribuiti, fatti i corsi di formazione, implementati e messi in funzione. Per tutto questo ci vorranno più di 6 mesi, pertanto, spero che i due progettisti tengano conto di questi aspetti e che non abbiano fretta. La fretta potrebbero averla i politici della maggioranza per far vedere come rispettano i tempi, ma mi auguro proprio che questo non accada e che capiscano le problematiche che potrebbero avere le Pubbliche Assistenza con questo nuovo sistema.
Un’ultima considerazione: non penso che tutti quelli che hanno partecipato alla raccolta firme promossa dal Consigliere Roberto Arboscello siano stati esattamente a conoscenza di questi aspetti quando hanno firmato e forse alcuni, ora non avrebbero più firmato (io di questi ne conosco almeno un paio).
Avv. Marco Genta
