Alassio: “Siamo i primi a fare sistema con l’entroterra. Asparagi violetti, zucche, trombette, carciofi, vini, olio Evo. Dai coltivatori al porto turistico”
E’ probabile che Campagna Amica di Coldiretti sia molto più lungimiranti e fiduciosa di quanto pensiamo. Nell’entroterra montano le aree coltivate dai relisienti sono ridotte a fazzoletti. Nell’entroterra ingauno la quasi unica produzione sono olio e vino.2/Andrea Roggi ha portato le sue sculture lungo le coste liguri.
Il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaioin in occasione della campagna elettorale per Calleri sindaco di Albenga. Ha inviato tutti a comprare prima le eccellenze agricole della piana e dell’entroterra. Lo spot avrà avuto successo?
Nel cuore di quella che era la prima produttrice di ortofrutta dalla produzione di nicchia, pur sempre centinaia di quintali destinati ai mercati del Nord Italia e d’Europa, siamo passati a neppre centinaia di aziende agricole che producono Asparagi Violetti, Trombette, zucchine, carciofi, mentre il boom del pomodoro cuore di bue di Albenga è stato sopraffatto dal sud delle isole, della terra ferma, al nord (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna ecc). Potrebbero ancora far concorrenza – ma non se ne parla, né si legge sui media locali – il fagiolino “pelandrone” di Albenga (conosciuto storicamente anche come Bobis d’Albenga o semplicemente pelandrun in dialetto ligure). Ortaggio tipico e di nicchia. L’origine del curioso nome deriva dal fatto che si tratta di una varietà rampicante. A differenza dei fagiolini nani, che costringono i contadini a lavorare per ore con la schiena piegata, il pelandrone cresce in verticale su sostegni: permette quindi di essere raccolto comodamente in piedi, un’agevolazione storicamente associata a chi ha “poca voglia di faticare” (da qui pelandrone).
Altro ortaggio tipico che i novelli storici di ‘casa nostra’ ignorano è la carota di Albenga e del suo entroterra. Ha un caratteristico colore rosso vivo, con una radice lunga, cilindrica e che termina a cono. Cresce nei terreni sabbiosi e leggeri della piana. Molte produzioni locali, come la varietà “Cristallina”, sono raccolte a mano senza l’uso di diserbanti, ormai di casa in molte produzioni intensive che arrivano sui mercati, nella grande distribuzione, fino al negozio sotto casa.
A quando leggeremo cartelli, tipo: “Questi ortaggi, questi frutti sono coltivati senza diserbanti, pesticici sistemtici, solo concimi naturali”. Un sogno che non è più realtà. Agricoltura biologica? Chi e quanti controlli? Agricoltura biodinamica? Agricoltura sinergica? O persino agricoltura biologica vegana (capita di legge in certe catene commerciali) che estende il divieto di usare prodotti chimici anche a quelli di derivazione animale (come il letame proveniente da allevamenti intensivi).
Gli annunci e i buoni propositi, la buona fede, della ‘Marina di Alassio‘ cerca di sponsorizzare, ma il vero problema è che gli sponsorizzati sono un ‘gregge’ che continua ad assotigliarsi. Anche se ha bisogno di far credere alla grande messe di Campagna Spesa Amica.
Anche nell’albenganese non mancano giornalisti esperti che tengono lezioni di buona cucina con prodotti a km 0. Un buon consiglio, un incentivo sarebbe anche quello di indicare il nome dell’azienda agricola. Anche per evitare, come è successo a chi scrive queste modeste osservazioni, che acquistato un prodotto della piana o dell’entroterra, alla richiesta di indicare il produttore, si ritrovi con spiacevoli sorprese. Non è mancata neppure quella di aver ricevuto il nome dell’agricoltore e di scoprire che da anni nei suoi terreni, nelle serre, produce vasetti di erbe arpmatiche.
Eppure non più lontano di dieci anni fa il Comune di Albenga aveva promosso un sorte di ‘marchio di garanzia’. Una decalcomania indicava che in questo negozio si vende ortofrutta della Piana Inaguna. Altri tempi!
La Marina di Alassio e il progetto Marin AI: l’integrazione tra mare ed entroterra
COMUNICATO STAMPA – La Marina di Alassio è stata selezionata dalla Camera di Commercio delle Riviere di Liguria per entrare a far parte del progetto “Marin AI”, un programma incentrato sull’innovazione e sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale al settore della nautica da diporto e del turismo marittimo.
Il riconoscimento, come spiega l’amministratore unico della Marina di Alassio Rinaldo Agostini, arriva a seguito degli incontri istituzionali tenutisi a Imperia dedicati al tema dell’interscambio turistico tra i porti della costa e i comuni dell’entroterra ligure.
«Ero stato ad Imperia alcuni mesi fa per partecipare ad una riunione dove si parlava della necessità di collegare le Marine ai Paesi dell’entroterra, per iniziare un interscambio turistico. Avevo già segnalato che la Marina di Alassio aveva intrapreso un percorso per esaltare i prodotti del territorio, inserendoli appunto nel nostro sito Internet, e favorire così la possibilità di acquistare questi prodotti, tramite la filiera della “Spesa Amica” in collaborazione con la Coldiretti.”
Prosegue Agostini: “Ovvero una qualunque grande imbarcazione da diporto si dovesse trovare a navigare nelle vicinanze del porto di Alassio, potrà contattare i numeri che abbiamo sul nostro sito Internet, che si riferiscono appunto alla Campagna Spesa Amica e alla Coldiretti, per ordinare questi fantastici prodotti e farseli portare in Porto ad Alassio, con la possibilità per loro di arrivare in porto con un tender e caricare a bordo questi prodotti, dagli Asparagi Violetti, alle Trombette, alle zucche, carciofi e i vini oltre all’olio Evo”.
Il mitico presidente e personaggio non solo alassino Rinaldo Agostini
Alassio – dice Agostini – può essere orgogliosa nel dire di essere stata la prima a voler fare sistema con l’entroterra, per esaltare i loro prodotti del territorio. Ora siamo stati scelti tra le varie Marine per essere inseriti in questo programma “Marin AI” dove ovviamente AI sta per Intelligenza Artificiale».
L’inclusione di Alassio all’interno del progetto Marin AIha l’obiettivo di perfezionare e digitalizzare ulteriormente questo modello di filiera corta. «Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale – aggiunge Rinaldo Agostini – permetteranno di ottimizzare la gestione delle richieste, coordinare la logistica delle consegnetra i produttori dell’entroterra e la banchina, e fornire informazioni geolocalizzate ai diportisti sull’offerta enogastronomica disponibile al momento del loro passaggio. L’iniziativa punta così a consolidare una rete di collaborazione stabile tra la nautica turistica e i centri interni della regione, trasformando la Marina di Alassio in un punto di incontro funzionale tra la costa e l’entroterra. L’obiettivo è costruire una rete operativa capace di mettere in relazione le Marine con servizi, operatori e opportunità turistiche delle aree interne, favorendo la diversificazione dell’esperienza dei visitatori e lo sviluppo di forme di mobilità e fruizione del territorio maggiormente sostenibili».
2/LE OPERE DI ANDREA ROGGI VISIBILI AD ALASSIO FINO AL 9 NOVEMBRE
COMUNICATO STAMPA – Immagina un Mondo Nuovo e L’amore genera vita presenti sul Molo Bestoso e al Muretto ancora per tre settimane. Con il progetto Mare NostrumAndrea Roggi ha portato le sue sculture lungo le coste liguri, dove il dialogo tra mare, materia e luce ha arricchito il percorso artistico già avviato con Terra Mater. Immagini di un’umanità che da sempre guarda al mare come a un punto di partenza, a un orizzonte verso cui tendere. Mare Nostrum è prima di tutto un invito a riconoscere il mare come uno spazio condiviso, un luogo che nella storia ha messo in contatto popoli e culture diverse. Le sculture diventano così un ponte tra uomo e natura, evocando rotte antiche e nuovi inizi.
Inserito in Ligyes 2026, il progetto espositivo Mare Nostrum ha condotto le sculture di Andrea Roggi lungo una rotta ideale da Levante a Ponente, da Portofino a Genova fino ad Alassio. Posizionate nei due luoghi simbolo di Alassio, il Muretto e il Pontile Bestoso, le opere saranno visibili fino al 9 novembre. La collaborazione territoriale sostiene questo progetto culturale itinerante non solo perché amplifica il richiamo del mare come simbolo di vita, ma perché risuona di prestigio in tutta la regione ligure, ancora una volta crocevia di bellezza, storia, futuro e soprattutto arte.
Nella settimana dell’arte che si chiuderà il 2 novembre a Torino anche Alassio celebra l’importanza delle esposizioni pubbliche e il valore della condivisione della bellezza delle opere dei nostri artisti contemporanei.
Immagina un Mondo Nuovo, l’opera in bronzo posizionata di fronte al Muretto, è composta da figure umane che si tengono per mano, dando vita a una grande struttura sferica e geometrica. La scultura è realizzata con la tecnica della fusione dinamica: in alcune parti le figure si uniscono tra loro fino a diventare un’unica superficie, con una texture viva e magmatica. In quest’opera, Andrea Roggi porta la sua ricerca verso un messaggio etico e universale. Le figure, unite in un gesto semplice ma potente, rappresentano un’umanità fondata sul rispetto, sull’altruismo e sulla consapevolezza del valore di ogni persona. La sfera richiama allo stesso tempo il pianeta e il frutto dell’ulivo, simbolo di pace, vita e futuro. Immagina un Mondo Nuovo diventa così un invito a credere in un presente più umano e virtuoso, capace di generare armonia, nuova vita e una visione positiva del domani.
Andrea Roggi scultore, pittore e poeta dell’arte contemporanea italiana
L’amore genera vita, opera in bronzo posizionata sul Molo Bestoso, si inserisce nel tema dell’Albero della Vita, centrale nella poetica di Andrea Roggi. L’opera racconta il tempo come un percorso che unisce passato, presente e futuro, attraverso una forma simbolica in cui natura e figura umana si incontrano. Le radici rappresentano il passato: la memoria, la cultura e la tradizione da cui ogni individuo trae nutrimento. Il tronco corrisponde al presente, l’unico tempo in cui possiamo agire, scegliere e costruire. Qui il presente prende forma nell’unione di due figure antropomorfe, simbolo dell’amore come forza generatrice. I rami e i frutti si aprono verso il futuro, raccogliendo i valori ricevuti dal passato e l’energia nata nel presente. L’Amore genera Vita diventa così un messaggio di continuità, speranza e rinascita: l’amore è la forza capace di dare origine alla vita e di orientare il futuro verso armonia e positività.
BIOGRAFIA ANDREA ROGGI- Andrea Roggi (Castiglion Fiorentino, 1962) è uno scultore, pittore e poeta italiano tra le figure più riconoscibili dell’arte contemporanea italiana. Cresciuto nella campagna toscana della Val di Chiana, sviluppa fin da giovane una profonda sensibilità verso la natura e il paesaggio, elementi che diventeranno centrali nella sua ricerca artistica.
Dopo gli studi e le prime esperienze nel campo della pittura, orienta progressivamente la propria ricerca verso la scultura, individuando nel bronzo il mezzo espressivo più adatto a tradurre la sua visione poetica. Approfondisce la tecnica della fusione a cera persa e nel 1991 fonda il laboratorio La Scultura di Andrea Roggi, luogo di sperimentazione e produzione dove ancora oggi prendono forma le sue opere.
La sua ricerca si sviluppa attorno al rapporto tra uomo, natura e spiritualità, dando vita a un linguaggio immediatamente riconoscibile caratterizzato da alberi simbolici, figure sospese e intrecci dinamici che sembrano sfidare la gravità. Al centro della sua poetica si colloca il tema dell’Albero della Vita, metafora universale di crescita, radicamento e trasformazione, attraverso cui l’artista esplora il legame tra terra e cielo, memoria e futuro, individuo e collettività.
Le sue monumentali sculture in bronzo sono state esposte in importanti sedi museali, istituzionali e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose opere pubbliche e partecipato a prestigiose manifestazioni internazionali, entrando a far parte di collezioni pubbliche e private in Europa, Asia e Stati Uniti.
Dal 2017 affianca alla lavorazione del bronzo quella del marmo, ampliando ulteriormente la propria ricerca formale e materica. Nello stesso percorso di continua sperimentazione sviluppa la cosiddetta “fusione dinamica”, una tecnica personale che conferisce alle sue opere un intenso senso di movimento, leggerezza ed energia vitale.
Attraverso una sintesi originale tra tradizione figurativa, simbolismo e tensione spirituale, Andrea Roggi ha costruito negli anni un linguaggio artistico capace di dialogare con pubblici e culture differenti. Le sue opere, sospese tra forza monumentale e delicatezza poetica, invitano a una riflessione sul rapporto dell’uomo con la natura, sul valore delle radici e sulla ricerca di armonia nel mondo contemporaneo.
GALLERISTI D’ARTE PER PASSIONE E TRADIZIONE
Da oltre cinquant’anni la Galleria Ravagnan è un punto di riferimento per artisti, collezionisti e appassionati d’arte. Specializzata in arte moderna e contemporanea, rappresenta artisti di diverse generazioni e nazionalità, svolgendo nelle sue due sedi a Venezia, a San Marco e a Dorsoduro, attività di esposizione e vendita di opere, con un’attenzione particolare sulla pittura e la scultura.
Fondata nel 1967 sotto le Procuratie Nuove in Piazza San Marco, la Galleria Ravagnan ha contribuito in modo significativo alla promozione dell’arte moderna e contemporanea a Venezia. Diretta per cinquant’anni da Luciano Ravagnan, è oggi guidata dai figli Chiara e Carlo Ravagnan, che proseguono il progetto familiare valorizzando la qualità artistica, la continuità della ricerca e il dialogo con il pubblico.
Nel corso della sua lunga attività la Galleria Ravagnan ha organizzato oltre quattrocento mostre, presentando opere di artisti di fama internazionale quali Renato Guttuso, Lucio Fontana, Hans Hartung, Victor Vasarely, Karel Appel, Andy Warhol, Joan Miró, Giorgio De Chirico, Salvador Dalì, Achille Perilli, Fabrizio Plessi, Bruno Catalano e Andrea Roggi.
L’attività della Galleria Ravagnan si è estesa anche a livello internazionale, grazie a collaborazioni con prestigiose istituzioni pubbliche e private, tra cui la Fondazione Mirò, la Columbia University, il Guggenheim, l’ONU, la Farnesina, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara e il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Negli ultimi anni la Galleria Ravagnan ha curato diversi progetti di arte pubblica in collaborazione con le amministrazioni di importanti città italiane. Tra queste, oltre a Venezia, Viareggio, Lucca, Amalfi, Genova e Alassio.