Succede in questi giorni a Imperia. Un asfalto appena rifatto si scioglie al sole. E gli scooter finiscono a terra. È successo in via Angiolo Silvio Novaro, alla Galeazza, nel tratto tra la Rabina e l‘IM-Compiuta, inaugurata la settimana scorsa.

Eppure non si tratta di un caso isolato. Chi percorre certe strade comunali, provinciali, a volte statali (ANAS), e non riguarda solo l’imperiese, si trova alle prese con le ‘insidie’ di asfalto che cede perché si scioglie alle forti temperature che proprio sull’asfalto si ‘maggiorano’. Da qui la necessità, ovvio con una maggiore spesa, a fronte della durata e della stabilità. Non siamo in grado di sapere cosa esigono o consigliano gli uffici tecnici competenti e quale sia la scelta decisionale dell’assessore delegato. Per quanto riguarda Comuni e Province.
Sicuramente siamo di fronte ad un lavoro “a regola d’arte”. L’assessore competente per i lavori stradali e le manutenzioni nel Comune di Imperia è il geometra Gianfranco Gaggero. La carica, che fa capo all’Assessorato ai Lavori Pubblici, si occupa della gestione della viabilità, del rifacimento dell’asfalto e della cura delle infrastrutture cittadine.
Il dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune di Imperia—che include i servizi Lavori Pubblici, manutenzioni e Suolo Pubblico—è l’ingegnere Marco Marvaldi.
I lavori ono stati commissionati e diretti dalla società Rivieracqua S.p.A. Il presidente del Consiglio di Amministrazione di Rivieracqua S.p.A. è Giuseppe Torno, mentre l’incarico di Amministratore Delegato (AD) è ricoperto dall’ingegner Giuseppe Testa.
I media-socil imperiesi fanno questa ipotesi: L’asfalto non avrebbe avuto il tempo necessario per indurirsi a dovere e, complice il caldo record di questi giorni, si sarebbe letteralmente sciolto sotto i mezzi in sosta, facendo cadere moto e scooter.
Non è stato spiegato, almeno da quanto si legge, per Trucioli.it, che ormai si fa uso di “strategie tecnologiche di regolazione termica”. Forse per una semplice (?) strada comunale non si è ritenuto di richiesto nel ‘capitolato’. Infatti per contrastare gli effetti negativi del calore sull’asfalto, oggi sono disponibili numerose soluzioni tecnologiche. L’obiettivo è aumentare la resistenza del conglomerato bituminoso alle alte temperature, migliorando la sua stabilità e prolungandone la durata anche in condizioni climatiche estreme. Una delle strategie più efficaci è l’utilizzo di additivi modificanti e rigeneranti, che agiscono direttamente sulla composizione chimica e la struttura del bitume, migliorandone le prestazioni termiche. Con gli additivi polimerici o rigeneranti:
- si innalza il softening point, ovvero la temperatura a cui il bitume inizia a perdere consistenza;
- si migliora la coesione interna e la resistenza al carico permanente;
- si riduce il rischio di deformazioni plastico-viscose dovute al traffico veicolare.
- utilizzo di aggregati chiari o trattati per aumentare l’albedo, cioè la capacità riflettente del manto stradale;
- impiego di leganti modificati con polimeri elastomerici o plastomerici, che conferiscono maggiore stabilità alle alte temperature;
- progettazione di strati strutturali più performanti, con maggiore spessore o con strati antiriflesso tra vecchio e nuovo manto.
Rivieracqua S.p.A. è una società a capitale misto pubblico-privato. La Parte Pubblica (52%)- Il pacchetto di maggioranza è detenuto da 39 comuni della provincia di Imperia, i quali esercitano un controllo analogo congiunto sulla società. La Parte Privata (48%)- La quota di minoranza qualificata è detenuta dal socio operativo Acea Molise (parte del Gruppo Acea), che ne ha assunto la gestione operativa. Acea Molise appartiene interamente al gruppo Acea Acqua, essendo una società interamente controllata da quest’ultima. A sua volta, Acea S.p.A. è un’azienda multiservizi quotata in borsa e partecipata a livello pubblico e privato, che vede come azionista di maggioranza Roma Capitale (51%).
- Suez S.A. (multinazionale francese), che detiene circa il 23,3% delle azioni.
- Francesco Gaetano Caltagirone, tramite partecipazioni, con una quota del 5%.

Nessuna apertamente schierata pro o contro questo e quel partito come succede nei quotidiani del senatore e imprenditore Antonio Angelucci (gruppo Lega di Salvini), 82 anni. E’ l’editore del polo editoriale di centrodestra che comprende tre principali quotidiani nazionali:
- il Giornale: acquisito dalla famiglia Berlusconi (Silvio e il fratello Paolo socio di minoranza) nel 2023.
- Libero: controllato tramite il gruppo Tosinvest.
- Il Tempo: quotidiano romano rilevato nel 2016.
Angelucci, assente al 98% dei lavori al Senato. Con la holding Tosinvest possiede e gestisce una rete di 23 strutture sanitarie in Italia (tra cliniche private e centri di riabilitazione). La maggior parte delle strutture è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ed è così distribuita.
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- 15 nel Lazio (es. il San Raffaele a Roma)
- 4 in Puglia
- 1 in Basilicata
- 1 in Sardegna
- 1 in Abruzzo
- Giampaolo (classe 1972), il più attivo nel gruppo.
- Alessandro (fratello gemello di Andrea).
- Andrea (fratello gemello di Alessandro)

Antonio Angelucci e i tre figli in una foto di alcuni anni fa
