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Nava, una storia lunga un secolo. L’hotel ristorante Lorenzina: una festa, senza sfarzo, di ricordi e ringraziamento. La messa del vescovo Suetta


Il 23 luglio 2020 Trucioli.it titolava: Nava, addio mamma e nonna Silvia. Lutto allo storico hotel ristorante Lorenzina. Il 25 giugno 2026 il ‘compleanno’ dell’apertura. La famiglia Pasquinelli-Valentini festeggia, tra cari ricordi e un velo di commozione, la ricorrenza. Una cerimonia semplice, con lo stesso spirito di servizio alla comunità. Alle 15 di sabato 27 giugno il vescovo mons. Suetta, loanese, celebra la Santa Messa sulla spaziosa balconata dell’hotel, assistito dal parroco don Ruggero Gorletti.. Segue un rinfresco ‘nostrano’ accompagnato da note musicali.

di Luciano Corrado

Raccontare, descrivere, sintetizzare cento anni di storia della più prestigiosa struttura alberghiera della Valle Arroscia non è cosa semplice. Bisogna risalire a nonna Lorenzina Sibilla, nata a Colle di Nava di Pornassio, e al marito Silvio Ramò, pornassino.

Il commino di vita e di esperienze della giovane Lorenzina è una piccola Odissea. Si trasferisce a Genova come domestica (all’epoca ‘serva’) della famiglia di un armatore. Poi varca il confine e raggiunge Marsiglia, Parigi come cuoca del presidente della Corte d’Appello e abita a pochi passi dall’Opéra National de Paris. Siamo alla prima Grande Guerra del 15-18. Lorenzina non si sente tranquilla, prevale il richiamo della terra natia, dei famigliari. Un ritorno con l’epilogo del matrimonio.

Il marito Silvio fa l’artificiere nel Forte Bellarasco, edificato tra il 1880 e il 1888 per bloccare un’eventuale avanzata francese e oggi è una struttura abbandonata di proprietà del Demanio Militare, mentre il vicino Forte Centrale è stato acquisito dal Comune con l’obiettivo di restaurarlo e trasformarlo in un polo museale. La storia più recente del Bellarasco risale all’11 marzo 1944. Un gruppo di partigiani giunti dalla Val Tanaro, asserragliato nell’edificio, riuscì a contrastare e a respingere le forze nazifasciste che salivano dal mare per compiere un rastrellamento.

Siamo al 1926. Ultimata la costruzione, apre la locanda Lorenzina a poche decine di metri (dove si trova ora una pizzeria) era già attivo l’albergo “La Pace”.

Nel frattempo nascono tre i figli: Silvia, Angelo e Caterina.

Angelo ha preso la strada della floricoltura in Riviera, mentre le due sorelle hanno scelto di dedicarsi alla realtà di famiglia, coinvolgendo i rispettivi mariti. Caterina aveva sposato un carabiniere,  Silvia una guardia forestale. Si sono entrambi congedati e hanno deciso di prendere in mano l’attività. “Con il ‘fascio’ non si poteva avere un doppio lavoro, mio nonno ha dovuto licenziarsi – ricorda Lorenzo Pasquinelli, cuore pulsante e mente strategica dell’hotel. Torniamo a quel lontano periodo. Muore il nonno, prima delle Seconda Grande Guerra. La vedova si rimbocca le maniche e fa crescere i figli da sola e manda avanti la locanda. Anche lei lascia la vita terrena, nel 1969, all’età di 85 anni.

Dai genitori ai figli e figlie. Si rinforza con  il cognome di Valentini (figli di ‘zia Rina’ che aveva spostato un carabiniere, Fernando Valentini), cugini del Pasquinelli, titolari di farmacia.

ValentiniPasquinelli ampliano le loro attività. Acquistano due hotel a Porto Maurizio (Corallo e Croce di Malta) e lo stabilimento balneare più ampio e caratteristico del ponente ligure (Spiaggia d’Oro) che fa da corollario alla Banchina Medaglie D’Oro. Nell’iter delle assegnazioni previste dalla Bolkestein  si è aggiudicata la gara del Comune di Imperia la società ‘Balneare Turistica Imperiese Spa‘(Valentini-Pasquinelli) per una durata di 20 anni. Il Corallo dispone anche di ristorante, assai frequentato, interno e all’esterno con un panoramico giardino.

Facciamo un passo indietro con l’aiuto di Lorenzo. Gli anni dell’ultima guerra. Il ‘Lorenzina albergo-ristorante‘ è sempre rimasto aperto. Più che una sfida era l’amore e la tenacia della resistenza anche in periodi difficili. “La nonna gestiva davanti ai tedeschi e dietro aveva i partigiani. Il comando tedesco era nel caseggiato dei Contestabile, quasi di rimpetto. Nella genesi famigliare troviamo anche Augusta Roattino”.  Il gruppo parentale, con i matrimoni, si fa più numerose. Papà Pasquinelli è deceduto nel 1995.

L’albergo ristorante oltre a mamma Silvia, può contare sul tempo pieno di Lorenzo.  Gli resta la passione del lavoro e l’hobby delle auto sportive (non di lusso ma di gare). “L’appuntamento di sabato 27 non vuole essere un incontro pomposo, un ritrovarci, speriamo in tanti, con i clienti più affezionati, con le nostre famiglie per ricordare il cammino percorso, tra soddisfazioni, sacrifici, qualche immancabile giorno difficile. Ricordare chi non è più tra noi, figure care e direi strategiche per la vita e il futuro dell’albergo Lorenzina. Ha conosciuto il massimo splendore (a metà degli anni ’80). La clientela soggiornava per uno, due mesi. C’erano famiglie che non si possono dimenticare, i Sanfelice (papà oculista) di Pietra Ligure, gli imperiesi Boccalatte e Garibbo. C’erano famiglie loanesi (i Formica e un simpaticissimo e solitario Baietto). Mi perdoneranno molti altri che non ho citato”.

Inesorabili gli anni della china, del declino, della crisi. Non ci sono più soggiorni lunghi. I tempi della pensione completa si è assotigliano meno di 40 giorni. Non sono più gli anni che ci si accontentava anche di un passato di verdura, per dire che i clienti avevano molto meno esigenze rispetto ai nostri giorni. Nava era considerata il ‘Trentino’.

Nava che poteva contare sulla locomotiva Monesi. Nel periodo di Natale fino all’Epifania, ammette Lorenzo, si incassava di più che in piena estate. La stagione invernale, sempre grazie a Monesi di Triora. Da qualche anno si lavora soprattutto nella ristorazione e il ‘Lorenzina’ è la ‘punta di diamante’ della Valle Arroscia. 

“Non voglio essere un lamentoso, osserva l’oste con un’etimologia che deriva dal latino hospitem e in origine significava sia “ospite” che “straniero” o “ospitante”. Molte cose sono cambiate in meglio, penso solo alle cure, alla salute. “Nonno Silvio morì per setticemia, causa un ascesso”. Voleva comprare Villa Nobel a Sanremo. Alfred Nobel, inventore della dinamite e creatore del più importante riconoscimento letterario e scientifico del mondo, il Premio Nobel, visse a Sanremo. “L’obiettivo del nonno- ricorda Lorenzo – era quello di possedere una struttura ricettiva in Riviera. Credo di aver onorato, grazie alle nostre famiglie, quel desidero, con le proprietà e le attività che abbiamo nella culla imperiese. Pasquinelli (Marco Lorenzo 64 anni, Gianni, 74, Pietro 56, Silvio ingegnere è mancato a 58 anni) hanno contribuito alle glorie da cittadini di Nava. E sarebbe davvero ingiusto e ingrato ignorare chi al ‘Lorenzina‘ sta dedicando ‘anima e corpo’: la pornassina moglie e mamma Cristina Bertora, ottima chef che ha saputo adeguarsi ai menu più esigenti e la giovane figlia Caterina in sala: professionale e giudiziosa.

Più di una parola merita un ‘pilastro’, vero professionista del mestiere, Fabio, di cui Trucioli.it ha scritto, il maître Fabio Lamberti, da 29 anni con lo stesso datore di lavoro. Stesso entusiasmo, ormai uno di famiglia. La sua popolarità l’abbiamo constata nell’articolo del 20 ottobre 2022. Ha ‘capitalizzato’ quasi 5 mila visualizzazioni.

Luciano Corrado

Anni di storia e di forza lavoro per l’albergo ristorante Lorenzina

2/NAVA INAUGURAZIONE DEL NUOVO PARCO URBANO-  Sorto come campo di calcio, ma assai poco o nulla frequentato, rare anche l’utilizzo per eventi, l’amministrazione del sindaco On. Gr. Uff. Vittorio Adolfo ha realizzato un centro d’attrazione sopratutto per i bambini con le rispettive famiglie. E Nava, con i suoi spazi verde e possibilità di passeggiate, è una meta di relax e aria non inquinata. L’inaugurazione sabato 20 giugno alle ore 16. 

 


L.Corrado

L.Corrado

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