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Liguria e Basso Piemonte

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La suora, il microfono e la spiaggia: cronaca di un miracolo elettorale tra Alassio, Loano, Spotorno


Alassio, Loano e la coerenza a targhe alterne del duo Invernizzi – Vaccarezza.

di Alessandro Dighero

Suor Miranda (al secolo Miranda Bloise) e i consiglieri regionali Invenizzi e Vaccarezza

C’è una scena, in un porticato che sa di incenso e di comunicati stampa, che vale più di mille interrogazioni regionali. Una religiosa anziana, il velo bianco e nero che incornicia un volto abituato più alle preghiere che ai talk show, si ritrova con un microfono in mano davanti ai cronisti, durante l’assemblea pubblica convocata dal Comune di Spotorno per presentare il PUD. A portarla lì sono stati loro, Invernizzi e Vaccarezza, consiglieri regionali di Fratelli d’Italia il primo e Forza Italia il secondo. La domanda che le hanno lasciato pronunciare è tanto semplice quanto efficace: perché il Comune vuole toglierci la spiaggia?

Una domanda legittima, se non fosse per un dettaglio che i due pubblici amministratori, con encomiabile discrezione, hanno evitato di spiegarle: la concessione della sua comunità rientra tra quelle “per fini di beneficenza“, la categoria che il Codice della navigazione protegge con un canone puramente simbolico, proprio in virtù dello scopo sociale dell’attività – una delle poche cose, in materia di demanio, pensate per chi non deve fare utile- Ed è lecito chiedersi, visto che il demanio marittimo in Liguria passa anche dalle aule del Consiglio regionale dove i due siedono, se quella tutela sia rimasta intatta o se qualcuno, nel frattempo e con la stessa discrezione, l’abbia limata. Se fosse così, avremmo scoperto un genere narrativo finora sconosciuto anche a Luttazzi: il cortocircuito perfetto, in cui si porta la vittima a manifestare contro l’effetto di una causa che si preferisce non firmare.

Alle sue spalle, in silenzio ma non troppo, il consigliere Angelo Vaccarezza, che osserva la scena con l’aria di chi ha appena piazzato bene una pedina sulla scacchiera. Poco più in là, a microfono acceso, l’altro protagonista di questa geografia degli imbarazzi: Rocco Invernizzi, l’uomo che a Spotorno ha trasformato il dibattito regionale sulle concessioni balneari in una telenovela con più stagioni di Beautiful.

Non è la prima volta che la coppia Invernizzi-Vaccarezza trova, in una vertenza altrui, un partner di scena efficace. È il loro genere cinematografico preferito: il grande classico “vittima designata contro il potere cattivo“, con la variante ligure “concessionario contro sindaco giustizialista”. Solo che stavolta la controfigura scelta per impersonare il popolo oppresso indossa un abito religioso – il che, va detto- aggiunge al copione un tocco di sacro che nemmeno Carlo Verdone in “Un sacco bello” avrebbe osato inserire senza un minimo di pudore, specie se a mancare fosse proprio la parte più scomoda della storia.

E la vicenda, va detto, ha basi tutt’altro che leggere. Perché la battaglia sul 40% di spiagge libere a Spotorno non è un capriccio del sindaco Mattia Fiorini contro cui protestare con una suora-testimonial: è materia di legge regionale, di ricorsi al TAR e di interrogazioni su presunti conflitti d’interesse – di cui proprio Vaccarezza si è fatto megafono, salvo poi vedersi ricordare dal TAR Liguria che, se le sue tesi fossero fondate, un minimo di sospensiva l’avrebbe ottenuta. Non l’ha ottenuta. Il che, in politica come in tribunale, di solito significa qualcosa.

Ma tant’è: quando gli argomenti giuridici scarseggiano, si ricorre alla scenografia umana. E se la scenografia giuridica non regge, si porta in scena una suora con un microfono e una battuta già scritta, sperando che nessuno faccia troppe domande su chi ha scritto il copione.

E qui la storia si fa persino più saporita. Perché Invernizzi non è un consigliere qualunque prestato per caso al tema demaniale: è l’uomo che ad Alassio, per vent’anni buoni, ha avuto letteralmente in mano, senza trovare un minimo di opposizione, la delega al Demanio marittimo, prima da consigliere comunale (2001-2006), poi da assessore (2006-2011 e dal 2018) – città che oggi arranca al 14,4% di spiaggia libera più 6,5% di libera attrezzata, ben sotto la soglia di legge del 40%. E secondo quanto dichiarato pubblicamente da una consigliera in regione, Invernizzi avrebbe persino parenti stretti tra i proprietari di uno stabilimento balneare alassino. Guarda caso, è sempre lui l’autore dell’emendamento che nel gennaio 2025 ha congelato l’obbligo del 40% fino al 30 dicembre 2027, giusto in tempo per evitare imbarazzi di famiglia per il prossimo Cenone di Natale.

E Vaccarezza non è da meno: sindaco di Loano per un decennio (2001-2011), dopo essere stato assessore e vicesindaco nella stessa città negli anni ’90 – il Comune che oggi, secondo i dati del Report Spiagge 2024 di Legambiente, si ferma a un misero 4,67% di spiaggia libera: la seconda peggiore località di tutta la Liguria, medaglia d’argento del demanio negato dietro la stessa Spotorno che oggi bacchetta con tanto ardore.

Insomma, i due che oggi indignano i media contro il sindaco “che vuole privare la gente della spiaggia” rappresentano – e per una generazione politica intera hanno amministrato – proprio i due comuni più inadempienti della regione rispetto alla soglia minima di legge. Chiedere a loro lezioni di equità demaniale è un po’ come chiedere consigli di dieta al proprietario della pasticceria.

La verità, semplice e scomoda come sempre, è che la battaglia delle concessioni in Liguria si deciderà nelle aule dei tribunali amministrativi, non davanti all’uscita di assemblee pubbliche con megafono itinerante. E finché Invernizzi e Vaccarezza continueranno a preferire la suggestione all’argomentazione – e i loro stessi comuni resteranno fanalino di coda della Liguria sulle spiagge libere – il pubblico ligure avrà tutto il diritto di chiedersi non “perché il sindaco vuole privarci della spiaggia”, ma perché due amministratori con un simile curriculum sul demanio abbiano bisogno di prestare un volto religioso alle proprie tesi economiche, invece di vincerle – se possono – nel merito?

Alessandro Dighero 

L’episodio della suora è riportato sulla base di testimonianza diretta dell’autore, presente sul posto. I dati su percentuali di spiagge libere ad Alassio e Loano sono tratti dal Report Spiagge 2024 di Legambiente e da fonti giornalistiche liguri (IVG.it, Genova24, Il Fatto Quotidiano). Le dichiarazioni sui legami familiari di Invernizzi con un concessionario alassino sono attribuite alla consigliera regionale Selena Candia (AVS), riportate da Genova24.

ARTICOLO DEL SECOLO XIX –


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