Per oltre 30 anni ci siamo occupati di cronaca giudiziaria della provincia di Savona con qualche sconfinamento. Trucioli.it è andato oltre. La melma, che emerge dalla quasi nascosta vicenda che accompagna la storia dell’ittirusmo nel porto turistico di Alassio, sta intralciando il nostro ruolo professionale.

C’è una pentola da scoperchiare che si trascina da qualche anno? Forse, anzi molti elementi in nostro possesso inducono a credere ad una possibile svolta. Non c’entra solo il ruolo dell’autorità giudiziaria. Ma quello della trasparenza che ovviamente può sconfinare nel penale.
Diciamo subito che la prima difficoltà che abbiamo incontrato sono le ‘bocche cucite‘. E allora? Non ci siamo fermati all’ostacolo. Abbiamo cercato tra chi, al di fuori dell’area riservata al lavoro dell’itturismo, dei suoi artefici, della parti in causa, era a conoscenza di fatti, misfatti, racconti, ricordi. Storie borderline che hanno per protagonista l’ex comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Alassio (Guardia Costiera) che, a sua volta, dipendeva da chi comandava la Guardia Costiera- Ufficio Circondariale Marittimo con sede nel porto di Loano.
Nel ‘calderone’ non può essere escluso il ruolo e la responsabilità amministrativa di chi è al vertice degli uffici comunali competenti, anzi dell’Ufficio demanio e di chi ha avuto la delega al Demanio che ha ‘competenza’ anche nell’area portuale e nelle sue attività. Tra questa il settore ‘pescatori professionisti’ e ittiturismo connesso alla ristorazione sulla banchina.
Una curiosità, tra tante. Il 12 agosto 2025 un’ordinanza del Comune che mette ‘all’indice’ (sospensione e rimozione delle strutture ristorative) chi, a quanto pare, dagli accertamenti svolti, non aveva i requisiti richiesti. Colpo di scena il 22 settembre 2025. Nuova ordinanza. Dietro front per procedere alle modifiche del regolamento, ovvero al secondo. L’ente locale si prende 18 mesi de tempo per modificare e la scadenza, caso vuole, è in contemporanea con quella demaniale del porto.
In porto in banchina, tra chi fa ittiturismo, c’è chi ha 4 barche in acqua e ne utilizza una, raramente due e chi già agli esordi ne ha una sola. Si occupano posti barca abusivamente ? Pare di si e nessuno provvede anche se, pare unanime la convinzione, che con l’arrivo del nuovo comandante la situazione abbia avuto una svolta a 360 gradi. Tutti uguali in diritti e doveri. Anzi c’è chi ricorda un siparietto divertente se non ci fosse in campo la sostanza con quanto poi è emerso ed è rimasto come chiuso a chiave, ovvero vietata la divulgazione ad ogni livello.
In porto, sulla banchina dell’ittuturismo, si presentano i carabinieri del Nas di Genova, funzionari dell’ufficio competente della Regione e colleghi dell’Asl 2. Arrivati per un controllo specifico, con un destinatario. Trascorrono pochi minuti e si presenta l’allora comandante in pantaloncini corti, maglietta, cagnolino al guinzaglio. Pressapoco “non potete fare questo controllo senza avvertirmi, sono io il responsabile del porto…...’. L’ufficiale dei Nas “Non dobbiamo chiedere nessun permesso, sei Lei vuole assistere al controllo vada a mettersi la divisa…”. Brutte conseguenze per quanto è emerso negli accertamenti, anzi bruttissime.
Accennavamo anche alle scarne notizie in merito a risvolti giudiziari. Bocche cucite, utile ripetersi. Sono emerse ‘anomalie‘ nella gestione dell’Associazione Alassiopesca costituita nel 2019 presso il porto di Alassio, cale aperte, da parte del presidente? Che è anche stato presidente di Cooperativa in potenziale conflitto di interessi? Il regolamento di gestione degli ormeggi e della cale (approvato dal consiglio comunale) dispone che ogni cooperativa possa detenere un solo natante, eppure c’è chi ne ha due, tre. Tutte le segnalazioni alla Regione, al Comune, alla Capitaneria di Loano, all’Ufficio locale marittimo di Alassio non hanno sortito alcun effetto? Erano stati fatti degli accertamenti, oppure le segnalazioni, parrebbe non anonime, erano state messe a riposo o meglio senza riscontro?
Non è finita. C’è chi ha presentato alla Locomare di Alassio richiesta di accesso agli atti al fine di verificare i requisiti di far parte di ‘AlassioPesca’. Nessuna risposta a quanto si dice. Perchè? Richiesta considerata immotivata e non ricevibile?
Per quale buona ragione di trasparenza non era mai stata diffusa – vedi mass media, ma anche la minoranza consiliare che può avere almeno la funzione di controllo – la notizia non proprio personale che il Gip del Tribunale di Savona aveva disposto lo sgombero di un paio di ormeggi occupati dalle imbarcazioni Mary e Gianna. Ebbene? I due natanti sono rimasti al loro posto.
Non va meglio se si parla di bilanci dell’Associazione Alassiopesca (ci riferiamo al 2022).
Se fosse confermata l’indiscrezione che nel pentolone bisogna aggiungere pure una denuncia querela, c’è da aspettarsi che chi l’ha firmata, probabilmente rivolgendosi ad un legale, ne abbia chiesto che fine ha fatto, come è finita. Generalmente viene richiesto espressamente di essere informati dell’eventuale archiviazione qualora, a seconda dell’esito, si voglia fare opposizione. E’ previsto dal codice di procedura penale.
Insomma se è tutto filato liscio nello svolgimento di attività di pesca professionale ed ittiturismo, nonostante un paio di esposti- querela, può significare che è stata tutta una montatura ? Ma allora perchè si è arrivati al blocco totale dell’ittiturismo? In consiglio comunale l’argomento è stato affrontato, discusso? La chiusura è un danno che va a discapito del buon nome e che causa danni reali a chi non ha colpa alcuna e si è trovato tirato dentro il pentolone.
Al giornalista non resta che scavare, approfondire, verificare e nei limiti delle possibilità interpellare tutte le parti in causa. Auspicando che tutti collaborino. Se c’è un segreto istruttorio nessun dubbio a rispettarlo. Per questo sarà utile conoscere anche cosa risponde l’autorità giudiziaria.


2/ALBO PRETORIO DEL COMUNE
