Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Sanremo convegno “rilancio floricoltura Ponente Ligure”. Nella piana di Albenga e Ceriale il “deserto” avanza e fa strage di terreni fertili. L’assessore Piana: “Ecco 20 milioni per investimenti produttivi”


Il 1872, anno di inaugurazione del tratto ferroviario Genova-Ventimiglia, è considerato convenzionalmente l’anno di inizio della floricoltura moderna del Ponente ligure. L’Università di Genova  ha curato la storia della floricoltura in Liguria (vedi…..)

di Luciano Corrado

Nel Ponente Ligure si sono tenuti  nel corso di decenni centinaia di convegni di floricoltura. Ad Albenga e Ceriale i convegni e gli incontri dedicati all’agricoltura si tengono regolarmente da tempo. Tra gli appuntamenti principali organizzati di recente nell’area ingauna spicca il convegno “Agricoltura 4.0: dal presente al futuro”. Semplice curiosità? Alcuni media e social hanno annunciato l’evento, anche con comunicato stampa del Comune di Albenga, rinunciando a dare conto ai lettori degli interventi e elementi scaturiti dal confronto-dibattito 
Diciamo subito che lo scenario in salsa politichese non è mai privo di Mantra del rilancio. La litania dello sviluppo: “eccellenze, motori economici in ripresa, riqualificazione, riconversione, ottimismo, investimenti fondamentali della Regione Liguria, comparto trainante”.  Eppure per chi conosce la realtà, di ieri e di oggi, della più estesa e fertile piana della Liguria  (Albenga e Ceriale), è testimone dei continui rintocchi della ‘campane a morto’, il deserto che avanza, i giovani sempre più scettici del loro avvenire contadino specializzato o meno che sia. Noi osservatori, almeno per chi osserva senza distrarsi. Loro alle prese con una lotta che appare sempre più impari e ostacolati, al di là della immancabile burocrazia, della concorrenza di paesi europei e del Sud America.

Percorrendo le due strade (Aurelia e litoranea a mare), che uniscono le due città, si può constatare una successione di terreni incolti ed abbandonati; sei chilometri e a vista si possono contare centinaia di appezzamenti ricoperti di erbacce. Forse è ancora peggio se ci spostiamo verso le aree pre-collinari tra Peagna, Campochiesa, Salea, Leca, Bastia, San Fedele, Lusignano, Cisano sul Neva, Villanova d’Albenga per arrivare alla distesa di Ortovero e Pogli. Lo stato di abbandono ha superato la soglia allarmante che ha già avuto come scenario più che premonitore, con le debite proporzioni, le vallate montane, con l’unica eccezione degli oliveti e vigneti.

La piana era la ‘capitale’ in Liguria dell’ortofrutta, floricoltura e piantine aromatiche. Il declino delle serre (in origine in legno e poi in metallo) non emerge dall’esterno. Va di pari passo con appezzamenti un tempo agricoli e produttivi a cielo aperto. Tra le cause (per le serre) c’è chi addebita gli alti costi energetici, vetustà delle strutture non più adatte alle moderne economie di scala e in parte danni da eventi alluvionali.

La domanda che quasi nessuno si pone, sia da parte della politica (ovvero partiti), sia da parte delle organizzazioni di categoria, dei media e social locali, provinciali e regionale (vedi TGR Liguria), è la sorte di queste aree. Quali piani di conversione che non si sposino con l’abituale retorica (‘c’è bisogno di tirarsi su le maniche’), né  l’abbaiare alla luna. Il ‘deserto che avanza’ non ha ancora trovato dei rimedi efficaci in grado di contrastare e invertire la rotta. Di questo passo quella che era la gloriosa piana si trasformerà in una distesa di degrado ambientale. E non si dica che è allarmismo disfattista, ci dimostrino con dati di fatto (numeri di aree coltivate o meno, imprese dismesse e attive nel corso dei decenni) che la rotta denunciata lascia molte speranze di inversione.

La floricoltura oggi nel resoconto dell’Ufficio Stampa della Regione Liguria. “Si è svolto al Mercato dei Fiori di Sanremo il convegno “Il Mercato dei Fiori e il rilancio della floricoltura del Ponente ligure“, momento di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, imprese e operatori dedicato alle prospettive di sviluppo di uno dei comparti strategici dell’economia ligure. Sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana, l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, l’assessore alla Floricoltura del Comune di Sanremo Ester Moscato, il presidente di AMAIE Energia e Servizi Sergio Tommasini, il capo Dipartimento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Marco Lupo in collegamento da remoto. Hanno inoltre partecipato i rappresentanti delle principali organizzazioni del comparto, tra cui CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Federfiori Confcommercio, ANCEF e Confindustria Imperia, insieme a imprenditori e operatori della filiera florovivaistica. Presente ai lavori anche il consigliere regionale Armando Biasi”.

L’onorevole Tovaglieri di Busto Arsizio è stata eletta nella circoscrizione dell’Italia Nord-Occidentale ed è esponente della Lega – Salvini Premier, collocato nell’area del centrodestra e della destra sovranista italiana. In Europa, aderisce al gruppo parlamentare dei Patrioti per l’Europa, di cui fanno parte diverse delegazioni conservatrici europee. Il gruppo mira a restituire la sovranità decisionale ai singoli Stati membri, trasformando l’Unione Europea in una semplice alleanza di nazioni libere e indipendenti.

I partiti di estrema destra del gruppo europeo Patrioti per l’Europa si collocano tra i principali sostenitori di Donald Trump nel continente. Il blocco ha fatto propri la retorica e gli slogan del presidente americano.

“Sono stati illustrati gli interventi di riqualificazione del Mercato dei Fiori, resi possibili grazie a un investimento di circa 14 milioni di euro del PNRR destinato allo sviluppo della logistica dei mercati agroalimentari all’ingrosso. Il progetto prevede anche il recupero funzionale degli spazi destinati al mercato, il rifacimento delle celle frigorifere, il potenziamento della banca del freddo, la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 1,5 megawatt e nuovi spazi dedicati alla logistica e al mercato ortofrutticolo”.

“La floricoltura rappresenta uno dei principali motori economici della Liguria e una delle nostre eccellenze più riconosciute a livello internazionale – ha detto l’assessore Piana – Oggi la nostra regione conta oltre 5.000 aziende attive, sviluppa una produzione superiore ai 437 milioni di euro e rappresenta il 65% dell’intera produzione agricola ligure. Per continuare a crescere abbiamo bisogno di investimenti, innovazione, logistica moderna, ricerca e capacità di competere sui mercati internazionali. Il Mercato dei Fiori di Sanremo è uno snodo strategico per tutta la filiera del Ponente e la sua riqualificazione rappresenta un investimento fondamentale per il futuro del comparto”. Nel suo intervento l’assessore ha inoltre ricordato gli strumenti messi a disposizione da Regione Liguria a sostegno del settore, tra cui il bando da quasi 20 milioni di euro dedicato agli investimenti produttivi e quello per il primo insediamento dei giovani agricoltori, con contributi fino a 35 mila euro destinati a favorire il ricambio generazionale e la competitività delle imprese agricole.

“La floricoltura è un’eccellenza della nostra agricoltura e una grande opera strategica come il Mercato dei Fiori rappresenta una nuova linfa, è proprio il caso di dirlo, per il rilancio del settore – ha detto l’europarlamentare Isabella Tovaglieri – Sono qui a Sanremo soprattutto per ascoltare gli imprenditori, anche nel mio ruolo di componente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Mi sono battuta per difendere il comparto agricolo dalle insidie dell’accordo con il Mercosur, con cui l’Europa ha commesso il grave errore di contrapporre gli interessi del settore primario a quelli dell’industria manifatturiera. E continuerò a battermi per una Politica Agricola Comune che premi la qualità, come quella espressa dai floricoltori liguri, anziché limitarsi a valutare il rispetto di parametri burocratici e ambientali. L’Europa deve saper ascoltare i territori e tutelarne le eccellenze, soprattutto quando rappresentano un patrimonio unico che tutto il mondo ci invidia”

COSA HA RAPPRESENTATO LA FERROVIA NEL PONENTE LIGURE NEL SETTORE AGRICOLO – Fu lo stimolo a trasformare le prime coltivazioni floricole in attività di coltivazione potenziate e una maggiore distribuzione del prodotto finale, capace di raggiungere quasi tutta l’Europa in tempi brevi mantenendone la qualità. Il trasporto dei fiori, prima del collegamento del Ponente ligure alla rete ferroviaria europea, avveniva tramite carrozze che non permettevano di consegnare i fiori in località troppo lontane dai luoghi di produzione. Neanche il trasporto marittimo dava soluzioni soddisfacenti, perché lento ed adatto solo a località vicine nell’ambito della costa ligure-provenzale.

L’espansione della ferrovia indusse nella floricoltura un rapido cambiamento delle tecniche, sempre più specializzate nella coltivazione di definite specie e varietà orticole che si vennero a selezionare negli anni seguenti e che resero la produzione economicamente più vantaggiosa. Si arrivò progressivamente ad abbandonare ciò che era stato l’embrione della floricoltura locale: la coltivazione degli uliveti dei versanti terrazzati e ben esposti al sole invernale che permettevano di produrre vere primizie in tardo inverno e di sfruttare le stesse superfici con la produzione di ortaggi durante l’estate. Tracce di queste antiche coltivazioni sono ancora oggi reperibili a macchia di leopardo in vecchi uliveti che spesso si ritrovano in stato di abbandono.

In base alle loro caratteristiche ambientali, alcune località del territorio si specializzarono in poche tipologie di piante. Bruno Filippi, nel suo libro del 1998 (Le Radici dei Fiori – Gli uomini e la storia della floricoltura del Ponente Ligure), riporta la coltivazione di Viola odorata (violetta) e Matthiola incana (viola ciocca, baico) in diverse varietà per le località di Terzorio e Riva, di Convallaria majalis (mughetto) a Camporosso, di Bellis perennis (pratolina) nell’entroterra di Bordighera, di Anemone coronaria (anemone) tra la Val Roja e la Val Nervia e di Tulipa clusiana (tulipano semplice) nei luoghi caldi lungo la costa tra Ventimiglia e Andora.

“Rifiorire” che ha come obiettivo principale il recupero e la registrazione di antiche forme di anemone e tulipano utilizzate agli albori della floricoltura locale. La vasta gamma di specie e cultivar disponibili oggi sul mercato sono il risultato di un lento ma continuo lavoro dei floricoltori e degli ibridatori che hanno operato per decenni nel miglioramento varietale partendo da quelle forme antiche un tempo coltivate sotto gli ulivi per la mazzeria. Le specie del progetto sono state selezionate per essere recuperate, riscoperte, valorizzate, conservate per il loro valore genetico e ci si augura reintrodotte nella produzione moderna, perché facenti parte del patrimonio floricolo del Ponente ligure e in gran parte oggi dimenticate.

Ennio Fazio (compianto sindaco di Ceriale) ha guidato il Gruppo Permanente “Fiori e Piante” della Liguria. Presidente del Gruppo Permanente ‘‘Fiori e Piante’’ della Commissione Europea.Presidente di Coldiretti Liguria e Membro di giunta CCIAA Savona e del CERSAA di Albenga. Ha ricoperto il ruolo di presidente regionale ligure e  presidente dell’Ente Fiera del Basilico.  Ha saputo mettere assieme la sua esperienza di floricoltore, di amministratore e di rappresentante di categoria in maniera vivace e costruttiva. Ma non è stato sufficiente, la parabola discendente lo vedeva già impegnato. Lottava contro i mulini a vento o da uomo di partito tra lacci e lacciuoli ? Nel corso della sua carriera politica ha aderito a Il Popolo della Libertà, partito con cui è stato eletto per il suo primo mandato da sindaco nel 2008, e successivamente è stato molto vicino a Forza Italia, area politica che ha sostenuto anche dopo la conclusione della sua esperienza amministrativa.

Quale è stata l’azione propulsiva esercitata dalla Coldiretti, Cia, Confagricoltura? E le amministrazioni comunali hanno colto in tempo lo stato di allarme, di crisi. Quali interventi e risultati che non fossero tampone o di mitigazione?

Luciano Corrado

L’ASSESSORE, I PARLAMENTARI LIGURI E DEL PONENTE, LE FORSE POLITICHE DI DESTRA E SINISTRA, LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA NON DIMENTICHINO CHE MALGRADO IL ‘DESERTO CHE AVANZA QUASI INESORABILE NON SI DIMENTICHI: 

La Piana di Albenga e il vicino comune di Ceriale costituiscono ancora il principale polo florovivaistico della Liguria. Il distretto produce annualmente circa 100 milioni di piante in vaso (tra aromatiche e specie floricole), generando un indotto che si aggira al 30% dell’intera produzione agricola ligure. 
Il settore si articola in modo specifico su diverse tipologie di coltivazioni:
    • Piante aromatiche: Vero e proprio fiore all’occhiello del territorio, con volumi stimati in decine di milioni di pezzi (di cui circa 30 milioni di piante di rosmarino). L’area è leader nazionale e internazionale nella produzione di piante aromatiche in vaso. 
    • Piante fiorite: Tra le colture principali spiccano le margherite (con oltre 12 milioni di esemplari l’anno) e i ciclamini (circa 5 milioni), oltre a diverse varietà di piante da esterno e da appartamento.

L’intero comparto florovivaistico della regione Liguria ha superato i 437 milioni di euro di valore produttivo.
I principali rappresentanti istituzionali e associativi del settore florovivaistico in Liguria sono Luca De Michelis, Presidente del Distretto Florovivaistico della Liguria e di Confagricoltura Liguria, e Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria e dell’IRF (Istituto Regionale per la Floricoltura). Nel direttivo per l’IRF: Boeri confermato Presidente  coadiuvato da Cattaneo, Vice Crippa, Ghione e Zelioli. 
A livello territoriale e di cooperative, che uniscono direttamente i coltivatori liguri, si sono distinti nel tempo diverse figure di rilievo. I principali attuali punti di riferimento per i floricoltori includono:
    • Distretto Florovivaistico della Liguria: presieduto da Luca De Michelis.
    • Floorcoop (Taggia): presieduta da Giancarlo Croese, una delle principali cooperative del settore.
    • Floras (Flor.A.S – Floricoltori Associati Savonesi): storicamente guidata come presidente da Domenico Pizzo ora è il Dott. Agronomo Francesco Campanal. 

Inoltre, per quanto riguarda le strutture logistiche e commerciali, la gestione del Mercato dei Fiori di Sanremo fa capo ad Amaie Energia con il presidente Sergio Tommasini (verso l’uscita stando ai media imperiesi)e al direttore Franco Barbagelata.
Era luglio 2014- Trucioli.it: Floricoltori savonesi terzo mandato per Pizzo (vedi…….)
2/La Conferenza Episcopale Ligure, su proposta del Vescovo Mons. Guglielmo Borghetti, in accordo con i vescovi di Sanremo – Ventimiglia e Savona – Noli, ha nominato con proprio decreto,  Don Angelo Chizzolini, attualmente parroco di Campochiesa d’Albenga, Assistente ecclesiastico nell’ambito della Coldiretti delle Regione Ecclesiastica Ligure. La missione di don Angelo si inserisce nel solco della tradizione sociale della Chiesa, con un’attenzione particolare ai valori della solidarietà, della dignità del lavoro e della custodia del creato. Offrendo, al tempo stesso, accompagnamento spirituale e supporto pastorale agli associati e alle comunità agricole.Attraverso momenti di riflessione, celebrazioni e iniziative culturali, Don Angelo, promuoverà un dialogo costante tra fede, etica e impegno nel mondo rurale, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e la responsabilità sociale all’interno del settore agricolo. Il suo servizio rappresenta un punto di riferimento umano e spirituale per gli imprenditori agricoli e le loro famiglie.


L.Corrado

L.Corrado

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