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Liguria e Basso Piemonte

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Varigotti dove il gastronomo per eccellenza scopre il Muraglia-Conchiglia d’Oro. Ma il premio è dei clienti


Il pranzo di Davide Paolini al ristorante Muraglia Conchiglia d’Oro di Varigotti. Un articolo del giornalista gastronomo firma domenicale del prestigioso quotidiano della Confindustria. Fonte di informazione per il mondo finanziario e imprenditoriale in Italia e all’estero. E’ defnito il ‘quotidiana economico per eccellenza’.

Varigotti, i coniugi Frumento, le figlie e il figlio

Che non può mancare sulla scrivania di direttori di banca e dirigenti industriali, dell’alta finanza e dei big di aziende nazionali e non solo.  Ma anche del mondo politico che ‘conta’. Un’informazione autorevole che spazia su diversi fronti. Che ha come obiettivo l’autorevolezza e la qualità. Fonte indispensabile di notizie, approfondimenti, previsioni, statistiche, reportage, commenti, per chi opera nei settori strategici in Italia e all’estero.  Una vasta platea di lettori potenziali commensali nei ristoranti più rinomati. Non quelli da ‘apri e chiudi’, né che ogni stagione cambiano lo staff  di cucina. Quelli che rientrano nel mirino di gastronomi, diciamo pure competenti ed indipendenti.

Paolini è un profondo conoscitore e cultore delle meraviglie alimentari del nostro paese, è autore di guide e libri enogastronomici. Da quindici anni collabora con il domenicale del Sole 24 Ore. Per Radio 24 ha condotto “A noi ci piace”, per poi dedicarsi interamente alla rubrica “Il Gastronauta“.

Siamo pur sempre di fronte ad un giudizio che può essere condiviso o meno. Il bagaglio di conoscenza e cultura della cucina, l’esperienza, rappresentano la fiducia in chi scrive.

Non sono molto frequenti, per chi segue Il Sole 24 Ore, i ristoranti del ponente ligure ritenuti meritevoli della rubrica “A me piace’ di Paolini. Nella scelta del ‘Muraglia’, del patron Enzo Frumento e della sua famiglia, non vale l’aspirazione a ‘comparire’. Non ha mai aspirato alla meta delle stelle ‘Michelin’. Per chi conosce Enzo sa che ha sempre privilegiato il basso profilo. L’obiettivo, la filosofia della cucina di qualità (solo pesce non d’allevamento) è la ‘pagella’ che assegna il cliente, a cominciare dalla fidelizzazione. L’ultima imprevedibile scommessa è stata quella di del solo pranzo di mezzogiorno. Certamente non sono esclusi gli anni e il lavoro di una vita.  Un’insegna storica che ha coinvolto tre generazioni. Oltre 70 anni e un trasferimento di sede. C’è chi ricorda e può scrivere un commento: “Qui la cucina non è mai cambiata, semmai sempre in meglio, senza alti e bassi, né rincorrere le mode, giovanili e meno che siano”.


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