“Forme d’Acqua” si intitola la mostra di opere di Giulio Tassara in atto da Sabato 27 giugno al “Circolo degli Artisti”, a Pozzo Garitta, ad Albissola Marina, con la proposta di dipinti e di ceramiche.
di Federico Marzinot


E’ stata introdotta da un indirizzo di saluto di Umberto Ravinale, presidente del “Circolo degli Artisti”, e presentata da Federico Marzinot, studioso della ceramica; sarà in atto sino a Domenica 12 luglio, orario di visita dalle 18 alle 20, Lunedì escluso.
Originario di Vado Ligure, residente a Savona, geometra professionista, Giulio Tassara ha maturato esperienze nell’ambito della progettazione e del disegno industriale. La sua poliedrica personalità lo ha portato inizialmente ad esprimersi nell’arte come attore e poi come scenografo nella compagnia teatrale savonese “La Torretta”, con importanti risultati.
In seguito la sua creatività, il suo pensiero stanno avendo, da oltre vent’anni, modo di esprimersi nel campo delle arti figurative, inizialmente con la pittura e poi, assieme ad essa, anche con la ceramica, come documenta questa mostra a Pozza Garitta, antologica di tale sentire di Giulio Tassara.
Nell’intento di dar vita ad un proprio, personale linguaggio, Tassara va rivolgendo la sua attenzione all’acqua, elemento esplicativo dell’origine e della natura dell’universo, assieme all’aria, la terra, il fuoco. In particolare l’artista va proponendo nelle sue opere l’acqua con la forma e la figura d’una goccia, un contenitore al cui interno trovano armonia le pulsioni, positive e negative, presenti nel nostro io. Il filo conduttore delle opere di Tassara sono stati inizialmente temi legati alla filosofia; recente é la sua attenzione prevalentemente a quelli del sociale e del destino dell’uomo, come, ad esempio, con il dipinto “27 gennaio” qui in mostra: é dedicato, con un’efficace presenza di tante gocce, a “Il Giorno della Memoria”, per commemorare, ogni anno, le vittime dell’Olocausto ed in Italia anche quelle delle leggi razziali fasciste, coloro che rischiarono la vita per aiutare tali perseguitati, i deportati militari e quelli politici.
Con evidenti richiami all’arte figurativa, Tassara si esprime in opere dal tratto deciso, geometrico, dall’evidente, forte ritmo compositivo, che le rende riconoscibili; assembla spesso materiali di recupero che, con le loro preesistenti ed evidenti forme, hanno stimolato l’artista ad avvicinarsi alla ceramica: ne sono risultate spesso sculture eteree, sulle quali sono presenti applicazioni geometriche in cartone, prevalentemente monocrome.
Federico Marzinot

Giulio Tassara va esponendo dal 2019 in numerose mostre collettive in Liguria ed in altre regioni italiane, con riconoscimenti, tra cui il terzo posto fra i premiati dell’edizione del 2021 della Biennale “Aurelio Galleppini”, di Chiavari.
