Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli ha perso il “guardiano” e fustigatore. Assente il Gonfalone del Comune, ultima offesa a l’ex sindaco DC che ha “servito” e onorato la sua città


Nei regolamenti comunali  è prassi istituzionale prevedere l’utilizzo e la presenza del gonfalone ai funerali di un ex sindaco. Una saggia e doverosa usanza. L’esposizione del gonfalone civico accompagnato dal Sindaco (o da un suo delegato) con fascia tricolore e, di norma, scortato dalla Polizia Locale.

di Luciano Corrado

E’ stata l’ultima offesa (sgarbo) alle esequie funebri del comandante Carlo Gambetta, tre mandati da sindaco con la DC. Non era l’uomo – ‘un vero uomo’ commenta un condirettore del Secolo XIX d’altri tempi-  per tutte le stagioni, che bramava i titoli onorifici. Anzi, non ne parlava proprio. Non ne sentiva il bisogno. Pensava quantomeno di meritare ciò che altri predecessori hanno avuto e lui stesso aveva rispettato l’usanza. A dire il vero era ‘assente’ anche il vessillo ufficiale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI). Durante le messe in suffragio dei marinai il Labaro viene alzato in segno di rispetto durante l’Elevazione Eucaristica con la presenzia con picchetto d’onore. Presente con due militi della Croce Bianca con il gagliardetto. Nella pubblica assistenza, quale milite e autista, Carlo ha donato il suo tempo, notte e giorno, per molti anni.

Don Angelo Magnano, già vicario della Diocesi di Savona-Noli, collaboratore volontario di Trucioli.it, con la rubrica L’Acuto (cronaca teatrale), scrive: Carlo Gambetta lo conoscevo, così come conosco i suoi figli. Un sindaco d’altri tempi, si potrebbe dire, leggevo spesso quello che scriveva su Trucioli.it  Lo ricorderò certamente nelle preghiere”.

Carlo che non aveva esitato a mettersi di traverso, a scrivere la verità, come era uso, quando due sindaci che in campagna elettorale aveva sostenuto (Pino Niccoli medico di famiglia, uomo di destra. Ambrogio Repetto fede a sinistra) sono venuti meno agli impegni morali e soprattutto a scelte e decisioni di politica amministrativa e urbanistica, lavori pubblici, controversie in corso, un crescente peso di spese legali con il denaro dei cittadini. E proprio Niccoli, presenjte alle esequie, ha riconosciuto con onestà intellettuale che “Carlo aveva il suo carattere e bisogna riconoscergli l’amore e l’impegno per il bene del paese”

Carlo non merita vana retorica e panegirici. Purtroppo per Noli e per questo umile blog ‘senza bavaglio’ la sua scomparsa significa la perdita dell’ultima memoria storica vivente. Carlo che non dimenticava, a corredo dei suoi articoli (che dal prossimo numero inizieremo a ripubblicare), di ricordare i defunti della settimana. Non è mai capitato di dimenticare o non conoscere la ‘genesi’ della famiglia, l’attività, il ruolo sociale. Ricordava tutti tramandando, attraverso l’universo del web, i cittadini di Noli e che le generazioni a venire potranno leggere.

Carlo, prima da uomo pubblico e poi da semplice cittadino che si occupava della vita pubblica con un bagaglio di conoscenza di specifiche tematiche non comune, non aveva bisogno di ‘essere incensato‘. Il vero incenso l’ha usato il celebrante al termine della Messa: “«Nelle tue mani, Padre clementissimo, consegniamo l’anima del nostro fratello Carlo.…” (In manus tuas, Pater clementissime, commendo animam fratris nostri Carlo, firma spe resurrectionis eius in novissimo die…). 

Si legge sul sito della diocesi di Savona-Noli: Don Danilo Grillo assumerà ufficialmente la guida delle parrocchie di San Pietro in Noli e dei Santi Pietro e Paolo in Voze sabato 24 ottobre 2026. La cerimonia d’ingresso inizierà alle 15:30 nella Concattedrale di Noli alla presenza del vescovo Calogero Marino. Continuerà a mantenere anche gli incarichi a Spotorno e Tosse.

L’ex gestore del bar Torino di Noli: “Con Carlo, persona rigorosa, eravamo soci e ci incontravamo  negli eventi dell’Associazione Nautico Leon Pancaldo di Noli. Sono in chiesa dalle 9,30. Ho letto da qualche social che i funerali erano a quell’ora”

Un ex seminarista, ora tra i decani del giornalismo savonese e ligure, uso recarsi alla messa festiva da una parrocchia all’altra delle tre diocesi ponentine, è rimasto colpito dall’assenza di chierichetti e pure di una ‘piccola cantoria’ in una Concattedrale. Come continua a stupire, non solo a Noli, l’abbigliamento indossato da chi entra in chiesa durante ( meno) una funzione religiosa. Pantaloncini corti, scamiciati, magliette-canottiera. Cosa che, ad esempio non si vede nei Paesi  nordici dove spesso i cattolici sono una minoranza. Le nostre mamme e nonne non entravano in chiesa senza coprirsi il capo di  mantilla, il velo cristiano.

A Noli e a Trucioli.it mancherà la forza morale e il coraggio di Carlo nell’affrontare i problemi di carattere pubblico, mai un’invasione nella sfera privata dei suoi concittadini. Senza Carlo non sarà più possibile leggere, da parte dei famigliari, amici, conoscenti, leggere quanto riportava su chi lasciava la vita terrena e i famigliari. Non accadeva quasi mai che si trovasse di fronte a defunti che non aveva mai conosciuto.

Carlo, come testimonianza di anni di lavoro in terra ligure, era rimasto l’unico cittadino che ogni settimana rispettava l’appuntamento con i lettori, forse più turisti delle seconde case, che residenti. I suoi articoli, tutti documentati e mai smentiti (menchemeno querele), non erano solo di critica. Anzi, proposte, ricordi di vita, aneddoti, il ruolo di suoi concittadini meritevoli per essersi impegnati a rendere onore a Noli.

Carlo aveva un’altra caratteristica non comune. Non scriveva di argomenti di cui aveva solo un’infarinatura o per sentito dire. Teneva copia di tutti gli articoli che scriveva in modo da non contraddirsi, anche in buona fede. Portava vanti con linearità e pervicacia quanto riteneva di interesse comune.

Carlo che nonostante l’eta avanzata, problemi di deambulazione, aveva la sua meta prediletta: l’hotel di Renato Torelli, il nolese che più gli è rimasto vicino, quasi sfidando chi ‘comandava’ e vedeva Gambetta persino un ‘nemico’.  E per ogni visita a Renato l’abitudine era la tazzina di caffè.

Il futuro neo parroco don Grillo nella sua concisa orazione ha ricordato: “A volte quello per noi sempre un bene per altri è un male”. Come voler di è comprensibile la diversa valutazione nei confronti di una persona che oggi non c’è più. Per noi invece è incomprensibile che un cittadino con la ‘schiena dritta’, esempio di rettitudine, di franchezza, di coerenza nelle sue azioni, possa essere tacciato alla stregua, si fa per dire, di una talebano dell’estremismo.

Il sacerdote ha aggiunto: “Il nostro fratello si è speso nell’impegno civile. Ma non siamo qui per dire se lui ha fatto bene o male il suo compito e senza ignorare i nostri limiti, il carattere che ognuno di noi porta con se”.

La figlia Marina che per una serie di ragioni è stata più vicina al papà ‘combattente’, anche per il suo impegno nel periodo che si era candidata sindaco. Oltre che seguire l’iter di alcune pratiche particolarmente delicate per le scelte dell’Amministrazione Repetto, in un commosso ricordo davanti ai presenti alla cerimonia funebre: “In famiglia siamo stati educati alla verità, al valore civicoe civico. Il suo carattere esterno di papà era lo stesso in famiglia. Vorrei che lo salutaste per l’ultima volta con un applauso”.

Nei nostri incontri, nelle frequenti conversazioni telefoniche non si parlava solo di fatti del Municipio. Carlo non nascondeva di aver cresciuto tre figlie e un figlio che praticano i valori del rispetto, responsabilità, empatia e onestà. E spesso aggiungeva, alla domanda che ogni padre di famiglia si pone (l’armonia tra i figli): “Sono sicuro che tramandano anche ai nipoti quei valori che con mia moglie abbiamo cercato di insegnare”. E poi scherzando “Se non sarà così, se perderanno la strada della concordia fraterna tu sei un giornalista….”.

Caro Carlo ha cercato invano di ‘consolarmi’ con quanto scrivo. Il nostro legame umano era tale che rischio di essere di parte. Non mi pento. Non ho mai scelto, nella professione, le mezze misure. Mi sono sempre schierato senza pensare a chi giova o meno. E ai nostri giorni ci troviamo un mondo, una nazionale, una realtà cittadina bel lungi dagli insegnamenti ricevuti dagli avi. Siamo di fronte a quel degrado che gli avi bollavano con queste semplici parole ” il pesce puzza dalla testa”. Una società che funziona male, la responsabilità principale è sempre di chi la guida e prende le decisioni. Addio Carlo, la mia promessa ci accompagnerà fino all’ultimo respiro.

Luciano Corrado

I 4 figli di Carlo e i 9 nipoti di cui andava fiero senza distinzioni. Non poteva mancare Gea la cagnolina che ha sempre tenuto compagnia al comandante

Il salute militare del comandante la stazione dei carabinieri di Noli, Luogotenente Raffaele Pace. Invece è rimasto in disparte il comandante in divisa della Polizia locale. L’ex sindaco non aveva esitato, in un paio di articoli, a puntare l’indice (senza smentite) contro le ‘omissioni’ di chi deve far rispettare la legge anche nei confronti dell’Amministrazione comunale 

 

 


L.Corrado

L.Corrado

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