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Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, Confraternita di San Giorgio: “senatori” e giovani. La festa e processione, a fine agosto, dedicata a Madonna della Guardia e Bambino Gesù di Praga


Leggiamo dal sito: La Confraternita di San Giorgio è formata da un gruppo di fedeli che, volontariamente, veste la caratteristica cappa bianca, stretta in vita da un cordone, e porta i crocifissi della parrocchia tra le strade, le piazze e le chiese di tutta la regione.

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L’importanza della Confraternita- Le loro gesta sono testimonianza di fede e hanno il compito di insegnare la dottrina cristiana, in nome della Chiesa, e di incrementare il culto pubblico. La Confraternita é intitolata a San Giorgio, ma la festa con la processione viene celebrata l’ultima domenica di agosto ed è dedicata alla Madonna della Guardia e al Bambino Gesù di Praga. Non essendoci un oratorio, i confratelli si incontrano nella chiesa antica. Il priore è Andrea Enrico e guida un gruppo formato da giovani e “senatori” che tramandano questa eredità da una generazione all’altra.

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La nascita nel 1989- Il giorno 26 agosto 1984 il signor Bernardo Briozzo dona alla Parrocchia di San Giorgio una piccola croce attorno alla quale, grazie a Don PelleLuigi Bruzzone e una squadra di giovani volenterosi, si forma un gruppo che partecipa a diverse processioni all’interno e all’esterno della Diocesi. Il 19 gennaio 1988, a seguito della donazione di un Crocifisso Processionale alla Parrocchia di San Giorgio da parte degli eredi dei defunti coniugi Gerolamo Guastavino ed Emma Dirce Bridi, il Comitato Parrocchiale conferisce al signor Luigi Bruzzone l’incarico di formare la confraternita. Con l’aiuto e l’impegno di tutti i confratelli si giunge al 23 aprile 1988, giorno della benedizione del nuovo Crocifisso da parte di Mons. Vescovo Alessandro Piazza; Padrini e Madrine sono i signori Paola Guastavino vedova Fizzotti, Gianni Guastavino, Ronni Gentile e Daniela Rebella. 

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Il 30 novembre 1988 si svolgono le prime elezioni e la nascita della Confraternita di San Giorgio diventa ufficiale il 2 gennaio 1989 con il decreto di erezione di Mons. Vescovo Alessandro Piazza. Il primo priore è stato il suo fondatore, e vero e proprio trascinatore, Luigi Bruzzone.

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La storia dei crocifissi- Nel 1999 Luigi Bruzzone, guidava una“squadra” di giovani che non potendo portare il crocifisso realizzato nel 1988, resero necessario realizzarne uno nuovo. Grazie allo sforzo organizzativo della confraternita ed economico del  Comitato Parrocchiale e di alcuni parrocchiani, inizia il percorso di realizzazione. L’immagine viene realizzata dal maestro scultore Goffredo Moroder di Ortisei. Rappresenta la figura del Cristo spirante ed è tratta dall’opera del Maragliano custodita nella chiesa di San Giovanni di Vado Ligure. Le parti cesellate e sbalzate vengono invece affidate al cesellatore Osvaldo Cipolla di Genova. Il nuovo crocifisso prende forma nei primi mesi del 2000 e viene inaugurato il giorno 19 marzo con la cerimonia di benedizione nell’antica chiesa di San Giorgio.

I confratelli di domani- Nel 2001 viene realizzato dal confratello Pierangelo Roba con l’immagine del maestro scultore Goffredo Moroder di Ortisei, un piccolo crocifisso che verrà portato in processione dai bambini della confraternita. Tutt’oggi viene utilizzato dai giovanissimi che vogliono muovere i primi passi nella confraternita per essere i “camalli” e “stramui” del futuro.

2/STORIA DELLA PARROCCHIA DI SAN GIORGIO-

La fondazione con Don Pelle- La parrocchia di san Giorgio nacque nel 1964, per volontà del Vescovo di Albenga Mons. Gilberto Baroni che, volendo assistere spiritualmente questa parte del territorio diocesano, istituì il 2 luglio la Parrocchia di San Giorgio Martire. Il primo parroco fu don Giuseppe Pelle, aiutato dalle suore Serve di Gesù Cristo, che con il prezioso contributo dei parrocchiani iniziarono subito a darsi da fare per far crescere la parrocchia. Venne costruito il salone parrocchiale, venne aperto l’asilo e qualche anno dopo venne costruita la nuova chiesa. Ecco che piano piano le famiglie di San Giorgio avevano trovato una loro identità e la forza di agire insieme, creando dal nulla una bella comunità attiva e ben operante, dopo che negli anni precedenti vivevano la loro vita di fede sparpagliati nelle varie parrocchie limitrofe. Ancora oggi la parrocchia di san Giorgio è una bella dimostrazione di una comunità attiva ed operante che collabora per tenere viva questa preziosa realtà.

Le suore di San Giorgio- Insieme al primo parroco arrivarono anche Suor InesSuor Anna e Suor Giovanna che diedero vita (insieme ad altre consorelle che si alternarono in parrocchia nei vari anni) e fecero da guida all’asilo parrocchiale, al catechismo e ai campi estivi nella casa di Garessio. Sono state una figura fondamentale di questa parrocchia fino all’agosto 2004, quando purtroppo con il dispiacere di tutta la comunità furono richiamate alla Casa Madre e la comunità religiosa fu chiusa.

I parroci di San Giorgio

  • don Giuseppe Pelle – primo parroco dal 1964 al 1990
  • padre Armanno Armanni – amministratore parrocchiale dal 4 novembre 1990 al 78 marzo 1991
  • don Severino Conti – da maggio 1991 a maggio 1994
  • don Andrea Armanini – da maggio 1994 a maggio 1995
  • don Aldo Mantello come amministratore parrocchiale da marzo 1995 a ottobre 1995
  • don Ivo Raimondo – da novembre 1995 ad agosto 2004
  • don Adriano D’Urso – da ottobre 2004 a luglio 2017
  • don Giancarlo Cuneo come amministratore parrocchiale da luglio ad agosto 2017
  • don Mattia Bettinelli attuale Arciprete dal 16 settembre 2017

 

LA ‘LEZIONE’ A CHI DISTRIBUISCE LE ‘ECCELLENZE’ DEL TERRITORIO –

Gli organizzatori della storica sagra- con quella del Crostolo di Loano, era un tesoro della tradizione- nel comunicato stampa evitano con onestà l’uso e l’abuso del termine eccellenze locali che invece continuano ad essere sbandierate dai mass media locali. Danneggiando le rarissime eccellenze (prodotti enogastronomici) rimaste. Si pensi solo quando in certi negozi e bancarelle di frutta e verdura campeggiano cartelli “Pesche di Albenga’, ‘Albicocche di Albenga’, “Cachi di Albenga”, “Fichi di Albenga”, “Prugne di Albenga”. Siamo anche arrivati oltre con le ultime coltivazioni ancora in essere “Cuor di Bue di Albenga” (invece….),  “Carciofi di Albenga…” (invece…..  ” Zucchina trombetta di Albenga (invece…). E potremmo continuare, concludendo solo: chi controlla e quanti controlli si fanno nei negozi, mercati settimanali, bancarelle di produttori locali e con quali risultati. Per arrivare  a leggere sul web e non solo: “La storica sagra del michettin valorizza le eccellenze locali”.

Sagra du Michettin

Dal 21 al 26 luglio 2026 si svolge la rinomata Sagra du Michettin, una festa in cui si trovano spettacoli musicali, mostre e concorsi fotografici. La sagra è dedicata al Michettin, il famoso pan fritto il cui impasto è realizzato con patate, farina, latte e lievito, cotto sul momento in grandi pignatte.

La sagra, famosa per il buon cibo, propone anche musica dal vivo, giochi per ragazzi e bambini, artigiani e commercianti che propongono i loro interessanti prodotti, mostre fotografiche, di arte sacra, di antiche attrezzature agricole e rassegne di musica da camera, classica e sacra.

La cucina del Michettin– Oltre al famoso Michettin, si potranno gustare molti piatti tipici del territorio come ravioli, polenta con sughi vari, gnocchetti al pesto, grigliate di carne e di verdura, totani fritti e un ricco assortimento di dolci.

Il migliore voto l’hanno dato migliaia di persone – giovani e meno giovani, residenti soprattutto e turisti- che non hanno voluto mancare all’appuntamento gastronomico.

Oggi, in tutte le sagre, con l’esclusione di quella dei ravioli artigianali di Massimino, si ricorre all’acquisto dei prodotti (Michettin escluso) presso grossisti di generi alimentari. Aveva fatto scalpore, alcuni anni or sono, la pagina pubblicitaria sul Secolo XIX e La Stampa del ‘Raviolificio San Giorgio’. Attivo dal 1969 è celebre per la sfoglia artigianale sottilissima, l‘uso di materie prime selezionate senza coloranti né conservanti, e specialità liguri come i ravioli di borragine, i pansotti e il pesto genovese, oltre a disporre di un laboratorio dedicato senza glutine. La Sfoglia e la Lavorazione: Il punto di forza è la sfoglia particolarmente sottile, pensata per esaltare il sapore del ripieno richiamando la tradizione della pasta fatta in casa. Non vengono impiegati conservanti aggiunti o coloranti artificiali.

Ebbene il titolo della pagina pubblicitaria: Il Raviolificio San Giorgio non è più fornitore della Sagra del Michettin di San Giorgio. Si seppe che all’origine una richiesta di ulteriore sconto da parte del parroco. Ovvero: abbiamo fornitori che ci praticano un prezzo minore. La risposta è arrivata con ‘arrivederci’ e il messaggio sui due media con la cronaca del ponente ligure.

Verrebbe da dire: quando si dice serietà commerciale. Purtroppo, sul fronte alimentare, sempre più mosca bianca. Eppure ormai le nuove generazioni ignorano non per colpa loro.

 


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