Non è un sogno, un desiderio velleitario. Per il presidente Bucci la Liguria si avvia ad una stagione turistica 12 mesi all’anno. Sono i risultati della costante ‘promozione del territorio’, ‘primi in Italia nel miglioramento dell’offerta turistica in ogni mese dell’anno, per far scoprire la nostra straordinaria terra non solo nei tradizionali mesi estivi”.
“Il Governo ha individuato la nostra Regione come capofila a livello nazionale del progetto Reg4IA per due settori: quello della riduzione delle liste d’attesa e quello della gestione dei flussi turistici grazie all’Intelligenza Artificiale….Le politiche di destagionalizzazione attuate stanno ottenendo i risultati preventivati…abbiamo investito nella rete dei cammini e delle ciclovie costruendo un’offerta che collega il mare con l’entroterra “

In questo clima di ‘generale fiducia nei risultati raggiunti, va da se che si sarebbe da aspettarsi una ripresa di diffusi investimenti di nuovi hotel per la ormai consolidata crescita arrivi e presenze. E ancora verrebbe da pensare ad un ritorno al turismo di qualità e capacità di spesa giornaliera del turista nel territorio. Più che uno stimolo a chi vuole trarne profitto con il potenziamento dell’industria alberghiere che nel ponente ligure è crollata a picco dagli anni ’90 in poi e si continua a leggere di nuove richieste di trasformazione di alberghi famigliare in seconde case. Si tornerà finalmente sulla retta via di una ‘sana economia’ non speculativa. Il mai sconfitto ‘Partito del cemento’ avrà le ore contate, con l’adozione dei nuovi Puc.
Il ‘Patto di Lavoro nel Turismo’ si avvia a risolvere la grave carenza di personale nelle strutture ricettive e non solo. Si tornerà ai tempi di migliaia di occupati liguri senza dover più dannarsi per cercare figure professionali nel sistema ricettivo. Più turismo per 12 mesi all’anno, più dipendenti a tempo indeterminato. Nelle cucine e nelle pulizie non si dovrà più necessariamente ricorrere a lavoratori che fuggono da paesi poveri.
Il governo Bucci e la sua maggioranza non sono gli unici a ‘cantare vittoria’. Un giudizio e un’analisi, un percorso condiviso dal dott. Carlo Scrivano. Un tecnico del settore e assiduo osservatore del turismo ligure. Scrivano, a sua volta operatore turistico in una moderna struttura ricettiva a Pietra Ligure. Dal 2009 direttore (contratto da consulente e non dipendente) dell’Unione Provinciale Albergatori della provincia di Savona, aderente a Confindustria. In una recente dichiarazione a La Stampa che ha annunciato: Hotel a 4 stelle con 25 camere alla Marina di Loano, Quasi terminati i lavori di restyling dell’ec foresteria. L’albergo avrà una spa, solarium con piscina e louge bar. Per la ristorazione serale il punto di riferimento sarà il Bàdalaia.”
Il locale è stato inaugurato il 7 dicembre 2025 al secondo piano del Molo Centrale, prendendo il posto del precedente ristorante dello Yacht Club all’interno della marina. Il progetto è nato in collaborazione con la storica famiglia di ristoratori vadesi Lovisolo, offrendo uno spazio di oltre 1.100 metri quadrati con una vista panoramica a 360 gradi sul porto e sul mare. Alice e Jacopo, la quarta generazione di una famiglia profondamente radicata nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Oggi, giunta alla quinta generazione, i Lovisolo gestiscono un’azienda di catering con una vasta esperienza nel settore della ristorazione, eccellendo nell’organizzazione di matrimoni e nella gestione di grandi eventi sulla Riviera Italiana e Francese. Compreso un ristorante a Montecarlo.
Ebbene Scrivano ha commentato: “Ogni volta che si apre un nuovo hotel significa che il mercato tira, che c’è domanda turistica e che si continua ad investire nella qualità. Un nuovo quattro stelle attira una clientela con una maggiore capacità di spesa, crea posti di lavoro e soprattutto dimostra che il nostro territorio continua a richiamare nuovi investimenti”.
Più di così! Speriamo che la categoria degli imprenditori edili e investitori nel fiorente ed attraente mercato immobiliare facciano tesoro delle certezze del tecnico Carlo Scrivano, già assessore provinciale, per invertire la rotta. E’ arrivato il momento del ‘miracolo nuovi 4 stelle’. La stessa categoria non si faccia più tentare nel gettare la spugna. Un investimento ed un sacrificio che, anche a leggere i comunicati stampa della Regione, non sarà a rischio. Siamo sull’onda delle certezze..
28 luglio 2026- Comunicato stampa- Meno “ponti”, più arrivi. Nonostante un calendario 2026 decisamente meno favorevole rispetto al 2025, la Liguria registra un aumento di arrivi e presenze nei primi mesi dell’anno, confermandosi la prima regione costiera italiana per crescita degli arrivi di turisti italiani. Se lo scorso anno la successione di festività – dalla Pasqua del 20 aprile al 25 aprile e al 1° maggio – aveva favorito lunghi periodi di vacanza, quest’anno non si prospettavano occasioni analoghe. Eppure il turismo ligure ha continuato a crescere: da gennaio a maggio, gli arrivi sono stati 2.172.841, ben 162.566 più dello scorso anno (+8.09%). Le presenze sono salite a 5.998.044, con un incremento di 487.812 unità (+8,85%)
Significativi per comprendere l’efficacia del processo di destagionalizzazione in atto sono i seguenti dati:
– L’incremento maggiore in percentuale si è registrato a febbraio, quando si è passati da 207mila a 241mila arrivi (+16,54%), un aumento determinato in particolare dalla componente italiana (+17,12%). Ottimo anche l’andamento di maggio in cui la Liguria ha registrato un +10,23% di arrivi e un +11,39% di presenze, anche in questo caso soprattutto rappresentati dagli italiani.
– Nelle prime 10 località più gettonate, ci sono 3 capoluoghi di provincia (Genova al 1° posto per arrivi, La Spezia al 4°, Savona al 10°), che probabilmente beneficiano del fatto di essere home port di primarie compagnie crocieristiche che operano anche in periodi di bassa stagione, ma soprattutto offrono maggiore disponibilità ricettiva e soluzioni per un turismo meno strettamente legato al clima.
– Il maggior numero di arrivi tra i turisti italiani si conferma essere quello dei tradizionali bacini delle città di Torino e Milano e in genere da Piemonte e Lombardia, che ribadiscono la preferenza per la Liguria sempre più fuori stagione.
– Anche i dati diffusi recentemente dal Viminale sulla proiezione del mese di giugno, confermano l’attrattività della Liguria, seconda meta a livello italiano dopo l’Umbria per aumento percentuale di arrivi italiani (+8,89%) rispetto al primo semestre dello scorso anno.
“La Liguria è da tempo impegnata a valorizzare l’attrattività del proprio territorio tutto l’anno – commenta il presidente di Regione Liguria Marco Bucci -. Il Governo ha individuato la nostra Regione come capofila a livello nazionale del progetto Reg4IA per due settori: quello della riduzione delle liste d’attesa e quello della gestione dei flussi turistici grazie all’Intelligenza Artificiale.
Dopo i dati positivi di Agenas che la settimana scorsa hanno reso merito all’impegno nel settore sanitario, oggi questi numeri ci confortano anche nel campo turistico. Grazie all’analisi predittiva dei flussi, il nostro obiettivo è il miglioramento dell’offerta turistica in ogni mese dell’anno, per far scoprire la nostra straordinaria terra non solo nei tradizionali mesi estivi. Come sempre considero ogni passo avanti non come una meta raggiunta, ma come nuovo punto di partenza per fare ancora meglio. Dopo essere stata la prima Regione italiana a recuperare i livelli pre-Covid già nel 2022, siamo consapevoli che ormai da cinque anni consecutivi la Liguria registra numeri in crescita nel turismo e non è facile superarsi ogni volta. Ma il lavoro portato avanti dalla nostra amministrazione e dai nostri tecnici, fa da stimolo a proseguire su una rotta positiva”.
“Le politiche di destagionalizzazione attuate stanno ottenendo i risultati preventivati, come si evince da questi dati – aggiunge l’assessore al Turismo Luca Lombardi – le quasi 500 mila presenze in più in 5 mesi rispetto al 2025 sono un ottimo segnale della crescita della Regione e della strategia intrapresa. L’aumento dei turisti stranieri è frutto della presenza della Liguria alle più importanti fiere internazionali del settore: quest’anno siamo stati a Utrecht in Olanda, Madrid in Spagna, Sydney in Australia, Monaco, Berlino e Francoforte in Germania, Lione in Francia, Oslo in Norvegia, Pechino in Cina e New York negli Usa”.
“Un grande impulso – prosegue Lombardi – si è avuto anche dal Patto per il Lavoro nel Turismo, giunto alla nona edizione e firmato a gennaio con enti datoriali e sindacati. Aiutiamo imprese e lavoratori del settore con bonus assunzionali per un totale di 6 milioni di euro per stimolare la stipula di contratti a lungo termine o a tempo indeterminato: quest’anno le domande presentate sono state 585 per un totale di 2.425 contratti richiesti di cui 229 a tempo indeterminato. Inoltre abbiamo investito sugli eventi dei nostri meravigliosi borghi: nel 2026 sono 206 organizzati da Comuni, Pro Loco e associazioni locali, di cui un terzo programmati al di fuori dell’alta stagione estiva con un grandissimo ritorno in termini di presenze. Infine i turisti ci hanno scelto per tutte le attività outdoor da praticare anche nei mesi cosiddetti ‘spalla’: abbiamo investito nella rete dei cammini e delle ciclovie costruendo un’offerta che collega il mare con l’entroterra permettendo, grazie al nostro incomparabile clima, di vivere la Liguria per 12 mesi all’anno”.
“L’analisi dei dati – conclude il professor Luca Sabatini, consulente statistico della Regione – ci consegna anche un interessante delta tra l’aumento degli arrivi (+8,09%) e delle presenze (+8,85%): con una permanenza media che registra un leggero incremento dello 0,7%, il maggior volume di turisti si traduce in un’espansione proporzionale dell’indotto economico complessivo per il territorio”.
