Il post di Pietra Baglio, loanese ed ora cittadino di Desenzano del Garda. Alla c. a. di S. E. Monsignor Domenico Pompili Vescovo della diocesi di Verona.

Buonasera Eccellenza. Sia lodato Gesù Cristo.
Le scrivo, per comprendere cosa può averla spinta ad accettare una tessera dell’Anpi, l’associazione dei partigiani.
Lei ed io al tempo delle efferate azioni operate dai partigiani nelle fasi finali della guerra, per ovvi motivi anagrafici, non facevamo parte della storia della nostra Nazione Italiana. Una storia scritta e riscritta dai vincitori e fatta spesso oggetto di plagio da parte di chi voleva mettere in luce solo un aspetto ed oscurare l’altro. Ma come dovrebbe sapere bene anche lei la verità può anche trovarsi in mezzo a tante menzogne ma tra la verità e la menzogna “non può esservi via di mezzo”. La ricostruzione di quegli eventi non sempre è stata facile in quanto i fatti erano volutamente coperti da omissioni ed omertà. Certamente ci sono stati episodi efferati da entrambe le parti, nessuno ormai lo nega. Ricordo quanto scrisse Ennio Flaiano i “fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti“. Mai frase migliore rispecchia lo stato attuale delle cose dove, pur di colpire provvedimenti o prese di posizione non gradite ad una parte di “opinione pubblica“, si invoca a sproposito lo spettro del fascismo ed è proprio questo che fa’ spesso l’Anpi. Del resto l’ “opinione pubblica” plagiata è la stessa che condannò Nostro Signore gridando “non abbiamo altro re che Cesare” “liberate Barabba” un partigiano ante litteram del resto.
Dunque, perché accettare questa discutibile affiliazione. Lei conoscerà la triste storia del seminarista quindicenne Rolando Livi torturato ed ucciso a guerra conclusa da un gruppo di “partigiani” solo perché indossava con onore la veste talare che si rifiutò di togliersela come volevano i suoi aguzzini. Ma già lei non può ricordare cosa voleva dire indossare una talare per un giovane seminarista.
Oggi che la maggior parte dei sacerdoti sembra vergognarsi di indossarla e vestono con pessimo gusto da idraulici o da elettricisti. La sua tessera quindi è anche sporca del sangue del piccolo martire Rolando Rivi trucidato perché non voleva rinunciare alla talare, oltre che di tante altre vittime innocenti della barbarie rossa. Vogliamo ricordare l’eccidio fratricida di Porzus? Meglio non continuare la lista sarebbe lunga. Sicuro che l’abbraccio con certa politica della sinistra “rosso-fucsia ed arcobaleno” può dare un immediato consenso tra i nemici storici della Chiesa di Cristo ma alla lunga diverrà un abbraccio mortale. Per molti cattolici sarà una ennesima amarezza una Chiesa che al posto di confermare i fratelli nella fede li allontana e paradossalmente conferma i lontani nella loro lontananza.
Del resto non passa giorno che ci ritroviamo con qualche spiacevole sorpresa.
“Alea iacta est” il dado è tratto ed il Rubicone ormai è stato varcato ben sessant’ anni fa’, ora si tratta solo di lasciarsi trascinare dalla corrente, subire la forza di gravità e scendere giù sempre più velocemente nel baratro. Caro Monsignor Vescovo se per lei non costituisce troppo impegno la invito ad approfondire maggiormente la storia della guerra civile in Italia e magari anche in Spagna dove sono stati martirizzati altri giovani e meno giovani sacerdoti “in odium fidei” . Oppure molto umilmente le suggerisco di leggersi l’art. 675 del Catechismo della Chiesa Cattolica di cui lei è uno dei tanti vescovi, troverà un altro spunto di riflessione sui giorni a venire.
Buona lettura!
Pietro Baglio
Laudetur Jesus Christus

