Pietra Ligure: il Comune dove non esiste l’Assessore alle Finanze. Il Comune che, tenendo le imposte ai massimi fa incassi stratosferici che non può spendere. Dove l’autovelox “fa cassa” eccome: più 1 milione e 300 mila euro!
di Mario Carrara
Nel Consiglio comunale di Pietra Ligure del 23 Aprile scorso sono stati trattati argomenti rilevanti. In particolare, oltre al nuovo Presidente del Consiglio ed al nuovo Assessore, che si sono semplicemente scambiati i posti che occupavano, sono state comunicate anche le nuove deleghe che il Sindaco De Vincenzi ha redistribuito. Tuttavia, tra esse “spiccano“, paradossalmente, le “non deleghe“, cioè le materie per le quali non vi sia nessuno che se ne occupi. Esse, appunto, se non sono state “delegate” ad altri, rientrano tra le competenze di carattere “generale” di cui il Sindaco è responsabile come capo del Comune. E basta. Quindi, le “non deleghe“, possono essere classificate come materie prive d’importanza.
La riprova di questo sta nel fatto che, invece, le “deleghe” vere, considerate come materie “importanti“, che il Sindaco ha voluto tenersi per la sua gestione personale, le ha volute espressamente esplicitare e citare nell’atto ufficiale di delega che è stato comunicato al Consiglio.
Vediamo quali materie il Sindaco ha voluto riservarsi: “Personale, Bilancio, Patrimonio, Pianificazione territoriale (cioè: Edilizia ed Urbanistica), Marketing Territoriale (…chissà cos’è?). Di “specifico” non c’è nient’altro.
Quindi, quali sono le materie che sono “scomparse“?
Due in particolare: le Finanze, i Cimiteri: “non deleghe” per cui non meritano di essere curate da nessuno.
Per quanto riguarda i cimiteri, che a Pietra sono due, nel capoluogo ed a Ranzi, le conseguenze, prodotte dal fatto che nessuno se ne occupi, sono sotto gli occhi di tutti. Basta vedere di persona. Eppure, la buona gestione dei cimiteri coinvolge e riguarda quasi tutti i residenti della città perché, si presume, che la maggioranza dei cittadini abbia qualche proprio caro che là vi riposi. Ora, però, essa non esiste proprio più: come se gli stessi cimiteri non esistessero.
Invece, desta scalpore che non esista proprio la delega alle “Finanze” (che esiste in ogni Comune), che si occupa o dovrebbe occupare della gestione corrente, giornaliera delle funzioni economiche comunali. E non si venga a dire che il “Bilancio” congloba anche le “Finanze” perché sono due cose totalmente diverse tra loro.
Il Comune di Pietra Ligure sono anni che è in attivo di bilancio, sempre progressivamente più rilevante.
Nel Consiglio comunale del 23 Aprile scorso sono stati esaminati i dati del bilancio consuntivo del 2025. Quindi, sono stati esaminati dati fermi e fissi e non “presunti” di quanto il Comune abbia effettivamente incassato nel 2025.
Guardate la progressione degli “utili“, degli “attivi” tratti dai bilanci “consuntivi“
nel corso degli ultimi 6 anni:
2020 attivo = 4.774.987.
2021 attivo = 6.042.387.
2022 attivo = 5.532.194.
2023 attivo = 6.629.534.
2024 attivo = 7.024.073.
2025 attivo = 7.972.073.
E guardate il rapporto tra il bilancio, dove l’attivo aumenta
sempre più, rispetto alla popolazione di Pietra Ligure che, invece, diminuisce sempre di più:
Nel 2022, la popolazione residente era di 8397 abitanti, per cui ogni abitante poteva godere di un “credito attivo” di €.658,82 pro capite.
Nel 2023, era di 8287 abitanti, per cui ogni abitante poteva godere di un “credito attivo” di €.799,89 pro capite.
Nel 2024
era di 8301 abitanti, per cui ogni abitante poteva godere di un “credito attivo” di €.846 pro capite.
Nel 2025
era di 8233 abitanti, per cui ogni abitante poteva godere di un credito attivo di €.968,307 pro capite. Quasi 1000 euro per abitante!
Quando si scrive “pro capite” s’intendono tutti i residenti, anche i minorenni e anche i neonati.
Sembrerebbe un dato del quale andare fieri, …ma non è per niente così.
Cosa se ne fa ogni cittadino di avere per sé un “tutto teorico” credito dell’attivo del bilancio comunale di quasi 1000 euro, se poi quel “credito attivo” a lui non serve completamente a niente? Ed alla collettività, cioè al Comune, “quasi” completamente a niente?
Sì, perché se è vero che il Comune ha questo “attivo” di bilancio stratosferico, da emirato arabo, poi, però non lo può quasi per niente utilizzare per i propri bisogni.
Infatti, sulla cifra dell’enorme mole dell’attivo di bilancio incassato, il Comune può disporre solo di una minima parte: tutto il resto è praticamente bloccato dallo Stato. La riprova? Eccola, con dati, in crescendo, preoccupanti: nel 2023, su €.6.629.534 di attivo di bilancio, la parte disponibile, cioè quella di cui il Comune poteva disporre, era di €.716.633; nel 2024, su un attivo di bilancio di €.7.024.860, la parte disponibile risultava di €.355.174.
Infine, nel 2025
sull’ancor maggiormente cresciuto incasso di €.7.972.073, la parte disponibile si è ancor più ridotta a soli €.178.262 !!!
Ma questi stratosferici “attivi di bilancio“, da cosa derivano? Risposta: principalmente dai tributi comunali per i quali è il Comune stesso che impone direttamente le aliquote.
E le aliquote dei principali tributi comunali, IMU, TARI, Addizionale Irpef, sono da anni al massimo dell’imposizione fiscale consentita dalla legge.
Domanda: cosa serve, allora, puntare a fare un “forte attivo di bilancio”, tenendo
i tributi al massimo, se poi, come s’è visto, i soldi incassati restano bloccati?
Ha senso “spremere” al massimo del consentito i cittadini ed ottenere nel 2025, solo €.178.262 dagli €.7.972.073 incassati?
Che senso ha “torchiare” i cittadini Pietresi per poi avere, alla fine, dei risultati pratici così deludenti?
Vediamo un tributo comunale, preso ad esempio: l’Addizionale Irpef.
L’Addizionale comunale sull’imponibile Irpef entra in vigore il 1⁰ Gennaio 1999, lo scopo è, tra le altre cose, quello di compensare la riduzione dei trasferimenti dei finanziamenti dallo Stato; in pratica, lo Stato ha detto ai Comuni: “voglio darvi sempre meno soldi: se vi servono fate
“una cresta” sull’imponibile Irpef”, che devono pagare tutti i contribuenti, stabilendo sull’imponibile aliquote, a propria discrezione, che partono da “0” e arrivano fino al massimo dello “0,80”%. Era anche una forma di finanziamento per quei Comuni che fossero stati in difficoltà economiche e non avessero avuto risorse cui ricorrere.
Orbene: la situazione di Pietra Ligure nel 2026 NON è più quella del 1999 e ne è ben diversa.
A Pietra Ligure è stata imposta l’aliquota massima possibile, lo “0,80”, negli anni passati, per far fronte alle difficoltà finanziarie del momento. Ora, come s’è visto, quelle difficoltà finanziarie, con gli “attivi di bilancio” multimilionari, da anni,
NON ESISTONO PIÙ: perché, allora, continuare ad ostinarsi a pretendere l’aliquota massima sull’imponibile Irpef, che dovremo pagare tutti prossimamente? Ha un senso? Non è una vera prevaricazione che toglie in modo ingiustificato soldi alle necessità delle famiglie?
E qui si ripropone il quesito che ricorre sempre in questi anni: anziché puntare a fare “attivi di bilancio multimilionari, che poi non si possono utilizzare per le necessità del Comune, non sarebbe più giusto ed onesto puntare al solo “pareggio del bilancio” e, quindi, ridurre la pressione fiscale, diminuendo, se non “azzerando” le aliquote dei tributi comunali o di alcuni di essi? Che senso ha chiedere ancora sacrifici alle famiglie, come se il Comune fosse in una situazione economica disperata, quando, invece, il Comune stesso incassa, via via, ogni anno più milioni, che non può spendere?
Altra situazione emblematica, quella degli incassi dalle Sanzioni derivanti dalle violazioni al codice della strada, in pratica: le contravvenzioni.
Qui, i dati sono impressionanti: nel 2025, facendo la somma fra le sanzioni derivanti dalla violazione ex artt.208 e 142, commi vari, si arriva alla mirabolante cifra di €.1.334.745,91 ! La gran parte di questi derivanti dagli eccessi di velocità superiori ai 5 kmh di tolleranza sul limite consentito dei 50 km/h, rilevati dell’AUTOVELOX sull’Aurelia in corso Italia. Tenendo conto che chi arriva lì da Ponente, proviene, per gran parte delle volte, da una coda che magari è durata ore e, trovandosi la strada più libera, tende ad accelerare, la probabilità di essere multati, anche per un eccesso di velocità minimo, è sempre grande. Specie in certe serate d’autunno o d’inverno. Tenendo conto che a 900 metri oltre c’è l’altro autovelox a Borgio l’automobilista deve fare più che attenzione.
Con cifre del genere come si fa a sostenere che certi autovelox non siano messi lì per far cassa?
Alla fine di tutto il ragionamento e di aver mostrato certi risultati contabili, che al di là delle polemiche, non esprimono opinioni personali, tipo: è simpatico o antipatico, è brutto o è bello, ecc., ma dei dati aritmetici, dei crudi numeri che sono quello che sono e rappresentano la realtà qual essa è, resta e si pone un’esigenza di giustizia e di equità: quella di abbassare la pressione fiscale e ridurre i tributi comunali. Ridurre la pressione fiscale dei tributi dello Stato lo può fare solo lo Stato e noi non possiamo farci niente. Ma quella dei Comuni può essere ridotta benissimo dagli stessi Comuni, specie come quello di Pietra Ligure che, abbiamo dimostrato, sono anni che incassa milioni senza poterli spendere.
Mario Carrara
(consigliere comunale della Lista Indipendente per Pietra)
