Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Addio, dopo 50 anni, alla ”casetta della lavanda“ di Coldinava. 2 / Cosio d’Arroscia (Eventi autentici liguri) ”Festa delle Erbe e della Lavanda“. Piana ”Sono un patrimonio agricolo dell’entroterra“


Trucioli.it ha atteso due mesi a dare la notizia nella speranza che meritasse un servizio giornalistico su TGR Liguria. O ancora qualche social imperiese che può contare su chi era la punta di diamante da capo redattore della popolare Imperia TV.

Anche la ‘casetta della lavanda’, qui magistralmente addobbata, ha vissuto gli anni d’oro dello sviluppo turistico di Nava in simbiosi con il boom di Monesi di Triora e Monesi di Mendatica

Cambiano i tempi anche nel mondo del giornalismo locale. E’ rimasto il veterano mendaighino sulle orme del ‘vecchio mestiere’. Le notizie non si ‘cercano’ consumando le ‘suole delle scarpe’, si diceva un tempo. Oggi si attendono i comunicati, la telefonata dell’amico politico del lettore. Non c’è più contatto con la gente comune, con l’uomo qualunque. Oggi meglio avere un amico che conta. Che aiuta a non bucare certe notizie di una classe politica sempre più distante dal cuore dei cittadini.

Accade, sopratutto nei paesi montani, che certi avvenimenti o personaggi che, nella storia di vita, meritano di non essere dimenticati. O portati ad esempio.

Trucioli.it si sforza di essere fedele, con tutti i limiti, alla missione di un blog montanaro scritto solo da volontari con una o più lauree alle spalle e in gran parte pensionati. Cerchiamo di offrire ai lettori come si vive nell’entroterra che bacia le Alpi Liguri. Un impegno affinché ogni notizia della vita quotidiana venga valorizzata.

E’ la storia semplice, semplice, ma ricca di significati umani e sociali, la ‘casetta della Lavanda Colle di Nava’ e chi la rendeva ‘viva’.  Dopo 50 anni ha cessato l’attività. Era un punto di riferimento. Un piccolo e grazioso chalet che offriva lavanda e i suoi derivati, il miele di Nava. Un’attività aperta e gestita dalla famiglia Roattino. Prima mamma Augusta, poi la figlia Antonella, a sua volta, moglie e madre col traguardo della meritata pensione. Difficile immaginare il lento trascorrere delle giornate in attesa di acquirenti, ammiratori curiosi inclusi. Un angolo che non sfuggiva ai gitanti muniti di macchina fotografica e da ultimo il cellulare. Antonella inconsapevolmente era la ‘signora della lavanda’. Di rimpetto alla ‘casetta’ c’è un negozio che vende lavanda e souvenir mentre il venditore storico di miele è Aldo Contestabile.

Domenica 7 giugno 2026, dopo lavori di ristrutturazione, è stata inaugurata “La Bottega della Lavanda di Ilaria”.  Una nuova realtà dedicata ai profumi, ai colori e alle tradizioni dell’entroterra ligure. La bottega nasce dalla passione di Ilaria per la lavanda e per le produzioni artigianali del territorio, proponendo prodotti naturali e idee regalo che richiamano i simboli della Valle Arroscia.  Vedi seguito a fondo pagine.

COSIO D’ARROSCIA CELEBRA LA FESTA DELLE ERBE E DELLA LAVANDA

ASSESSORI PIANA E SCAJOLA: “UN MODELLO DI VALORIZZAZIONE DEI NOSTRI BORGHI E DEI PICCOLI COMUNI”
Comunicato stampa – COSIO D’ARROSCIA. Gli assessori Alessandro Piana e Marco Scajola hanno partecipato oggi alla Festa delle Erbe e della Lavanda, appuntamento che ogni anno richiama numerosi visitatori nel borgo della Valle Arroscia con stand dedicati alle erbe officinali e ai prodotti del territorio, iniziative culturali, musica, spettacoli, attività per le famiglie e apertura dei musei del paese. L’evento, inserito tra gli Eventi Autentici Liguri, rappresenta un’importante occasione di promozione dell’entroterra e delle produzioni che caratterizzano questo territorio.

Marco Scajola e il presidente della Pro Loco Fabio Gravagno

“Manifestazioni come questa raccontano la Liguria più autentica – ha detto l’assessore Alessandro Piana – Quella dei borghi vivi, delle comunità che custodiscono con orgoglio le proprie tradizioni e delle aziende agricole che ogni giorno contribuiscono a preservare il paesaggio e a creare nuove opportunità di sviluppo. La lavanda e le erbe aromatiche rappresentano un patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico che negli anni ha saputo generare valore in molti settori, dall’agricoltura alla cosmesi, dalla ristorazione al turismo esperienziale.

Regione Liguria sostiene convintamente iniziative come questa perché valorizzano le produzioni locali e dimostrano come agricoltura, cultura e accoglienza possano diventare strumenti di crescita per l’entroterra. Un ringraziamento va ai produttori, alle associazioni, ai volontari e all’amministrazione comunale che, con il loro impegno, rendono possibile una manifestazione capace di promuovere il territorio e rafforzarne l’identità”.

“Da molti anni sono presente a questo evento. Manifestazioni come la Festa delle Erbe e della Lavanda valorizzano l’identità, le tradizioni e le eccellenze dei nostri borghi, contribuendo a renderli sempre più attrattivi per residenti e visitatori – dichiara l’assessore regionale alla Tutela del Paesaggio e alla Rigenerazione urbana Marco ScajolaRegione Liguria crede fortemente nello sviluppo dell’entroterra e affianca alla promozione delle sue eccellenze investimenti concreti di rigenerazione urbana, perché la valorizzazione di questi territori passa anche attraverso il recupero degli spazi pubblici e dei luoghi simbolo delle comunità. A Cosio d’Arroscia abbiamo già completato la riqualificazione di piazza della Chiesa, da dove comincia la manifestazione e presto prenderà il via l’intervento sull’oratorio comunale e sulla piazza antistante. Due opere che contribuiranno a rendere il borgo ancora più accogliente e vivibile, confermando l’impegno della Regione Liguria nel valorizzare i piccoli Comuni”.

MARCO SCAJOLA DICHIARAZIONE REDDITI 2025  PER IL 2024-  167 mila 052 (lordi)

ALESSANDRO PIANA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2025 PER IL 2024 – 103 MILA 107 (lordi)

Marco Scajola con i sindaci di Cosio e Montegrosso Antonio Galante e Marco Ferrari. Il 4 settembre 2025 Trucioli.it pubblicava: Il progetto, illustrato su Trucioli.it, prevede la realizzazione di una zipline da record tra Cosio d’Arroscia e Montegrosso Pian Latte, con una lunghezza di 2.467 metri in un’unica tratta. L’opera si propone di rilanciare l’entroterra imperiese, posizionandosi come la terza attrazione del genere più lunga al mondo. Galante interpellato dal Secolo XIX-Imperia: «Abbiamo il progetto definitivo e, nei prossimi mesi, partiremo con l’iter burocratico per realizzarla».

NAVA- DOPO OLTRE 50 ANNI ADDIO ALLA ‘CASETTA’

ERA L’ULTIMO SIMBOLO STORICO DELLA ‘LAVANDA COLDINAVA’. UNA TRADIZIONE

La casetta della lavanda chiusa e malinconica come appare oggi
La ‘casetta della lavanda’ come si presentava da anni
Il logo della Lavanda Col di Nava illustratore Alberto Bianchi, che all’epoca lavora per marchi come Fiat e Omsa.

La ‘Bottega della Lavanda’ era stata realizzata all’inizio degli anni ’80. il negozio della lavanda che dice lai era in attività dagli anni Ottanta, in precedenza c’era il negozio conosciuto come casetta della lavanda.

E’ stato aperto e gestito dalla famiglia Roattino e se ne sono occupate prima Augusta e poi la figlia  Antonella, attualmente c’è un negozio che vende lavanda e souvenir mentre il venditore storico di miele è Aldo Contestabile
La coltivazione della lavanda al Colle di Nava (Alpi Liguri) ebbe inizio tra fine ‘800 e i primi del ‘900, partendo dalla raccolta di piante selvatiche. Questa attività fiorente subì un drastico declino a partire dagli anni ’50 e ’60 a causa dell’avvento sul mercato delle essenze chimiche di sintesi.
I testi di storia raccontano una decina di agricoltori locali iniziarono a raccogliere e poi a coltivare la lavanda nei prati per distillare il rinomato olio essenziale.
Nel 1932 nacque ufficialmente il marchio “Lavanda Coldinava“, con campi coltivati ed estesi su tutto il territorio ligure e piemontese.
Il declino (dagli anni ’50 agli anni ’80). A partire dal secondo dopoguerra, l’avvento dei prodotti chimici a basso costo rese la produzione non più remunerativa. La coltivazione intensiva ebbe termine tra gli anni ’70 e ’80.
Nava, con lo sviluppo di delle due Monesi e soprattutto l’attrazione della frazione di Triora, è stata una meta di villeggiatura molto rinomata per gli imperiesi che nel periodo estivo la raggiungono in cerca di aria fresca e tranquillità e buona cucina.
La prima domenica di luglio è dedicata alla Festa della lavanda dove, oltre la tradizionale fiera della domenica, a volte è presente una banda musicale, giochi, e vengono distribuiti gratuitamente ai presenti dei mazzetti di lavanda.

Si possono leggere testimonianze.

Studio la lavanda da anni. Mandavo i miei bambini all’aria montana di Nava, nell’estate; e la domenica andavo a vederli. Passavo la giornata lassù, interessandomi alla flora locale. La lavanda vi predomina. E la vedevo morire sulla pianta incolta con profonda pena. Così ho iniziato il mio lavoro.
Con queste parole, indirizzate all’amico Guido Rovesti, Leopoldo Pira racconta il suo debutto nel mondo della lavanda: per lui, commerciante di profumi all’ingrosso, quel fiore rappresenta una calamita capace di fargli trascorrere intere giornate alla ricerca dell’aroma ideale. Il suo amore per i profumi lo porta a fondare la ditta Niggi – dedicata alla moglie, Bianca Niggi – e a ideare le prime fragranze: Biancospino, Fior di campo, Ardore, Mimosa. Nel 1932, dopo anni di ricerca, è pronto per il grande esordio: la Lavanda Coldinava è accolta con favore e, ben presto, l’azienda aumenta le coltivazioni su tutto il terreno fertile fra Imperia e Ventimiglia, dando vita a un nuovo scenario paesaggistico.
Per la confezione del prodotto, si affida all’illustratore Alberto Bianchi, che all’epoca lavora per marchi come Fiat e Omsa. La sua composizione racchiude un mondo fiabesco: la contadina con la cesta, la capretta, i fiori di campo e la superficie aspra della montagna anticipano visivamente l’aroma incontaminato che si trova all’interno del flacone.
Anche il lettering elementare ne sottolinea il candore, suscitando sensazioni di freschezza e diventando così l’essenza più amata per profumare il bucato, gli armadi, i corredi delle spose. Durante il suo picco di popolarità, tutti ne canticchiano il ritornello: “Sul Colle di Nava vicino alle stelle le cose son belle, le cose son belle… Il Colle di Nava fragrante ci manda odor di lavanda, odor di lavanda”… Agli inizi degli anni ’80, Benedetto Pira, figlio di Leopoldo, cede il marchio all’azienda milanese Nicky Chini, già titolare di altri brand storici, che ne conserva la formula tradizionale. Oggi, la Lavanda Coldinava vive una seconda giovinezza e la linea è particolarmente apprezzata dal mercato europeo ed asiatico.
Il primo maggio 2016 La Stampa-Imperia a firma di Enrico Ferrari pubblicava: La lavanda di Nava “compie” cento anni: il 23 e 24 la festa nel Forte ottocentesco. Il consorzio con 25 Comuni riporta in primo piano questa produzione che ha vissuto il periodo d’oro con l’attività della Niggi avviata nel ’32: la raccolta ha però preso il via nel ’16…. La produzione industriale appartiene al passato, ma con il progetto Lavanda della Riviera dei Fiori, che riunisce 25 Comuni da Arole a Vasia, vuole riportare la coltivazione della Lavandula angustifolia vera e ridare vita al territorio, che celebrerà la pianta anche in altri appuntamenti a partire dal prossimo mese….Ora il Consorzio “Territorio della lavanda della Riviera dei Fiori” vuole ricordare quella tradizione (sopra la casetta per la vendita di Lavanda Coldinava), anche attraverso una serie di eventi. Sabato 21 e Domenica 22 maggio, all’Expo Val Prino, ci saranno stand della lavanda di Vasia, Prelà e Dolcedo. Domenica 17 Luglio, festa delle Erbe e della Lavanda a Cosio d’Arroscia; sabato 30 luglio Festa della Lavanda a Pietrabruna e il 31 luglio ad Airole

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